non è poi tutto come sembra

di JulietChan
(/viewuser.php?uid=839278)

Disclaimer: questo testo è proprietà del suo autore e degli aventi diritto. La stampa o il salvataggio del testo dà diritto ad un usufrutto personale a scopo di lettura ed esclude ogni forma di sfruttamento commerciale o altri usi improri.


AVVERTENZE: preparate fazzoletti per il sangue dal naso! ;) buona lettura!


 


 

Sebastian mi portò in braccio fino alla mia stanza, poi mi adagiò delicatamente sul letto. Stava per raddrizzarsi quando, cedendo completamente ai miei sentimenti, lo presi per il colletto della camicia e lo tirai più vicino.

Lui mi cadde quasi addosso, appoggiandosi giusto in tempo con le mani sul letto, il suo respiro caldo sulla mia bocca.

Con una mano mi cinse la vita e con l'altra mi prese la nuca, facendomi alzare il busto e attirandomi a sua volta vicino a sé.

“Posso.....?” domandò.

Senza aspettare la mia risposta, appoggiò le sue labbra sulle mie.

All'inizio ci sfiorammo dolcemente, poi approfondimmo sempre di più i nostri baci.

Il suo sapore di menta e rose mi inebriò fino al petto, fino al cuore che batteva fortissimo.

Mentre Sebastian mi stringeva più forte per darmi un bacio rovente da quanto era appassionato, gli misi le mani fra i capelli e glieli tirai delicatamente, rubandogli un mugolio di piacere.

Ci staccammo un secondo per respirare, poi ripresi a baciarlo con più foga, quasi con violenza.

Sentii il suo sorriso, poi aprii la bocca per lasciar passare la sua lingua.

Sebastian mi carezzava dolcemente la schiena facendomi rabbrividire, poi con delicatezza cominciò a slacciare i nastri che mi chiudevano il vestito.

Nello stesso momento, gli tolsi la giacca e iniziai a sbottonargli la camicia.

Quando finì di slacciare i nastri, staccò le sue labbra dalle mie per poi appoggiarle sul mio collo, mentre sfilava il vestito molto lentamente.

Appena la stoffa scopriva un punto della mia pelle, lui lo baciava, strappandomi gemiti e facendomi tremare di piacere.

Qualche volta si interrompeva per baciarmi la bocca, poi riprendeva da dove si era fermato.

Ebbe la cura di tralasciare, nei suoi percorsi di baci che mi arroventavano la pelle e mi arrossavano le guance,la cicatrice bianca e traslucida che mia madre mi aveva gentilmente procurato anni prima.

Quando ebbe sfilato del tutto il vestito, mi baciò di nuovo, prendendomi le braccia e bloccandomele sopra la testa.

Mi liberai dalla sua presa facendolo ridacchiare e, ormai con nessuna barriera di stoffa che potesse separarci mi strinsi a lui sulle morbide lenzuola color cielo.

Facemmo l'amore per gran parte della notte, gemendo piano per non farci sentire e con l' argentea luna come complice, finché non crollammo esausti l'una a fianco all'altro.

Ci infilammo sotto le coperte e mi rannicchiai sul suo petto.

Prima di addormentarmi sentii che il demone mi abbracciava.

Quando ormai ero quasi nel mondo dei sogni, Sebastian mi disse : “Juliet, io vi.... io TI amo”.

Sorrisi nel sonno, mentre ero fra le braccia dell'unico uomo che avessi mai amato.

Il mattino seguente si svegliò molto presto.

Si vestì in fretta e mi salutò con un bacio, dicendomi sottovoce : “Verrò a svegliarti più tardi, adesso riposa”.

Io gli sorrisi poi mi girai dalla parte opposta.

Quando Sebastian se ne fu andato, abbracciai il suo cuscino, respirando a pieni polmoni il suo fresco e dolce profumo.

Ti amo, pensai mentre mi riaddormentavo.





Questa storia è archiviata su: EFP

/viewstory.php?sid=3124462