Primo anno di Deborah Durell

di Miss Loki_Riddle Gold
(/viewuser.php?uid=115214)

Disclaimer: questo testo è proprietà del suo autore e degli aventi diritto. La stampa o il salvataggio del testo dà diritto ad un usufrutto personale a scopo di lettura ed esclude ogni forma di sfruttamento commerciale o altri usi improri.


In una strada londinese si trovavano solo case a schiera.
Avevano i muri bianchi e i tetti rossi; la maggioranza, per non dire tutti, erano circondati da un giardino di pochi metri quadrati. Le persone che ci abitavano erano, per lo più, volgari e puerili. Amavano annaffiare le piante nei momenti più improbabili.
Eppure…c’erano alcune persone sane che trovavano tutto questo volgare e ignobile.
La notte iniziava a diradarsi senza che la strada desse segno di risvegliarsi.
C’erano cartelli che pubblicizzavano nuovi modelli di cellulare o di macchine.
Al fianco di uno di questi una scritta nera su sfondo bianco indicava il nome della via in modo tale che nessuno si potesse perdere.
“ Privet Drive”, recitava.
I numeri delle case si sfoltivano man mano che ci si addentrava.
Da un lato si trovavano tutti i numeri pari, dall’altro quelli dispari.
Fermiamoci alla abitazione numero 4 e non addentriamoci oltre.
Questa casa è come tutte le altre, se ci si dimentica di quel minuscolo particolare… quel ragazzino che non si vedeva da un anno, avrebbe dovuto avere dodici anni, se non sbaglio.
Dicevano che fosse pericoloso ma come poteva essere che quel bambino, che fino a poco tempo prima scappava al suo grasso cugino potesse far del male? Se lo si fosse domandato ai vicino avrebbero risposto: -Bho! Comunque io non mi fido di quella famiglia! Meglio non andarci contro, però! Potrebbero indispettirsi!- Si sosteneva, dunque, che fossero brutte persone e che fosse meglio non andarci contro per  non ritrovarsi in brutte situazioni.
Non è di lui che parleremo però ma di una sua vicina, più piccola di un anno, unica sua amica in quel luogo.
Era fin troppo gentile e buona per esser vera con un unico difetto: dormire fra le 4 e le 5 ore a notte; andando a letto tardi e svegliandosi presto.
Di solito la si poteva notare camminare o correre prima dell’alba con i suoi bei capelli scuri fluenti e svolazzanti; i suoi occhi indimenticabili di una tonalità di blu che tranquillizzava al solo guardarli.
Quell’espressione di eterna bontà che le avevano fatto guadagnare il primo posto nel cuore dei ragazzi.
Per la maggior parte degli abitanti quella era una visione di un angelo. Abitava al numero 2 di Privet Drive; al fianco del 4.
Se qualcuno avesse provato ad entrare in quella casa, che si apriva in poche situazioni e che in tanti credevano fosse una specie di paradiso terrestre si sarebbero sorpresi di notare la povertà e la semplicità dei mobili. Solitamente di legno su uno sfondo bianco. Precisamente sopra la Hall c’è la stanza da letto della ragazza, l’unica dove prevalgono il rosa chiaro o pastello e la piuma al bianco immacolato ed agli altri colori.




Questa storia è archiviata su: EFP

/viewstory.php?sid=649505