Luna d'argento: Alfa e omega

di Emmastory
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Capitolo XXV

Liberi di vivere

Un altro anno se ne stava lentamente andando, e ancora affranta, ricordavo mia nonna. Strappata alla vita da Scar, un lupo ormai morto per mano mia e del mio branco, mi voleva bene, tanto da confessarmi il piano dei miei genitori appena prima dell’incendio causa della loro fuga dalla foresta. In quella così nefasta notte, avevano chiesto alla mia amata nonna Athena di prendersi cura di me anche in loro assenza, e lei, assieme al marito Titan, l’aveva fatto, onorando tale promessa come ogni altra che si rispetti. Il tempo sta passando, e ora è tutto diverso. Per pura fortuna, o forse grazie all’intervento di forze a me sconosciute, il sole e la luce emanata dai suoi raggi hanno portato numerose novità in quella che è la mia vita. Il vento ha agito in maniera simile, e spirando gentilmente, mi ha dato modo di respirare e pensare. Ora come ora, molte cose sono cambiate, e nulla è più come soleva essere. Sono cresciuta, e anche se la mia giovinezza sta sfiorendo, la cosa non mi tocca. Incredibilmente, mi sento molto più forte e saggia, e guardandomi intorno, non posso che provare orgoglio. La splendente e maestosa luna ha operato la sua ormai conosciuta magia, dando a mia figlia Cora e al suo amato Ace, la singola ed aurea possibilità che da lungo speravano di ottenere. Rimanendo costantemente l’uno al fianco dell’altra, si sono amati, e con la benedizione della regina dei cieli, hanno avuto l’onore e la fortuna di accogliere ben cinque cuccioli nella loro famiglia. Piccoli e giocosi ammassi di pelo, come loro li definiscono, ma anche fonte di quella che è ora la loro felicità. Due adorabili femmine e tre energici maschi. Questo ciò che il cielo ha deciso di regalar loro, avendo piani ben precisi per la coppia che formano e formeranno per il resto della vita. Nessuno di loro ha ancora un nome, ma la cosa pare non tangere nessuno dei due orgogliosi genitori. Un giorno quei cuccioli cresceranno, sviluppando un carattere e un’identità tutta loro, e anche se forse io non ci sarò, e il mio corpo cesserà di esistere, il mio spirito continuerà ad accompagnare Ace e Cora nel loro viaggio alla scoperta dell’ignoto. Ad ogni modo, la mia gioia pare non aver fine. Per qualche strana e a me ignota ragione, mio fratello Rhydian e la sua cara Dharma erano fermamente convinti di non poter avere una loro famiglia, ma la scorsa notte, durante uno spaventoso temporale, le mute ma sorridenti stelle hanno esaudito il loro desiderio, e un nuovo e dolce cucciolo si è unito al branco. Ultimi, ma non per importanza, ci sono i miei amici umani. La fortuna ha rivolto un sorriso anche nella loro direzione, e grazie alla stessa, i genitori della mia cara amica Saskia sono giunti ad un importante e vantaggioso accordo con coloro che chiamano “visi pallidi.” Seppur a malincuore, hanno deciso di sacrificare il villaggio in cui vivevano per evitare che la foresta venisse ferita o distrutta. Inizialmente, non potevo che essere triste e dispiaciuta per quello che sarebbe stato il loro avvenire, e pensando, mi chiedevo spesso cosa sarebbe accaduto, ma anche in questo caso, i miei muti pensieri sono stati ascoltati. Il pomeriggio sta ora per sfumare in nera e buia notte, e guardandomi intorno, sono felice di essere dove sono. Una maestosa e verde radura in cui Truman e Saskia hanno intenzione di dar vita a un nuovo villaggio con l’aiuto e la presenza dei rispettivi genitori, e un nuovo ambiente naturale al quale sono pronta ad abituarmi. Ognuno di noi ha ancora con sè i ciondoli che lei stessa ci ha generosamente regalato, e proprio oggi, poco prima di ritirarsi nella sua piccola casa e dormire, mi ha tenuto compagnia, rivelandomi finalmente il mistero che da anni orbitava attorno a quei gioielli. Non erano certo magici, nè avevano alcun potere speciale, ma erano comunque equamente importanti, in quanto simbolo dell'amicizia che avevamo costruito insieme. Sorridendo, l'ho guardato negli occhi, ed eseguendo il gesto della monta, le ho fatto le feste abbaiando con gioia. "Ti voglio bene anch'io." Ho pensato, poco prima di lasciarla andare e vedere quella porta chiudersi con estrema lentezza. Era vero. Anch'io volevo bene a Saskia e alla sua intera comunità, compresi i suoi tanto amati figli Duncan e Lyuba, che come ogni nuovo membro del branco, crescono in gran fretta, e con ogni ciclo solare, non faccio che sorridere guardandoli imparare l’arduo mestiere rappresentato dalla vita, e stasera, guardando la luna, ricordo uno degli importanti disegni presenti sulle rocciose pareti della vecchia spelonca che mi aveva tempo addietro offerto un rifugio. Mia nonna non ha mai avuto modo di dirmelo, ma riflettendo, mi guardo indietro, e fermandomi a pensare, credo di aver finalmente capito. Sin dal giorno della sua morte, non ho fatto altro che guidare il branco verso ardue battaglie e mete sconosciute, e tutto questo per un semplice motivo. Io, la bianca lupa Runa, sono una nuova alfa. Conoscendo i miei trascorsi e i traguardi raggiunti al fianco di coloro che mi amano, non temo il dolore, i miei nemici o la tirannia del freddo, ben sapendo che tutti noi siamo ora liberi di vivere.




Avendo letto quest'ultimo capitolo siete finalmente giunti al culmine del viaggio intrapreso dalla nostra amica Runa. Grazie a tutti coloro che hanno letto, anche in silenzio, e arrivederci nei miei prossimi scritti,

Emmastory :)     




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