Il Canto della Vittoria {Requiem for the winners}

di Romanova
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Note introduttive: so di essere una rompipalle, capitolo slash, capitolo fluff e ambientato nel Distretto 4:Peeta sente che non può tornare da Katniss, che non ne sarà mai in grado,per cui bussa alla porta di qualcuno che pensa possa aiutarlo.
Bussa alla porta di un pescatore, che è sopravvissuto e sa insegnare agli altri come si fa.


Era come lo sciabordare di un'onda sul bagnasciuga,la sua voce nelle orecchie.
Si buttò nuovamente sul materasso sentendo i segni delle iniezioni tirare e prudere insieme alle ferite di guerra,chiuse gli occhi e respirò. C'erano le immagini lucide e fuori fuoco della Capitale e le bombe.
In sottofondo la voce riordinava tutto con la perizia del pescatore che annodava e rammendava la rete dopo la pesca.

Si leccó le labbra e si girò verso di lui sul materasso,rannicchiandosi contro il suo petto,fragile come un neonato in una tempesta e lasciò che fosse il suo profumo di sale e il suo sapore e i suoi gesti sul suo corpo a guidarlo fuori dal tunnel ancora una volta.
Ne aveva bisogno.
Deglutì,era doloroso.
Lo protesse,sentiva la mano sulla sua schiena,superficie piccola,in confronto a quella dell'altro.
Lo baciò aggrappandosi alla sua spalla,la Luna era alta nel cielo.
Tremò e sentì che lo stava baciando,si collegò alle sue labbra come se fossero un ponte per la realtà.
Il pescatore lo coprì e lo scaldò. 
Pescatore con l'alta marea.
Il suo respiro tornò regolare.
"Finnick"chiamò Peeta,affannato e lo baciò"è...reale? Il mare, è reale,vero o falso?"
"Vero".
"Il mare mi ama,vero o falso?"
"Vero".
Il biondo spalancò gli occhi e si sistemò meglio contro di lui:"Bassa marea"sussurrò addormentandosi con lui
Le onde lambivano delicate la battigia. 

Era il loro gioco,parlare di mare con il mare e attraverso il mare quando il buio faceva troppa paura. 
Peeta chiuse gli occhi,fiducioso.
Era bassa marea davvero.
Anche per quella notte.
Si addormentò sorridendo.




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