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di orange
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Maggio

 

[Ricordi]

 

 

La pioggia le ricorda sua madre. Non sa spiegarsene il motivo, ma restare sdraiata sul pavimento del dojo ad ascoltare il rumore dell'acqua contro le tegole asseconda la memoria. Ormai è quasi un'ora che se ne sta lì e sente che il proprio corpo ha smesso di risponderle. Vorrebbe alzarsi, vorrebbe andare a cercare Ranma, perché è già troppo tempo che non lo vede, eppure i muscoli non le obbediscono e gli impulsi scemano nel nulla a contatto con il legno.

Le sembra che il suono del suo respiro riecheggi nel dojo come musica, rimbalzando sulle pareti e tornando a lei portando nuove immagini, nuove parole. Come le ultime dette da sua madre prima della malattia, mentre le incerottava l'ennesima ferita.

É troppo poco il tempo che ci è dato, per passarlo a sbucciarsi le ginocchia. Non credi?

Sono proprio le cose più stupide quelle più facili da conservare. Lei, di sua madre, ricorda questo.

Akane!”

La voce di Ranma la richiama alla realtà. Si alza sui gomiti e lo guarda da sopra la spalla. Lui se ne sta impalato sulla soglia. “È pronto il pranzo” dice.

Akane sbuffa, sprofondando nuovamente nel pavimento. Sente Ranma avvicinarsi e infine lo vede sporgersi dall'alto e apparirle capovolto.

Che stai facendo, si può sapere?” le chiede.

Lei allarga le braccia, distendendole completamente. “Pensavo” risponde.

Allora succede anche a te...pensavo di essere l'unico!” la canzona.

Fai lo spiritoso?”

Serra le palpebre e sospira. Non sa se dirglielo. Vorrebbe, ma crede che la prenderebbe in giro. Infine, tenta.

Pensavo a mia madre” sussurra, così piano che lui quasi fatica a sentirla.

Ranma resta in silenzio, gli occhi concentrati a studiarla in viso, poi si china su di lei e tende le labbra in un sorriso che ad Akane arriva sottosopra. “Spero fossero ricordi belli. Io vorrei averne. Ricordi di mia madre, intendo...”

Akane dischiude le labbra e si alza con una spinta. Nota a malapena la mano di lui appoggiata al suo fianco, pronta a sorreggerla.

Lui non conosce la morte, pensa.

Sì, lo erano. Adesso andiamo a mangiare”

Gli sorride e lo prende per mano, ignorando la sorpresa sul suo volto. La sua mano è calda e un po' ruvida. Si volta a guardarlo, prima di entrare in casa.

Lui non conosce la morte, pensa di nuovo. Spero non debba conoscerla mai.

 

 

 

 

 

 

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...e siamo a maggio. Sì, lo so, lo so. È un capitolo decisamente triste – ero in modalità, che posso dire in mia difesa? Spero non vi abbia mandati in depressione, nel caso mi scuso. Il messaggio di fondo è un messaggio d'amore. La frase finale è una dichiarazione d'amore incondizionato, in un certo senso. Quindi, in fondo, è un capitolo positivo...no? ^^'

 

Non posso che rinnovare tutti i mille ringraziamenti a chi continua a recensire, seguire la storia e a chi la legge in silenzio. Vi sono debitrice ^^

 

Alla prossima!





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