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Autore: Brighella    14/09/2017    0 recensioni
Dove può portarti la voglia di sapere?
Che destino può esserci per chi naviga nell'ignoto?
La pazzia è figlia della fame dell'ignoto.
Ferdinand Nelly, non lo sa ancora. Un'antica istituzione che lo guida, un lontano grido.
Questo è il sentiero di un Ricercatore.
Romanzo mitologico/sovrannaturale/steampunk(?) Aggiorno tutte le settimane.
Genere: Dark, Horror, Sovrannaturale | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het
Note: nessuna | Avvertimenti: Violenza
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Il Rettore annullò l’incontro con Monesh e Ferdinand, causando non poco fastidio ai due uomini. Quella giornata però, sarebbe stata cruciale per gli equilibri delle nazioni.

I capi di stato e re arrivarono su piccole e lussuose barche, accompagnati dai loro segretari, figura necessaria per poter avere dei contatti continui con l’istituto.

L’Aula Magna dell’Istituto poteva contenere quasi cinquecento persone sedute, e altrettante in piedi. La sua struttura ricordava le aule tipiche delle università. Ognuno di loro prese posto, accompagnati dai valletti.

Garym accoglieva tutti all’ingresso, elargendo rassicuranti sorrisi e vigorose strette di mano. Conosceva molto bene i politici e i re, sapeva come gestirli e rassicurarli; ma questa volta, percepiva uno spirito diverso. Lo guardavano con sospetto, in vibrante attesa di qualcosa d’imminente. Garym iniziava a sentirsi a disagio, sotto quegli sguardi.

Un vecchio zoppo entrò nella stanza, e rifiutò la stretta di mano di Garym.

“Si è fatto male, vecchio mio?” Disse Garym.

Il vecchio lo guardò aspramente:” Nulla che ti riguarda.”

Eric Brannan sorprese non poco Garym; erano amici da moltissimo tempo, allontanati soltanto dalla carriera politica del primo, ormai elemento di spicco del governo inglese. Brannan, come altri in quella stanza, tirava le fila della sua nazione da dietro le quinte, lasciando le famiglie nobili al circo delle dichiarazioni pubbliche, balli di gala ed eventi mondani. I Re presenti, non erano quelli che le persone vedevano agli eventi ufficiali, ma bensì i veri eredi dei rispettivi troni. Era vitale mantenere i governi fittizi, così da gestire meglio le masse e i nascenti partiti politici.

Gestivano situazioni critiche come quelle di Jǫrmungrandr, e prendevano regolarmente parte a consigli di sicurezza dell’Istituto. Non tutti erano a favore dell’indipendenza dell’Istituto, e della quantità di armamenti potenzialmente distruttivi per l’uomo in loro possesso.

In una ventina di minuti, la stanza fu piena.

In sottofondo si sentiva chiaramente un discreto brusio, causato dai vari partecipanti al consiglio.

“Signori, vi ringrazio per essere venuti qui con così poco preavviso. Nell’ultimo periodo ci sono state diverse complicazioni. Sapete tutti del colloquio avuto con Jǫrmungrandr.” La voce di Garym si estendeva uniformemente in tutta la stanza.

L’uditorio alzò il volume del brusio.

Intervenne un uomo paffuto:” Ci hai messo davanti alla guerra!” Gridò con rabbia. Fu l’iniziò del caos; molti iniziarono a gridare ferocemente, sia contro il Rettore che tra loro stessi. Kimmel cercò inutilmente di calmare gli animi.

Le grida, gli insulti e la rabbia che sguazzava in quella sala iniziò a dare alla testa a Garym. Si era sottoposto a iniezioni multiple prima del consiglio, ma sentiva dentro di lui l’essere che scalciava per uscire e parlare. Si calmò, mentre Kimmel e l’appena sopraggiunto Yuri calmavano la folla con le guardie.

Si schiarì la voce e riprese la parola.

