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Autore: Morwen_9_04    13/09/2017    0 recensioni
Salve a tutti, dopo tanto tempo sono ritornata su EFP come scrittrice. A causa di vari problemi, ho dovuto abbandonare il mio vecchio account ed ora ne ho fatto uno totalmente nuovo.
Questa storia fa parte della trama di un mio OC, creato per i GDR, ed ho deciso di pubblicare la sua storia su questo sito. Premetto che non pubblicherò le storie puntualmente, ma appena ne avrò il tempo.
Spero che questa storia vi piaccia e mi scuso per eventuali errori di ortografia, grazie.
Genere: Commedia, Fantasy, Sovrannaturale | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het, Yaoi, Yuri
Note: Lime, Raccolta | Avvertimenti: Threesome, Violenza
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"Perché mi succede questo? Ho fatto qualcosa di sbagliato?...Non...Non capisco..." 

Un pianto smorzato dai singhiozzii echeggiava all'interno di quel luogo tetro, freddo e con un acuto odore di muffa. Nella mente della giovane studentessa quelle domande rimbombavano come tamburi infiniti, mentre a malapena muoveva le dita delle mani ormai mezze addormentate per via della corda ai polsi troppo stretta. Una veste bianca e tagliuzzata copriva il suo corpo, un tempo forte e ben durato ed ora con tagli, bruciature ed ematomi ovunque, causati dalle varie torture subite. Gli occhi non erano più abituati alla luce del sole, in quel posto non ve ne era traccia, la voce le tremolava, il freddo era pungente e le faceva male, visibilmente denutrita ed ormai rassegnata a quello che le poteva succedere. Fino ad una settimana fa era una normale ragazzina sui quindici anni, andava a scuola, si vedeva con le amiche e gli amici, praticava sport come tennis, arti marziali e a volte anche calcio. Aveva avuto la sua prima cotta per uno più grande di lei, stava progettando il suo futuro già da ora, sempre gentile con tutti e ben amata...O almeno così pensava. Chi mai poteva amarla e farle tutto questo? Non i suoi genitori, loro la adoravano. I suoi amici? No, erano persone adulte quelle che l'avevano rapita. Chi poteva concepire tutto...quell'odio.

-Oggi è il gran giorno. Presto lascerai queste misere spoglie umane per far spazio a qualcosa di più grande e maestoso.-


Eccola quella voce, così profonda e piena di pazzia. Quell'uomo incappucciato e con una maschera completamente bianca sul volto, con solo due buchi per gli occhi ed il naso, era colui che ogni giorno le praticava diverse torture per testare la sua resistenza e, dato che non era morta come le altre, era stata scelta per quel rituale. Non le era stato spiegato nulla, solamente che sarebbe rinata in qualcosa di meglio, più potente e di una bellezza senza eguali, a parer loro. Aveva intravisto una sala illuminata da molteplici candele, che mettevano in evidenza strane scritte e disegni alle pareti e sul pavimento in pietra. Era terrorizzata all'idea di quello che potessero farle, confidando nell'arrivo dei soccorsi che l'avrebbero salvata da quell'inferno, convinta che da un momento all'altro dal buio le arrivassero le voci dei suoi genitori e che sarebbe tornata nella sua casa. Si sarebbe, invece, rassegnata molto presto, soprattutto quando due figure incappucciate e con la stessa maschera la presero di forza e la portarono in quella stanza. Il tragitto sembrava non finire mai per lei, visto lo stato confusionario in cui si trovava, facendole chiudere gli occhi per qualche secondo, ma abbastanza per farle rivivere una situazione in cui si era ritrovata l'anno prima. Si trovava a scuola, frequentava ancora il secondo anno, ma già era conosciuta per il talento che aveva dimostrato negli sport. Era stata presa di mira da alcune ragazze più grandi per il fatto che quasi tutti i ragazzi le stavano dietro, dichiarandosi a lei come se fosse scontato che si fosse messa con loro. Un giorno la fermarono in gruppo, circa cinque adolescenti, portandola all'interno della palestra, naturalmente deserta. Il "capo branco", una finta bionda con già il trucco sul volto, prese l'iniziativa ed iniziò ad offenderla. L'indifferenza di Aki, che la guardava con sguardo fermo, la faceva irritare visibilmente, così tanto che fece cenno a due dietro la ragazzina di afferrarla per le braccia con l'intento di tenerla ferma. Non ci volle molto prima che la bionda prese a darle dei pugni dritti nello stomaco e degli schiaffi in pieno volto. Aki la lasciava fare, trattenendo gli spasmi di quelle botte, anche se si sentiva che erano tirate da una ragazza che è brava solamente a fare la poco di buono, aspettando il momento giusto per sfilarsi dalla presa delle ragazze e farle cadere con uno sgambetto, roteando in un giro completo e rimettersi in piedi, di fronte alla bionda. Fece solamente un sorrisetto, scattando verso la bionda solamente per spaventarla e ci riuscì; indietreggiando cadde a terra spaventata, come se la dura di prima fosse svanita in un nano secondo, mostrando quanto debole fosse alle altre.

"Quella...non è la stessa situazione di ora. Se ci provassi, finirei male in ogni caso..."

