Il dono più prezioso

di Rota
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Note: Qui una cosettina piccina e carina per il compleanno del mio omino preferito uu/
Era da un sacchissimo che non scrivevo su questa coppia, mi ha quasi emozionata!
Auguri Shu Itsuki (L)









Sente le palpebre pesanti e la sonnolenza che gli stringe la testa, la sensazione del movimento dell’aereo ancora vibra nei muscoli in un lungo ricordo. Ma lui è lì, proprio davanti, e riesce a occupargli interamente la vista.
-Icchan. Se sei troppo stanco, torniamo al dormitorio.
Si sente in colpa, ora. Shu sbuffa.
-Dopo che hai tanto insistito per trascinarmi fino a qui, puoi anche risparmiarti questa inutile preoccupazione.
Trattiene uno sbadiglio e nasconde la smorfia dietro la mano.
-Piuttosto, rimedia alla mia mancanza di sonno e offrimi la cena. Mi pare il minimo.
-Certamente!
Sorride con gli occhi chiusi: vederlo dal vivo, e non per mezzo del monitor di un tablet, è davvero tutta un’altra cosa. Sembra quasi il perfetto motivo per essere tornato in Giappone dopo tanti mesi di lontananza.
La luce che filtra dalle vetrate della cabina si tinge dei colori del tramonto, rende ancora più vivo il rosso fuoco dei capelli di lui. Fa persino brillare il profilo dell’anello che porta al collo.
Shu guarda oltre il finestrino, a quel vuoto sotto di loro. C’è la baia che si stende in lungo, luccichii delle onde rifrante e i gabbiani in volo. La cabina della ruota panoramica dondola un poco quando Kuro si alza e lo raggiunge, sedendoglisi accanto.
Preme la coscia contro di lui, prendendogli la mano.
-Dove mi vuoi portare?
-Oh, a un negozio di ramen!
-Un negozio di ramen? Sul serio? Non conosci qualcosa di più raffinato?
-Ho pensato che volessi qualcosa di davvero giapponese, dopo tutto questo tempo.
-Che rozzo che sei.
Inutili e vane parole, perché intanto Kuro intreccia le dita alle sue e respira il suo stesso respiro.
Il tempo, ha detto, è il dono più prezioso che si possa donare o ricevere – ed è per quello che Kuro è lì in quel momento con lui, quella mezza giornata libera che hanno tra i mille impegni lavorativi. Canzoni, prove, concerti: inseguiranno tutto domani, quando le cose meno importanti potranno affaccendare le loro vite frenetiche.
Kuro si sporge verso di lui, appena appena, con le spalle basse.
-Mi eri mancato, Icchan.
Shu sbuffa di nuovo e fa un sorriso lento, con labbra stanche che si stiracchiano a fatica. Kuro osserva quella linea rosa così a lungo che non è una sorpresa che poi la baci.
Ha le labbra ruvide e calde, la sensazione più bella del mondo. E sorride ancora, con gli occhi emozionati, quando si allontana abbastanza da poterlo guardare negli occhi.
-Buon compleanno, Icchan.




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