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Autore: Kikkakokkole98    07/09/2017    0 recensioni
Kayo "Woz" è un vecchio bambino di vent'anni che frequenta la facoltà di Comunicazione della Moda alla Satchence University di Remortown.
Insieme ai suoi amici e compagni di università, vivrà mille avventure, e crescerà soprattutto...nella sua fatica di impegnarsi per dare gli esami per la laurea e soprattutto...per conquistare il cuore di una ragazza molto speciale...
In questo turbinio di esperienze ed emozioni...Kayo imparerà dalla scuola che è la più importante e la più profonda di tutte, e cioè l'Università della Vita!!1!
Genere: Commedia, Romantico, Slice of life | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het
Note: Lime | Avvertimenti: nessuno
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woz
CAPITOLO 2:

LA STATUA MALEDETTA DI MNAARWGHK

"Porcaccio Woz che rodimento di bucio di culo" disse Kayo Woz, appena rimise piede alla Satchence University di Remortown.
Kayo Woz e Mowree avevano fatto il viaggio insieme sul treno, che li portava dal Sabinshire a Remortown.
Era il famoso e glorioso treno della tratta Orton-Fewmechester, che portava dal Grande Aeroporto regionale in Culony.
La Culony era un po' più a nord del Sabinshire. Era abitata prevalentemente dal sottoproletariato industriale di origine scrotoslovacca, albarumese, fipippina, rajikindistana, necrocchina e mammalucca.
Però lì c'avevano pure costruito certi villoni megagalattici abusivi, fra i paesi fatiscenti e i colli morbidi, anche dei facoltosi svervegesi, olbelghi, irlinghesi e totofranchi.
La Talyland e i suoi abitanti, i taliani, erano infatti da tutto il mondo stimati per la semplicità dei loro semplici costumi, per la bellezza del loro bel paese, e per la facilità dell'evasione fiscale.

"Porcaccio Woz di nuovo" disse Kayo Woz. In realtà non lo disse, che mica serve ripetersi in tal modo, ma glielo feci ridire io lo stesso, apposta.
Lo feci per tornare sulle redini della storia dopo la breve parentesi etnografica di cui sopra.

"Eh vabbè eh dai e ce lo sai e così e cosà e pappà!" diceva Mowree per sdrammatizzare, "dai che un pochettino avemo dato una bella ripassata, che oggi l'esame non andrà male! Gli romperemo il culo a quella testa di cazzo di O'Connory! Eheh!".

"Sì daje oh!!" disse Kayo, rinfervorato dai discorsi rassicuranti del suo amico.

Kayo e Mowree avevano l'esame quella mattina, mentre Andrey lo aveva il pomeriggio. Thoby aveva già fatto l'esame, e se guardava gli esami degli altri gli veniva ansia.
"Mi viene ansia!" diceva Thoby, "se guardo gli esami degli altri! Che ansia! Perché poi se vanno male io mi prendo i loro voti che cancellano i voti che ho preso e si imprimono al posto dei miei voti! Aaaahhh!!!".

Erano entrati nella piazza principale del Campus, piazza Moraldy. Moraldy era un politico del secolo scorso, di quarant'anni fa.
Era uno scassacazzi. Infatti era stato ammazzato proprio per questo motivo.
I servizi segreti taliani avevano all'epoca collaborato con la SIAYEY!!! (da pronunciare con enfasi gioiosa), l'organizzazione segreta dello Stato Merregano (all'epoca il più potente al mondo), per rapire e uccidere quel rompicoglioni.
Infatti con la sua tendenza alla moralità e al dialogo con il Partito Rosso stava donando alla Talyland una certa pericolosa parvenza di reale dialettica politica, ovviamente contro gli interessi imperialisti che lo Stato aveva sulla Talyland.
Per questo lo avevano rapito e ammazzato responsabilizzando i Terroristi Rossi Pazzi, che erano delle marionette ebeti che facevano un po' di caciara qua e là.
Però gli avevano dedicato numerose piazze e vie per la nazione. Era per ricompensarlo per lo sforzo di sottoporsi all'uccisione, così avevano la coscienza di aver fatto il bene per tutti quanti noi.

"Ahò, a narrato', ma volemo parla' de mafiosi o continua' sta storia de noantri?" mi dice Kayo.

Ok Kayo, scusami, torno alla tua storia, alla nostra storia, e perdona le mie eccessive divagazioni. Me lo dicono sempre le mie Poesie a Caso, che sono una divagatrice! Ihih!! Stasera mi sfogherò un po' su Supercomplotto.com, allora.

Insomma, ecco, basta, ritorno alla storia, ecco.

Kayo e Mowree si stavano dirigendo all'edificio Fearem, dove il professor O'Connory aveva dato appuntamento per l'esame di Parrucche.
Camminavano a testa alta fieramente. Certo per un po' di nervosismo d'esame che avevano era normale che gli scappavano qualche scorregge, ma erano quelle scorregge silenziose, che però puzzano tanto ma se cammini poi non ci fai caso più di tanto. Soprattutto se devi pensare a Parrucche e ripassare tutte le parrucche a mente.

