Trust me

di Shebelievesinoned
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Lista capitoli:
Capitolo 1: *** Capitolo 1. Che vita è? ***
Capitolo 2: *** Capitolo 2. Amiche del cuore❤❤ ***
Capitolo 3: *** Capitolo 3. Troppe domande, nessuna risposta. ***



Capitolo 1
*** Capitolo 1. Che vita è? ***


Vi è mai capitato di avere così tanta paura per una determinata cosa, da non riuscire a pensare a qualcosa? Beh, a me capita tutti i giorni. Precisamente da quando mia madre è morta. Allora avevo 7 anni, ero una bimba ancora. Soffrii moltissimo per la sua perdita. Quando morì, venni affidata al suo compagno, Mark Taylor, perchè anche mio padre era morto, quando però io avevo 6 anni. Fratelli non ne avevo, sorelle neppure. I nonni erano morti, e di zii non ne avevo mai avuti. O meglio, ce li avevo, solo che i miei ci litigarono e tagliarono i ponti con loro. Andai dunque a vivere con il mio patrigno, a Emeryville, in California. I primi tempo stavo benissimi, avevo incominciato la scuola, mi ero fatta tanti amici. Mark poi, era buono con me. Dall'alto dei suoi trentacinque non aveva mai avuto una fidanzata, ne dei figli. La prima era stata mia madre. Lo aveva amato proprio tanto, prima che perdesse la vita in un incidente stradale, per colpa di un drogato che la investì in pieno. Comunque sia, dopo circa due mesi dall'inizio della mia "nuova vita" , Mark, incominciò a comportarsi in modo diverso con me: mi ripeteva di continuo che ero bellissima, che da grande avrei potuto fare la modella. All'inizio apprezzai questi complimenti, perchè credevo che le sue, fossero parole di un "padre". Però poi iniziò a palparmi dapperttutto con insistenza: ma che ne potevo sapere io? Avevo solo 8 anni, ero piccola, non capivo il significato di quei gesti. Continuò a mettermi le mani addosso per un bel pò di tempo. Mi ricordo che ogni sera, veniva nel mio letto e iniziava a palparmi il seno e poi anche il sedere. Quando ebbi compiuto 10 anni, incominciò a violentarmi. Mi prendeva con forza e mi penetrava. La mia prima volta fu a 10 anni. Rendetevi conto: 10 anni. Avevo tutta la vita davanti per incontrare il ragazzo dei miei sogni. E invece no. Mi ricordo che la prima volta, mi fece molto male, mi misi a strillare e a gridare, ma lui mi tappava la bocca, mentre andava su e giù e mi diceva di stare zitta. Non opponevo resistenza, non capivo il significato di quei gesti.
Quando tornavo da scuola, mi violentava, quando aveva del tempo libero mi violentava, la sera, mentre dormivo, mi trascinava nella sua camera e mi violentava.
Ed io che potevo fare? Verso i 12, iniziai a capire il significato di quei gesti ed incominciai ad avere paura. Mi ribellai più di una volta, ma non ottenevo nulla. Mi minacciò di uccidermi se solo avessi aperto bocca. E così io sottostavo a lui come una schiava. E ogni notte, invece di dormire subivo e quando aveva finito, scappavo in camera mia e piangevo. Parlavo con la mamma le raccontavo tutto, e intanto versavo lacrime su lacrime. Fino ad ora, a 15 anni. La situazione non è cambiata per niente. Solita storia. Mi violenta sempre. Solo che adesso, ho imparato a chiudermi a chiave dentro la mia camera. Allora si arrende. Solo che quando esco, mi prende, mi sbatte per terra, mi da un sacco di botte, e mi penetra con forza, facendomi fermare il cuore dal dolore. È forte, troppo forte per me, che sono piccolina, mentre lui è robusto e alto. Non posso dirlo a nessuno sennò mi rinnova la minaccia di uccidermi. Però prego, prego ogni giorno affinchè questo incubo, che va avanti da quasi 9 anni finisca.
Ma non finirà, ne sono certa.

TO BE CONTINUED....

