Anime & Manga > Vocaloid
Segui la storia  |      
Autore: Rozenberry    24/01/2012    4 recensioni
[Prequel di Buio e Luce - non contiene spoiler sulla storia! - può essere letta anche se NON CONOSCETE LA STORIA!]
RINxLEN - Sconsigliato altamente se vi infastidisce l'incesto!!
******
Oggi eravamo soli, non c’erano scuse. Mi stesi su di te, che ancora dormivi. Piano piano entrambe le mani salirono a sfiorarti appena e a solleticare il tuo seno con le dita. Mi mancava il fiato, il cuore batteva a mille all’ora, ero rosso dalla vergogna e avevo paura che tu potessi svegliarti. Contemporaneamente lo desideravo. Svegliati Rin, dimmi che posso continuare. Voglio vederti tutta nuda. Le mie mani continuavano a muoversi, spinte dal desiderio, poi poggiai il mio capo su di queste. Era così piacevole, potevo sentirlo anche se non potevo vederlo.
“Cosa fai Len!” la tua voce mi fece sobbalzare. Cosa stavo facendo? Come te lo avrei spiegato? Incominciai a fissarti, non sapevo cosa dire. Eri tutta arrossita anche tu, ma non sembravi arrabbiata. Restammo così, a fissarci, l’uno riflesso negli occhi dell’altro, per qualche istante che sembrò un’eternità. Poi io guardai in basso. “Devo vergognarmi, vero?”

******
Eccomi con una storia sul Kagamincest, spero vi piaccia, buona lettura. :) ♥
Genere: Erotico, Introspettivo | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het | Coppie: Len/Rin
Note: Lemon | Avvertimenti: nessuno
- Questa storia fa parte della serie 'Tendo al Cielo, verso te.'
Per recensire esegui il login o registrati.
Dimensione del testo A A A

Prima del Buio
“sembrava fosse Luce, ma mi accorgo che non lo era.”



E’ stata tutta colpa mia. Me ne accorgo solo ora ma tu non lo volevi, ti ho costretto con la forza, con il mio sguardo, con il mio desiderio. Ti guardavo e tu sembravi terrorizzata, ma poi ti dicevo che potevi fidarti. E ricordo ancora vivido nella mia mente il tuo urlo di terrore, le tue pupille dilatarsi, guardarmi, perdersi.

Poi la macchia rosa sul pavimento.


***



Ecco cosa successe prima del Buio. Era il giorno dell’anniversario di mamma e papà. Tredici anni di matrimonio, di un perfetto amore coniugale, puro e incontestabile. Felici andarono a trascorrerlo lontano di casa, come biasimarli, in chissà quale hotel, in chissà quale nido. Felici li salutammo mentre si avviavano per festeggiare, dopo averci dato tutte le raccomandazioni possibili ed immaginabili. A casa saremmo rimasti solo io e te per due giorni. Era una bellissima prospettiva, sebbene ne fossi intimamente spaventato. Cosa avremmo fatto tutti soli? Non era mai successo prima di allora, mai trascorsa una notte senza nessuno in casa. Bastava non farci caso, non sarebbe stata diversa dalle altre. Tu nella tua camera, io nella mia. E così fu infatti. C’era già da mangiare pronto, la mamma aveva lasciato il pollo con piselli e patate nel microonde, in frigo c’era abbastanza riso da sfamare un esercito e poi eravamo abbastanza grandi da accendere da soli i fornelli. Tu sapevi preparare delle buonissime polpette, te ne vantavi fingendoti modesta e io non potevo far altro che farti bei complimenti tanto eri carina e dolce. E mangiammo anche. Eravamo seduti uno di fronte all’altro, a tavola. La tv era accesa su un canale a caso, con il telegiornale. La mamma aveva appena chiamato per sapere se tutto era apposto e noi dicemmo di sì, mettendoci a sedere a tavola. Tu prendesti il pollo dal microonde. Nulla di speciale, non accadde proprio nulla di speciale. Parlammo della scuola, avevi preso quattro in latino.
“Len mi darai tu una mano, vero?” mi chiedesti sottovoce, come in imbarazzo. E io annuii, con un sorriso dolce per rassicurarti. “Certo, ti aiuterò io e recupereremo presto, stai tranquilla.” Anche sul tuo volto si era stampato un sorriso, sembrava avessimo interrotto quell’imbarazzante silenzio e l’atmosfera era meno tesa.