Stava pensando di provarci, ma si trattenne e si lasciò trascinare al centro di quella stanza, proprio dove si ergeva come una sorta di altare. La fecero stendere e la legarono ai polsi ed alle caviglie, così da impedirle di muoversi. Presumibilmente il loro capi, si mise dalla parte della testa mentre tutti gli altri erano ai lati, saranno stati circa una ventina tutti incappucciati e con la medesima maschera. Gli occhi della giovane si stavano riempiendo di ancor più terrore di quanto non ne abbia già, iniziando ad agitarsi e a dimenarsi nel tentativo di liberarsi. La voce di quell'uomo echeggiava per tutta la stanza, parlando di una sorta di rinascita e del ritorno della loro dea, che lo avrebbe aiutati nella loro missione. Non capiva di cosa stessero parlando, tutti quei discorsi e frasi senza senso la facevano solo andare fuori di senno, così tanto che iniziò ad urlare istericamente, implorando di lasciarla libera. Il dolore che le corde davano sulla pelle era insopportabile, il sangue stava già defluendo dalle ferite e il volto della giovane era segnato dalle lacrime, che ora mai erano inarrestabili. Le urla non facevano che far alzare la voce dell'uomo, che sembrava godere dei quella situazione, impugnando un coltello d'argento e decorato, pronto a fare la sua mossa. Aki non poteva fare altro che guardare, urlando più che poteva, dimenandosi in quella lastra di pietra che sarebbe diventato il posto dove sarebbe morta. Ed ecco che lo fece, un colpo secco e dritto al cuore della mora, senza alcuna esitazione o ripensamento, lasciando la presa del pugnale ora conficcate nel suo petto. Il dolore andava man mano affievolirsi, il freddo era più pungente ed i movimenti, così come la voce, erano inesistenti, se non fossero per degli spasmi dovuti agli ultimi respiri affannosi e sanguinati di lei. Il colore rosso ora era padrone sul suo petto e sul collo, colava dalla ferira in modo lento, ma se avessero estratto la lama sarebbe sicuramente schizzato addosso ai presenti. Gli occhi che una volta erano luminosi e pieni di vita si stavano spegnendo, diventando opachi e morti. Esalò l'ultimo respiro e solo in quel momento successe, un forte vento spense tutte le candele della stanza. All'improvviso una luce accecò per qualche secondo tutti, facendoli chinare verso il basso per istinto, mentre qualcosa stava succedendo.

"Cosa sono...questi ricordi? Un attimo...Io ero morta. Perché...sto respirando?"

Gli occhi della ragazza si aprirono di colpo, avvolta da quella luce ed ora in piedi su quell'altare. Riusciva a vedere tutti, ma non a muoversi, la ferita sul suo petto si richiuse in pochi secondi, facendo cadere il pugnale a terra. Una valanga di ricordi non suoi le apparivano nella mente, come un film a velocità aumentata, che scorreva senza dare cenno di fermarsi. Mentre ella si sentiva pervasa da questi ricordi, agli occhi dei presenti stava cambiando aspetto: i capelli bruni stavano diventando di un bianco candido, con qualche ciocca argentea e si erano allungati di qualche centimetro; gli occhi, prima di un bel verde, ora erano rossi come il sangue; la sua pelle si stava impallidendo, ma non troppo, e stava risultando più luminosa. Era un'altra persona. Tutto finì, Aki non era più lei o almeno non era da sola.

-Nashandra. Finalmente sei tornata tra di noi! Ti abbiamo aspettata per secoli, cercando qualcuno adatto a diventare la nuova te.-

La voce dell'uomo venne ignorata dalla ragazza, che ora, con un semplice gesto della mano, aveva riacceso tutte le candele e si poteva guardare attorno. Nashandra, ora era così che si chiamava e si sarebbe fatta chiamare da li in avanti; Aki non esisteva più, anche se i ricordi rimasero. Grazie a questo fatto, la ragazza fece un gesto che nessuno si poteva aspettare: consapevole delle sue nuove doti, ne approfittò e alzando solamente la mano sinistra, con un gesto elegante e leggiadro, fece comparire una lama fatta di pura aria, ma affilata come nessuna lama lo era mai stata. Un sorrisetto apparve sul suo volto e subito dopo le seguenti parole con una voce totalmente diversa.

-Ciao.-

Abbassò con uno scatto la mano e quella lama tranciò a metà tutti i presenti, senza fermarsi, tagliati di netto. I corpi caddero qualche secondo dopo, schizzando sangue ovunque, ma non su di lei; si protesse con una specie di campo di forza fatto puramente di aria. Era già abbastanza insanguinata. Scese da quell'altare, camminando a qualche centimetro dal suolo così da non calpestare i cadaveri ancora pulsanti dei suoi carnefici ed uscì da quel luogo seguendo le correnti d'aria.


-----------ANGOLO AUTORE------------
Ciao a tutti! Allora, come vi è sembrata la prima parte? Certo, anche se l'ho riletta sono sicura che qualche errore mi è sfuggito, mi capita, ma tutto sommato sono soddisfatta, spero lo siate anche voi.
Devo spiegarvi come ho intenzione di strutturare questo raccondo:
1. Prima di tutto, questo capito ho voluto scriverlo per primo per far capire come ha subito il cambiamento Aki e come è diventata ora;
2. I prossimi capitoli (ancora devo decidere quanti) descriveranno Aki, come era, come viveva e con chi (alcune cose non le ho scritte proprio per avere spunti più avanti) e chi frequentava.
Naturalmente sono aperta alle critiche e accetto volentieri i consigli, essendo una che non scirve spesso come molte di voi tendo a sbagliare su cose banali, ma ci tengo a migliorare.
Detto questo, grazie per aver letto e spero di avervi messo un poco di curiosità.
Ciao! <3

   
 
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