Abissi

di MargotRoux
(/viewuser.php?uid=79709)

Disclaimer: questo testo è proprietà del suo autore e degli aventi diritto. La stampa o il salvataggio del testo dà diritto ad un usufrutto personale a scopo di lettura ed esclude ogni forma di sfruttamento commerciale o altri usi improri.


 


Abissi...


Era andata al molo, e ora sedeva sull’orlo del pontile, intenta a guardare l’oceano con uno sguardo triste e nostalgico.

Dondolava piano le gambe, sfiorando delicatamente l’acqua con i piedi sprovvisti di calze o calzature, nudi come la gambe coperte solo dal velo leggero del vestito. I lunghi capelli neri le ricadevano sulle spalle, le mani stringevano forte il legno del pontile, le labbra serrate in un’espressione di folle dolore.

Pensava a tutto ciò che le era accaduto con una punta di amara ironia che le conferiva un aspetto ancor più terribile.

Quanto aveva odiato quell’enorme specchio d’acqua che ora le appariva agli occhi, quanto aveva detestato quelle onde fredde che le avevano rubato lui e che ora si infrangevano beffarde sulla sua pelle diafana, accarezzandola.

Eppure l’Oceano era così bello, così nobile… Senza limiti, come piaceva tanto a lei, come piaceva tanto a lui. Lui, che l’aveva abbandonata. Lui, che l’aveva lasciata così tante volte, ma che mai avrebbe pensato per sempre.

E invece, l’unica volta che non voleva lasciarla, se n’era andato, trascinato via da quelle onde malvagie e ingannatrici.
L’aveva abbandonata, e a lei non bastava l’eternità per ritrovarlo.


Sospirò. Erano troppi i pesi da sopportare, troppi i visi che aveva visto soffrire prima che lei capisse, con l’aiuto di lui, cosa volesse dire uccidere.

Così si alzò, inghiottì le dieci pastiglie di sonnifero che aveva in tasca e si tuffò nelle gelide acque dell’Oceano, alla ricerca di lui.




Questa storia è archiviata su: EFP

/viewstory.php?sid=983207