Afraid of changes

di Asteria96
(/viewuser.php?uid=194040)

Disclaimer: Questo testo proprietà del suo autore e degli aventi diritto. La stampa o il salvataggio del testo dà diritto ad un usufrutto personale a scopo di lettura ed esclude ogni forma di sfruttamento commerciale o altri usi improri.


Lista capitoli:
Capitolo 1: *** Diagon Alley ***
Capitolo 2: *** 2. Il treno ***
Capitolo 3: *** 3. Il silenzio ***



Capitolo 1
*** Diagon Alley ***


Ero seduta sul letto da ormai 20 minuti e pensavo, pensavo a come sarebbe andato avanti. Pensato a come sarebbero cambiate le cose dopo i G.U.F.O. , sarei diventata prefetta, ma non sapevo se la mia vita di sempre sarebbe andata avanti. Avevo paura. Anzi, ero terrorizzata. Non volevo cambiamenti, ma purtroppo non si sa mai cosa ti aspetta. Decisi di non pensare più al futuro. Mi concentrai solamente a fare il baule, prendere la mia scopa e leggere la lettera che mi era appena arrivata da Hogwarts. Ero soddisfatta dei miei 5 anni appena passati, avevo ottimi voti, amici fantastici e la maggior parte dei professori mi adorava. Non potevo chiedere di meglio. Pensavo: “la mia vita non può peggiorare, se mi impegno così fino alla fine di questi due anni allora avrò passato gli anni più belli della mia vita”. Purtroppo mi sbagliavo, ma non lo potevo ancora sapere. Finii di fare il baule e lo misi in ingresso, poi presi il cappotto, la lettera e andai a Diagon Alley.  Quando arrivai al Paiolo Magico incontrai Tracey Davis, la mia migliore amica. La conoscevo da quando eravamo alle scuole elementari, in seguito anche le nostre famiglie si unirono molto.  Io e lei abbiamo la stessa età. Siamo molto unite. Io e lei siamo entrambe due Serpeverde, come mia sorella, Daphne, che ha due anni in più di me, ma sta ripetendo l’ultimo anno, come tutti gli altri, a causa della guerra. Perciò quelli del 7 anno sono molti di più, alcuni hanno deciso di abbandonare e non continuare, ma sono la minoranza, gli altri hanno deciso di prendere gli esami M.A.G.O., quindi sono rimasti. Anche Tracey ha un fratello più grande, coetaneo di mia sorella. Purtroppo i suoi genitori non l’hanno presa molto bene quando, al primo anno, è stato smistato nei Corvonero, però ne hanno fatto un abitudine.
- Greengrass!- gridò Tracey. Appena mi vide, corse ad abbracciarmi, era da almeno tre mesi che non ci vedevamo, e questo era un suicidio per entrambe. Noi due vivevamo un po’ in simbiosi, be’ in realtà ancora ora e spero che continui per molto tempo questo rapporto.
-Davis!- risposi al suo abbraccio con altrettanta forza.
-Ho saputo del tuo nuovo incarico! Wow, prefetta! E chi l’avrebbe mai detto?-
È vero, chi l’avrebbe mai detto? Io non ero adatta a questo ruolo, eppure Silente mi aveva scelto. “un motivo ci sarà” pensavo. Entrammo a Diagon Alley e, durante il tragitto, parlammo tutto il tempo, senza un attimo di silenzio. Lei, mi raccontò, che si era baciata con almeno 4 o 5 ragazzi, ma aveva passato una settimana al mare (se si può definire così il nostro mare, quello inglese) con un ragazzo, ed fu, per lei, la settimana più bella di tutte. Ero contenta, sul serio, perché mi piace vederla felice.
- Io quest’estate, invece, non ho fatto assolutamente niente, sono andata in due posti nei quali mi sono annoiata a morte e in più non c’è stato neanche un ragazzo.-
-Oh Ast, chissene frega! Sei bella, sei castana e i tuoi capelli sono fluenti e mossi, e i ragazzi li adorano, poi hai quel bel nasino e quegli occhi verdoni che invidiano tutte le ragazze, persino tua sorella!-
Si lei è decisamente la mia migliore amica, nessuno la pensava come lei.
-Senti biondina, parli del diavolo…- risposi io. Infatti proprio in quel momento arrivarono mia sorella e Draco Malfoy. Allora vi dico subito che quel ragazzo io lo odiavo, con tutta me stessa. Era il migliore amico di Tracey, infatti dovevo conviverci spesso, erano diventati migliori amici perché lui aveva una cotta per una nostra cara amica di Corvonero, Lisa Turpin e voleva conoscerla a tutti costi, così decise di passare per le sue amiche e di conoscere prima loro. Ma ovviamente io non ebbi alcuna intenzione di diventargli amico solo perché così lui raggiungesse il suo obbiettivo. Ma Tracey, invece, si. Questo successe almeno 3 anni fa, ora loro due sono molto amici, hanno una bella amicizia. Diciamo che io fingo una simpatia per lui, ecco. Draco, però, ha la stessa età di mia sorella, quindi lo devo vedere meno di quanto mi aspettassi, fortunatamente.
-ciao ragazze! Dove andate di bello?- chiese mia sorella.
-Greengrass due, Tracey...- disse Draco. Ecco, anche lui non mostrava grande interesse verso di me.
-Be’ veramente noi abbiamo appena finito di comprare tutti i libri, Ast tu devi fare altro?- disse Tracey.
-Ehm… no, io sono a posto con tutto.- risposi a mia volta.
-Perfetto! Allora possiamo andare tutti insieme a prendere qualcosa da bere dalla gelateria Fortebraccio! Gli altri sono già li- esclamò Daphne.
“Gli altri” che intendeva mia sorella erano i ragazzi di Serpeverde che eravamo soliti frequentare: Pansy Parkinson, Blaise Zabini, Vincent Goyle, Theodore Nott e Millicent Bulstrode.
Passammo un pomeriggio alla gelateria a raccontare le nostre vacanze e finalmente eravamo tutti sereni, dopo la guerra che ci fu stata l’anno precedente. Anche se fu un grande disastro, eravamo tutti sollevati all’idea che fosse finita. Il peggio era che io non sapevo che stesse per cominciare la mia guerra e non sapevo che dovevo faticare molto per vincerla.


