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Autore: Rozenberry    10/01/2012    5 recensioni
[Aku no PV]
E dopo qualche ora dal banchetto nuziale, delle voci agghiaccianti iniziarono a girare per il castello.
" Maestà, " una guardia e il suo seguito, chinati al prospetto di Kaito e Meiko, annunciarono la notizia con non poca preoccupazione " il corpo della figlia del male… vede… "
" Su, avanti, parla! " lo incitò Kaito.
" … è un corpo maschile. " continuò infine, chinando il capo.
Lo sguardo di Meiko si perse nel vuoto. Come poteva essere? Era stata ella stessa a condurre Rin alla ghigliottina, spingendola alla propria spada.
" Non può… non può essere… " balbettò, poi la sua voce si ruppe, si mise a sedere sul trono dietro di lei e le sembrò quasi di impazzire.
"Le assicuro che è così, Maestà."
Delle immagini, dei fotogrammi comparvero davanti agli occhi della nuova sovrana. Quasi le mancò il fiato.
♥♥♥♥♥♥♥
Nemmeno la morte potrà separare me dalla mia amata principessa... Resterò per sempre accanto a lei e la proteggerò per sempre, se è per farla sorridere ed essere felice farò qualunque cosa*.

Dedicata con amore a Harmony394
Genere: Drammatico | Stato: in corso
Tipo di coppia: non specificato | Personaggi: Nuovo personaggio | Coppie: Kaito/Meiko, Len/Rin
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
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Tradimenti
Capitolo 2

 
 
