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Autore: LUNA5    13/09/2017    1 recensioni
Questa è la storia di Noemi Clark una bambina a cui il destino aveva tolto tutto tranne la voglia di vivere e lottare per le persone che amava.
Genere: Romantico, Sentimentale, Slice of life | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno | Contesto: Contesto generale/vago
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Un mese, era passato un mese dalla prima volta che avevo rivisto Jenna in più di un’occasione avevo provato a parlare, a chiarirmi con lei ma non c’è stato nulla da fare non voleva avere niente a che fare con me eppure sento che non è così, in fondo so che mi vuole ancora bene come io ne voglio a lei.

-Noemi?? Sono Josh ci sei?- Mi chiese bussando alla porta della mia camera

-Josh, che succede? Pensavo fossi già andato a scuola.-

-Si cioè ci ho provato ma la moto non parte non è che mi potresti dare un passaggio?- chiese in evidente disagio passandosi la mano sui capelli

-Bene, bene Tu che chiedi un passaggio a me, dimmi quanto ci hai messo prima di salire e chiedermi aiuto?- Rispondo prendendolo ingiro

-Un po’ ok?? Sapevo che era una pessima idea, senti lascia stare fai come se non ti avessi detto nulla.- Risponde prendendosela

-E dai! Aspetta stavo solo scherzando mi volevo godere il momento, certo che ti do un passaggio ma per tornare a casa dovrai trovartene un altro. Oggi iniziano i corsi di teatro ed io mi sono segnata è il mio ultimo corso extrascolastico.-

-Anch’io ho scelto quel corso.- Rispose lasciandomi sorpresa non credevo che gli interessasse recitare.

-Tu che reciti??-Chiesi ridendo

-La vuoi smettere di prendermi in giro? Non credevo che eri così simpatica di prima mattina.- Mi rispose scrollando il capo e sorridendo.

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-Bene adesso se siamo tutti vorrei cominciare la lezione prendete posto. Io sono il vostro nuovo professore Mongomery Daniel.- Si presentò il nuovo docente un uomo sulla trentina alto snello con un filo di barba ricciolo occhi color nocciola era proprio bello e dalla faccia e bisbigli delle altre ragazze non ero l’unica ad averlo pensato.

Appena ci fummo accomodati tutti, il professore inizio l’appello ma venne interrotto quasi subito dato che la porta si aprì nuovamente

-Mi scusi non trovavo l’aula di recitazione.-

-D’accordo si metta pure seduta signorina…-

-Hemilton, Jenna Hemilton.- Non potevo crederci anche lei avrebbe frequentato il mio stesso corso il che era strano sapevo bene quanto odiasse stare al centro dell’attenzione e stare su un palco a recitare voleva proprio dire esibirsi a fine anno non solo davanti a tutta la scuola ma anche a parenti e amici.

-Adesso faremo dei gruppi da tre e quattro persone e la prossima volta mi porterete il pezzo che vi avrò assegnato casualmente come i gruppi che ho già stabilito, voglio vedere come lavorate in gruppo.- Disse il professore a fine lezione

Tutto mi aspettavo tranne di finire in gruppo proprio con lei, sia chiaro ne sono felice ma anche spaventata ho paura di un suo nuovo rifiuto. Anche se questa volta non potrà sottrarsi se vuole passare il corso di teatro non dico che dovrà frequentarmi ma almeno parlarmi si è questo per me è già una vittoria perché potrà essere il primo passo per ricominciare.

-Hey Jenna, ho pensato che per iniziare le prove per la prossima lezione se per te va bene potremmo fare domani dopo la scuola a casa mia.- Chiesi speranzosa

-Certo così puoi mostrarmi la tua vita, la mega villa e i tuoi genitori no grazie.- Rispose con tono di disprezzo come se l’avessi offesa

-Io veramente…-

-Era solo per comodità, visto che nel gruppo ci sono anch’io e noi due viviamo insieme. Comunque se preferisci possiamo fare a casa tua per noi non è un problema.- Intervenne Josh con tono risentito

- Preferirei qui in teatro.-

-Certo va benissimo.- Risposi prima che si potesse creare tenzione tra Josh e Jenna più di quanta già ce ne fosse

