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Autore: Rozenberry    04/01/2012    1 recensioni
[Alice Human Sacrifice]
Cosa succede se mettiamo insieme una Regina di Cuori sadica, un Bianconiglio sexy, una principessa che scappa, una guerriera egocentrica e due gemelli incestuosi del seme di Cuori?
Spero vi piaccia, è una versione più ironica e anche più perversa di Alice Human Sacrifice dei Vocaloid. Buona lettura e se volete lasciate un commentino, anche se breve o se una critica, mi farebbe tanto piacere. :3
♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥ P.S. Avevo smesso di aggiornarla per mancanza ispirazione, spero continuerete a seguirla e a recensirla.. *w* ♥
Genere: Erotico, Fantasy | Stato: in corso
Tipo di coppia: Yaoi, Yuri | Personaggi: Kaito Shion, Luka Megurine, Meiko Sakine, Miku Hatsune | Coppie: Len/Rin
Note: Lime, What if? | Avvertimenti: nessuno
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La Regina di Cuori e il Paese delle Meraviglie

Who is the next Alice?




Chapter 3
~ La sala da thè

Lontano scorgevo il palazzo, il bellissimo castello reale della Regina. In passato quel castello era di Miku, ma la Regina se ne impossessò. Non sto qui a raccontarvi come, nemmeno io lo saprei dire con precisione, ma fatto sta che lei fece prigioniera la principessa dal seme di Fiori e ne prese il posto. Ma ora torniamo a noi. Dicevo che scorgevo il palazzo reale ed eccolo qui, davanti ai nostri occhi. Mi voltai per dare un’occhiata ai due ragazzini e notai sui loro volti un’espressione mista di stupore ed euforia. Sorrisi appena, voltandomi di nuovo in avanti e feci loro strada nel labirinto che ci separava dall’entrata. Un immenso labirinto verde scuro pieno di rose rosse. Alla Regina piacciono rosse le rose, proprio come il sangue.
<< Ascoltatemi bene, >> dissi loro e poggiai la mano sinistra al muro alla mia sinistra << se volete arrivare al castello, occorre che camminiate in questo modo. >>
E avanzai, tenendo la mano poggiata al muro, e mi voltai appena per assicurarmi che mi stessero seguendo. Il labirinto è tutto uguale e per uscire di lì c’è bisogno di non staccare mai la mano sinistra dal muro sinistro mentre si cammina. Camminammo e camminammo mentre il sole era alto in cielo ed infine ci trovammo all’entrata del castello.
<< Quello è il castello! Vero Kaito-kun! >> urlò la ragazza saltellando dalla gioia.
Annuii, come se mi sentissi importante e li condussi all’interno delle mura. La Regina doveva essere nella sala da thè ed è lì che li avrei condotti. Intanto potevo immaginare il loro stupore: al centro del giardino c’era un’immensa fontana e tutt’intorno un prato verde; le mura di perimetro erano in mattoni e le piante di rose rampicanti le costernavano tutte mostrando i piccoli fiori cremisi nel pieno del loro splendore. Era anche una meravigliosa giornata e la radiosa luce del giorno era molto forte. Oppure ero io che la vedevo così forte dato che era la prima volta dopo giorni e giorni.
<< E’ meraviglioso qui, guarda Len! >> e la piccola strappò una rosa porgendola a suo fratello.
Io trasalii come non facevo da tempo e corsi da lei che era rimasta più indietro.
<< Ehi! Non si strappa nulla qua! Tutto è della Regina! Lascia quella rosa lì dov’è! >> le urlai contro e Len mi lanciò un’occhiataccia.
<< E’ solo una stupida rosa. >> rispose lui, come per difendere sua sorella.
Stupida rosa un corno, le frustate le avrei prese io, mica tu?
<< Se non la rimetti al suo posto, la Regina lo saprà. >> risposi cercando di essere più spaventoso possibile, ma il ragazzo non si fece abbindolare.
Rin aveva uno sguardo terrorizzato e mi pentii di aver urlato così tanto. Tanto ormai la rosa era stata staccata.
<< Non mostratela alla Regina allora. Andiamo, vi attende per bere il thè. >> e ci avviammo di nuovo verso l’interno, percorrendo alcuni luminosi corridoi e salendo per alcune scale di marmo bianco ricoperte da un tappeto rosso vermiglio. Alla fine dell’ultimo corridoio ci trovammo davanti la porta della sala.
<< E’ qui? >> domandò Len agitato mentre stringeva la mano della sorella.
Feci un cenno di sì e alzai la mano, quasi per bussare… quasi mi scordavo delle orecchie. Strinsi gli occhi e mi rimisi il cerchietto mentre sentivo la risatina soffocata di Rin provenire da dietro e seguita a ruota da quella di Len. Bussai finalmente e la calda voce della sovrana rispose.
<< Avanti. >>
