Una teierina, rotonda e piccolina

di Ink_
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Una teierina, rotonda e piccolina
 
 

 
«Alice potresti aprire gli occhi?»

«No»

Lo Stregatto sospirò ma Alice riuscì a percepire un sorriso sulle sue labbra sottili, nonostante tenesse le palpebre ostinatamente serrate.
Poco distante da loro la Lepre Marzolina non aveva smesso un attimo di strimpellare ossessivamente un vecchio violino, cacciando suoni striduli dallo strumento utilizzando un ramo secco come archetto. Seguendo il ritmo troppo veloce dettato dall’animale lo Stregatto allentò la presa sulla sua vita e la fece piroettare una due tre volte sopra la tavola imbandita poi, con un aggraziato movimento, riportò Alice tra le sue braccia.

«Molto meglio della quadriglia, uhm?» commentò divertito.

La giovane sbirciò tra le palpebre socchiuse la tavola sottostante, a quasi tre metri dai suoi piedi nudi; da lassù le tazzine apparivano così piccine e quelle più piccole parevano macchie colorate sulla tovaglia già lisa.

Per quanto a lungo avesse fantasticato di poter spiccare il volo e volare via dalle braccia mollicce di Hamish, dai corsetti troppo stretti che la madre la forzava ad indossare, dalle rigide regole dei party di Lady Ascot, Alice aveva recentemente scoperto che le altezze non erano la sua passione.

In preda ad un nauseante senso di vertigine si strinse maggiormente allo Stregatto, stropicciandogli il lungo soprabito scuro

«Non lasciarmi!»

Con un sorriso sornione dipinto sul volto l’uomo riprese a volteggiare a mezz’aria

«Mai»

 
 
 

***
Titolo della storia da una delle battute del romanzo “La tempesta del secolo” di Stephen King.


 




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