Sotto il tuo sguardo. Proteggimi.

di Kuri
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Questa storia partecipa alla III Disfida indetta da I Criticoni. Alla fine di ciascun capitolo riporterò delle note, sia per spiegare alcune cosa (che per molti versi non sono chiare neppure a me ^^'') sia per indicare i prompt che hanno ispirato questa bazzecola di storia.




Prologo - Sulle sponde


Una bava di aria umida scivolava tra i lycoris che ricoprivano le sponde del fiume con la loro coltre scarlatta e si stendevano fino a dove giungeva il suo sguardo, oltre l'orizzonte brumoso.[1] Il cielo era chiaro, tinto di violetto e lilla, e su tutto splendeva una luna argentea di una consistenza trasparente.
Yūko intravedeva la figura sottile e allampanata di Watanuki dall'altra parte, sopra il gorgoglio placido dell'acqua da cui saliva quella nebbiolina che inondava tutto il panorama, senza tuttavia riuscire a soffocare il rosso vivo dei fiori, le cui enormi corolle spumose ondeggiavano all'estremità dei lunghi steli.
Watanuki stava muovendo le braccia sottili con gesti veloci e ampi, come accadeva quando cercava concitatamente di spiegare qualcosa. A Yūko sembrò quasi di sentire le parole del ragazzo arrivare fino a lei, ma il venticello leggero le trasportò via.
Ben poco riusciva a passare dall'altra parte, soprattutto in quei giorni.
«Yūko? Dobbiamo andare.»
La strega delle dimensioni alzò una mano candida per zittire quella voce alle sue spalle. La manica dell'abito nero, il sontuoso vestito che indossava ogni volta che doveva recitare la sua parte, le scivolò lungo il braccio bianchissimo.
Dalle sue labbra scarlatte, strette in una linea sottile, non uscì una sola parola, ma l'urgenza della sua richiesta risultò evidente a tutti gli astanti.
Teneva gli occhi rossi inchiodati sulle spalle del ragazzino dall'altra parte del fiume e tutto in lei era proteso a quel punto. Sarebbe bastato sfiorarla con un dito per vederla infrangersi in mille schegge di paura, anche se non sarebbe mai stata disposta ad ammetterlo.
«Yūko?»
La donna chiuse le palpebre bistrate per un lungo istante, poi annuì con gravità.
Nel momento in cui sentì il suo corpo sciogliersi nell'aria, le sembrò di vedere quel ragazzino troppo alto voltarsi per rivolgerle un sorriso di dolce soddisfazione.





[1]Lycoris. Sono detti anche Higan-bana e sono legati al culto dei morti, in quanto sono molto presenti sulle sponde dei fiumi, come accade vicino al fiume per eccellenza: quello che divide il mondo dei vivi da quello dei morti. L'immagine di questi campi ricoperti di fiori rossi con uno stelo molto sottile e una corolla grande e "spumosa" l'ho avuta dall'immagine 030. I lycoris sono fatti così.





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