The Mastiff

di Viserion_Death
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Guardo annoiata il soffitto di una stanza elegante e finemente decorata, di un rosa che mi dà il nervoso, ma sono troppo pigra per muovere alcun muscolo. La musica che proviene da fuori risuona leggera nella stanza in cui mi trovo, facendomi sospirare.
E' una bella camera da letto, se non fosse per il rosa che mi circonda completamente.
Ho trovato anche tantissimi vestiti dai toni chiari, che per gusto personale odio. Probabilmente neanche alla precedente proprietaria di questo corpo piacevano, ma se li è fatti andare bene solo perché è stata costretta dalla madre, troppo impaurita dall'avere una qualsiasi punizione che l'avrebbe distrutta ancora di più.

Se non sbaglio, si chiamava Meredith Alex Blood. Ho teoricamente sei anni, la cosa è davvero frustrante perché abito in un dannato castello, con una madre che avrei tanto desiderato uccidere e un padre discutibile per quel titolo.
L'unica cosa che la precedente proprietaria di questo corpo ha preso da lui forse è l'altezza, mentre per gli occhi ha preso da quella megera che dovrei definire madre; forse potrei lasciarla libera o meglio ancora venderla a qualche locale a luci rosse, sarebbe molto più proficuo e liberatorio.
Sospiro mettendo il braccio sui miei occhi, e sperando che questo sia un fottuto incubo! Come ha potuto, quel Dio del cavolo, mettermi in un corpo da bambina, e soprattutto da principessa?

Almeno ho due fratelli maggiori che prenderanno, la corona ma il fatto di diventare una principessina perfetta mi urta i nervi... e doveva proprio mettermi in questo corpo appena nata!

Forse potrei riuscire a convincere il mio paparino? Però dovrei sbarazzarmi di quella insulsa donna che ha messo fin troppe volte le mani sul corpo di Meredith, e non solo, in che modo sadico l'ha violata!

Almeno la proprietaria del corpo è ancora vergine: la sua cara mamma non è riuscita a togliergliela, per mia e sua fortuna, altrimenti nessuno avrebbe potuto contenere la mia ira.

Un bussare leggero mi fa sussultare, a causa dei miei pensieri che mi hanno fatto perdere la cognizione del tempo, e con un lamento svogliato do il permesso di entrare a Diana, la mia cameriera personale, che si è presa cura di Meredith fin da quando era in fasce. È una ragazza timida, ma con un carattere davvero amorevole nei miei confronti, e da quando un assassino è entrato nelle mie stanze per uccidermi lei è diventata molto più protettiva nei miei riguardi. Devo dire che dovrei spingerla a cambiare i suoi modi.

"Alex, come stai?"

Mi alzo dal letto dalle coperte rosa chiaro, e dai cuscini dello stesso colore, mentre la vestaglia di un rosa accesso mi dà un fastidio enorme. Io mi chiedo: chi ha fatto il mio guardaroba e la mia stanza? Perché ha gusti orrendi.

"Diana, ora che ti vedo, benissimo."

Mi avvicino a lei, prendendole il polso per trascinarla sul divano viola scuro – l'unica cosa che mi piace in questa stanza – e noto un rossore cospargere le guance della mia migliore amica. Quanto è tenera la mia Diana?

"Le ho portato una cosa, mia signora... "

Incrocio le braccia al petto, imbronciata: sa che odio essere chiamata in quel modo, ma se ne frega; almeno a volte mi chiama con il nome che preferisco. I suoi occhi marroni appaiono divertiti mentre mi porge una scatola nera con un fiocco blu scuro.
Guardo il regalo con curiosità, mettendolo sul tavolo di vetro e scartandolo lentamente: trovo degli abiti maschili, e quasi non salto come una molla. Abbraccio la mia fantastica amica, e poi corro verso il bagno per provare i miei nuovi abiti.
La prima che indosso è una camicia nera a maniche lunghe con un leggero scollo, poi dei pantaloni dello stesso colore, e una giacca blu scuro con sul petto, a sinistra, il disegno di un lupo che ulula. Infilo degli stivali neri che mi arrivavano a metà caviglia; guardo i miei lunghi capelli rosso sangue prendendo un cappello da militare dove li nascondo facendoli apparire corti. Così sembro un maschio, almeno.

"O miei Dei... Alex, sei meravigliosa!" esclama Diana.

Ridacchio, grattandomi la guancia imbarazzata. In quest'epoca le donne dell'alta società hanno un unico compito: quello di servire il proprio marito, sfornando figli, ed essere sottomesse al proprio consorte. Per quanto io sia di indole pigra, non diventerò una bambola da esposizione. E poi, il mio colore di capelli veniva considerato demoniaco; stupida credenza religiosa spuntata da uno stupido fanatico che un giorno ucciderò, e che purtroppo ancora dice che colui o colei che ha i capelli di questo colore è la bestia immonda di un demone. Ci associa con il mito della strega Baba Yaga, un'incantatrice che ammalia gli esseri umani per divorarli. Quanta ignoranza: i capelli di questo colore nel mio mondo sono molto apprezzati, ogni persona si fa i capelli di ogni colore possibile, anche se nella mia vita di prima, purtroppo, ero bionda.

