Le memorie perdute

di Emma Wright
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L’asino Adagio ragliò, per l’ennesima volta, solo più forte.
- E dai! - tuonò l’uomo che sedeva sulla panchina del carro, con un vocione che avrebbe spaventato qualunque bambino.
Ma l’animale non diede segno di aver sentito, anzi piantò le zampe sulla stradina di terra battuta, come se si opponesse ad andare avanti.
- Cos’è successo?
Una luce sbucò da una tasca del pastrano nero che apparteneva a Barbo Tagix. Da lontano poteva sembrare un globo di energia bianco, ma avvicinandosi si scorgevano i tratti di una fatina.
- Adagio è stanco, mia cara Felì - fece il mago, un po’ arrabbiato – Faremmo meglio a riposarci anche noi, mentre si riprende-.
Scoccò un’occhiata risentita al povero asino, in quel momento intento a brucare l’erba lì intorno, poi scese dal carro con passi lenti e profondi.
Felì si affrettò a raggiungerlo in volo sul prato.
Spesso si sentiva ancora un po’ in soggezione al cospetto di quell’uomo così possente e misterioso, ma la sua compagnia valeva qualche paura.
- E così questo è stato il tuo primo incarico - grugnì Barbo.
Felì impiegò qualche secondo per capre di cosa stesse parlando. Il viaggio era stato sfiancante, e mancava ancora tanta, troppa strada.
Poi annuì, facendosi d’un tratto nostalgica, come ogni volta che ripensava al suo soggiorno a Fairy Oak.
- Dev’essere stato duro dover salutare tutti quanti.
- Sì.- rispose – Decisamente. È un po’ come se avesse perduto una parte della mia vita.
- A me non è mai accaduto. Non sono mai rimasto troppo a lungo in un posto… la vita di vagabondo può sembrare quasi irrazionale, ma permette di avere una mente ben aperta. Ma mi sono sempre chiesto come dev’essere avere una casa.
La fatina rimase di sasso. Quel mago trovava sempre il modo di sorprenderla: era burbero un attimo prima, e quello dopo le confidava le sue emozioni.
Lasciò volutamente che il silenzio calasse, mentre posava lo sguardo verso il cielo nuvoloso per poi passarlo agli alberi dipinti dei più belli colori dell’autunno.
Dopo qualche minuto, Barbo parlò di nuovo, stavolta con una gentilezza che suonava quasi innaturale.
- Ti mancheranno molto, vero?
Gli occhi della fata sembrarono quasi sbiadirsi, e la sua luce cessò per un attimo di risplendere come sempre. Il Mago del tempo capì che stava riflettendo e si sentì turbato per averle rivolto una domanda così personale. Non le stava chiedendo una semplice risposta, il suo vero intento era farla parlare col cuore.
Felì comprese, alzò la testolina e poi, con grande stupore di Barbo, sorrise.
- Be’, questo è ovvio…- rispose - Ma dopotutto ho avuto quindici anni per abituarmi all’idea, trovi?



 
§ Note dell'Autrice
Ta-dà!!!
Bene, questa è la mia prima raccolta su Fairy Oak e riguarderà i momenti nascosti, ‘missing moments’, restano paralleli alla trama del romanzo. Ogni capitolo sarà dedicato a un personaggio diverso, e ho deciso di cominciare con una flashfic sulla narratrice dei libri, fata Felì, che si svolge poco dopo la sua definitiva partenza. Spero vi piaccia, lasci temi una recensione per dirmi quello che ne pensate!
Spero riuscire ad aggiornare entro due-tre giorni. ^_^
- Emma Wright




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