 Flash back 

 
Non poteva permettere che accadesse una cosa del genere. Aveva questo presentimento da parecchio, ma ora era arrivato quel momento che temeva. Un brusio si formò attorno alla piazza, lentamente il palazzo fu sgomberato da tutte le guardie che fuggirono e i due si ritrovarono soli. Rin si affacciò alla finestra, lasciando per un attimo il posto al tavolo del tè che Len le stava servendo.
<< Che sta succedendo? >> chiese con un tono piattono e atono.
Len, con lo sguardo chinato, diede un’occhiata e poi si voltò verso la principessa, come se avesse un grosso peso sullo stomaco. Doveva dirglielo.
<< Rin… il popolo si ribella. >> mormorò come allo stremo. Ordinando la morte di Miku, aveva fatto svegliare l’animo della sommossa.
Rin sorrise, aprì il ventaglio celandosi il volto e scoppiò in una fragorosa risata. Non dovresti ridere, pensò Len tra sé e sé, con un velo di rammarico celato sul cuore. Poi smise di ridere e si ricompose.
<< Solita rivolta, solita soluzione. Decapita tutti i rivoltosi e reprimi quella sommossa. >> ordinò sicura di sé. Len scosse la testa.
<< Rin, devi fuggire… io ti farò guadagnare tempo, tu intanto devi scappare in un regno lontano. >> proferì a malincuore.
Rin lo osservò per qualche istante, incredula su ciò che stava accadendo.
<< C-cosa? – disse sconcertata – Ma questo è il mio Regno! Non posso andarmene! Sopprimi quella sommossa! >> urlò spaventata.
Lui restò immobile. Come poteva dirglielo?
<< Quella non è una rivolta. – le disse, alzando lo sguardo sul suo – Quella è una rivoluzione. >>
A quelle parole le palpebre di Rin si spalancarono di più e smarrita quasi smise di respirare. Stava davvero finendo tutto? Gettò un’occhiata d’orrore su di Len che guardava alla finestra. Poi anche il respiro di lui si fermò.
<< RIN! Vieni! >> urlò afferrando bruscamente il polso di sua sorella e la trascinò via senza riguardo, correndo per i corridoi del castello.
<< Che succede Len! >> chiese quasi tremando mentre lo seguiva senza opporre alcuna resistenza.
<< Non c’è tempo! Non c’è più tempo! Devi scappare ora…!! >> gridò in preda al panico.
Era terrorizzato… e se Rin non ce l’avesse fatta? Ormai la rivolta era anche nel cortile del cancello. Len si affacciò di nuovo alla finestra e vide due figure armate, una di rosso che capeggiava i rivoltosi, e l’altra in blu, con un sguardo vendicativo. Li riconobbe entrambi e non si stupiva se volevano sua sorella morta. Se davvero ci meritiamo tutto questo… Ma non lo avrebbe permesso mai e poi mai. … sarò io a morire. Si chiusero a chiave in una stanza e Len mise in atto il suo ultimo piano.
<< Len… moriremo vero? >> domandò con le lacrime agli occhi, anche lei aveva visto lo spettacolo dalla finestra.
<< Sorellina, tu sei la mia amata principessa, e io il tuo fedele servitore, non lo permetterò mai. >> sorrise ad occhi chiusi, privandosi dei suoi abiti.
Rin rimase a fissarlo scossa da alcuni singhiozzii improvvisi.
<< Ma come farai, loro sono in migliaia e migliaia… moriremo tutti e due! >> urlò coprendosi il volto tra le mani e iniziò a piangere.
Ma il suo servo le tese una mano, ormai completamente nudo. Rin arrossì e smise di piangere.
<< Forza Rin, spogliati… >> disse sorridendole mentre la spogliò senza problemi.
<< Len… >> balbettò Rin tra i denti.
Egli indossò con rapidità gli abiti di sua sorella e le porse i propri.
<< Non permetterò mai che la mia adorata principessa finisca sul patibolo. >> e sorrise, dandole un bacio sul nasino, e le asciugò le lacrime.
Rin lo guardò con il fiato sospeso. Poi scosse la testa con rapidità e testardaggine, mentre Len la avvolgeva con un mantello.
<< Non accadrà! Sono io che merito di morire! Len no! Non lasciarmi! >> urlò esasperata, aggrappandosi a lui.
Len le carezzò la chioma bionda e poi la spinse nell’armadio.
<< Shh… andrà tutto bene, siamo gemelli, nessuno lo saprà mai. >> sussurrò, poi chiuse la porta dell’armadio e si sciolse i capelli, scompigliandoseli per rassomigliarle di più.
Proprio in quell’istante la porta fu abbattuta e dei ribelli afferrarono Len, mentre la vera principessa soffocò un gemito dalle ante socchiuse dell’armadio.
<< Sei veramente un uomo irrispettoso! >>urlò Len, lanciando un sorriso a sua sorella, mentre veniva condotto al patibolo per adempiere il destino della tirannica principessa, la sua amata sorellina.
 