L'unica cosa che fa somigliare la mia vita precedente a questa sono le madri, entrambe stronze, che avrei voluto strozzare ben volentieri e più di una volta solo per il gusto di vederle soffrire.
Mi avvicino alla finestra guardando le mura circondare il palazzo, impedendomi di vedere il regno che donerei ben volentieri a chiunque pur di andare via di qui. Poso l'indice e il medio sulle mie labbra accarezzandole pensierosa, con lo sguardo malinconico. Odio vivere qui, non sono adatta a questo lusso, e stare lontana dalla natura è doloroso per una che ci ha vissuto da quando era in grembo della precedente madre.
Forse potrei scappare, ma mi mancherebbe Diana. Ho pensato all'eventualità di farla fuggire assieme a me, ma non voglio né desidero costringerla a seguirmi: non sono un mostro.

"Alex?"

Rimango in silenzio voltandomi e dirigendomi accanto a lei per prenderle entrambe le mani. So di essere egoista e che dovrei essere la classica reincarnata che deve cercare di salvarsi sposando il classico principe azzurro oppure essere la cattiva della storia, ma non voglio essere immischiata nei problemi del ceto nobiliare. Non voglio sposarmi a sedici anni solo perché la donna che mi ha partorito, a cui non assomiglio affatto, mi vuole vendere per diventare ricca.

Meredith ha subito fin troppi abusi da quando ha cominciato a vivere qui; e poi, davvero, che famiglia disastrata aveva? Mi ero dimenticata dei suoi fratelli, che sapevano cosa quella donna le faceva passare ma non avevano mai mosso un dito per fermarla, mentre il padre non prestava alcuna attenzioni nei riguardi della sua unica figlia femmina, se non fosse per le lettere di chi voleva averla in sposa.

"Diana, devi scappare" le metto tra le mani un sacco pieno di monete d'oro. "Non voglio che tu venga immischiata in tutto questo. "
I suoi bellissimi occhi color nocciola si spalancano, mentre la mano che sembra essere stata sfiorata dal calore del sole mi copre le labbra, non facendomi continuare. Addolcisco lo sguardo, sentendo un senso di protezione montarmi dentro. Ho sempre visto questa splendida fanciulla come una sorella minore da proteggere . Anche se in questo mondo è una donna molto più grande di me non m'importa: se potessi l'adotterei, ma con questo corpo è impossibile e l'unica cosa che potrei fare è salvarla dal piano che mi è venuto in mente.

"Starò con lei. Ho giurato dinanzi agli Dei che sarei stata accanto alla mia signora sempre e comunque. "

La abbraccio stringendola a me, sorridendo. Mi dispiace non poterle far vedere il mio reale carattere, ma non posso farla spaventare. Dopotutto, nella mia vita precedente non ero definita pericolosa perché cucivo orsetti, eh?

Mi allontano un poco, accarezzandole i capelli biondi che con il tempo si stanno schiarendo, sembrando albini, e purtroppo sono legati in una crocchia alta che lascia solo poche ciocche attorno al volto, e un idea geniale mi viene in mente. Le prendo il polso portandola nella cabina armadio, e prendo un vestito verde menta, con uno scollo a cuore e le maniche che lasciano scoperte le spalle e che raggiungono il polso. Glielo faccio indossare, ignorando le sue proteste sul fatto che una serva non dovrebbe indossare abiti così eleganti e non adatti al suo ruolo. Continuo con la mia idea mettendole una collana con un diamante al centro che arriva al centro delle clavicole, mentre ai piedi le infilo dei tacchi neri.

"Alex, cosa stai facendo?"

Le guance della mia stupenda Diana divengono rosse come le mele che amo tanto mangiare, e la cosa non fa che renderla dolce ai miei occhi. Le accarezzo quelle rosse guance con delicatezza, salendo lentamente verso i suoi splendidi capelli raccolti in una crocchia. Tolgo le forcine, lasciandoli cadere sulla spalla destra e notando che le arrivano fino al seno prosperoso, che in quell'abito le sta meravigliosamente. Sembra una ninfa, per la sua bellezza. Mi metto dietro di lei, prendendo due ciocche dai lati del volto e legandogliele con dei garofani rosa che ho preso questa mattina alle prime luci dell'alba. So essere femminile delle volte, anche se è più perché non riesco a dormire.

"Alex, non posso... "

Prendo i trucchi e comincio dagli occhi, cercando di renderglieli seducenti anche se il solo colore e forma lo sono già di sé. Le faccio un trucco leggero, siccome è bellissima al naturale, le guance le lascio senza nulla, sapendo che con un gesto dolce si scalderanno.