Ciao bellissime. Che ve ne pare? Ero ispirata e ho deciso di scrivere... Triste vero? Ma è la realtà di molte ragazze. Mi dispiace tanto quando sento di questi episodi.
Beh dai, recensite mi raccomando per dirmi se continuare oppure se cancellare questa ff! Un bacione.
xxx

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Capitolo 2
*** Capitolo 2. Amiche del cuore❤❤ ***


Era mattina. Finalmente. Gli uccellini cinguettavano felici, mentre il Sole era già sorto da un pezzo. Eppure io non volevo svegliarmi: non volevo iniziare un nuovo giorno, non volevo subire di nuovo quelle violenze, non volevo tenermi tutto dentro. Ne volevo parlare con qualcuno, ma avevo troppa paura. Chi mi avrebbe creduta? Dopotutto Mark all'apparenza è un uomo come tutti gli altri. Ci si mise anche la mia sveglia, che incominciò a suonare. La bloccai subito. Anche se controvoglia, mi alzai stropicciandomi gli occhi. Andai in bagno e, senza fare rumore, mi lavai. Tornai in camera mia. Mi misi su una felpa, dei jeans e le mie converse. Un filo di trucco, presi lo zaino, e uscii di casa. Mentre percorrevo il tragitto mi stupii che Mark non mi avesse sentita, ma ringraziai il cielo. Mi fermai davanti ad una casa enorme, con le persiane verdi. Suonai due volte, e da quella casa fece capolino la testa cespugliosa di Sammy, la mia migliore amica.
Non troppo alta, fisico atletico, immensa capigliatura riccia e castana, occhioni verdi smeraldo e un'innata simpatia. Era l'unica persona che mi capiva davvero, l'unica alla quale confidavo tutto, eccetto la storia di Mark. Aveva esattamente la mia età, compiva gli anni, due mesi prima di me.
-Ciao Bella!- esclamò abbracciandomi.
Bella non era il mio nomignolo o altro: era il mio nome. Bella, anche se io non mi reputavo così meravigliosa.
-Ciao Sammy!- dissi io ricambiando il suo abbraccio.
Dopo che ebbe preso il suo zaino, ci incamminammo verso la scuola, l'enorme edificio color bianco, che frequentavo ormai da tanto tempo.
Non ero la tipica ragazza estroversa, anzi: ero piuttosto timida, e avevo solo due amiche vere: una era Sammy e Winnie. Winnie era una persona meravigliosa: occhioni color azzurro, capelli tra il castano e il rosso, ed era dolcissima.
Io invece avevo i capelli lunghissimi castani lisci e due occhi un pò strani di un verde brillante.
Quando trovammo anche Winnie, ci dirigemmo in classe, per la prima ora, quella di Biologia. Mi piaceva come materia, anche se ne avevo viste di meglio.
Le due seguenti furono quelle di Chimica, una materia nella quale ero un asso e che amavo tantissimo. C'era qualcosa che mi attirava in queste molecole e nei loro legami chimici appunto. L'unico puntino nero era la nostra insegnante: la Signorina Charles. Alta e magrolina, con la lingua biforcuta e due occhietti piccoli e rossi che sprizzavano cattiveria. Era una vera e propria arpia. Ma ciò non mi aveva mai impedito di prendere anche 9 in un suo compito.
-Hai visto che minigonna da urlo?- mi domandò Sammy, indicando la Signorina, che passeggiava su e giù per la classe. Sospirai. Dove si era mai visto che un'insegnante venisse a scuola con una minigonna che le coprisse a malapena il sedere? Cose da non credere.
Dopo queste due ore, ci fu il solito intervallo di quindici minuti. Mangiai i miei creakers in tutta fretta, mentre Sammy e Winnie litigavano per un panino.
Le ore seguenti furono di Algebra e di Letteratura. Me la cavavo bene in tutte e due, anche se in Algebra arrivavo a malapena al 7.
Per tutte due le ore però, non ascoltai le lezioni. Ero nei miei pensieri. Non volevo tornare a casa, e dover subire ancora una volta tutto quello. Ma dove potevo andare? Mi avrebbe trovata anche in capo al mondo. Così, quando suonò la campanella, me ne tornai a casa, pregando che Mark non fosse ancora tornato. Tutte le mie speranze però, furono distrutte, quando sentii una voce...
-Ah sei tornata finalmente.- no basta.
E poi apparve lui: capelli grigi, e viso malefico, come il suo carattere. Mi si avvicinò e iniziò a toccarmi.
Mi scansai. Mi prese per il polso e mi buttò sul divano. E poi li accadde tutto di nuovo. Quando me ne tornai in camera, iniziai a piangere.
-Perchè a me? Che ho fatto di male? Perchè deve sempre andarmi tutto storto?-
Sentii sbattere la porta. Se ne era andato. Uscii dalla mia camera e mi diressi in soggiorno. Dovevo inventarmi qualcosa, l'era del dolore stava per finire.

TO BE CONTINUED.....