Fine flash back 
 
***

Nessuna traccia della figlia del male, nessuno avrebbe mai pensato di trovarla in una chiesetta. Passarono quindi alcuni giorni in cui Rin visse in riva al mare, insieme a Yowane e tra le due andò a formarsi una specie di legame. Un legame fragile perché Rin era pur sempre l’artefice della morte di Miku e Yowane non riusciva a non odiarla almeno un po’. Ma infondo Rin era sola ed indifesa, sola al mondo, e questo le spezzava il cuore. Non voleva che anche lei dovesse soffrire come lei, in realtà non voleva che nessuna soffrisse come lei. Così si era proposta alla povera Rin come un’amica, allo stesso modo che Miku fece con lei. In entrambi i loro cuori però vi era un desiderio di vendetta, e se Yowane non poteva riversarlo su Rin, lo avrebbe fatto su qualcun altro. Chi?
Per fortuna di Rin, quella chiesa non era abitata, veniva usata come fosse un rifugio, e ormai c’erano solo poche donne al suo interno, ma nessuna si accorse di lei. Infatti era molto solitaria e non parlava a nessuno, piangeva tutto il giorno da quando era arrivata e l’unica a cui avesse rivolto parola era Yowane. Mangiava in disparte, e non prendeva parte alla vita interna della chiesa.
<< Ecco a te Rin. >> sorrise Yowane porgendole il pranzo.
Rin scosse la testa e ricambiò il sorriso.
<< Grazie, non ho molta fame. >> rispose la principessa, seduta nella loro camera.
Non mangiava da qualche tempo e non faceva altro che starsene in silenzio a piangere, con il cuore in frantumi, la morte del suo adorato fratello, piena di rimpianti e di dolore straziante che le stringeva il cuore in una morsa. Era assalita dai sensi di colpa e questi la opprimevano quasi levandole il respiro. Fissò Yowane, ansimando, e si asciugò le lacrime. Fece tanta pena a Yowane che desiderò stringerla forte. Le carezzò un po’ i lisci capelli biondi e poi scese ad asciugarle le guancie, timidamente. Era la prima volta che aveva un contatto così diretto con la ragazza che aveva tanto odiato giorni addietro. Lentamente allargò le braccia e poi la strinse a sé, carezzandole la chioma. Rin istintivamente si aggrappò ai suoi abiti, poggiò il viso contro la sua spalla e scoppiò in un pianto convulso, ansimando e singhiozzando a quei pensieri tanto orribili. Yowane continuò a coccolarla ancora per un po’, poi le sussurrò a voce bassa:
<< Sai, non è molto sicuro restare ancora nel Regno… hanno scoperto che sei ancora viva e ti stanno cercando. >>
Rin sgranò gli occhi e smise di piangere per un attimo. Alzò lo sguardo ed incrociò quello della sua interlocutrice.
<< Sarò felice di morire, proprio come ha fatto Len per… >> ma non riuscì a continuare la frase che Yowane la interruppe.
Sapeva che Rin avrebbe desiderato morire pur di non sopportare tanto dolore, ma era anche vero che così il sacrificio di Len non sarebbe servito a nulla.
<< Ascoltami Rin, tu DEVI scappare. Devi fuggire… se ti prendono morirai e se morirai… beh, Len sarà morto per niente. >> le disse con un tono calmo e fermo, con le mani sulle spalle di lei.
Rin scosse la testa e le sembrò che i suoi occhi stessero per ricolmarsi di lacrime.
<< Dove andrò tutta sola…? >> chiese mentre alcune lacrime cominciarono a cadere.
Yowane socchiuse gli occhi, ci pensò per un attimo. Si, non poteva essere diversamente, doveva accompagnarla.
<< Ci sarò io con te. Scapperemo dal regno. Fuggiremo per la Contea Rossa e tra una settimana saremo nell’Impero Viola. >> le propose con uno sguardo serio.
Perché voleva aiutarla a fuggire? Erano passati due giorni dall’esecuzione di Len e ormai già sembrava affezionata a lei, tanto da decidere di intraprendere un viaggio così pericoloso? Se fosse stata vista con lei l’avrebbero di sicuro uccisa.
<< Ma se ci scoprono insieme… Uccideranno anche te! >> urlò Rin, straziata dal sol pensiero di provocare altre morti.
Era ironico, infondo solo settantadue ore prima era su un trono a comandare a destra e a manca e a giustiziare chiunque avesse deciso di uccidere. Ma Yowane sorrise e le asciugò le lacrime ancora. Era pronta ad aiutarla a qualunque costo. Non poteva dimenticarsi della sua vita prima dell’arrivo di Miku.
<< Sta’ tranquilla, non accadrà nulla. Scapperemo per la campagna, nessuno ci vedrà. >> la rassicurò dolcemente.
Rin non poté far altro che ricambiare, sorridendole con infinita riconoscenza.
<< Ora però mangia qualche cosa… >> le mormorò disperata e lei obbedì, mangiando giusto un po’, e ogni volta che mandava giù un boccone sentiva un groppo in gola e le sembrava di dover ricominciare a piangere.
Ma quella volta non pianse, sentì in un certo senso un po’ di affetto, non si sentì più tanto sola, anche se il vuoto provocatole da Len non poteva essere riparato da nessuno, nemmeno dalla più dolce delle amiche.
 
