Cinque giorni a Brighton

di holls
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In penombra

 

Alan credeva che un quarto di letto sarebbe stato troppo poco per lui, e invece si ritrova a pensare che la distanza che lo separa da Nathan, a pancia in giù e accoccolato al cuscino, forse è pure troppa. Ma non ha il coraggio di fargli una carezza o di baciarlo, sebbene lo voglia; teme di svegliarlo e di vedergli svanire quell’aria innocente, quella che intravede grazie alla porta socchiusa.

Cerca di chiudere gli occhi, ma non ci riesce, perché ha paura davvero che quella realtà così vivida sia solo un sogno. Allora fissa il soffitto, i pensieri ritmati dal respiro di Nathan, e ringrazia la vita per averlo riportato lì da lui. Ruota il capo e ne scorge giusto i capelli, mentre il resto del viso è un lavoro di immaginazione, di come lo ha lasciato due mesi prima e di come lo ha ritrovato con quel filo di barba che non gli ha mai visto. Ed è in quel momento che qualcosa dentro di lui esplode, come se il cuore fosse stato imbrigliato fino a quel momento e sentisse ora l’esigenza di liberarsi dalle catene; così fa risuonare quel sentimento, e batte più forte, e pompa, pompa tutto l’amore che sente in ogni angolo del suo corpo, a tal punto che Alan sente di dover lasciare al suo ragazzo almeno un bacio sulla tempia, almeno una carezza sulla guancia. Lo fa, una volta, poi due, finché le sue labbra non rimangono posate sulla sua pelle, e la mano gli cinge la testa con delicatezza.

Il respiro di Nathan si scompiglia un po’, ma basta passargli le dita tra i capelli perché torni regolare. E questo basta anche ad Alan per sentirsi completo, per capire che davanti ha la realtà, la sua realtà, quella che lo fa tornare nel suo quarto di letto a desiderare che il giorno arrivi il più in fretta possibile, solo per dire a Nathan quanto è felice.

 

 

 

Angolo autrice

Mi sto divertendo davvero tanto a scrivere questa raccolta, sapete? Alan e Nathan mi erano mancati tanto, troppo! Per loro ho in serbo ancora altre avventure, ma si tratta di una storia vera e propria che quindi necessita della giusta struttura e ispirazione, a differenza di questa raccolta che invece si fa scrivere con una semplicità disarmante. In testa ho ancora almeno due o tre frammenti che vorrei buttar giù, ma chissà, magari saranno anche di più!

 

Alla prossima,

Simona





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