Arthur Kirkland e il calice di vodka

di Lady Burrows
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Arthur Kirkland e il calice di vodka

 

Capitolo 1

Ritorno ad Hogwarts

 

“Ma all’ombra dell’ultimo sole s’era assopito un pescatore e aveva un solco lungo il viso, come una specie di sorriso e avevo un solco lungo il viso, come una specie di sorriso”

L’atmosfera di quel vagone era così tranquilla che Arthur si era addormentato ascoltando musica.

Stava sognando di essere eletto Caposcuola, ma ovviamente era solo un sogno.

-Aaaaaaaaaaaarthuuuuuuur!!- Francis lo scosse violentemente, facendolo svegliare di soprassalto.

-Gli unicorni!! Ci attaccano!!- gridò il ragazzo sopravvissuto saltando su come una molla.

-Stai calmo, mio dolce bruco dorato, ci sono io a proteggerti!- disse il francese- Comunque volevo dirti che siamo arrivati!-

Arthur guardò fuori dal finestrino e rimase senza fiato, come ogni volta che passava di lì.

Hogwarts sorgeva su una collina circondata da sconfinati campi verdi e a quell’ora, con tutte le finestre illuminate, era uno spettacolo.

-Penso che dipingerò la nostra camera di rosa shokking, appena arrivati- esordì Felicks, sistemandosi la gonna.

Il nostro protagonista lo guardò storto –Stai zitto, polacco della miser…!!- non finì la frase che venne colpito in pieno da un libro di 600 pagine volante.

-Segui il copione, altrimenti do la tua parte a tuo fratello- minacciò l’autrice prima di scomparire così come era venuta.

Intanto Alfred si stava disegnando una cicatrice sulla fronte, mentre cercava di applicare sulla divisa lo stemma di Grifondoro.

-Lascia perdere, baka. La mia parte me la tengo!- disse Arthur, rivolto all’americano.

Alfred se ne andò a testa bassa, meditando una vendetta.





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