Anime & Manga > Vocaloid
Segui la storia  |       
Autore: Rozenberry    14/12/2011    1 recensioni
RIN x LEN
Incestuosa e lussuriosa peccatrice.
Scuoto la testa, a questi pensieri le lacrime cominciano a scendere senza smettere, senza controllarmi. E inizio a singhiozzare, tanto tu non mi senti e non corro il rischio di svegliarti. E allora mi torna in mente cosa mi ha detto l’angelo, l’angelo dalle ali nere che ho visto stamattina, prima di venir da te. “Era cosciente, il peccato lo ha fatto di sua spontanea volontà. Appena morirà, verrò a prenderla. Nessuna parola di pentimento dalle sue labbra. La sua ultima parola è stata il tuo nome.” E l’angelo con i capelli rosa e gli occhi lapislazzuli sorrise, squadrandomi dalla testa ai piedi. “Oppure posso proporti uno scambio” Allora alzai gli occhi dalla mie mani congiunte e interruppi la recitazione del rosario che ti dedicavo, ascoltando le sue parole. “Se sarai tu ad ucciderla, da peccatrice passerà a vittima e tu da pentito a peccatore. A te l’Inferno, a lei il Paradiso. Se vuoi che tua sorella sia accettata nell’Empireo, allora fa come ti ho detto. Sarò io a venirti a prendere e Lucifero accetterà lo scambio.”
Genere: Introspettivo, Sovrannaturale | Stato: in corso
Tipo di coppia: non specificato | Personaggi: Len Kagamine, Rin Kagamine, Un po' tutti
Note: nessuna | Avvertimenti: Contenuti forti
Capitoli:
 <<  
- Questa storia fa parte della serie 'Tendo al Cielo, verso te.'
Per recensire esegui il login o registrati.
Dimensione del testo A A A

Terzo Quarto di Buio
il tuo nome risplende nel cielo, il mio è sepolto dal buio

 

Silenzio. Vuoto. Bianco. Ecco cosa succede quando si muore, e io che me lo sono sempre chiesto. Non c’è nulla, assolutamente niente. Né ricordi, né voci. Praticamente nulla. Da quanto tempo è che dormo?
 
Poi d’un tratto il rumore.
 
Si, all’improvviso un rumore, poi due, poi tre. Poi delle voci confuse, dei lamenti, delle urla, imprecazioni, bestemmie. Il bianco finisce e inizia il grigio. Attorno a me (o nella mia mente, non so con certezza che tipo di percezione sia) tutto diventa grigio, poi nero. Nero intenso. Poi il nero assume delle sfumature rosse. Rosate, arancio, rosse. Rosso sangue, come il sangue coagulato sulla mia pelle. E le mani? Ho ancora le mani? E i piedi? Sono intero oppure di me c’è solo lo spirito? Riesco a vedere, a sentire rumori, anche un odore poco piacevole e sento un calore umido, del tanto vapore che mi circonda che si condensa sulla mia pelle, nuda. Allora ho una pelle. Non riesco a muovermi, sono paralizzato.
 
Le mie mani e i miei piedi sono tenuti da catene di ferro.
 
E’ così che comincia l’Inferno? Smarrito e terrorizzato mi osservo intorno passivamente, non posso compiere alcun movimento e ascolto tanti rumori e urla, ossessive e smaniose. C’è chi prega, chi impreca, chi è ancora convinto di poter essere salvato. Chi prega la Vergine. Chi è la Vergine? Davanti a me riesco a distinguere un fiume, rosso, nonostante il tutto sia annebbiato da un fumo nero e grigio. Qua e là del fuoco. E così sento lentamente la paura che si diffonde nel mio corpo, come acqua fredda. Una mano si posa sulla mia spalla. Allora ho ancora quella. Una mano fredda, gelida. Rabbrividisco. E poi il viso del proprietario della mano mi guarda negli occhi.
 
Il demone lapislazzulo, l’unico colore azzurro in quel luogo oscuro.
 