Dietro di me i gemelli si zittirono e, dopo un profondo sospiro, aprì la porta che ci separava dalla sala. Ecco di fronte ai nostri occhi la sala da thè immensa e profumata da spezie. Era illuminata da alcune candele e dalle grandi finestre si poteva ammirare una luminosa luna piena.
<< Benvenuti. >> disse la Regina con un sorriso, la quale era già seduta a tavola.
I due, a bocca aperta per la meravigliosa stanza, si avvicinarono titubanti. Fecero una specie di inchino e la Regina chinò il capo, come risposta, sorridendo loro.
<< Prego, accomodatevi pure. Prendete i biscotti che preferite. Servi ai nostri ospiti del thè. >> e mi lanciò una dolce occhiata.
Non sembrava per niente la sadica Regina che era a letto. Era d’un tratto così dolce e gentile. Comunque sia obbedii, presi la teiera posta sul tavolo bianco e versai il thè  alla Regina e ai due gemellini, cercando di non incrociare lo sguardo con nessuno di loro.
<< Maestà… >> esclamò Rin avvicinando una mano alla scatola di biscotti a bianchi e neri a scacchi.
<< Dimmi. >> rispose con dolcezza sorseggiando il thè caldo che le avevo appena versato.
<< … è già notte? >> domandò con aria persa fissando il cielo dalla finestra lì accanto a lei, coperta da pesanti ma trasparenti tende rosse.
La Regina socchiuse gli occhi e allontanò dalle proprie labbra la tazza.
<< Vedi, carissima, questo è il Paese delle Meraviglie – ed entrambi sgranarono gli occhi – e questa parte del regno è segnata da eterna notte ed inverno. Il labirinto è eterna primavera e così via. >> rispose con una voce ammaliatrice.
Il ragazzo poi pose nuovamente una domanda.
<< Perché siamo qui? >> e nella sua voce si poteva udire un filo di ironia, tanto doveva essere felice di essere in quel posto.
Intanto io avevo finito il mio compito e, con un gesto della signora, mi ritirai in un angolo buio della stanza, dove potevo osservare senza essere visto. Finalmente il mio viso riprese un colorito normale.
<< Ho sentito molto parlare di voi, siete due ragazzi molto particolari. So che siete fratelli e che amate cantare. >> e non finì di parlare che Rin balzò in piedi eccitata.
<< Sì, Maestà! Io e mio fratello amiamo cantare insieme! >>
Il sorriso della Regina divenne strano, naturalmente i due non se ne accorsero, ma io notai qualche cosa di freddo.
<< Bene, cosa ne direste di cantare per me domani? Si terrà una festa e volevo chiedervi di restare, se a voi fa piacere. >>
Len rimase in silenzio a riflettere, sembrava preoccupato.
<< Sì! Sono sicura che ci divertiremo mol… >> ma non terminò che Len sospirò e si alzò in piedi.
<< … grazie Maestà, ma ci siamo trattenuti fin troppo credo. >> e le pupille di Rin e della Regina si dilatarono, facendo sparire quel bel sorriso.
<< Dai Len! – lo supplicava sua sorella – E’ così bello! >>
<< E domani mattina potreste fare un giro per il regno. >> propose la Regina, una volta ricompostasi.
Len sembrava confuso, aveva un strano (e giusto) presentimento. Non aveva di sicuro intenzione di restare a giudicare dal suo sguardo, ma alla fine acconsentì.
<< Va bene – e sorrise – visiteremo il regno e poi canteremo per voi, Maestà. >>
Rin sembrava non vedesse l’ora di esibirsi e anche Len ne era stato contagiato. Poveri gemelli.
<< Perfetto, cari ospiti. – poi mi fece un gesto e io subito scattai verso di lei – Accompagnali nella loro camera. >>
Io obbedii ancora una volta e feci loro strada, fino alla stanza contrassegnata dal cuore. Era una stanza abbastanza grande con un grosso letto per due e un grande tappeto sul pavimento. Il camino era acceso e le imposte non chiuse, sigillate. In silenzio entrarono e quando furono dentro, chiusi la porta dietro di loro.
<< A domani allora. >> e loro mi sorrisero.
Girai la chiave e me ne andai per il corridoio, fino a raggiungere la sala del thè, dove la Regina era ancora seduta a bere.
<< Ottimo, ottimo lavoro. Non sei uno schiavo così inutile dopotutto. >> mi disse alzandosi in piedi.
Io rimasi fermo immobile, mentre lei mi girava attorno e mi scrutava. Prese il cerchietto e me lo tolse.
<< Mmhh… e vedo che mi hai obbedito cecamente. >> annunciò soddisfatta.
Non potei che esserne felice.
<< Vai in camera a prepararti per la tua ricompensa. >> e quelle parole accompagnate da quel bacio sulla guancia mi scombussolarono alquanto.
Ma feci subito come mi aveva detto, sperando che non mi si alzasse proprio mentre ci arrivavo.
 
