L'abisso

di iivirtex_silent
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Inspira. Espira.
Batti le ciglia.
Hai tu il controllo.
La pressione che sento sul petto non esiste, è solo nella mia mente.
Va tutto bene.
 
Sto affogando, forse? Perché allora sono trascinato verso il basso, di nuovo?
La pressione non mi fa sentire le gambe. Non posso muovermi. Non posso respirare. Non posso scappare.
Sono di nuovo nell’abisso.
Come tutte le volte è più buio della volta prima.
Come tutte le volte va a finire che non finisce mai.
Va tutto bene.
 
Poi piango in silenzio, perché non c’è ovviamente nessuno a sentirmi.
Una lacrima cade giù, mentre il tempo sembra non passare più.
 
Inspira. Espira. Se respiro, vivo.
E’ importante ricordarlo con la mente, perché il petto sembra che se lo sia scordato.
 
Metto a fuoco un punto qualsiasi, ma vedo sfocato come sempre.
Di che colore è? Che forma ha? Che cos’è?
Un po' per distrarmi ed ingannare il tempo ingannevole.
Mi aiuta molto.
 
Mi concentro e rispondo alle domande nella mente.
Grigio. Cilindrico. Un palo della luce.
Ho i polmoni vuoti e cercare di non pensarci mi strazia l’anima.
Ora vedo che succede.
 
Mi vedo un po' dall’esterno.
Una persona confusa, terrorizzata e sola.
Una persona rotta.
 
Una lacrima scende fino a giù, mentre prego che non accada mai più.
 
Strizzo gli occhi e torno alla realtà.
Sono ancora lì, immobile ed inerme.
Attendo di riemergere per aggrapparmi di nuovo alla vita.
Quanto tempo è passato? Due anni? Due secondi?
 
Chiedo aiuto e non ci riesco. Non voglio.
Perché è umiliante chiederlo.
E sapere che è stupido pensare che lo sia mi tiene ancorato nell’abisso.
 
Ma possibile che posso solo rimanere lì, ad affogare nell’ opprimente aria?
Vince quindi l’abisso?
 
Non mi va proprio bene.
Manco fosse colpa mia!
Sono solo un essere umano.
Non siamo forse tutti rotti e perfetti proprio per questo?
 
Emergo e mangio quanta più aria posso assaporare.
L’ultima lacrima scende giù, spero tanto di non vederla mai più.





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