Mi sorride e poi svanisce per un attimo, dietro di me. Sento di nuovo libere le mani e i piedi. Il demone mi ha liberato. << Ciao Len. Bensvegliato dal tuo ultimo sonno.>> E si posiziona davanti a me, ancora un po’ stordito, poi compaiono altre figure femminili, che quasi mi circondano. Sento la loro fredda presenza su di me, c’è chi mi si aggrappa al braccio, chi all’altro, chi alla gamba, chi si affaccia alle mie spalle. Qualcuna deve avermelo toccato anche. << Ehi! E’ il mio giocattolo lui! >> Urla arrabbiata con uno sguardo spaventoso e tutte mi si allontanano, restando comunque vicino. Io sobbalzo terrorizzato, e lei mi afferra per il braccio, quello sinistro. Trattengo un gemito per la pressione fatta sulla ferita, e questa, senza curarsi di me, mi trascina via per il luogo pullulante di anime, morti, peccatori…? Non lo so, ma non sembrano certo felici e lo spettacolo che vedo non è dei migliori. Ci sono altri angeli con le ali nere, anche delle chimere, e uomini, anche donne, che non sembrano in buoni condizioni.
 
Alzo lo sguardo, lapislazzulo si è fermata.
 
Porto lo sguardo davanti e i miei occhi incrociano i suoi. Lascia la presa e sale su delle scalinate nere, che sembrano fluttuare nel nulla, e si siede su una specie di… trono? Sì, è una sedia, un trono. Ben sistemata lì sopra, accavalla le gambe e poi mi sorride. Le altre si accerchiano le une attorno a me e le altre attorno a lei. Il caldo comincia a farsi insopportabile ed essere nudo davanti a tante ragazze mi mette in suggestione. << Era da tanto che ne cercavo uno che somigliasse all’angelo che un tempo amavo… >> Neanche il tempo di ascoltare le sue parole che ad un suo gesto della mano, qualcuna di loro scatta rapidamente e con forte strattone mi ritrovo sdraiato in avanti. Una parte qualsiasi della faccia (o forse proprio tutta) è sbattuta su questo pavimento. Con uno strattone altrettanto forte qualcuno mi porta le braccia indietro e mi lega i polsi, e tirando sono costretto a sedermi sulle ginocchia.
 
<< … e ora che l’ho trovato, non posso lasciarti restare tra quei peccatori laggiù, capisci cosa intendo Len? >>
 
Sono confuso, parla di me? E che ci faccio qua? Non ho ricordi, se non di essere morto tra le sue mani, sotto il suo sguardo. E ora dice di non volermi vedere nell’Inferno con gli altri? Questa deve essere la sua stanza. Non se ne distinguono bene i contorni, tutto è rosso e nero, qualche sfumatura grigia lungo gli altissimi muri e sul suo trono. Persino i suoi occhi color ghiaccio, come quello delle altre ragazze, sembrano essere colorati di rosso.
 
Rosso sangue.
 
D’un tratto in lontananza distinguo un qualcosa che brilla, poi man mano i lineamenti di chi lo avvicina. Sembra un’altra ragazza che porta verso di noi un’asta sulla cui estremità c’è qualcosa di luminoso, come una qualcosa di ardente. Risatine generali alle mie spalle, e questa arrivata vicino a me si dimostra avere in mano uno di quei cosi con cui si fanno le marchiature a fuoco. << Resta fermo Len, se non ti lasci timbrare non sarai mio. >> è la voce di lapislazzulo. La guardo sconcertato, vuole davvero farmi questo? Cerco di svincolarmi, mentre lei dall’alto sorride, e l’altra con l’arnese infuocato diviene sempre più vicina. Ma non riesco a muovermi, stento a compiere qualche movimento, emettere qualche urla. E più mi agito più i loro sorrisi diventano terrorizzanti, mentre le ragazze dietro e attorno a me che mi tengono fermo, proprio come lapislazzulo vuole, sembrano in un eccitante fervore. Lei alza le mani, la padrona sul trono fa un gesto con le mani, e io rimango basito immobile. Perdo ogni forza di oppormi perché presto sentirò quel marchio, proprio all’altezza del cuore, sulle pugnalate.
 
Invece un’improvvisa luce smagliante rischiara il luogo dell’eterno dolore.
 
