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Autore: FumikoSakamoto    09/09/2017    1 recensioni
Quello che io provavo per lui era un amore puro.
Quello che lui provava per me era un amore malato.
Avevamo una relazione d'amore e di sangue...ma io non lo avevo capito.
Genere: Horror | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het
Note: nessuna | Avvertimenti: Violenza
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MI SONO INNAMORATA DI UN RAGAZZO YANDERE
CAP. 1

“Ti sei innamorata???Non…non ci posso credere!”
Credo che tutto sia nato da quella mia confessione che feci a una cara amica.
Eravamo all’ultimo anno del liceo ed io,prima di allora,non avevo mai avuto un fidanzato vero e proprio.Negli ultimi 6 anni,per giunta,avevo eliminato la parola amore dal mio vocabolario in seguito ad un “tradimento” subito dal fidanzatino delle elementari.Si sapeva fin dalla notte dei tempi che i fidanzamenti delle scuole elementari  non erano nulla di serio,tuttavia io non ne ero a conoscenza.
“Abbassa la voce,stupida!!” sentenziai arrossita “Vuoi che lo sappiano tutti??” aggiunsi diventando più rossa di un peperone.
“Magari!Così lo saprebbe anche lui...” mugugnò lei accennando un sorrisetto.
In quel momento l’aula era illuminata dalla calda luce rossa del sole che tramontava.Fortunatamente gli altri nostri compagni di classe erano andati alle attività dei club o si erano rifugiati a casa.La mia amica ed io,dato che non avevamo nulla da fare,decidemmo di rimanere in classe a parlare del più e del meno,anche se tecnicamente non si poteva rimanere il pomeriggio a scuola per perdere tempo.
“Chi è il fortunato?” chiese con uno sguardo malizioso.
La guardai cercando di rimanere il più seria possibile,però non ce la facevo:mi sentivo calda in viso,le gambe mi tremavano,il cuore batteva all’impazzata e stavo anche sudando.
“Uhm…beh…”
Esitai per un attimo.Mi affacciai alla finestra,puntai il dito contro il vetro e dissi:
“Lo vedi quello lì?Quello che sta addobbando la scuola per la manifestazione che si terrà tra due giorni?Beh,è lui…abbiamo parlato due o tre volte ma non mi ricordo come si chiami.”
La mia amica si affacciò alla finestra,lo guardò e sgranò gli occhi,poi si alzò improvvisamente voltandosi dalla mia parte,poggiò le mani sul banco,si piegò verso di me e mi guardò dritta negli occhi.Ricambiai il suo sguardo ignara di cosa volesse fare.
“CON-QUI-STA-L-O” sillabò “Sono sicura che lui ricambi i tuoi stessi sentimenti!”
“Basandoti su cosa,Toyoko?” le chiesi “Non hai uno straccio di prove per confermare la tua ipotesi…” ribadii “…poi di sicuro io non gli piaccio,quindi perché tentare se so già la nuda e cruda verità?”
“Perché questo è quello che credi!” rispose “D’altronde neanche tu ci hai parlato spesso,quindi come fai a dirlo?”
Sbuffai.Al solo pensiero di credere che io gli potessi piacere sentii un senso di realizzazione ma allo stesso tempo di paura.Insomma,due fidanzati si baciano,dimostrano il loro amore facendo regali o dedicando frasi dolci e finiscono per avvicinarsi più di quanto debbano.Io,però,non ero ancora pronta per una relazione del genere.
Sì,i baci li avrei accettati ma che non fossero spinti.Avrei accettato solo quelli a stampo.
Sì,le frasi e i doni li avrei accettati,ma non ero il tipo di ragazza che riusciva ad esternarsi con la gente dal punto di vista emotivo,quindi avevo paura di deluderlo alla vista della mia “reazione”.
L’unica cosa che non avrei accettato era un contatto fisico fuori da quello “superficiale”,o almeno non l’avrei accettato a quell’età.Forse,passato qualche anno,avrei cambiato idea e mi sarei data alla pazza gioia,ma a 18 anni mi ritenevo ancora piccola per certe azioni.
Una relazione,quindi,poteva essere abbastanza problematica per me.
Cambiammo argomento e continuammo a chiacchierare fino a quando suonò la campana della chiusura della scuola.Gli insegnanti invitarono tutti gli alunni ad uscire dall’edificio e a tornare a casa.Ai ed io prendemmo le nostre borse,sistemammo le nostre sedie e scendemmo al piano terra.Qui ci cambiammo le scarpe e iniziammo a dirigerci verso le nostre case.
Durante il tragitto avevo l’impressione che qualcuno ci stesse seguendo.Mi voltai più volte per verificare la mia sensazione,ma le risposte non arrivarono,quindi dopo un po’ feci spallucce,non mi voltai più e tenni uno stato di allerta.
Arrivai davanti casa.Mi avvicinai alla porta d’ingresso,tesi il braccio verso il campanello e suonai.
“Buonanotte Izumi”
Mi girai di scatto,ma ancora una volta non c’era nessuno.Quella voce mi era familiare,ma avendo la memoria corta non ricordavo dove l’avessi sentita prima.Era una fredda serata d’inverno,ero stanca e avevo fame,quindi arrivai alla conclusione che la persona che ci stava seguendo e che mi stava dando la buonanotte fosse solo frutto della mia immaginazione.
La porta si aprì e sull’uscio apparve una donna bassa e leggermente anziana.
“Bentornata Izumi” disse.
“Ciao mamma” salutai.
Entrai e chiusi la porta alle mie spalle,lasciando fuori di casa lo stalker immaginario che mi aveva dato la buonanotte.

