Non solo io...non solo tu

di akira90
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Questa è la mia seconda fanfiction...spero che vi piaccia come inizio. L'altra è: Cosa significa essere famosi. Spero che recensiate in tanti.

Era uno dei tanti giorni in cui Vegeta si allenava nella gravity room per diventare un supersaiyan.

Bulma si era già lasciata con Yamcho ed era innamorata di Vegeta, anche se non l’aveva ancora capito.

“Ehi, donna, cos’ hai preparato oggi per pranzo?”

“Un po’ di tutto, Vegeta” rispose lei gentilmente. Doveva rufianarlo.

“Cosa intendi per un po’ di tutto?” chiese Vegeta curioso.

“Pasta, verdure, pizza, e una torta” rispose lei con una dolcezza da far invidia ad una zolletta di zucchero.

Vegeta se ne accorse. Bulma non era solita trattarlo in quel modo.

“È forse cambiata?” pensò. Doveva esserci sotto qualcosa. Decise di stare al suo gioco.

“Ah, okay, va bene” rispose lui con tono stranamente gentile. Voleva farle capire di essere vicina ad averlo rufianato. Aveva capito cosa Bulma aveva in mente di chiedergli.

“Senti, disse Bulma mentre il Saiyan stava mangiando, non è che per caso oggi avresti tempo per accompagnarmi a fare…ehm…shopping?”

Era quello che Vegeta aveva supposto.

“No, donna, mi devo allenare!”

“Allora scordati che io continui a prepararti i pasti” disse lei, utilizzando tutta la sua acidità.

“Tanto c’è tua madre che ci pensa…Oh, povero Vegeta…quel bel ragazzo non può rimanere senza cibo!” disse Vegeta, imitando con la voce la madre di Bulma.

“Allora ti distruggo la gravity room!” lo minacciò lei.

A quel punto dovette arrendersi alla sua volontà. Suo padre non gliene avrebbe costruita un’altra, sapendo che la figlia aveva deciso di distruggergliela.

“Va bene, d’accordo!” si arrese.

Andarono in giro per i negozi di mezza città, comprando scarpe, vestiti e anche qualche cosa da mangiare.

Si stavano dirigendo verso il negozio di profumi, quando Vegeta si accorse di una ragazza. Aveva la coda.

“Vegeta…ma che hai?” chiese Bulma preoccupata.

“Io…niente, non ho niente Bulma” disse il Saiyan soprappensiero.

“Okay, sei stanco. Torniamo a casa. Per oggi basta”.




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