Poesie di un'astronauta.

di raven rachel roth
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IV

CLIFFHANGER
Mi viene da piangere
Non conosco il motivo, ma
Lo sento crescere
Chissà chi me lo ha stretto addosso
Vorrei conoscere
Il motivo per cui
Io
 
Mi viene da piangere
Se ad esempio penso a lui
Che non sa di esistere
Ma solo nella mia testa
E vorrei sentirlo ridere
Ma non c’è
Ed io
 
Mi viene da piangere
Perché non mi accontento e ho un cuore che
Non sa battere
La mia testa acconsente
Ma è lui a decidere
E quando provo a controllarlo
Io
 
Mi viene da piangere
Se guardo al mio futuro
Che sa ben illudere
Perché non sono fatta di sogni
Ma di immagini perfide.
Loro mi dicono di tentare
Ma io
 
Mi viene da piangere
Se poi ripenso agli esami
E alle mie ansie gelide.
Non sono migliore ma vorrei “brillante”.
Forse dovrei lasciare perdere,
Forse mi dovrei arrendere,
Forse io
 
Non riesco a piangere
Quindi ho mille motivi,
Ma resto in silenzio, a fingere.
Poi passa, quando passa, se passa.
“Vivere”
Non ho mai saputo farlo
Ma mi fa sorridere
Perché te ne parlo.
 
 
 
N.A. Faccio una precisazione sul testo. Sarò breve perché non voglio spiegare in alcun modo l’oggetto della poesia, spero di essere stata chiara o di aver suscitato riflessioni personali. Non amo le poesie con molte rime, specie se con verbi all’infinito. Evito sempre di usarli a fine verso. In questo caso, erano necessari e ho cercato di renderli protagonisti del lessico, una volta per tutte. Spero che il testo risulti melodioso alla lettura, che sia musicale e scorrevole. Vi ringrazio per l’attenzione.




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