"Fatto! "

La volto verso lo specchio e sento un verso sorpreso sfuggirle dalle labbra rosse naturali: ha gli occhi lucidi e un sorriso che mi scalda il cuore, ma deve svolgere il lavoro al mio posto. Io invece farò qualcosa di diverso, o almeno spero di riuscirci. Mi guardo per un attimo allo specchio notando che con questo corpo, per il momento, potrei sembrare un maschio e so che da grande dovrò usare qualcosa per il seno, che spero rimanga il più piatto possibile.

Non mi importa se mi scambiano per un maschio, tutto pur di non avere a che fare con gli uomini o le donne in modo sentimentale.

Diana si volta, cercando di non piangere, abbracciandomi e stringendomi a sé mi ringrazia; l'odore della sua pelle mi arriva al naso facendomi rilassare.

Non dovresti ringraziarmi, mia piccola Diana, non essere felice perché una persona come me ti ha dato la libertà. Dopotutto un umano è molto più pericoloso di qualsiasi altra creatura esistente in molti mondi, e non capisco perché questa giovane donna mi ricordi una persona del mio passato. Forse è solo perché so che è orfana; mi verrebbe da ridere se non fosse che questa situazione non è affatto divertente. Entrambe abbiamo una vita più che complicata, ma io renderò la sua migliore e la mia spero più divertente.

Le porgo il braccio come un perfetto Lord, anche se sono abbastanza bassa e lei fin troppo alta per avere sedici anni. Con la testa altrove la porto verso la sala del trono sapendo perfettamente che la famigliola felice è lì per decidere il mio futuro matrimonio combinato, con un Gran Duca. Come faccio a saperlo? Diana me lo ha riferito, e le cameriere assieme ai maggiordomi che parlavano ben volentieri con me. Dopotutto sono la piccola Meredith Alex Blood, la principessina fragile e debole che viene data in sposa a un duca grasso e maniaco di oltre cinquant'anni. Mi chiedo perché questo mondo abbia regole così primitive e stupide.

Persa nei miei pensieri quasi non mi rendo conto che Diana mi sta chiamando, varie volte, fino a quando non mi tira la guancia facendomi sussultare sul posto.

"Alex, cos'hai in mente? "

"Io? Nulla di che... "

Lo sguardo che mi rifila mi fa sorridere. Peccato che la vedo come una sorella e che è una donna, altrimenti l'avrei ben volentieri fatta mia. Peccato, almeno potrò minacciare ogni uomo che ci prova con la piccola Diana. Dopotutto, diventerà la Regina del Regno Black Blood, mentre io sarò il suo cavaliere e andrò a divertirmi. Per un po' sarò io al comando, mentre lei studierà per esserlo, anche se ha un portamento più nobile di tutte le Lady che ho visto e conosciuto.

"Meredith Alex Blood, se non rispondi non ti farò più il tiramisù."

"No! Ti prego, non togliermi la mia unica ragione di vita!"

Incrocia le braccia al petto prosperoso con un sorriso malizioso e di vittoria, mentre io sbuffo distogliendo lo sguardo e rivolgendolo verso il quadro che rappresenta la famiglia al completo, dove io per ovvi motivi non ci sono, dato che sono un demone.

Sento lo sguardo della mia deliziosa futura Regina trapassarmi la nuca, ma perché deve essere così sexy? Non potevo essere un maschio? Dopotutto a me non fa differenza se lo sono, più che altro è per non creare inutili fastidi. E poi, non ho intenzione di sposarmi quindi avrò molto tempo per riavere la forza che avevo una volta e per poi diventare un mastino per un po' di tempo.

"E va bene, diverrai la nuova sovrana di questo regno. "

Lei ricomincia a camminare vittoriosa per essere riuscita a tirarmi fuori quello che avevo in testa fino a quando non si blocca in mezzo al corridoio, di un rosa chiaro e di un azzurro chiaro che insieme in quel modo erano disgustosi, per poi voltarsi lentamente verso di me con le labbra aperte e gli occhi sbarrati.

"Io divento cosa!? "

Già, ti farò diventare la sovrana di questo regno mentre io diventerò il cane dell'imperatore così da poter uccidere chi mi annoia, non c'è nulla di male no? Dopotutto sono così annoiata, e da quando sono qui ho sconfitto tutte le guardie che sono diventate molto fedeli alla mia persona. Mi chiedono di allenarli ogni giorno, pur sapendo che non ero per nulla buona. Mi dispiace? Affatto. È divertente stenderli, e se continuano in questo modo diverranno le forze militari più forti del mondo.

Mi lecco le labbra colpendo con il piede le enormi porte in oro per la sala del trono, sorridendo alle facce sconvolte dei futuri cadaveri, con Diana che è rimasta dietro di me completamente scioccata, ma che lascia vedere agli estranei solo una facciata indifferente e priva di emozioni.

Ci sarà da divertirsi...


Angolo Autrice: 

Ciao! Sono Viserion, questa è la prima storia che scrivo qui, spero che vi sia piaicuta!
Vi chiedo scusa per gli errori e orrori che troverete nelle mie storie ma cercherò di fare del mio meglio per stare il più attenta possibile!
Detto ciò, ci vediamo la prossima volta con un altro capitolo ^^

Bye, da Viserion_Death 




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