La cena finì dopo un po’ e andammo, prima tu e poi io, a farci una doccia. Avvolti poi nelle nostre vestaglie da sera ci sdraiammo sul divano. “Guardiamo qualche film?” mi avevi chiesto. Eri seduta accanto a me e non potevo non notare che le tue gambe erano quasi scoperte. Mi vergognai subito di quei pensieri, costringendomi con tutto me stesso a farmeli sembrare schifosi. Che schifo! Che schifo! E’ tua sorella! Mi ripetevo.
“Che film?“ domandai girando canale in cerca di ciò che potesse piacerti. Ed ecco che a quel vecchio film d’amore che mandavano e rimandavano in tv il tuo sguardo si incanta e sorridi. “Questo!! E’ bellissimo! Guardiamolo insieme!” E la tua mano mi salì lungo il braccio, per poi stringermelo. Sentii il tuo volto caldo poggiarsi sulla mia spalla, i tuoi capelli dorati e sottili mi facevano solletico, ed il mio braccio, stretto tra i tuoi, toccava il tuo petto. Arrossivo vistosamente e il respiro mi mancò per un solo istante, poi pensai Tranquillo, è solo la tua sorellina.
Restammo così per un bel po’, io non avevo il coraggio di muovermi, se lo avessi fatto il mio braccio avrebbe toccato ancora di più il tuo seno, e non volevo che ciò accadesse. Mi vergognavo già troppo di essere arrossito così tanto. Ma tu non te ne accorgesti e dopo poco le mie guance riacquistarono un colorito normale. Poi lentamente il tuo respiro divenne più profondo e rallentato, così non ci misi nulla ad accorgermi che ti eri addormentata. La presa che mi stringeva divenne presto più larga. Con delicatezza ti feci stendere sul divano, con la testa poggiata sul cuscino e io mi sedetti in un angolo di questo, con le gambe strette al petto. Poi un pensiero mi fece arrossire ancora. Ora che dormi posso fissarti quanto voglio. E cominciai da quanto più puro ci fosse, il tuo angelico volto. Dolce, rilassato e innocente. Le palpebre socchiuse e le labbra più belle di tutte. Capelli biondi come il sole scendevano a coprire fino al tuo collo, con le punte volte verso l’alto. Il tuo collo candido era scoperto e lasciava intravedere un po’ del tuo petto, non tutto. Così iniziai ad immaginarmelo io, facendo uso della mia memoria. In estate con il tuo costume oppure con una maglietta stretta, o anche senza maglietta, la forma del tuo seno era ben visibile. Non era grande, ma era il più bello che potesse esistere: delicato, chiaro, rotondo, candido.
Mi prese allora la tentazione di toccartelo. No! No! Ma la mia mano si allungo timidamente verso di te. Desideravo davvero che quello non restasse solo un desiderio, ma che potessi provare davvero a palpare e a toccare il tuo corpo. Non seppi resistere alla tentazione. La mia mano andò timidamente a sfiorare il velo della vestaglia che te lo copriva. Cominciai allora a pensare strane cose. E se anche a te piacesse? Tante volte sembravi chiedermelo con gli occhi, come se anche tu desiderassi fatti toccare, ricevere dei complimenti da me per il tuo corpo tanto bello. Eccitante.  
Oggi eravamo soli, non c’erano scuse. Mi stesi su di te, che ancora dormivi. Piano piano entrambe le mani salirono a sfiorarti appena e a solleticare il tuo seno con le dita. Mi mancava il fiato, il cuore batteva a mille all’ora, ero rosso dalla vergogna e avevo paura che tu potessi svegliarti. Contemporaneamente lo desideravo. Svegliati Rin, dimmi che posso continuare. Voglio vederti tutta nuda. Le mie mani continuavano a muoversi, spinte dal desiderio, poi poggiai il mio capo su di queste.  Era così piacevole, potevo sentirlo anche se non potevo vederlo.

“Cosa fai Len!” la tua voce mi fece sobbalzare. Cosa stavo facendo? Come te lo avrei spiegato? Incominciai a fissarti, non sapevo cosa dire. Eri tutta arrossita anche tu, ma non sembravi arrabbiata. Restammo così, a fissarci, l’uno riflesso negli occhi dell’altro, per qualche istante che sembrò un’eternità. Poi io guardai in basso. “Devo vergognarmi, vero?” chiesi con un po’ di voce, quello che era rimasto ed attesi in silenzio una risposta. “No, perché ti sei fermato?” la tua voce così dolce e calda che diceva quelle parole, come avrei potuto non sorprendermi? Intanto mi ero già eccitato a sufficienza e quel tono contribuì a farmi arrossire ancora di più. Alzai lo sguardo per fissarti ancora. Sorridevi.

E dopo quella frase, non ci furono più parole quella notte.

Lentamente aprii la vestaglia che ti copriva, scoprendo così il seno su cui prima mi ci ero appoggiato. Era davvero così bello come me lo ero immaginato, morbido ma sodo. Non resistevo più. Posso farti venire, vero? Non te lo chiesi direttamente, ma lo pensai intensamente mentre ti fissavo negli occhi. Il tuo sorriso diceva che potevo. Così osai. Mi chinai sulle tue labbra, per un istante restai fermo. Stavo per baciarti. Non ci avrebbe visto nessuno, e questa era l’occasione per realizzare il mio sogno di sempre.