Quante volte avevo sentito una frase del genere? Forse quella era la prima volta che la sentivo? Richiusi la porta della camera dietro di me e preparai il letto della Regina: c’era un vaso pieno di rose rosse accanto alla finestra. Ne presi una, come piaceva a lei, e iniziai a strapparne i petali per poi spargerli sul letto, formando un tappeto vermiglio su cui ci saremmo stesi. L’attesa non mi era mai sembrata tanto breve (forse perché attendere una ricompensa è differente dall’attendere una punizione) e così serena (magari eccitante). Mi sedetti a terra, accanto al letto, e mi misi buono buono ad aspettare la mia signora che arrivò dopo un po’, stretta nell’abito di velluto e seta nero e dorato e con un vassoio d’argento tra le delicate manine candide.

 


 


Grazie, grazie mille a tutti quelli che recensiscono la storia e soprattutto a chi l’ha inserita nei preferiti e nelle seguite. (: Spero di non deludervi e, nonostante sia passato del tempo dall’ultimo aggiornamento, spero che continuerete a seguirla, dato che mi è tornata l’ispirazione. *-* Spero inoltre di avervi incuriositi, di non sfociare nel rating rosso nel prossimo capitolo (LOL), di trovare un modo per descrivere le azioni di Rin e Len nonostante Kaito sia in un’altra camera… insomma, sono piena di speranze XD
Spero anche di ricevere qualche recensione ^A^  Bhe, che altro dire, basta, devo andare a studiare =A= Mmhh… ah sì, sarò un po’ assente da domani, quindi non aggiornerò alcuna storia ç_ç ma quando torno inserirò tanti capitoli e, se l’ispirazione non mi abbandona, stenderò una nuova storia sul Kagamincest. Okkei, ora basta XD Grazie ancora per aver letto… buon pomeriggio a tutti. :DD








 

L'immagine è stata prelevata da Zerochan.net.
La trama della storia prende spunto da Alice Human Sacrifice.
  Hikari Megami ©

   
 
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