Felmy Gravs e il silenzio della nebbia

di Felmy_ Gravs
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CAPITOLO 12

IL SILENZIO DELLA NEBBIA

 

“ Individuo un fremito di paura. La tua morte è vicina, Felmy Gravs.”

La voce di Willendorf  era priva di sentimenti. Dura come il ghiaccio. Con un gesto di pedanteria – che mi ricordò molto  una persona meticolosa – alzò la sua bacchetta e la puntò verso il mio petto, dove il cuore batteva a tutta velocità, in preda alla disperazione.

Con un gesto rapido e istintivo, estrassi dalla tasca interna del mio giubbotto l’arma che avrei utilizzato per difendermi. Anche se ero sicuro che sarebbe stato inutile provare a porre resistenza. Le mie labbra tremarono per lo sforzo di formare delle parole, come se non avessi mai saputo parlare.

“ TU … COME … HAI … OSATO”. Il mio volto solcato da profondi tagli si rispecchiava nel viso diabolico del mio nemico, che non pareva essere adirato, anzi, sembrava per lui un divertimento ciò che stava accadendo.

“Cosa? Uccidere i tuoi genitori? O avere predilezione per un bambino di 3 anni? Averti risparmiato per poi vederti soffrire, piangere sulla tomba dei tuoi genitori e vedere i tuoi amici patire per le tue sofferenze. Quanto mi fai pena.” aggiunse in modo sarcastico.

“La tua conoscenza è rimasta terribilmente lacunosa, Felmy. Non ti ricordi nulla, la tua mente è priva di questi ricordi. E adesso guardati. Sei solo, senza i tuoi amici ad aiutarti. Il tuo tentativo di fare ammenda della morte dei tuoi genitori per vendicarli è patetico. Un mago che ha scoperto di avere questo dono da meno di un anno e che non ha nemmeno frequentato la scuola di magia, che possibilità ha di battere l’essere vivente più forte di tutti i tempi?”

“Io non ho mai detto di essere solo. I tuoi incantesimi tacitanti non mi spaventano" mentì. "Tu non sai che qui, sotto questo albero di mandorlo, unico di questa terra fredda, giace la tomba dei miei genitori. Loro sono al mio fianco, in questo preciso momento", sentivo l’ardimento crescere in me "e se devo morire lo farai anche tu, Willend.”

I nostri occhi si allacciarono per un istante. Solo in quel momento notai quanto le sue pupille fossero piene di disprezzo, odio, malvagità e crudeltà. Il silenzio sembrò farsi più’ profondo. Di lì a qualche momento un lampo di luce verde mi avrebbe stramazzato al suolo. Sarebbe stata l’ultima volta che avrei toccato la neve. L’ultima volta che avrei visto i fiori dell’ Albero Padre sbocciare. L’ultima volta che avrei rivisto i miei amici, il sorriso di Georgia.

Un fiotto di dolore mi attraversò per tutto il corpo. Volevo urlare. [...]



 

Questa è una parte dell'ultimo capitolo del mio ibro (Felmy Gravs e il silenzio della nebbia). Ho deciso di iniziare a postare dei pezzettini delle storia, che per adesso svolgono la funzione di flashforward, per darvi un'idea del protagonista e della vicenda. Dopodichè, comincierò a pubblicare i capitoli per intero seguendo l' intreccio della storia.
Questa prolessi raffigura una delle ultime scene del racconto. Siamo a 9 mesi dall'inizio della scuola e Felmy Gravs, distrutto per la scoperta dell'assassinio dei suoi genitori, intende vendicarli. Solo che non sa...




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