L'altra notte

di fattodigomma
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Non ci posso credere. È successo veramente? Abbiamo davvero ballato l’altra notte? Ci siamo strusciati l’uno contro l’altro? Mi è piaciuto? Gli è piaciuto? Non lo so. C’era un sacco di confusione, la musica era alta, avevo bevuto parecchio. A un certo punto, mi sembra, ci siamo allontanati. Forse gli altri ci avevano notati? Comunque adesso stavamo uno di fronte all’altro. Ci studiavamo.
Com’era bello. Sicuramente gli altri non sarebbero d’accordo. No. Quanto eravamo lontani? Un metro? Forse meno. No, sicuramente meno. Mi ricordo che potevo vedere l’espressione dei suoi occhi. C’era un misto di desiderio e di paura in quegli occhi. Un misto che avevo visto anche io nei miei stessi occhi guardandomi allo specchio. Lo voleva anche lui. Lo sentivo. Lo capivo. Improvvisamente gli ho messo un braccio intorno al collo, vicino all’orecchio. Ho poggiato il palmo aperto sulla nuca. Lui non ha fatto niente. L’altra mano ha seguito la prima. Le sue braccia sono rimaste ferme lungo i fianchi, come immobilizzate. Abbiamo passato così alcuni istanti che a me sono parsi ore interminabili. O forse erano state davvero ore interminabili?
A un certo punto senza che io avessi mandato alcuno stimolo. O forse l’avevo mandato? Quasi sicuramente è successo tutto da solo. Comunque se l’ho fatto, è stata la scelta migliore della mia vita. Credo.
A un certo punto in ogni caso le mie braccia hanno improvvisamente spinto la sua testa contro la mia. Velocemente. Senza pensarci. A fine corsa c’erano le mie labbra pronte a ricevere le sue. Che bella sensazione. Non avevo mai baciato nessuno. O almeno non veramente. Non in quel modo. Il suo bacio aveva un sapore che non avevo mai sentito sulle labbra di nessuno. Lo sentivo nella bocca. Scendere giù per la gola. Infilarsi nello stomaco e nei polmoni. Tracce di lui hanno cominciato a circolarmi nelle vene. Lo sentivo ovunque. Ero immerso in lui. O forse era il contrario. Gli piaceva. Non riusciva a staccarsi. Non voleva. Mi ha messo le mani sui fianchi. Per quanto tempo ci siamo baciati? Pochi istanti o diversi minuti?
Di quello che è successo dopo? Zero. Fino ad ora. Fino in questo letto. Dove sono? Non mi sono nemmeno dato la briga di guardarmi intorno. Potrei essere nel mio letto. Come nel suo. Come in quello della mia migliore amica. Ma chi se ne importa. Ora in testa ho solo lui. Mi riempie. Cosa dovrei fare? Anche lui ha i miei stessi ricordi? Gli sono piaciuto come mi è sembrato? Forse no. Col senno di poi. Forse dovrei chiamarlo? Dovrei vederlo? Forse è meglio che gli mandi un messaggio. Il buongiorno magari. Sì, ho deciso. Gli manderò il buongiorno. Dove sarà il mio telefono? Lo cerco intorno. Eccolo. C’è un messaggio. È suo. Non voglio leggerlo. Ho paura quando lui mi scrive. Mi faccio coraggio. Lo apro.
‘Buongiorno’.




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