L'incoronazione del favorito di Farore

di An13Uta
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L'incoronazione del favorito di Farore


Non c'è nulla di sacro in questo, non ce n'è neanche l'illusione che lo sia.

Allo stesso tempo è irrevocabile, nel silenzio, nella solennità che aleggia come una coperta tenuta alzata a mo' di tenda da una testa infantile, nel modo in cui la pressione è disposta sulla sua faccia, che qualcosa di sacro sta accadendo.
 

Non è un'investitura o un immixtio manuum, un rituale di vassallaggio, la presa di un voto, un giuramento; non è nulla di tutto questo, non è nulla in generale, eppure è tutto, tutto, tutto, una procedura dolce e senza fine, completamente incomprensibile. È un'iniziazione ad una setta orfica ed allo stesso tempo non è che palmi appena stretti intorno alle sue guance.


Non gli è stata posta una corona di fiori sul capo, non si è vestito nella più bella delle sue armature. È inginocchiato su una gamba sì, sulla nuda terra, con erba umida che gli sporca di verde i pantaloni; ma non gli è stato richiesto, non è stato richiesto nulla.

Mani di legno gli trattengono la testa in silenzio, e chiude gli occhi. Starebbe ricevendo una benedizione se questo fosse un tempio.



L'unica cosa che riceve è un contatto.


Mani sulle guance, occhi puntati nei suoi.



La figura di marionetta lo fissa stando in piedi, tenendogli il viso tra palmi silvestri, come un sovrano che riappacifichi un burrascoso cavaliere dopo un colpo di pazzia, un tentativo di ammutinamento.


Mio, sussurrano le dita, perché sono dita di bambino e non conoscono altro modo per amare che non sia il possesso: Mio.


Ma la tonda testa di bambola non dice nulla e solo fissa, in silenzio; l'Oracolo delle Tombe affida all'eroe il pegno millenario del suo amore in un momento soltanto che si protende all'infinito, un secondo solo di contatto senza voce alcuna distaccato dal resto del tempo, un attimo minuscolo che appassirà, appassisce, è già appassito.



In quel momento non c'è alcun suono attorno a loro. Lo fissa; alla piccola figura dona il suo sguardo stanco, il suo silenzio.


La marionetta beve dai suoi occhi, e rimangono in quell'attimo come statue.





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