Una cicatrice diversa

di AThousandSuns
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Amanda osserva l’ago bucarle la pelle ancora e ancora, macchiandola di inchiostro che non andrà più via, quasi fosse l’ennesima cicatrice. Questa non è come le altre, però: questa la desidera.
 
Incredibile come sia passato un anno da quel maledetto giorno, eh? Certe notti, il boato della bomba che l’ha quasi ammazzata in Afghanistan torna ancora a tormentarla. Eppure lei è ancora lì.
 
Eli, John e José? La guerra se li è portati via, in modi diversi.
 
«Puoi voltarti se vuoi» le suggerisce la tatuatrice.
 
Amanda scuote la testa e comincia a credere di essere strana – masochista, perfino; il fatto è che ha bisogno di guardare l’ago, anche se la terrorizza. Anche se fa male.
 
Avrebbe dovuto farsi accompagnare da Robbie: lui un tatuaggio ce l’ha già; le avrebbe stretto la mano disegnando piccoli cerchi col pollice sulla sua pelle, come fa sempre. Ormai non ha paura di mostrarsi vulnerabile di fronte a lui: sa che sarebbe rimasto al suo fianco senza fare domande; sa che avrebbe capito.
Ma questo deve farlo da sola.
 
«Ci siamo quasi.» La ragazza sa il fatto suo e manovra quella macchina infernale con precisione mentre Amanda stringe i denti determinata. Si chiede distratta quante volte l’altra donna ha già tracciato quelle esatte parole: devono essere molte, la frase non è certo originale.
 
Ma è il significato che conta, no?
 
«Ecco fatto!» La pelle del suo braccio è arrossata e gonfia, ma la calligrafia è chiara ed elegante.
 
Amanda non credeva che avrebbe mai avuto il coraggio di farsi un tatuaggio, ma si sbagliava. Si sbagliava su tante cose, in fondo.
 
Fissa le due parole impresse sulla sua pelle e una lacrima le sfugge dalle ciglia percorrendo la sua guancia in un bacio umido: in quella lacrima c’è l’abbraccio di Eli; c’è la risata di John; c’è la voce rassicurante di José.
 
Due parole.
 
Semper fidelis.
 
Un motto, una promessa.
 
Amber – la tatuatrice – alza lo sguardo su di lei. «Sei rimasta impassibile tutto il tempo, ce l’avevi quasi fatta!» Applica qualcosa di strano sul tatuaggio ma Amanda non ci fa troppo caso. «Tranquilla, smetterà di far male tra poco.»
 
Ma quella ragazzina dai capelli viola e sorriso gentile si sbaglia: non smetterà mai di far male.




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