Spazio Autrice

allora è la mia prima ff abbiate pietà di me se non è perfetta! Se non arrivo molto presto col secondo capitolo, non vi allarmate, è solo che ho molto da studiare. Spero che vi piaccia questo primo capitolo :) baci baci, Ast.

Ritorna all'indice


Capitolo 2
*** 2. Il treno ***


2. IL TRENO

-Ast, secondo te cambierà qualcosa dopo l’anno passato? Cioè tu diventerai prefetta e io? Io cosa sono, Ast?-
Tracey aveva le stesse mie paure, aveva paura dei cambiamenti, proprio come me; ma non volevo che anche lei avesse paura, perciò la guardai negli occhi e le dissi che niente sarebbe cambiato.
Lei mi sorrise poi mi diede la mano e mi disse:-Buonanotte Ast.-
Eravamo a casa sua e,come ogni inizio anno, io andavo a dormire da lei. Alle 9 mi sarei svegliata e sarei andata a casa a prendere il baule, poi ci saremmo trovate in stazione.
Il letto di fianco al suo era sempre il mio preferito, era caldo e comodo e potevo guardare fuori dalla finestra. Mi piaceva camera sua. Era quasi la mia seconda casa.
Non riuscivo a dormire, mentre Tracey, da quanto vedevo, era già nel mondo dei sogni.
“Com’era grande la luna” pensavo “sembra quasi che si avvicini”. Ma sbagliavo, quella non era la luna, era un piccolo lumino, che si avvicinava sempre più. Mi alzai dal letto e andai alla finestra, la aprii e il lumino si buttò nella camera, addosso a Tracey. Lei si svegliò di scatto e buttò questa luce per terra. Accendemmo la luce, e vedemmo che questo “mostro” non era altro che un gufo con una piccola luce sulla testa. Portava una lettera, per Tracey.
Prese la lettera dal becco del gufo e cominciò a leggerla ad alta voce:
 
Cara Tracey,
forse quando ti arriverà questa lettera sarà un po’ tardi, magari ti sveglierò, ma è importante. Non mi sono mai sentito così, sono parecchio confuso e se penso a come mi sentivo quando mi piaceva Lisa, non ha niente a che vedere con questo. È vero, la conosco da molto tempo, ma oggi, quando l’ho vista il mio cuore ha fatto le capriole. Non so neanche io quello che sto dicendo, non è da me provare sentimenti per qualcuna. Oggi quando l’ho vista mi è sembrata bellissima, e non so perché mi piace, perché lei mi tratta sempre male, però quando la vedo, vorrei passare tutti i giorni della mia vita con lei. Non chiedermi niente domani, sai che potrei mandarti a quel paese se mi fai delle domande su questo argomento. Forse non avrei dovuto neanche scrivertelo, però mi fido di te. Non farne parola con nessuno ti prego. A me piace la  Greengrass, no, non Daphne, se è quello che ti stai chiedendo. Senti non dirlo a nessuno ok?
 