"Kayo! Mowree! Ehi raga, mi vedete? Sono qui!" disse a un certo punto una voce dietro di loro.

"Chi è?" disse Kayo.
"Chi è?" disse Mowree con molta fantasia 0.13 secondi dopo Kayo.

Non l'avessero mai fatto, di girarsi a vedere la voce che li chiamava!

"AAAAAAAAAAAHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHH!!!!!!!!!" urlò Kayo piegato in ginocchio con le mani alle tempie.
"OOOOOOOOOOOOOOOOOOOOHHHHHHHHHHHH!!!!!!!!! POOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOORCA PUTTAAAAAAAAANAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAHHHHHHHHHHHHHHH!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!" urlò Mowree stramazzato al suolo.

"AHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAH!!! Sto a mori'!!!!!!" disse la voce.

Kayo e Mowree si erano voltati da dove proveniva la voce...

                    ...ma la voce per fargli dispetto si era posta nientemeno che sotto la STATUA MALEDETTA DI MNAARRWGHK!!! Aiuto!!!!1!...
                                                             
                                                                 ...dovete sapere bene, ragazzi, che la Statua Maledetta di Mnaarrghk, che dominava il centro di piazza Moraldy, era la statua più orribile e maledetta concepita dalla perversa mente umana.

Essa rappresentava la dea Mnaarrwghk, ed era una dea maledetta e vomitevole e disgustosa e blasema e svergognata e terrificante.
Aveva in faccia un'espressione impassibile di Morte. Con le sue braccia enormi di pesista sclerorussa teneva innalzata l'Asta dell'Ignoranza, con cui malediva gli studenti.
La statua aveva infatti il potere di maledire l'esame di uno studente e sancirne il totale fallimento con il solo sguardo. Per questo guardarla prima di fare un esame era atto di sicura, enorme disgrazia.

"Perché c'hai fatto voltare?! Mannaggia a te brutto stronzo! Sempre a fa' ste cose! Ci godi proprio a far soffrire gli altri!" urlò Kayo con la voce strozzata dalla disperazione.
"Già! Sei proprio un pervertito, ti diverti così!! C'è!!!" rimarcò Mowree con le lacrime agli occhi.

Il crudele concepitore di quello sfortunato e rovinoso scherzo era niente meno che...Neath!!

Neath era membro della combriccola di Kayo e dei Superamici, ovviamently. Neath si divertiva sempre a giocare brutti scherzi infami, e a prendersi gioco di chiunque, e a menare per il naso anzichenò.
Insomma, pigliava per il culo a tutti.
Lo faceva con così tale ostentazione, fierezza e divertimento, perché era brebbeo.

Come tutti i brebbei, Neath era molto intelligente, molto straricco e molto bastardo. Era un brebbeo del ramo sfarfaddita.
Aveva la carnagione d'oro zecchino, i capelli corvini lunghi fino alle spalle, occhi neri e vispi e vivissimi, barbetta e baffetti da usuraio del XVI secolo che ogni tanto tagliava, e un dad bod pelosetto che ostentava ogni tanto stiracchiandosi, ferale e occulta simbologia dell'opulenza, dell'appagamento e della lussuria offertigli dalla vita brebbea che conduceva.

"Figlio di una puttana troia! Ci fai voltare così, a faccia a faccia con quella mandrucona di latta!" disse Mowree.

"Eheh! Ma dai! Ma non crederete mica a 'ste cose dai! Che deficienti siete!" diceva Neath.

"Mo' ti spacco la faccia!" disse Kayo.

E Kayo fece per assalire Neath da dietro la schiena. Riuscì a salirgli e cominciò a sfregare il pugno sulla capocchia, facendolo inciampare. Così Kayo e Neath caddero in una pozzanghera di fango sbattendo il muso.

"Ahahahahahahahah!" risero insieme, come fanno i veri amici, che hanno la vera amicizia, l'amicizia vera, l'amicizia bella, quella lì, che litighi e poi ti riappacifichi, e ci scherzi su, insomma. Capito no?

"Sì vabbe' ahahah ma stamo a fa' tardi! Fra poco tocca a noi! Daje Kayo!!" disse Mowree per far spicciare Kayo.

"Oh sì apparte gli scherzi dobbiamo fare Parrucche! Ma tu Neath lo dovevi fare in 'sta sessione Parrucche no? E come t'è andata?" disse Kayo.

"Ho preso A! Ahahah!!" disse Neath ridendo.

"Brutto bastardo! Ahahahah!!" disse Kayo.

"Kaye Dajoooo!!" insisté Mowree frettolosamente.

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Kayo e Mowree si presentarono appena in tempo all'aula del professor O'Connory.

Il professor Rickyan Goldlando Etsy O'Connory - Defrappizzetti era un ormai sessantenne rampollarrosto di una famiglia di straricchi, di madre taliana e di padre straliano.
Dinanzi all'abulica vacuità e nebulosità della sua esistenza, di sua madre che non l'ebbe mai allattato e di suo padre troppo impegnato a girare per il mondo, O'Connory decise che forse gli piacque un pochetto sul finir della primavera di dedicarsi in vita sua allo studio delle Parrucche, gloriosa disciplina modulistico - cuoiocapelluta di cui abbiamo già detto.

