Riportami all'inizio

di Spensieratezza
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Avviso: questo pezzo si riferisce a quello che succede DOPO il capitolo 27 dopo che Harry e James litigano quando il figlio lo appende a testa in giù LOL
prometto che tra oggi e domani riunisco i capitoli per evitare tutta questa confusione, fidatevi, intanto posso dirvi che siamo tornati ufficialmente a occuparci di Al e James..contenti? :))











L’indomani mattina che era successa la tragedia, Albus e James avevano ricevuto delle lettere che dicevano loro che per via di quello che era successo, sarebbero dovuti andare ad Hogwarts e acconsentire a fare delle lezioni di ipnosi con il professore.

Quando informarono di questo i loro genitori, Harry ovviamente era contrario.
“Non permetterò altri esperimenti! Non ti è bastato quello che è successo ieri, JAMES?” sbraitò Harry.
James sembrava ancora arrabbiato e pronto a ribattere ma Al si mise in mezzo.
“Papà,è proprio per evitare altre situazioni del genere, che dovremmo andare.”

“Se tuo fratello riuscisse a controllare gli scatti DI RABBIA, non ce ne sarebbe alcun bisogno.”
“Ragiona, papà, si tratta delle nostre vite, delle nostre ANIME, una cosa che malgrado siamo nati da te, non sono tue, ma soltanto NOSTRE. Abbiamo diritto di fare ciò che è nostro diritto con esse.” Disse Al.

“Questo..è esattamente quello che pensava un certo Tom Riddle prima di trasformare la sua maledetta anima in 7 dannati Horcrux!!” gridò Harry.

“Noi non siamo VOLDEMORT!!” urlò James.
“Harry, come puoi dire certe cose?? Stai uscendo di senno!!” disse Ginny.
“Io..io mi dispiace..ma..”

“Solo perché tu non riesci ad accettare, quello che potremmo essere stati, in passato, non puoi impedirci di capirlo.”
“Voi non siete LORO..è impossibile…Silente e Piton hanno trovato la pace. Deve essere così.” Disse Harry.
“Dobbiamo esserne sicuri.” Disse Albus.
“Ma…”
“Papà..” disse Albus distaccandosi dal suo tocco. “Ti preghiamo. Lasciaci andare..”

Harry chiuse gli occhi.”E..e va bene.”
Ginny intanto aveva letto la lettera attentamente.
“Harry, qui dice che potrebbero anche passare alcune notti a casa e certamente passeranno il capodanno con noi.” disse Ginny.
“Ma non Natale.” Bofonchiò lui.

I ragazzi sbuffarono come volessero dire che per loro l’ossessione di passare le feste natalizie per forza insieme, era una cosa di cui potevano fare assolutamente a meno.
“Ci aiuti a preparare le nostre cose, mamma?” chiese timidamente James.
“Certo, caro.”
“Di che cose parli? Non tornate a stare a Hogwarts, qui dice solo per le lezioni.” Disse Harry.
Ginny roteò gli occhi in direzione del marito.

“Harry, lasciali respirare, se si sentono piú al sicuro con i loro pigiami e le loro magliette preferite o il loro peluche preferito, se preferiscono passare tre giorni al castello o solo uno li, che sia cosi, basta che stanno sereni.”
“E nel frattempo mi agito io.”

Ginny sorrise e lo abbracciò.




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