Inside Mona

di alpha_blacky
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Suono il citofono. È un palazzo come tanti altri, al centro della noatra bella Roma. Il quartiere è carino, non tanto sporco e nemmeno povero. Da dove sono passata, ho intravisto anche un parchetto. "Chi è?" dice una voce femminile abbastanza giovane. Avrà dimenticato di avvisare la fidanzata? "Sono venuta per il compito" dico con la mia solita aria da strafottente. Non mi piace stare in secondo piano. "Oh, sì" risponde e il portone si apre "al terzo piano." Ottimo. Per fortuna ho messo le scarpe più basse. Salgo le scale, pensando a cosa dire quando sarò arrivata. Ad aspettarmi, sulla soia della porta, c'è una donna sulla trentina. I suoi capelli sono mossi e color cioccolato, gli occhi scuri. É veramente una bella donna, noto, nonostante il suo naso sia sporco di farina e indossi un grembiule a quadri che mette in evidenza la sua bassa statura. Però il suo sorriso luminoso, con le fossette sulle guance, le dona un che di particolare, le fa brillare gli occhi, il viso che le risplende di una radiosa bellezza. "Ciao, io sono Angelica, la mamma di Simone" si presenta e mi porge la mano. Oh, ecco chi era al citofono. "Io sono... Mona" Salve, mi scuso per il ritardissimo, ringrazio chi ha recensito e preferisce/segue/ricorda questa storia. Scusate se finisce così, nel prossimo capitolo ci sarà il famigerato incontro. A presto, baci -A




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