Rickyan il nostro era sempre annoiato e non provava più sentimenti, perché le aveva perse tutte negli spendispandi matrimoniali e filiali, e nel concentrarsi di inventare una nuova parrucca rivoluzionaria, invano.
Ma perlomeno aveva le citazioni. Eccome se contano ad oggi le citazioni! Soprattutto per un intelletto parruccologico come il suo...

Lasciava che sua moglie Betty si strafogasse nelle carte di credito e nello champagne, perché ormai non aveva più da strafogarsi su di lui, ché del suo antico sciarmo era rimasta solo una corazza epidermica rugosa e color porpora, innestata su di un'esigua impalcatura ectodermica di nervi varicosi, ossa rotte e gessetti colorati.

"Buongiorno professore" dissero Kayo e Mowree entrando in aula.

"." disse O'Connory.

"Ehm, salve, buongiorno" disse Mowree, facendo qualche passo più avanti.

"." disse O'Connory.

"Ecco, vorremmo confermare il voto finale per l'esame di Parrucche" dissero insieme,

"." disse O'Connory.

"Bene, ecco...ecco, insomma, ecco, cioè, tu che volevi fare Kayo, volevi fare lo scritto senza dare l'orale no?" chiese Mowree.

"Si..." disse Kayo.

E mentre O'Connory continuava a dire di continuo ".", Kayo intuì che quello che doveva fare era prendere un foglio di verifica dalla risma di fogli che si trovavano sulla cattedra, e che doveva mettersi in un cantuccio a fare lo scritto entro due ore, e che poi doveva riconsegnare. E che se non voleva lasciarci la pelle con quel compitaccio, doveva sbatterci perbenino la capoccia facendo anche lui "." tutto il tempo.
Per fortuna che Kayo, dotato di buona e ragionevole intuizione, aveva intuito tutto questo in una frazione di tempo, dacché altrimenti non avrebbe capito granché da quello che diceva il professore, che continuava a fare sempre ".".

Mentre Kayo iniziava lo scritto, Mowree si apprestava a rinforzare il voto del suo scritto con un'interrogazione orale.

"Professore scusi posso fare una domanda?" disse Mowree.

"." disse O'Connory.

"Ehm, professore, mi scusi...!" disse Mowree.

"...SONO IO CHE FACCIO DOMANDE!!!" urlò O'Connory battendo il pugno sulla cattedra, rimanendo fermo impassibile ad osservare il vuoto.

"Ecco, professo'...io...mannaggia devo fa' 'na piscia...vabbè prima lo faccio prima me lo levo e prima piscio" disse Mowree, con il discorso che s'incrinò da bassa voce a disilluso soliloquio interiore.

"Descriva una parrucca secentesca maschile mediante affinizzazione" disse O'Connory come prima domanda.

"Bene, ecco...allora la parrucca la riduciamo estraendo una base dai ciocchi di capelli...e poi così e poi colà..." fece Mowree per rispondere alla domanda di O'Connory.

Intanto Kayo dava l'anima per prendere un votaccio decente a quel compito.

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Passati venti minuti. O'Connory fece l'ultima domanda a Mowree.

"Dimostri che una parrucca fuxia ammette sempre una ciocca autoaggiunta" chiese O'Connory.

"Mannaggia a me non l'ho rivista sta cosa...beh vedemo se me vie'...se no pazienza all'altre cose gli ho risposto..." diceva fra sé e sé Mowree, "ecco...vediamo...ecco...insomma...ecco...allora...eh...se faccio così?...no e allora...così?...no..." temporeggiava Mowree.

"." disse O'Connory.

"Ecco..." diceva Mowree.

"...senta NON MI FACCIA PERDERE TEMPO SE NE VADA!!!" disse O'Connory guardando attraverso la lavagna coi raggi X. Rossi.

"Oh...ma..." diceva Mowree sconsolato.

Ma O'Connory aveva già preso il foglio della votazione finale, aveva firmato e scritto il voto. Fece cenno con la mano di allontanarsi a Mowree, osservando con rabbia immane un piccione sul davanzale della finestra.

Intanto Kayo stava continuando il compito. Ma subito dopo che Mowree se ne andò dall'aula O'Connory passò e levò dalle mani il foglio a Kayo.

"Ma...professore...non avevo due ore?!?!" chiese scosso Kayo.

"Non mi va di correggere tutto. Ti levo sei punti" disse O'Connory.

"Ma...Io!!!" urlò il povero Kayo.

"." disse O'Connory mettendo il foglio protocollo nella sua valigetta.

"...ma posso chiederle almeno..." tentava di dirgli Kayo.

"...SE NE VADA NON PERDO TEMPO CON LEI! NON VALE NIENTE!! VADA VADA!!!" disse O'Connory spingendo le spalle a Kayo e chiudendogli la porta in faccia.


   
 
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