Eravamo una risata che sconfigge la guerra.

di Simona_Lupin
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Eravamo una risata che sconfigge la guerra.

 





Ti chiamo ma non rispondi. Eppure il tuo viso sembra lo stesso di sempre.
C'è ancora quella mezza risata nell'aria, quella che non è stata completata.
Sento il cuore sprofondarmi in un punto imprecisato dello stomaco ma non sono preoccupato. Tu non sei morto, Fred.
Ci sono io, quindi devi per forza esserci anche tu.
Non abbiamo mai fatto nulla da soli, noi. A volte mi chiedevano se mi desse fastidio non essere unico al mondo, ma la nostra unicità è sempre stata nel fatto che eravamo in due a fare tutto, uguali fino all'ultima lentiggine.
I nostri passi sincronizzati, le risate gioiose, i tratti identici e gli sguardi d'intesa...
Ti conosco così bene, Fred... In ogni tuo singolo particolare, anche se per il resto del mondo sei tutto da scoprire.
Qui piangono tutti, qualcuno urla. Avanti Fred, alzati, così lo capiscono che va tutto bene. Mi sa che questo scherzo non piacerà. Quanti ne abbiamo fatti, Fred? Eri tu che tenevi il conto, ma ora non mi parli.
Non vorrai mica farmi combattere da solo? Ho bisogno di te, fratello.
Che strani guerrieri siamo noi... Ci basta un sorriso per andare avanti, altro che spade o stupide bacchette. Non c'è nulla che non siamo in grado di affrontare insieme.
Forza Fred, rialzati. C'è una guerra qui e io non ce la faccio senza di te.
Appena cinque minuti fa mi hai chiesto come mai tutti continuavano a combattere invece di farsi una bella risata. D'altra parte, è quello che faremmo noi.
Perché basta un abbraccio per farci passare la paura.
La nostra è una risata che sconfigge la guerra. La nostra è una complicità che sa di magia. Il nostro è un legame che vive in eterno e che nemmeno la morte riuscirebbe a spezzare.
Ma non c'è nessuna morte, vero, Fred? Niente tristezza nelle nostre vite, ce l'eravamo promesso.
Avvicino le mie mani alle tue. Ci divertivamo a farle combaciare a ogni nostro compleanno, per vedere se magari uno di noi era diventato un po' meno simile all'altro col passare del tempo.
Ma sono sempre state uguali. Perfettamente uguali.
Come le nostre orme.
Le impronte però vanno via. Basta un po' di vento e vengono ricoperte da qualcosa di nuovo e di diverso. Le sabbie del tempo scorrono ma le nostre impronte non sono come le altre.
Il nostro camminare sempre fianco a fianco ha lasciato il segno.
Nel mio cuore c'è la tua impronta e viceversa, è quel qualcosa che ci tiene uniti come la calamita al metallo. E' quell'impronta che mi rende così sicuro del fatto che non sei morto, perché finché c'è la mia dentro di te, finché io resto in vita, tu non puoi morire.
Quindi ora rialzati, Fred, e continuiamo a marciare, perché c'è una vita felice che attende di essere vissuta, dopo questa terribile e inutile guerra.
Noi non finiremo mai, Fred.
Rideremo ancora, vero?
Rispondimi, Fred! Ti prego...
E se invece la mia vita, dopo anni di scherzi e sorrisi, fosse destinata a diventare solitaria e dannatamente frustrante? Se la lancetta col tuo nome nell'orologio di mamma rimanesse immobile per l'eternità invece di muoversi insieme alla mia?
Se tu fossi davvero morto?
No, Fred, no.
Il calore delle mie mani dovrebbe ridarti la vita, trasferire la mia in te.
Ricordi? Noi non esistiamo separatamente.
Non puoi farmi questo.
Non ci sarà nessuna vita, allora, se tu non sarai lì a viverla con me.
Dovevamo fare tutto insieme!
Non puoi chiedermi di continuare a vivere mentre non ci sei.
Fred...
Questo scherzo non è divertente.








Note della Malandrinautrice: Salve. Intanto devo rivolgervi un enorme GRAZIE se siete arrivati qui, anche solo per curiosità o per sbaglio.
Questa breve storia senza pretese è nata dal desiderio di rendere omaggio ai gemelli più amati di tutti i tempi. Così speciali, così unici.
Non è particolare, originale nè forse commovente.
Però non so... Volevo scriverla e l'ho fatto.
Spero che vi sia piaciuta almeno un po'.
Grazie mille ancora!


Simona_Lupin





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