- Approposito su cosa dobbiamo lavorare?- Chiese Josh cambiando discorso

-Si giusto, non ci ho guardato allora abbiamo… Oh mio Dio!- Affermai senza parole

-Cosa sarà mai? Non dirmi che è Shakespeare.- Rispose Josh riluttante all’idea prendendomi il foglio dalle mani

-Meno male ci siamo salvati non è lui. Anche se non ho mai sentito parlare di questa opera tu per caso la conosci? Si intitola “LA PICCOLA PRINCIPESSA” -Chiese rivolto a Jenna che scoppiò in una fragorosa e amara risata

-Stai scherzando?? Ah! La vita è proprio ironica, sapevo che questo corso avrebbe fatto schifo.- Rispose andandosene e io feci lo stesso

- Ma che vi prende?? Mi volete spiegare??-

POI JOSH

Proprio non riuscivo a capire perché le ragazze avessero reagito in quel modo. Non solo aveva reso Noemi triste e taciturna per tutto il viaggio di casa ma anche questa mattina il suo umore non era cambiato

-Capitano! com'è andato il corso di recitazione abbiamo una celebrità tra noi???-

-Peter quante volte ti devo ripetere di non chiamarmi così?- Risposi fulminandolo per poi cambiarmi pronto per l’allenamento

-Hai ragione, ma è troppo divertente vedere la tua faccia quando lo faccio e comunque non hai risposto alla mia domanda.-

-Non è poi così male, anche se quando il professore ci ha assegnato il pezzo Noemi e Jenna si sono stranite, forse si aspettavano una tragedia in stile Romeo e Giulietta anziché “LA PICCOLA PRINCIPESSA” che poi non mi sembra così male almeno non è triste credo.-

-Stai scherzando? Almeno sai di che parla? O parli solo per il gusto di farlo mister egocentrico.- Si intromise Ethan che fino a quel momento non mi aveva degnato nemmeno di uno sguardo

-Credo proprio che tu non ne abbia idea, altrimenti non parleresti così se un minimo tieni a qualcun altro che non sei te.- Continuò lui alzandosi e avviandosi in campo.

-Tu per caso sai di che parla?- Chiesi a Peter

-Si ho visto il film praticamente parla di una bambina, il cui padre deve partire per la guerra ed essendo morta la madre di costretto a lasciare la sua piccola principessa in collegio, dove la direttrice era una vera iena l’ha trattata bene finché un giorno non arriva la notizia che suo padre è disperso e probabilmente morto. A quel punto la direttrice spedisce Sarà così si chiama in soffitta la tiene come squattera insieme a un’altra bambina Becky nata e cresciuta in quel collegio. Legano da subito molto essendo che la piccola orfanella non aveva amici lei era l’unica.

- Merda!-

-Hey amico non disperare, alla fine si scopre che il padre è vivo aveva solo perso la memoria appena l’ha riacquista torna e si riprende la sua piccola principessa e adotta anche l’altra orfanella. Comunque non ti facevo così sentimentale sei un vero tenerone Josh Ferrero.- Rispose ignorando il fatto che non ero dispiaciuto per la storia in se ma perché questo ricordava il passato delle ragazze dato che la loro storia era molto simile.

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-Sono arrivato scusate il ritardo, gli allenamenti sono durati più del previsto.- Dissi arrivato in teatro per le prove, la verità era che ero stato dal professore per poter cambiare il pezzo ovviamente gli avevo raccontato una balla per farmelo cambiare ma la cosa non aveva funzionato.

-Non importa, forza cominciamo. Prima facciamo prima finiamo.- Rispose Jenna sospirando.

-D’accordo allora la scena che dobbiamo raffigurare è quella finale quando il padre riconosce la sua piccola principessa e se ne vanno tutti insieme. Ovviamente Josh tu farai il padre mentre Jenna tu…-

-Io farò Becky la sguattera di colore nata e cresciuta in collegio.-

-Allora io sarò Sara.-

POI JENNA

Avevamo passato un intera settimana insieme a provare il pezzo che ci era stato assegnato, non era stato facile all’inizio per me, dato che tutte le volte mi immaginavo la nostra ultima chiacchierata insieme ma dovevo ammettere che mi era mancata più di quanto pensassi, ma non riuscivo a perdonare Noemi per…