Mi sento un adolescente pervertito, ma ognuno di noi è pervertito a modo suo. C’è chi ama il dolore, chi ama far soffrire, chi adora farsi umiliare. Io adoro mia sorella. E’ incesto, lo so. Ma a me piace, e a quanto pare anche a te. Ti bacio, socchiudo gli occhi e finalmente le mie labbra si congiungono alle tue e il mio cuore sembra smettere di battere, poi esplode tutto d’un tratto e gli unici rumori nel silenzio sono quelli dei battiti dei nostri cuori. Battiti intensi e rapidi, impercettibili e lenti. Il mondo continua a scorrere, la tv continua a trasmettere programmi, ma io e te siamo fermi immobili, per noi il tempo si fermerà per un po’. Sento il tuo respiro così vicino al mio, si incontrano e lo sento sulla mia pelle, mentre dentro di me provo una sensazione mai provata prima. Sembro sottosopra, il mondo sembra perdere senso. Mi sento uno stupido a non averlo mai fatto prima: è la cosa più eccitante che abbia mai fatto nella mia vita. Sento rapide scariche calde attraversarmi il corpo mentre la mia lingua si spinge tra le tue labbra. La lasci entrare e ci trova la tua che l’aspetta. Le tue mani salgono a carezzarmi la schiena e a massaggiarla.  Sento il tuo respiro, più di prima, e sento la mia lingua confondersi con la tua, tanto da non capire più cosa sto muovendo là dentro. Riapro gli occhi e vedo i tuoi fissi nei miei, chissà a cosa pensi. Ti carezzo le guancia con entrambe le mani e con le dita le delineo lentamente, sono bollenti. Stacco le labbra dalle tue, ma la tua saliva ancora le lambisce. Ho finalmente sentito il sapore delle tue labbra, l’odore dei tuoi respiri. Ora voglio sentire la tua voce.
Torno a baciarti, ripetutamente, ed ogni volta un brivido in più mi sale per la schiena. Poi scendo più in basso, a baciarti il collo. Non mi basta baciarlo, desidero più di un bacio. La mia lingua, contro la mia volontà, prende a leccare e a leccare, a mordere e baciare ancora, fino a che non percepisco un sottile tremolio nel tuo respiro. Magari ti piace veramente. Mi spingo più in basso fino ad arrivare al tuo seno. Neanche qui la mia lingua si ferma. Intanto sento dei gemiti soffocati in gola, nella tua gola. La tua pelle morbida è meravigliosa, il tuo corpo è meraviglioso.
Le mie labbra passano sul tuo addome, la vestaglia ormai è aperta. Scendono ancora, lasciando la scia della mia saliva. Arrivo dove più in basso non si può. Bacio, bacio, bacio e bacio ancora. Finalmente la tua voce mi arriva forte e chiara. Continuo a baciare. Finalmente arrivi al culmine del piacere e posso sentirti ansimare e gemere. Sorrido.




“E’ la prima volta questa?” tornai a stendermi su di te e iniziai a giocherellare con i tuoi capelli.
“S-sì.” fu la tua breve risposta. Poi sorridesti e mi abbracciasti forte.
Restammo così, tu presto ti eri addormentata e io mi lasciai andare tra le tue braccia che mi stringevano. Buona notte, pensai, è stata la migliore di tutte. E’ sembrata un’ora trascorsa in Paradiso, tu eri il mio angelo ed eri il più bello di tutti.



 

Un angelo meraviglioso dai capelli color oro come il sole e gli occhi azzurri come il cielo.



 






Ecco! Finalmente mi sono decisa a scrivere il prequel di Buio e Luce, così potrete capire come mai i due gemellini peccano *-* Bhe, non so cosa dire XD Diciamo che questa fic può essere letta e compresa anche se non conoscete la storia portante {?}. Infondo è l’antefatto, quindi non ci sono ambiguità X° Ringrazio tutte quelle che hanno letto e recensito Buio e Luce, anche chi l’ha inserita tra le preferite, e ringrazio chi ha letto questo capitolo. ♥  E con questo nasce ufficialmente la mia prima serie!!!!! ♥♥

 E sì, non è finito ancora! Non ho spiegato ancora come Rin va in coma =w= CMQ non so, questa storia potrebbe essere da rating rosso, boh, ditemelo voi T__T Non so, sono indecisa... forse ho esagerato troppo, ma era da tempo che desideravo scrivere una fiction erotica sui Kagamine… Infondo non mi sono soffermata sull’atto sessuale vero e proprio, quindi non credo di doverla mettere sotto il rating rosso. O_O Per favore, fatemelo sapere çAç

Bhè, questo è tutto, spero abbiate gradito la storia, ci sentiamo presto con il prossimo capitolo! Sayonara!! ♥

 

   
 
Leggi le 4 recensioni
Segui la storia  |       |  Torna su
Cosa pensi della storia?
Per recensire esegui il login oppure registrati.
Torna indietro / Vai alla categoria: Anime & Manga > Vocaloid / Vai alla pagina dell'autore: Rozenberry