Draco
 
So che voi lettori mi maledirete per quello che vi sto per dire, è quello che successe veramente, se voleste una storia dove è tutto perfetto, be’ allora non leggete questa storia.
Scoppiai a ridere e lo stesso fece Tracey, ridemmo non perché ero io quella a cui piaceva, ma perché Draco non aveva mai scritto una roba del genere. Non potevo credere che, prima o poi, si sarebbe dichiarato, così profondamente.  
Da quel momento non riuscivamo più a dormire, perché l’idea di sapere che Draco aveva preso una cotta e l’aveva presa per me non riusciva ad entrarci nella mente.
Andammo a dormire quando ormai erano già le 4 del mattino, ma ne valeva la pena perché quella notte ci raccontammo tutto quello che sapevamo su Draco, qualche critica e qualche commento positivo.
La mattina dopo, o meglio, qualche ora più tardi, ci alzammo per  fare colazione, ci vestimmo in fretta, poi io salutai Tracey e andai a casa mia.
Erano le nove precise e trovai in cucina mia sorella che stava facendo colazione.
La salutai e andai in camera mia, non mi sentivo molto bene, avevo un po’ di mal di stomaco, ma niente di grave.
Verso le 10.30 mia madre ci richiamò in salotto e ci indicò la macchina che ci avrebbe portato alla stazione, all’interno c’era il nostro maggiordomo, Tom.
Fummo alla stazione in meno di 20 minuti, ma come al solito dovevamo correre per andare a prendere il treno, perché mancavano pochi minuti alla chiusura del binario. Mentre correvamo  sentivo la mia pancia che lanciava gridi d’aiuto, non stavo per niente bene, eppure non dissi nulla a nessuno e attraversato il binario salii sul treno e seguii mia sorella per cercare lo scompartimento dove avremmo trovato i nostri amici.
Stavamo viaggiando da almeno un’ora e io non avevo ancora detto una parola, non dovevo avere un bell’aspetto, stavo malissimo, solo che non volevo dirlo a nessuno. Quando mi chiedevano qualcosa mi limitavo a sorridere o annuire. Era una sensazione orribile, non vedevo l’ora di buttarmi sul letto con una tazza di tè caldo.
Come se non bastasse, sentivo su di me il suo sguardo gelido, lui continuava a guardarmi e io me ne accorgevo, probabilmente arrossivo, ma lui manteneva lo sguardo su di me. Non sapevo cosa fare. Non ero sicura di provare sentimenti per lui, perché fino al giorno precedente io lo odiavo, ma ora che ci pensavo, forse confondevo l’amore con l’odio. Non lo sapevo. Ero molto confusa.  D’altro canto lui cercava di essere carino con me, non vi aspettate che fosse diventato come un Tassorosso, ma era gentile a suo modo; ma il problema non era lui. Ero io. Io continuavo a trattarlo male, continuavo a fare finta di niente. Non volevo ascoltare il mio cuore.
Arrivati in Sala Grande Tracey mi prese da parte.
-Ast, smettila, non puoi continuare a trattarlo come se niente fosse! Sei cattiva.-
-Tracey io non dovrei sapere nulla, se non ricordi, la lettera era per te. Vuoi che ti dica cosa c’era scritto? E poi non so neanche se mi piace.-
Ci sedemmo al tavolo dei Serpeverde e Draco si sedette vicino a me. Tracey, che era di fronte a me, continuava a ridere e io non riuscivo a rimanere seria; questo tipo di approccio che utilizzava Draco non mi piaceva per niente. Sembrava quei ragazzini dell’asilo che cercano di dare un bacino sulla guancia alla compagna.
La serata fu piuttosto noiosa, ci fu lo smistamento e poi io e Theodore Nott, il secondo prefetto delle Serpi, accompagnammo i ragazzi del primo anno nei sotterranei.
Finalmente entrai nella sala comune. Era bella e accogliente come al solito. Adoravo il divano nero in pelle dove tutti si sedevano e si lamentavano della giornata passata. Ora toccava a me.
Mi buttai sul divano e feci apparire una tazza di tè.
Mentre feci tutto ciò, arrivarono Tracey e Draco.
-Ast, che hai? Tutto bene?- disse Tracey.
-sto malissimo, ho un mal di pancia terribile.- risposi.
-Non prendere il tè, prendi acqua e limone, ti sentirai meglio.- intervenne Draco.
-Grazie ma non accetto consigli da uno che l’anno scorso ha tentato di avvelenarmi.-
Era vero. Un giorno arrivò da me con un bicchiere, dicendo:” bevi, è burro birra, appena fatta è buona”. Io stavo morendo di freddo così decisi di berla, non sapendo che dentro c’era un infuso che rischiava di non farmi più respirare.
-Ascolta Greengrass, primo: non sapevo che tu fossi allergica agli ingredienti nel suo interno, secondo: volevo solo darti un consiglio per farti stare meglio. Pazienza, notte Tracey...-
Detto così uscì dalla sala e andò nel suo dormitorio.
-Aaaaaaaaaaaaaaaast! Io ti uccido. No, davvero. Ai tuoi piedi c’è il ragazzo più carino della scuola, si sta impegnando per essere carino con te, lui ti conosce, sa che odi il suo comportamento da sbruffone, perché tu non sei così, e per lui è difficile! Cazzo Ast, apri gli occhi, anche a te piace. Io lo so. E l’ho sempre saputo! Avanti Ast, voi due siete fatti per stare insieme!-
Io odiavo quando diceva così, perché la maggior parte delle volte aveva ragione. E mi spaventava il fatto che lei avesse ragione anche su questo.
-Tracey, è Draco... non è uno qualunque, insomma mi vergogno con lui, è il tuo migliore amico e... non lo so... mi sento molto confusa-
-Ascoltami Ast, penso che con tutti sia così all’inizio, siete un po’ timidi, che poi voi due non siete proprio due tipi timidi, e poi la storia va da sé... ti fidi di me?-
Mi guardava coi suoi occhi azzurri  a cui nessuno riesce a resistere e le dissi:
-Si Tracey, ci penserò...-
Dicendo così lei mi prese la tazza del tè, mi aiutò ad alzarmi e andammo nel nostro dormitorio. 


