Storia di due amici

di Carme93
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Inquietudini notturne
 
 


Si rigirò nel letto e sospirò. Non riusciva proprio ad addormentarsi, così si alzò e indossò le sue babbucce a forma di puffola pigmea.
Si fermò soltanto un attimo con la mano sulla maniglia tendendo l’orecchio: bene, le compagne dormivano tranquillamente.
«Porco Merlino» sbottò a bassa voce: il pianerottolo era buio e lei aveva dimenticato la bacchetta. Naturalmente non se ne parlava di tornare indietro, quell’antipatica di Lorein Calliance aveva il sonno leggero ed era già un miracolo che non si fosse svegliata fino a quel momento. Non voleva neanche pensare alle conseguenze: come minimo il giorno dopo l’intera Hogwarts avrebbe saputo che Roxanne Weasley, il Prefetto Weasley – ancora non credeva a quel titolo e aveva la tentazione di nascondere la spilla anche durante il giorno, ma Neville l’aveva diffidata dal farlo – usciva di notte per incontrare il suo innamorato. Una cosa pazzesca, insomma. Suo fratello, però, ci avrebbe creduto e sarebbe stato in grado di rompere le pluffe anche a chilometri di distanza.  Non che avesse bisogno del suo permesso, ma ultimamente stava diventando pressante e questo l’infastidiva non poco.
Scese le scale rasentando il muro e impiegò un’eternità ad arrivare in Sala Comune, dove, per fortuna, i tizzoni ardenti nel caminetto le illuminarono la strada fino alle scale del Dormitorio maschile, che percorse lentamente finché non raggiunse un piano che conosceva molto bene ed entrò nella camera dei ragazzi del quinto anno. Non era la prima volta, ma sentiva che se fossero stati scoperti… No, non era la paura di star violando le regole… in qualche strano modo si sentiva imbarazzata al solo pensiero che la scoprissero lì. Ma perché mai?
La camera era buia, ma a tentoni Roxi raggiunse il letto del suo migliore amico e ne scostò le tende.
«Frankie» sussurrò a voce più bassa possibile, ma l’amico continuò a dormire. Si sedette sul bordo del letto e tirò le tende, poi lo scosse fino a svegliarlo. «Sono io» bisbigliò prima che il ragazzo potesse strillare o lamentarsi.
Frank la fissò imbambolato per qualche secondo, poi meccanicamente le fece spazio.
«Che succede?» le chiese. Anche lui, stranamente, sembrava nervoso più del solito.
«Sono furiosa con Fred e non riesco a dormire».
Frank sospirò e l’abbracciò. «È uno stupido, lascialo perdere».
«Ma tu pensi che dovrei farlo?».
«Solo se te la senti» sussurrò Frank.
«I miei sarebbero felici» sospirò Roxi.
«Ma tu no» disse Frank. Era una costatazione: Roxi non aveva mai mostrato il desiderio di entrare nella squadra di Quidditch. «E non è un problema. Ignora Fred. Io sarò comunque il tuo primo fan!». Le ultime parole gli sfuggirono dalla bocca, ma per fortuna Roxi non poté notare il rossore improvviso sulle sue guance.
«Il secondo» lo corresse lei.
«Eh?».
«Il primo sarà sempre mio padre».
Il cuore di Frank per qualche assurdo motivo aveva accelerato alla sola idea che qualcuno potesse superarlo, ma a quelle parole si tranquillizzò. «È un onore essere secondi al grande George Weasley» sentenziò sorridendo.
 




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