 

PROLOGO CAPITOLO 2

Arrivò il giorno successivo.Quella volta non furono i raggi solari a svegliarmi,bensì la vibrazione del cellulare che scuoteva leggermente la scrivania.La mia faccia poggiava pesantemente su un libro aperto che aveva fatto da cuscino per quelle poche ore di sonno che avevo racimolato.
Intanto il cellulare continuava a squillare e la vibrazione simulava un terremoto sulla scrivania.
“Chi è il deficiente che chiama a quest’ora del mattino??” pensai.
Tesi la mano verso il cellulare e lo afferrai.Non diedi molta importanza al mittente della chiamata perché ero davvero troppo stanca per dargli un qualche valore.
Accettai la chiamata e avvicinai il cellulare all’orecchio.Avrei voluto cantarne quattro a quel farabutto che aveva l’energia di chiamare di primo mattino,tuttavia ero troppo stanca per farlo.
 “Pronto…?”
“Izumi,dormigliona che non sei altro,cosa ci fai ancora a letto??” l’eco della voce di Ai rimbombava nell’orecchio “Sbrigati perché è tardi e ti stiamo aspettando qua da un bel pezzo!!”
“…uhm,ok…adesso arri…” mormorai sbadigliando “…ASPETTA UN ATTIMO!!” aggiunsi una volta conscia di ciò che disse “Stiamo?Chi c’è lì con te??”
“Se non ti sbrighi non lo saprai mai!” rispose ridendo maliziosamente “Comunque devi muoverti perché sono quasi le 8!!Siamo davanti al cancello di casa tua!” aggiunse per poi chiudere la chiamata e lasciarmi con un palmo di naso.
Guardai l’orologio del cellulare:effettivamente Ai aveva ragione perché erano le 7:53 e noi saremmo dovute essere in classe alle 8:15.
I libri,i quaderni  necessari e il cellulare vennero buttati in fretta e furia nella borsa.Mi cambiai i vestiti,mi pettinai,uscii dalla camera ed andai in cucina a prendere qualcosa da mangiare durante il tragitto.Aprii le dispense e accaparrai una brioche confezionata,uscii di fretta e chiusi la porta d’ingresso a chiave,dato che a casa c’ero solo io fino a quel momento.Presi un bel respiro e mi voltai.
“Scusatemi per il ritardo.Sono stata sveglia fino a tarda notte per finire i compiti e…"
Accorgendomi della situazione in cui ero capitata non sapevo se essere grata ad Ai o prenderla a calci.


 

ANGOLO CAFFÈ

Buonsalve a tutti!Come potete ben vedere è stato aggiunto il prologo del capitolo successivo.Ebbene,ciò accadrà anche per i capitoli a venire(se non deciderò improvvisamente di cancellare la storia,coff coff),non siete contenti?
LETTORI:No.
Ah,ok.
Comunque sia,spero che vi sia piaciuto :D
Ci vediamo presto...o forse no,ehehe.

   
 
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