Solitude

di Angelo Osaki
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Solitude

 

Fa caldo. Tanto caldo. Nell’aria persiste un’afa opprimente, difficile da sopportare.
Lui è sempre lo stesso ragazzo: triste e stanco perfino di vivere. Come può, essendo così giovane, avere questi pensieri in testa? Pensieri oscuri, tristi, depressi.
A quest’età la vita dovrebbe essere colorata e vivace; piena di cose da fare e di ottimismo incontrollato.  A lui dell’ottimismo non gli è rimasto niente, nella sua vita sono presenti solo buio e solitudine.
La solitudine è un arma a doppio taglio: può aiutarti a conoscere meglio te stesso, ma può anche schiacciarti sotto la sua morsa e farti sentire la persona più unitile del mondo. Può isolarti da tutti, soprattutto da te stesso, e far in modo che ogni desiderio di vita in te scompaia.  E piano piano, alla fine, si è abituato alla sua condizione, perché in lui non vi è niente di buono, solo tenebre. E le tenebre sono crudeli e devono essere isolate, uccise.
Lui è la solitudine sono una cosa sola, anche quando ci sono altre persone in sua compagnia.  Perché lui è sempre solo a livello interiore, non fisico; di tutte le persone che conosce, nessuna è stata in grado di schiacciare via l’oscurità che risiede all’interno del suo animo.
E ormai sta imparando a conviverci, a rassegnarsi. La solitudine è la sua migliore amica: terrificante e distruttrice, ma pur sempre l’unica compagnia che abbia. L’unica che conosce tutto di lui. E l’unica che starà insieme a lui fino alla fine dei suoi giorni.
Solitudine, non riesco a stare lontano da te.
Solitudine, per sempre tu e per sempre io. 




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