Spazio Autrice beee' nessuno ha cagato la mia storia, ho scritto il secondo capitolo nella speranza che qualcuno lo legga. Aspetto con ansia le recensioni, che spero arriveranno. Ast<3

Ritorna all'indice


Capitolo 3
*** 3. Il silenzio ***


 
3. Il silenzio
I primi giorni passarono con velocità e le giornate diventavano sempre più affollate e avevamo tutti poco tempo per pensare all’amore, pettegolezzi e tradimenti, di solito l’inizio dell’anno scolastico era il momento più tranquillo riguardo a questi argomenti, ma era pieno di studio e test.
Sabato arrivò in un attimo. Il sabato era il mio giorno preferito, perché ci si allenava a Quidditch. Io ero il capitano della squadra, si lo so, può sembrare strano; però ero la migliore e tutti i ragazzi mi avevano votato come capitano. Quest’anno sarebbe stato un anno difficile, perché dovevo conciliare il mio studio con il lavoro da prefetto e da capitano da Quidditch; ma questo mi piaceva, perché così tenevo la mente lontano dai problemi.
Quel giorno era particolarmente bello, mi ricordo ancora che, mentre volavo in alto, potevo sentire il vento tiepido sfiorarmi i le guance e finire intrecciato coi capelli, il sole era caldo e c’era una grandissima visibilità. Stavo così bene,che non mi accorsi che anche il tempo era volato insieme a noi.
-AAAAAAAAAAAAAAAST! Scendi da li! Abbiamo finito gli allenamenti! Cazzo Ast il capitano sei tu non io! Ti vuoi svegliare?!-
Ahia, Zabini era parecchio arrabbiato. In fondo aveva ragione, non avevo pensato affatto agli allenamenti, anzi loro si erano praticamente esercitati da soli, io invece, pensavo a tutt’altro. Ma quello che avevo appena pensato per tutta la mattina avrebbe cambiato qualcosa, ne ero certa.
Mi feci una doccia e mi cambiai più veloce possibile, mi misi un po’ di trucco, giusto per essere un po’ carina e mi pettinai. Uscii dallo spogliatoio e corsi alla nostra sala comune. Diciamo che la mia doccia non era servita a nulla, perché ero più sudata di prima.
-Tracey mi avvicinai a lei e le bisbigliai nell’orecchio:-e se ti dicessi che vorrei che Lui mi abbracciasse forte forte, che fosse sempre al mio fianco? Non chiedermi perché, non domandarmi come, ma penso che Draco mi piaccia-
Non vidi la sua faccia, perché ero di fianco a lei, ma penso che abbia fatto un sorriso a 32 denti; poi si alzò, mi prese la mano e disse:- vieni con me-

