When Hetalia meets Disney

di hanaemi_
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Domani è un altro giorno
 
{Fandom: Axis Powers Hetalia
Personaggi: Portugal x fem!Netherlands
Pairing: PortNed
Parole: 437 (grazie a: http://www.freetiamo.altervista.org/index.php/conta-parole.html)
Playing: "Domani è un altro giorno"- Gianna Spagnulo (dal film "Le avventure di Bianca e Bernie")}

 
«La vita insieme affronteremo, tanta gioia troveremo
se sei con me…»
 

Il portoghese si alzò dal materasso e, recuperati i boxer, si mise alla ricerca dei suoi indumenti, buttati alla rinfusa per la camera.
L’olandese si mise a sedere in mezzo al letto, le ginocchia strette al petto e gli occhi chiusi per trattenere le lacrime. La stava abbandonando di nuovo. La scena che aveva già vissuto tante e tante volte si stava ripetendo, sempre uguale. Abbandonavano ogni inibizione, lasciando che i loro corpi si incontrassero e si fondessero in un’ unica cosa, e poi lui se ne andava, come se nulla fosse accaduto, lasciandola sola. Nascose il capo tra le gambe.
Non voleva piangere, non dinanzi a lui. Non poteva mostrarsi debole e indifesa di fronte alla fonte della sua gioia e al tempo stesso frustrazione, non le era permesso.
Prese un bel respiro; non poteva andare avanti così, non poteva continuare ad essere la bambolina da sfruttare al momento opportuno. Sentì alcuni rumori a poca distanza da lei.

Se voleva dirgli la sua opinione doveva agire in fretta, altrimenti lui se ne sarebbe andato e non avrebbe potuto fare più nulla. Sbatté un paio di volte le palpebre e sollevò la testa.

“Port…”

Ma non ebbe neanche il tempo di dire o fare niente, che la scena che le si presentò dinanzi la lasciò senza parole. Il ragazzo, ginocchia in terra, aveva uno scatolino aperto tra le mani, con all’interno un anello e un sorriso splendente a solcargli il volto.


Aartiënne, ora starai pensando che sono completamente ammattito, ma no. O meglio, sì, sono pazzo, ma solo e unicamente di te. Tu…mi hai cambiato. Mi hai fatto capire che valgo qualcosa, nonostante tutto. E sei stata anche l’unica a starmi sempre accanto, anche quando nessuno lo avrebbe fatto. E in realtà non ti meriterei, lo so, ma il mio egoismo mi impone di presentarmi umilmente a te, con quest’anello, e chiederti: vuoi diventare mia e solo mia?” chiese, la luce della speranza a infiammargli i grandi occhi blu.
La ragazza, sull’orlo delle lacrime, annuì appena, per poi buttargli le braccia al collo e nascondere la testa sul suo petto, singhiozzando sommessamente.

“A-Afonso…Sì che lo voglio, sì, sì, sì!”
“Oh, oh….hey! Calma, non è morto nessuno, eh!”
le sussurrò, carezzandole con una mano i capelli, mentre con l’altra le infilava l’anello all’anulare sinistro.
La bionda si raddrizzò e lo guardò: era molto semplice, una sottile striscia argentata con sopra alcuni brillantini.

“Non…non potevo permettermi di più perché sai, la crisi…” tentò di giustificarsi, grattandosi la nuca con non poco imbarazzo.

Aartiënne scosse la testa, accennando un leggero sorriso, e lo abbracciò forte, chiudendo gli occhi.

“Non importa,” gli bisbigliò all’orecchio “finché avrò te sarò la donna più ricca a questo mondo.”




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