<< Se la figlia del male è ancora viva, passerà di sicuro per la Contea Rossa: è la contea di confine con l’Impero Viola e l’unico posto raggiungibile è quello. L’altro modo sarebbe attraversare i possedimenti di Kaito e attraversare l’oceano, ma dubito che una ragazzina di quattordici anni ne abbia i mezzi. >> spiegò un uomo armato dalla testa ai piedi al proprio esercito.
<< Quindi prestate attenzione e controllate ogni singola parte della contea. Ci serve viva. >> annunciò infine, impugnando una spada e dando alcuni colpi al proprio cavallo che, dopo essersi alzato su due zampe, iniziò a galoppare.
Il giovane dai capelli rossi a capo dell’esercito era il sovrano di quella contea, un caro amico di Kaito. Sapeva che Rin sarebbe passata per di là e non voleva perdersela. Tantissime truppe controllavano oramai ogni tratto e centimetro del posto e l’avrebbero catturata senza dubbio. Sorrise pensandoci, catturava la figlia del male e la portava a Kaito? Stupido a chi ci crede, pensò. Proprio non gli andava più di essere trattato come suo vassallo, essere sempre un gradino più in basso. La situazione era divenuta insopportabile e quest’occasione non poteva lasciarsela scappare. Se avesse saputo mischiare bene le carte in tavola, beh, il regno sarebbe divenuto suo in pochissimo tempo e con l’aiuto di sua sorella poteva ambire a possedere anche l’Impero Viola. L’unica cosa che doveva fare era riproporre Rin come legittima sovrana e cacciare via Kaito.
Calò la notte sul nuovo Regno; Meiko e Kaito erano chiusi a chiave nella loro camera; le sentinelle di Ted erano sparse in ogni angolo della contea; Rin e Yowane fuggirono dalla chiesa.
Le due camminarono a lungo e intrapresero il sentiero del bosco. Questo non era mai sembrato tanto buio. Si strinsero le mani e camminarono, quasi a tatto, nella fitta nebbia notturna. L’aria era umida e gelida ed ogni respiro gelava i polmoni. Ben presto le due cominciarono a sentire un forte freddo che le rallentò. Esile e gracile com’era, Rin si fermò ben presto.
<< Non possiamo fermarci, o non arriveremo mai. >> le intimò Yowane tenendole la mano per paura di poterla perdere.
<< Non ce la faccio… >> rispose ansimando; era passata poco più di un’ora e Rin era già stremata ed infreddolita tanto da non riuscire più a muovere un solo passo.
Yowane si guardò attorno, il posto era tranquillo e quell’albero era abbastanza adatto per riposarci su. Si sedette e per poco non le crollò addosso. Fece lo stesso e si adagiò sulla fredda corteccia, tremando. Yowane aveva portato con sé un cestino con una coperta e qualche cosa da mangiare. Prese la coperta ed avvolse i loro corpi in essa. Sorrise alla ragazzina e poi le adagiò il capo sul proprio braccio, sfregandola con l’altra mano, con la speranza di riscaldarla di più.
<< Domani mattina il bosco sarà più luminoso e riusciremo a scappare. >> sussurrò, anche se non sapeva se Rin la stava ascoltando o stava già dormendo.
Questa annuì leggermente e poi si lasciò completamente andare e cadde in un sonno profondo, accasciata sul corpo di Yowane. Quest’ultima, prima di cadere addormentata, scorse un pozzo lì vicino e ne fu contenta, sarebbero potute andare a bere  lì l’indomani.

