Non dire, non osare, non sperare

di Lady Antares Degona Lienan
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È appoggiato all’ambulanza: gli occhi, infatti, mostrano un vuoto incolmabile. Sammy ha sempre avuto i tratti dolci della madre. A Dean è toccato ricevere in dono una bocca sarcastica e una mente lucida a cui piace mascherarsi e nascondersi.

La coda di questi pensieri lo riporta – come sempre – alla sera in cui sua madre è morta. Il filo della lama preme sulla sua schiena e lo punge casualmente, quasi fosse un gioco morboso cui affidarsi nei momenti di noia. Non è un’arma vera, non c’è nessuna minaccia: solo un passato nemico che ritorna a cercarlo. Dean lo sente più vicino di quanto gli piaccia ammettere: non perde l’occhiata che suo fratello gli lancia sopra le spalle delle persone che li circondano.

La sua ragazza, morta. Loro madre, morta. L’arma non è reale ma il dolore che li circonda sì e non fa altro che bruciare. E loro padre, l’unico appiglio a parte loro stessi: scomparso. Dean sente una battuta risalirgli per la gola. Lo sguardo di Sam, però, spegne qualunque divertimento e la bocca rimane chiusa, i denti serrati.

È il passato stesso la lama? È il passato, il nemico?

La schiena gli prude ma non vuole grattarsi, quasi che farlo possa rendere reale il problema; non gli piace pensare alla possibilità di una guerra - di troppo dolore per poterlo sopportare. A sfondare la porta pensa Sam, nella camera d’albergo, ore dopo.

<< Anche mamma è morta così. Potrebbe… essere colpa mia. >>

<< No, Sammy. >>

<< Forse era così che doveva andare. Dovresti starmi lontano, Dean. Vai a cercare papà. >> Si accascia sul letto, chiude gli occhi. Quando si alza, la mattina dopo, pare non ricordarsi di aver pronunciato quelle terribili parole.

Dean vorrebbe abbracciarlo; dentro di sé, tuttavia, cova il terrore di essere il portatore di quella lama che già due volte li ha portati alla rovina. Con la paura di distruggerlo, dunque, si limita a poggiargli una mano sulla spalla, annuire, e precederlo fuori dalla porta.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ehm. Salve a tutti. Premetto: sono ancora solo alla seconda stagione, e questa è una fan fiction di mero inquadramento personaggi. Mi piace Dean, adoro Dean. È così complesso, così tondo rispetto a Sam.

Ennesima sfida con Sis, Anle: questa volta si doveva parlare di una lama di coltello, senza menzionare il termine.





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