Arrivammo al campo di Quidditch, i ragazzi erano ancora negli spogliatoi. Tracey mi guardò, rise e poi disse:- io aspetto qui, finchè non esce-
 
 
Camminavamo per il giardino della scuola, lui era bello. Aveva ancora indosso la tuta da quidditch che lo faceva sembrare un vero giocatore, i capelli erano un po’ spettinati, perché bagnati dalla doccia e gli occhi grigi mi fissavano in continuazione. Era così alto in confronto a me, che mi metteva un po’ in soggezione, ma anche un senso di sicurezza.
Decisi che era meglio sedersi, perché questo dislivello di altezze mi incominciava a dare fastidio.
Ci furono due minuti di silenzio che sembrarono un’eternità, lui non parlava, ma sbuffava e basta e io continuavo a muovere la ghiaia col piede. Avevo la testa chinata e non lo vedevo, ma sentivo che era girato e non mi stava guardando. Draco Malfoy è timido?! Me lo devo segnare.
Ero sicura che Tracey gli aveva detto che mi piaceva, non so come, ma ne ero certa; come penso che lui fosse certo che io sapevo tutto della lettera. Era per questo che eravamo entrambe imbarazzati: dalla situazione che si era creata. Parlò lui:
-Ast, è vero che vorresti che io ti abbracciassi? Che vorresti passare la tua vita con me?-
-No Draco, l’ho detto perché mi divertivo, anzi scusa ora devo andare (feci un cenno come se dovessi alzarmi, poi lo guardai sorrisi, e mi risedetti) secondo te?-
Gli risposi sempre col mio tono da sfottente.
Ancora. Ancora minuti di silenzio, interminabili. Volevo andarmene, no, anzi, volevo scomparire, non volevo essere finita in quella situazione. Faceva anche parecchio caldo, io avevo addosso un golfino a righe rosse e  blu e stavo morendo di caldo, l’avrei tolto se non che il mio corpo era incapace di fare movimenti. Decisi allora di continuare a muovere la ghiaia col piede, cercando di non pensare ad altro. Ma lui non mi fece continuare. Fu velocissimo a compiere quello che stava per fare.
 Mi prese da dietro la nuca con la sua mano, l’altra l’appoggiò sul mio fianco  e mi baciò. All’inizio respinsi la sua lingua, ma poi lo lasciai entrare. Eh si, come baciava bene. Il mio cuore aveva i battiti alle stelle, il mio corpo... non sapevo niente di lui, perché ero troppo presa dal bacio. Draco non mi lasciava più dalla sua forte presa. Andammo avanti così per circa venti minuti, quando poi decise che era il momento di tornare nella sala comune. Non dicemmo una parola. Era il silenzio a parlare. Quando ci alzammo dalla panchina lui decise di coprirmi le spalle col suo braccio. Mi guardava e sorrideva. Non l’avevo mai visto così felice. Se ero io l’unica a renderlo così, allora sarei stata affianco a lui per sempre. Tornammo in sala comune e prima di entrare lasciò cadere il braccio dalla mia spalla e mi diede un buffetto sul sedere, gli sorrisi ed entrammo. Ma non sapevo che quel gesto sarebbe stato significativo.



Spazio Autrice
Ok, questo capitolo è un po' cortino, però è una delle parti più importanti della storia, spero vi piaccia e vi prego: RECENSITE. ora vado a dormire. buona notte ragazze Ast

Ritorna all'indice


Questa storia è archiviata su: EFP

/viewstory.php?sid=1797984