-Bene adesso è il momento dell’ultimo gruppo, Ferrero Hamilton, tocca a voi.- Ci chiamò il professore

-Bambina mia finalmente ti ho ritrovata, riesco a ricordare chi sono.-

-Oh padre mi sei mancato cosi tanto, ti prego dimmi che adesso non ci divideremo più, che torneremo a casa insieme.-

- Ma certo, su adesso vai a preparare le valige.-

- Becky, perché sei triste?? Non hai sentito mio padre? Ha detto che torneremo a casa. Adesso tutto cambierà saremo una vera famiglia. Vedrai saremo più unite che mai.-

- Stronzate, sono tutte stronzate.-

- Becky ma che stai dicendo? Saremo felici insieme.-

POI NOEMI

- Stronzate, sono tutte stronzate.- Disse rabbiosa Jenna non capivo questa non era la sua battuta. Possibile che se l’era dimenticata?

- Becky ma che stai dicendo? Saremo felici insieme.- Improvvisai sperando di aiutarla a ricordare ma dal suo sguardo capì che non stava recitando ma semplicemente esplodendo parlava di noi.

-Tu! Hai detto che nulla sarebbe cambiato ma appena hai saputo di avere una casa, una famiglia mi hai messo da parte come tutti. Ti sei scordata di me, sei sparita, dissolta nell’aria.- Disse alzando la voce sapevo che quello non era il momento giusto per discuterne ma era anche stata l’unica volta in cui sembrava che volesse parlare perciò non mi sarei tirata indietro non prima di farle capire che le volevo bene.

-Non è vero e questo lo sai bene, non ho mai smesso di volerti nella mia vita, ti ho chiamata nonostante tu ti negassi e poi ti ho scritto tutte quelle lettere a cui non hai mai risposto.-

-Questa è bella! Ma di che stai parlando io non ho ricevuto proprio niente, ma nonostante quello che ti avevo detto ti ho scritto una lettera al giorno sperando che mi rispondessi ma nulla così dopo un anno ho smesso, ho voltato pagina come avevi fatto tu.- Mi urlò con le lacrime agli occhi lasciandomi interdetta dalle sue rivelazioni era chiaro che nonostante io l’avessi cercata di nascosto mia madre e Suor celeste avevano fatto in modo che non ci sentissimo.

-Bravissime è proprio questo che volevo vedere. Ovviamente potevate studiare di più ma quando qualcuna si è scordata la sua parte non vi siete fermate ci avete messo emozione, vita realtà nonostante avete cambiato il testo il risultato è stato formidabile. Davvero ottimo e poi le urla le lacrime agli occhi per un attimo ci ho creduto, perciò meritate il massimo dei voti andate pure al posto. Per la prossima settimana voglio che superate le vostre paure. Adesso andate la lezione è finita.-

-Jenna aspetta non credo che dovremmo parlare di quello che è appena successo? Le cose che mi hai detto io credo che dovremmo chiarire.- Dissi raggiungendola in corridoio

-Non hai sentito il professore? Ho improvvisato mi ero scordata la mia parte stavo solo recitando.-

-Potrai anche prendere in giro loro ma non me io ti conosco so che quello che hai detto lo pensavi quello che non sai è che…-

-Non ha importanza sono passati anni ormai, lasciamo le cose così come stanno ogni uno a la sua strada da percorrere, io ormai ti ho dimenticata.- Mi rispose pacata

-Sai io credo che è quello che vorresti che ti ripeti tutti i giorni ma non è così non saresti venuta qui altrimenti non mi avresti lasciato messaggi sul mio armadietto tu sei qui per una ragione. Io ti manco come tu manchi a me altrimenti non avrei fatto questo se non fosse così.- Le dissi mostrandole il tatuaggio il sole con una luna ed una piccola J al suo interno. Ma non servì a nulla perché si voltò e se ne andò lasciandomi li a piangere

-Noemi, stai Bene? Dai non fare così. Tu ci hai provato ma a volte non basta, questo non vuol dire che non ti voglia bene o che tu debba smettere di volergliene, semplicemente che devi aspettare secondo me ha bisogno di tempo, lascia che sia lei a tornare da te.- Mi rassicuro Josh strigendomi a se.

   
 
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