Accecato da tanto bagliore che poco tempo nell’Inferno mi aveva portato a dimenticare, assottiglio le palpebre, per proteggere la mia vista. In urla di sdegno e terrore tutti i demoni accanto a me scappano via, comprendosi con braccia e mani il volto dalla luce paradisiaca. Anche lapislazzulo scappa di fronte a quel candore, imprecando e maledicendolo e si ritira nei meandri più oscuri del suo castello, insieme alle sue schiave, lasciandomi solo con questa luce. Lentamente mi volto, coprendo gli occhi con le mani. Li riapro pian piano e scorgo qualcosa di meraviglioso che mi riempie il cuore di gioia e l’angoscia sparisce. E’ un angelo, un meraviglioso angelo vestito di bianco dalle ali piumate e gli occhi cristallini. Un dolce sorriso è stampato sul suo volto colorato di rosa e la sua mano è tesa verso di me. << Vieni Len, ti faccio vedere una cosa. >> la sua voce, così melodiosa, così diversa da quella di lapislazzulo. Non c’è dubbio, non può che essere un angelo divino. E pian piano mi trascina con sé, sorridendo, ed è come se il buio dell’Inferno si colorasse della luce che porta con sé, liberandomi mano a mano tutto, lasciando un piacevole vuoto dentro di me. Ora attorno a me tutto è grigio. Sotto i miei piedi non più la calda roccia nuda, ma un morbido prato, grigio, spento. Il cielo è scuro. Ma non è nero.
 
Lì accanto scorre un fiume azzurro dalle acque fresche e limpide, illuminate da un unico raggio di sole.
 
Può essere davvero? L’angelo mi lascia la mano e continua a sorridere. Io continuo a contemplarla ancora un po’, è una figura perfetta. Poi mi volto, e corro verso questo ruscello. Angelo posso bagnarmi vero? Come se avesse sentito il mio pensiero, la ragazza dai capelli azzurri annuisce. << Certo, bagnati, guarirà le tue ferite; bevine l’acqua, ti ridarà la memoria.>> Perché ad un peccatore come me viene concessa una pausa del genere? Di provare la sensazione dell’acqua? Di sentire la luce del sole sulla pelle? Ancora un po’ intimorito e titubante, ma mi avvicino alla fonte. Mi ci specchio dentro un attimo e poi timidamente le mie mani vi ci affondano, e vedo il sangue sparire, così come i segni delle catene. Non posso crederci. Accanto a me il Sole. La mano attraversa il raggio e si illumina. Sorrido. << Angelo… >> che bella la sensazione della luce <<… perché mi viene concesso tanto? >> E lei continuò ad osservarmi mentre mi bagnavo, mi ci immergevo e mi curavo. Poi mi rispose. << Perché in cielo c’è qualcuno che prega per te. >>
 
Bere l’acqua della fonte mi ricorda di te.
 
Un flashback, nella mia mente miliardi di immagini, come fotogrammi, si susseguono, con il tuo volto, mentre l’acqua scivola per la mia gola. Ricordo davvero di te, sorellina. Sei tu a chiedere tutto ciò? Perché se ti ho fatto tanto soffrire? Allora è vero. Allora lapislazzulo ha avuto ragione. Sei salita al cielo, sei in Paradiso. Puoi vivere nella beatitudine eterna. Però mi manchi davvero tanto.
 
Angelo ti prego… mandami da lei…
 
E lei sorride, leggendomi ancora nel pensiero mentre le sue mani si congiungono e il suo sguardo, fisso nel vuoto, va a socchiudersi. Il suo sorriso mi scioglie il cuore. Recita a bassa voce qualcosa. Stringe tra le dita un rosario d’oro con un crocifisso. Resto ancora ad ammirare la sua figura pura e candida. I suoi occhi poi si aprono, e guardano verso l’alto con un’espressione di estasi. Le sue ali bianche contrastano con lo sfondo grigio monocromatico del cielo, oscurato dalle nubi. A terra la sua ombra nera si infrange sulla fragile erba che cresce anche senza luce. Il suo sguardo diventa più serio. Poi, infine, si fa il segno della croce, bacia la mano con cui l’ha fatto e improvvisamente si ferma.
 
 

 
<< Prego che la mia preghiera Ti giunga

 
Amen.
   
 
Leggi le 1 recensioni
Segui la storia  |        |  Torna su
Cosa pensi della storia?
Per recensire esegui il login oppure registrati.
Capitoli:
 <<  
Torna indietro / Vai alla categoria: Anime & Manga > Vocaloid / Vai alla pagina dell'autore: Rozenberry