Portami con te

di innominetuo
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Portami via con te, Maetel.

Interrogo i tuoi dolci occhi nocciola: parli poco, tu, e sempre in tono sommesso. Ma solo così appaghi il mio bisogno di risposte.

Accarezziamo insieme lo spazio di nero velluto, impreziosito da ricami di stelle.

Lasciami salire sul tuo treno: sarà bello, per me, sedermi sul divanetto imbottito e guardar fuori.

Niente più case e palazzi…

Niente più prati e montagne, fiumi e mari, campi e gallerie.

I miei occhi non scorreranno immagini viste tante volte. Ho visto molto, anche troppo.

Ora voglio riposare lo sguardo, osservando una notte senza fine illuminata da astri e pianeti.

Il Galaxy sa procedere assai spedito, sì, ma mentre si snoda su nel cielo ti lascia entrare poco a poco in una dimensione diversa. Non ti senti più padrone di nulla.

I continui “Io..io…io” di prima ora non hanno significato alcuno: sono solo una sterile eco che va perdendosi, flebilmente, sino ad acquietarsi per sempre.

Silenzio, solo silenzio, capace di cullarti con il beccheggio ritmato del treno...
 
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Galaxy-express-999-07 (This image is from a google search, no copyright infringement intended)




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