“Non tutti tra voi sono a conoscenza che io stesso ho accolto in me il Caos Primordiale, l’unica vera minaccia per tutti noi. Purtroppo, voi sapete che all’incontro con la Serpe di Midgard non ho controllato la mia nuova natura!” Tutti i gentiluomini presenti guardavano Garym silenziosi.

“Ho preso la decisione di attaccare Jǫrmungrandr per lanciare un messaggio forte e chiaro. Noi esseri umani non torneremo schiavi. Ci sarà una guerra, e Nergal sta preparando silenziosamente il suo esercito: ma ora sa che possiamo ferire persino il grande e potente Jǫrmungrandr. L’Istituto si prepara da centinaia di anni a questa guerra, perché la superiorità della mente umana surclasserà ancora coloro che si arrogarono dagli albori della nostra storia il diritto di farsi chiamare Dei. Il mio compromesso è stato necessario per portare la lotta sullo stesso livello. Mentre voi inveite contro di me, non mi riconoscete il merito di aver equilibrato la lotta che verrà.”

Il vecchio Eric Brannan si alzò e prese parola, mentre Garym lo fissava incredulo.

“Gli accordi tra le nazioni e l’Istituto sono sempre stati limpidi. Dovete rispondere delle vostre azioni a noi. Con la tua scelta di aprire le ostilità, hai firmato la tua dichiarazione d’indipendenza.”

Garym era completamente attonito. Non si aspettava di perdere l’appoggio di una nazione così importante, ma soprattutto il sostegno di uno dei suoi più cari amici.

Ad Eric Brannan, fece eco un uomo esile, dal viso aguzzo contornato da baffi folti e pizzetto. Esordì con forte accento russo:” Credo sia corretto comunicare che in questo momento l’Istituto si trova accerchiato dalla flotta Zar. Garym, abbiamo creduto in lei per molto tempo. Ma la sua situazione è troppo incerta, e non più credibile. Se non ha capito, lei è in arresto.”

Garym sentì la canna di una pistola premergli la nuca. Zakayev puntava la sua pistola argenta con sicurezza.

“Y-Yuri, proprio tu…” Sussurrò Garym.

Gerard Kimmel non perse tempo ed estrasse i suoi coltelli. Uccise senza remore l’esponente della Russia, sgozzandolo brutalmente, per poi prendere in ostaggio il vecchio Brannan.

“Gerard, stanne fuori. Non voglio farti fare la fine di Manrico.” Ringhiò Zakayev.

Gli occhi di Kimmel si inumidirono. Affondò la lama nella gola di Eric Brannan, che cadde a terra rovinosamente.

La canna della pistola di Yuri si spostò per puntare a Kimmel, e fece fuoco, ferendolo al braccio. Sembrò non provare dolore, e lanciò un coltello contro l’ucraino.
Quest’ultimo non riuscì a spostarsi in tempo, ma la corsa della lama venne fermata dallo stesso Garym.

Si iniziarono a sentire degli spari in lontananza e delle grida; i soldati russi, congiunti con quelli inglesi stavano assaltando l’Istituto.

Il cadavere di Eric Brannan iniziò a essere scosso da tremori violenti e mutare velocemente.
 
 
 
Monesh e Ferdinand erano insieme quando sentirono una forte esplosione.

“Cosa succede?” Disse Ferdinand.

Monesh aggrottò il viso aprendo la porta della camera si trovò davanti un soldato, che gli sparò prontamente. Il proiettile lo trapassò, ma non lo lasciò ferito. Monesh perse il suo corpo per un momento, saltando contro il soldato e rompendogli il collo con una mano.

“Qualcuno sta assaltando l’Istituto. Che centri con la riunione d’emergenza di stasera?” Disse Monesh.

Entrambi si diressero verso l’Aula Magna, ma nei corridoi la guerriglia infuriava senza sosta.

Trovarono moltissimi cadaveri, sia di persone conosciute che di soldati nemici.

Monesh si fermò; i suoi occhi iniziarono a fiammeggiare. Ukob si materializzò nella sua mano destra. Era il momento.
 
   
 
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