 
***

Flash back 

 
La bella ragazza dai capelli verde smeraldo e dagli occhi luminosi come perle era lì, con lui, ignara.
<< Ho saputo che vostra sorella vuole uccidermi, ecco perché sono scappata da Contea Verde. >> mormorò con gli occhi bassi seduta ai piedi di una villa abbandonata, accanto a Len.
<< Sì ma… vedete, la vostra vita vale più di uno stupido capriccio di mia sorella. >> e le sorrise, alzandole il mento con dolcezza.
Non sapeva lui neppure dove avesse tirato fuori quel sorriso, stava per ucciderla eppure le sorrideva. Miku alzò lo sguardo e parve incrinare le labbra verso l’alto, abbozzando un sorriso incredulo. Prese le mani di Len e le strinse forte, guardando negli occhi il ragazzo.
<< Cosa provate per me? >> domandò poi lei, arrossendo visibilmente.
Len si trovò in imbarazzo, non aveva alcuna idea al riguardo. Avrebbe dovuto dirle che l’amava, che era la prima volta che desiderava avere una donna diversa da sua sorella al suo fianco; che provava un amore lecito, non per qualcuno dal suo stesso sangue. Ma non disse nulla di tutto ciò.
<< Voi? Cosa prova il vostro cuore per me? >> ribatté per cavarsi d’impiccio, ma quella domanda gli procurò ancor più dolore.
Miku abbassò lo sguardo e sorrise. Lo amava talmente tanto. Scosse la testa e poi tornò a fissare quei due spiragli azzurri.
<< Tante cose… credo che vi ami per davvero. >> rispose con sincerità mentre le sue guancia divenivano più calde.
Len sorrise con dolcezza, nonostante quelle parole lo avessero colpito dritto dritto al cuore. Alzò una mano e le carezzò una guancia con fare protettivo.
<<  Siete così bella quando arrossite. >> mormorò assorto nei suoi pensieri.
Lei si coprì la bocca con una mano e rise appena, imbarazzata e sorpresa. Non sapeva che quella sarebbe stata l’ultima notte che avrebbero trascorso insieme. La villa era vuota ed affacciava direttamente sul bosco.
<< Non c’è nessuno, che ne direste di… di farmi vedere quanto siete dolce…? >> l’abbracciò forte, doveva ammazzarla, eppure non se ne sarebbe mai voluto separare.
Miku parve annuire, con tanto stupore e si lasciò andare, per quella sua ultima notte tra le sue braccia.
 
Sentì la sua assenza, aveva freddo al fianco destro. Miku dov’è? Non era accanto a lui, diede un’occhiata attorno e la intravide vicina al pozzo, mentre beveva dell’acqua. Quello era il momento giusto. Era di spalle. Mosse la mano e a tatto arrivò alla tasca dei pantaloni lì affianco, prendendone il pugnale. In quel momento sentì gli occhi riempirsi di lacrime, ma pensò a Rin, e quel pensiero bastò a farlo tornare in sé. Si alzò in piedi e si coprì poi lentamente si avvicinò alla dolce ragazza che attingeva l’acqua dal pozzo. Le gambe gli tremavano ad ogni passo, forse sarebbe stato meglio ucciderla prima. Anche la mano iniziava a tremargli, la vista ad appannarsi ancor di più dalle lacrime e a stento riuscì ad avvicinarsi a lei. Sembrava che non si fosse accorta di lui, ma Len udì dei singhiozzii. Rimase paralizzato, ma non poteva nascondere il pugnale.
Miku aveva il cuore in gola, era terribilmente addolorata, aveva perfettamente capito il tutto.
<< M…Miku… perdonatemi, io… >> balbettò confuso, come se non volesse più ucciderla.
Miku si voltò e gli sorrise.
<< … non preoccuparti, ti ho già perdonato. >> e socchiuse gli occhi, pronta a ciò che sarebbe potuto accadere, mentre il pugnale di Len le trapassò il cuore.
Trattenne per poco tempo le urla, dopodiché i suoi gemiti strazianti trapassarono la quiete mattutina e si accasciò a terra, lasciando Len con un senso di colpa che mai aveva provato prima di allora, il dolore di aver ucciso una persona innocente misto al dolore di aver persona una persona amata ed il tutto solo per compiacere sua sorella.
 

