Harime Nui's Chronicles

di Harime Nui
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Ryuko non riesce più a dormire.

Ha avuto paura di perdermi, di perdere la sua uniforme... per lei sono davvero così importante, ma sembra quasi aver paura di me. Quando giunge la notte non riesce ad addormentarsi, così come me. Ogni volta che chiude gli occhi li riapre ancora più arrossati e carichi di lacrime. Quella dannata ragazzina dispettosa... Harime Nui...

La devo uccidere.

Il Dr Matoi mi ha creato per questo, proteggere la mia padrona.

'S-Senketsu...' in piena notte sento Ryuko chiamarmi, la voce flebile e spenta.

Quando apro gli occhi lei indossa ancora il suo pigiama, è sdraiata nel letto coperta fino al collo da stracci e vestiti. Come mi aspettavo, i suoi occhi sono lucidi ed arrossati.

'Si?' rispondo.

'N-non riesco a dormire.' continua a tremare incessantemente. 'Voglio ucciderla... m-ma nel f-farlo diventerò come lei.'

'Non possiamo fare nulla, non siamo abbastanza forti. Dobbiamo ancora crescere, Ryuko. So quanto tu sia arrabbiata verso Nui, ma devi controllarti, o succederà... di nuovo...' non so cos'altro dire per tirarla su di morale.

'Non ne s-sono sicura... forse non voglio n-neanche ucciderla... vorrei solo parlare e sapere c-come è andata. E-e tu?'

'Forse hai ragione. Non ho idea del perché abbia attaccato il Dr Matoi. Ma ho paura che non riuscirai mai a parlare seriamente con Harime.'

Per quanto Ryuko possa sforzarsi, Harime è comunque una psicopatica.

 

Che vuole ancora Hoomaru!?

L'ago mi continua a cadere dalle mani ogni volte che mi interrompe!

'Sei psicotica. Stai sempre isolata. Soffri di disturbi della personalità.' si crede uno psicologo, a quanto pare, un'altra parola e l'ammazzerò seduta stante, non basta la parola di Ragyo per tenermi a bada!

Giro la testa a 180 gradi per osservare Rei.

'Ragyo non dovrebbe fidarsi di te. Sei solo una bambina dispettosa, malata mentalmente!' alzando la voce mi manda al manicomio, quella... argh!

Senza rendermene conto il mio volto si piega in un sorriso sadico e malato, gli occhi completamente dilatati. Ops! Non riesco a controllarmi molto bene!

'Ti staccherò la testa a morsi! Mi stai facendo sbroccare!' da dentro il vestito sfilo la mia metà di spada forbice puntandola contro la gola di Rei, avvicinandola fino a vedere una piccola scia di sangue fluire dalla ferita.

'Torna a lavoro. Ragyo sta aspettando.' come al solito, non si scompone minimamente. 'Se mi dovessi uccidere, a patto che tu ci riuscissi, cosa diresti poi a “maman”?'

'Uhm... hai ragione...' rimetto la spada al suo posto. 'Oplà! Ora torno a cucire questo kamui.'

 

L'Accademia Honnouji splendeva di un nuovo bagliore al mattino, la pioggia era già terminata da ore. Nella sua stanza personale Jakuzure si era appena svegliata, la metà inferiore del corpo ancora sotto le coperte, gli occhi puntati al soffitto. Le camere dei Superquattro erano lussuose e spaziose, situate nei piani alti dell'accademia.

Nonon non aveva mai desiderato vivere in modo agiato.

Aveva dedicato parte della sua vita assieme a Satsuki, probabilmente il suo unico e vero amore. Dall'asilo erano sempre state “migliori amiche”, ma i loro sentimenti erano oramai svelati. Entrambe non avevano mai lasciato trapelare nulla, né agli studenti né ai Superquattro. Entrambe volevano un futuro roseo per la loro relazione. Entrambe volevano proteggersi a vicenda. Entrambe odiavano Ragyo. Condividevano sentimenti uguali.

Jakuzure si alzò dal letto, tirò un profondo respiro prima di iniziare a vestirsi a malavoglia.

'Per quanto devo ancora fingere, Satsuki-Sama?' pensò ad alta voce.

 





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