Proud of Daughter

di Myzar195
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“Trecentoquarantaquattro….Trecentoquarantacinque….”
Ansimavo per la fatica, le gocce di sudore che cadevano dalla mia fronte ricoprivano il pavimento e mi bagnavano i capelli, sentivo le forze via via abbandonarmi, ma non potevo mollare.
“Trecentoquarantasei…”
Il peso del mio corpo era diventato 300 volte più grande e mi sentivo schiacciare al suolo, ma non potevo permettere di abbattermi, dovevo riuscire a superarla dovevo rendere orgoglioso mio padre.
“Trecentoquarantasette”
Si, l’unica cosa che mi importava era quella: sentirmi dire . Quante volte l’avevo immaginato?
“Trecentoquarantotto”
Ma quel momento non era mai arrivato, da quando avevo compiuto 17 anni mi allenavo giorno e notte cercando sempre di migliorarmi e diventare sempre più forte. La rabbia invadeva il mio corpo e mi dava la forza di continuare “trecento…quaranta…nove”
Ne manca uno, ce la posso fare, e poi riproverò, riproverò a superare il limite…
”Trecentocinquanta!”
Mi lasciai cadere e sentii il corpo schiacciarsi, ma era un sollievo non dover lottare più, le mie braccia non riuscivano più a sostenermi.
“Gravità 10” ordinai ad alta voce. La luce rossa che caratterizzava la sessione di allenamento si spense e venne sostituita dalla solita luce artificiale, nonostante mi sentissi estremamente leggera rimasi a terra ancora per qualche secondo a prendere fiato. Sentii il rumore del monitor accendersi e mi rialzai velocemente, non potevo permettere che qualcuno mi vedesse a terra. Mio fratello comparve e mi squadrò con aria di rimprovero:
“Bra, devi smetterla di allenarti così tanto, succederà quando dovrà succedere. E poi sono io che finisco nei guai se papà scopre che ti alleni a gravità 300! Lo sai benissimo che al massimo puoi fino a 150”
Fece una pausa, abbassai lo sguardo e incrociai le braccia.
“Non succede finché non sarò io a decidere che deve succedere…e poi se continuo ad usarla di notte papà non dovrebbe scoprirmi” dissi e mi avviai all’uscita, ma mio fratello mi fermò:
“Basta che non ti fai male sorellina…” sorrisi di sottecchi e uscii dalla Gravity Room. Fuori era ancora molto buio, quindi avevo il tempo di farmi una doccia e andarmene a letto per qualche ora. Sgattaiolai in fretta in camera passando per la finestra e mi avviai al bagno, accesi l’acqua calda della doccia e rimasi nella penombra.

Ripensando a quel momento emisi un ringhio, i vetri della doccia vibrarono, per evitare un disastro feci un respiro profondo e mi calmai, l’unica cosa che potevo fare era finire di lavarmi e dormire, o almeno provarci…




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