Fine flash back 
 
***

Le prime luci dell’alba rischiararono la fitta vegetazione proiettando strane ombre per il bosco. A grandi passi qualcuno si avvicinò sempre più alle due, fino ad intensificare il fruscio dei rami che l’orecchio di Yowane percepì. C’era qualcuno nelle vicinanze e lei lo aveva avvertito. Rimase ferma, cercando di capire da dove provenisse. Mantenne la calma e, nonostante la paura, svegliò Rin con delle leggere gomitate. Assonnata, la principessa aprì gli occhi e la prima cosa che vide fu la sua compagna che la zittiva, mettendole una mano sulle labbra. Rin allora con le palpebre spalancate al massimo si guardò intorno, trattenendo il respiro per paura che potesse tradirle. Sembrava tutto immobile e non vi era nulla di sospetto. Poi alcune foglie iniziarono a muoversi e comparvero uomini armati davanti a loro. Sembrava che non avessero visto le due fuggitive, ma uno di loro si accorse di loro e avvertì gli altri.
<< Corri! Corri! >> urlò Yowane quando capì che erano state scoperte.
Rin balzò in piedi ed entrambe iniziarono a scappare. Yowane sapeva che le possibilità che ci fossero altri nei dintorni erano alte e non sapeva come avrebbero fatto, ma se si fosse fatta catturare sarebbero morte entrambe. Sentivano i passi dietro di loro, passi numerosi e veloci. Urlavano e scapitavano, ma nessuno osava ferirle.
<< Ci prenderanno! >> gridò Rin correndo tra la boscaglia.
Yowane teneva ben salda la mano alla sua e molto spesso la trascinava. Non le rispose, non voleva sprecare fiato, e si voltò per controllare. La sua resistenza sarebbe presto finita, la fuga durava ormai da qualche minuto e le guardie sembravano sempre più vicine.
<< Ha imboccato un vicolo ceco! >> urlò qualcuno dietro di lei.
A queste parole sentì un’ulteriore scarica di adrenalina invaderla completamente e faticava a respirare. Ma non poteva rassegnarsi ancora, perciò continuò a correre e a correre, con il fiatone, ed ecco che si ritrovò davanti una grossa parete rocciosa. Si voltarono, erano praticamente con le spalle al muro. La vista di Rin sembrava quasi annebbiarsi per la fatica e il cuore le batteva come non mai. Furono accerchiate e quattro guardie si avvicinarono a loro, legandole nonostante queste si ribellassero. Alcune sentinelle erano scappate ad avvertire Ted e presto il sovrano arrivò, senza far attendere troppo le due fanciulle. Non fu difficile capire chi delle due fosse Rin, dato che questa era identica al gemello.
<< Ben trovata principessa, - annunciò, scendendo dal cavallo ed esibendosi in un inchino – sono felice di incontrarvi. >> continuò sorridendo a Rin.
Questa continuò a dimenarsi.
<< Chiedo scusa per i modi bruschi, non accadrà più. Vi domando solo di seguirmi al mio castello, alloggerete in una camera degna di voi e poi avremo  alcune questioni da discutere. >> proseguì.
Yowane ascoltò quelle parole senza riuscire a coglierne il significato mentre Rin era stupita.
<< Chi siete! Cosa volete da me! >> urlò la ragazzina bionda lanciando un’occhiataccia al comandante.
<< Oh, maleducato… sono Ted, mia signora, lusingato di fare la vostra conoscenza. >> e si esibì in un secondo inchino, alzando un braccio al cui polso era legato un fazzoletto con la rosa, lo stemma del Regno Giallo, regno di Rin << Come vedete sono vostro seguace. >> poi ordinò che le due venissero sciolte.
<< Quella deve essere una vostra amica. >> ipotizzò poi, mentre venivano caricate in una carrozza fatta arrivare lì apposta.
<< Come facciamo ad essere certe che non ci porterete da Kaito! >> urlò Yowane mentre veniva spinta nella carrozza.
<< Non dovete dubitare… vi do la mia parola da gentiluomo che non vi porterò da Kaito o comunque a morire in un qualunque posto. La mia parola signore. Non desidero altro che vendicarvi di Kaito e Meiko. >> rispose mentre venivano chiuse le portiere.
