Zolforol

di Lisbeth_Dreemur
(/viewuser.php?uid=1251841)

Disclaimer: questo testo è proprietà del suo autore e degli aventi diritto. La stampa o il salvataggio del testo dà diritto ad un usufrutto personale a scopo di lettura ed esclude ogni forma di sfruttamento commerciale o altri usi improri.


C’era una volta, un regno incantato

No, un regno popolato da draghi!

Gli abitanti di quel regno si chiamavano zolforolesi, per via delle miniere di zolforol, un minerale iridescente, simile allo zolfo nel colore e nell’odore, ma totalmente privo delle sue caratteristiche. Gli zolforolesi, lo usavano come materiale da costruzione, per la sua durezza, che lo faceva paragonare al marmo. Le case quindi erano a dir poco stupende, spe-cialmente all’alba, quando i primi raggi del sole, colpendo le innumerevoli sfaccettature delle case, le rendevano irreali, quasi magiche.

Per la verità quel minerale era realmente magico, ma gli abitanti di zolforol lo ignoravano e anzi, non credevano nella magia.

Tanto tempo addietro, quel luogo era la terra dei draghi, ora, però essi si erano rintanati sulle montagne, nelle profondità delle miniere, probabilmente nell’attesa di giorni migliori.

Gli zolforolesi temendo di essere divorati dai draghi, non si avvicinavano mai alle loro tane.

Il regno era governato da un re, lontano discendente dei grandi e valorosi sovrani, che avevano scacciato i draghi. Purtroppo egli non era neppure una brutta copia di loro, era, infatti, un re capriccioso, pieno di vizi e debolezze; incapace persino di prendere decisioni semplici, per fortuna al suo fianco aveva una sposa buona, generosa e capace, che lo consigliava e lo amava.

Avevano due figli e una figlia: Malcon, Gerry e Flinty.

Gerry era il più piccolo e assomigliava molto alla madre, Malcon al contrario, era capriccioso e malvagio anche più del padre e ciò era motivo di tristezza per sua madre, che non riusciva ad insegnargli ad essere un buon re. Flinty, infine, era una ragazza molto esuberante e un po’ ribelle, aveva solo vent’anni e possedeva un coraggio da leone e un gran cuore.

 

Nelle prigioni del castello reale, vi erano innumerevoli prigionieri, quasi tutti dissidenti politici. Flinty spesso, disobbedendo al padre, scendeva nelle segrete e andava a trovare i prigionieri, che la amavano. Lei cercava con ogni mezzo di alleviare le loro sofferenze, portandogli frutta, pane e coperte. D’inverno faceva freddo e l’umidità penetrava nelle ossa, specialmente dei più anziani che spesso passavano a miglior vita prima di essere processati. Suo padre, infatti, era molto indeciso e c’impiegava anni a decidere se processare o rilasciare un prigioniero, intanto questi languivano nelle celle.

 





Questa storia è archiviata su: EFP

/viewstory.php?sid=4058362