giovedì

di heather16
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Antoine è un ragazzo di sedici anni. È giovedì e si sveglia. L’acqua del lavandino è sempre fredda, lo specchio davanti a cui qualche volta deve farsi la barba sempre sporco. Di mattina è tutto terribilmente silenzioso. Si veste sempre, sempre va a scuola in autobus. Ascolta la musica, e sente le gocce di pioggia che cadono sull’asfalto. Si siede vicino al suo migliore amico, copia i compiti dalla ragazza che sta nel banco vicino al suo. Ascolta, non sente, di nuovo ogni parola, di ogni professore, per ogni ora. Chiacchiera con la sua amica, che sa di non poter avere, ma che in fondo si è stufato di volere. Suona, ogni ora, per cinque ore, la campana. Finalmente trilla l’ultima della giornata. Quella la sente. Cammina fino alla fermata. Lungo la strada scherza con Jean. Spesso parla con Rosaline, che quando diventa seria sembra volergli leggere l’anima, con quegli occhi scuri e penetranti. Jean gira a sinistra, Rosaline prosegue dritto, e lui a destra. Passa per un parco desolato. Un vecchio sta mangiando un panino. Batte le mani, fa volare i piccioni che zampettano vicino ai suoi piedi. Pullman, strada, casa. Quando è solo, davanti al tavolo, davanti alla pasta troppo cotta, davanti ad una sedia vuota, può pensare. Lui non è come gli altri, come molti dei suoi compagni. Eppure perché non se ne rende conto nessuno? Lui è speciale ma nessuno lo vede. Tutti lo ascoltano, ma nessuno lo sente.
Suona la sveglia. È venerdì.




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