Yowane continuava a battere pugni sulla porta sperando che si aprisse, mentre Rin non aveva intenzione di opporre alcuna resistenza.
<< Yowane… non credo ci farà del male… >> mormorò con lo sguardo basso.
Questa rimase immobilizzata da quelle parole e lentamente si volto verso di lei.
<< Ne sei proprio sicura? >> mormorò con un filo di voce.
Rin non rispose e la fissò negli occhi come per dire che nemmeno lei lo sapeva. Infondo non avevano alternative, sarebbero potute scappare di nuovo, ma per dove? Restare lì voleva dire avere almeno un minimo di possibilità di salvezza, dopotutto quella al polso di Ted era la bandiera del suo regno e quindi aveva una specie di garanzia. Yowane dal canto suo era alquanto spaventata, ma era insieme a Rin, aveva scelto lei di accompagnarla e non aveva null’altro da perdere.
<< Se non altro non morirò per mano di Kaito, ammesso che debba morire. >> si limitò a dire, con lo sguardo basso, seduta all’interno della carrozza.
Seguirono attimi di silenzio e la carrozza si avviò verso il palazzo di Ted. La strada percorsa era in parte all’interno del bosco e poi proseguiva verso la città. Non poterono notare molto, non erano attente a fissare il paesaggio e videro solo di sfuggita solo alcune case e ville, fiori e alberi ed infine si trovarono davanti alla reggia del sovrano.
Rin più volte incrociò lo sguardo di Yowane che se ne stava in silenzio, senza dire una parola, sebbene dentro di sé sentisse la paura di poter perdere anche lei. Cercò a lungo qualche cosa da dire, ma non la trovò, si limitò a carezzarle la guancia, poi poggiò la chioma bionda sulla spalla di lei e così rimasero, finché non furono arrivate. Vennero scortate senza problemi fino all’interno e furono portate in una grossa camera dove avrebbero potuto indossare abiti adatti per il pranzo.
<<  Rin cosa facciamo? Tentiamo di scappare ancora? >> disse Yowane
Rin scosse la testa ed andò a sedersi sul letto al centro della grossa camera regale che affacciava su un meraviglioso e lussureggiante giardino.
<< Vediamo prima cosa ha da dire Ted, ha parlato di Kaito e di Meiko prima. >> asserì dopo aver lanciato un’occhiata alla sua compagna.
Beh, questo nemmeno a Yowane dispiaceva affatto, anzi, poteva vendicarsi di Miku su Kaito e lo stesso poteva fare anche Rin. Si presentava loro un’occasione che non sapevano se mai avrebbero riavuto, quindi era bene approfittarne. Se Len era morto la causa era attribuibile a Kaito e qualunque sarebbe stata la maniera, Rin se ne sarebbe vendicata. Avrebbe vendicato la morte del suo amato fratello che le aveva portato via una parte di sé.
 
 

***

 

Continua…

 
 
 



N.d.A. Questo mi è riuscito più lungo!! Che bello. *-* Mmmhhh… che dire su questo capitolo… spero che vi sia piaciuto, ogni commento è ben accetto, anche se critica. (: OHW; il prossimo capitolo sarà il mio preferito del cuore (????) accadrà una cosa KDMKMFJANFJAB Ma non anticipo null’altro. U.U
Qui non poteva mancare la calda ed HOT nottata di Len e Miku, all’insegna del tradimento!! LOL
 
Ara, oyatsu no jigan-da wa!
 
NO; mi sta ritornando la crisi da Aku no Musume. O_O LOL *scappa a prendere del thè* Beh, vi aspetto nel prossimo capitolo e spero che continuerete a seguire e gradire. *///* Se non si visualizza qualche dialogo e vedete solo due segni di apertura e chiusura ditemelo... XD Provvedo ad aggiustare. U.U Un grazie particolare ad Angy, la mia neko-nee ù.ù e ad Harmony che recensiscono. :) Anche a chi segue in silenzio nell’ombra XD Grazie. A presto! Un bacio da Hikari ♥

   
 
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