Macciao bambole :3
Come state? Che ve ne pare del capitolo? Scusatemi se è corto, ma è l'introduzione della storia. Accadrà di tutto quindi seguitemi e vedrete come finirà. No, apparte gli scherzi, spero che vi piaccia.
Ringraziamenti:

CookieAndStar
zayn is in the air
_harriet_
Directioner_xxo

Ragazze siete miticissime. Grazie grazie. Un bacione.
xxx

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Capitolo 3
*** Capitolo 3. Troppe domande, nessuna risposta. ***


                                                                         TRUST ME

Capitolo 3. Troppe domande, nessuna risposta.

Era notte fonda. Dalla finestra leggermente aperta, passava uno spiraglio leggero di aria, fresca e solleticante. Ero distesa nel mio letto, non riuscivo a dormire. Dovevo progettare qualcosa per liberarmi da questa orribile situazione che mi opprimeva da troppo tempo ormai. Ma come avrei fatto? Nessuno sapeva niente, avrei dovuto contare solo sulle mie forze, ma sarebbero bastate? Sarebbero bastate per essere di nuovo una persona serena? Per poter vivere per sempre lontano da quel mostro?
Mi voltai dalla parte della sveglia, per controllare l'orario: le due. Perfetto, erano esattamente quattro ore che ero nel letto, eppure i miei occhi non si chiudevano, ma anzi, captavano qualunque piccolo movimento e le mie orecchie erano ben tese.
Avevo paura, che Mark tornasse qui e mi facesse di nuovo tutto ciò che mi faceva ormai da troppi anni. Volevo scappare, non importa dove, non importa quando, volevo solo andarmene, non vederlo più, poter stare tranquilla per il resto della mia esistenza.
Avvertii la gola leggermente secca. Perfetto, adesso dovevo anche alzarmi.
A malavoglia mi infilai le pantofole e cercando di fare meno rumore possibile andai in cucina.
Accesi il lampione che illuminò tutto l'angolo cottura. Aprii un mobile, vi presi un bicchiere nel quale versai dell'acqua. La bevvi tutta d'un sorso. Lasciai il bicchiere nel lavello e spenta la luce mi diressi in corridoio.
Quando stavo per entrare in camera, mi sentii prendere per un polso.
Il mio cuore accellerò di colpo i battiti, una paura immensa e strana si fece strada dentro di me, contorcendomi lo stomaco e facendomi tremare le gambe. Una mano sulla bocca, mi impedì di gridare e tutto ciò che avvertii fu qualcuno che mi lanciava. Atterrai su un letto morbido, quel fottuto letto morbido.

-Bella...sei proprio bella..- sussurrò Mark accarezzandomi il viso. Tremai al suo tocco, mi faceva paura, non volevo che mi facesse ancora del male.

-Mark..- sussurrai impaurita. -Ti prego lasciami..- sussurrai quasi implorandolo. Come risposta ricevetti solamente una risata maligna.

Iniziò a toccarmi la schiena ancora coperta dalla maglia, mi palpò il seno e il sedere, facendomi male.
Mi tolse il pigiama, sia i pantaloni che la maglia e anche le mutandine. Cominciò a baciarmi avidamente, succhiandomi le labbra, facendomi scendere lacrime di dolore misto alla paura che questo incubo non sarebbe mai terminato.

-Lasciami! Lasciami!- esclamai, cercando di divincolarmi, ma fu tutto inutile, mi teneva stretta per i polsi, lasciandoci dei lividi, mi baciava dappertutto, quasi soffocandomi.

Mi allargò le gambe, ed io per tutta risposta le serrai.

-Andiamo non fare la difficile!- esclamò. Me le riallargò e senza preavviso introdusse due dita dentro di me. Una fitta lancinante mi pervase, facendomi piangere ancora più forte, facendomi provare il grande desiderio di morire, di farla finita.

-Lasciami andare, stronzo lasciami!- gli sputai in faccia e tutto ciò che ne ricavai fu un ceffone. Si tirò giù di pantaloni e i boxer, mise il preservativo per poi infilarlo tutto dentro, lacerandomi l'anima, facendomi gridare, ma non di piacere, di orrore e facendomi battere forte il cuore, ma non di gioia, di paura.

Poi, quando fu soddisfatto, si vestì.
Volevo alzarmi e scappare in camera mia, piangere, ma non riuscivo a muovermi. Il dolore che provavo, in quel momento maggiormente fisico che morale, era tanto, ero sicura che non sarei riuscita a stare in piedi.
Quando però lo vidi avvicinarsi e tentare di baciarmi, il mio corpo scattò e mi chiusi in camera mia. Feci due giri di chiave e poi la presi e la misi sulla scrivania.
Mi buttai nel letto, con le coperte fino al viso e piansi.
Perchè non potevo essere come tutte le altre ragazze della mia età, felici e serene? Perchè dovevo subire questo schifo? Perchè non avevo mia madre qui con me?
Le domande erano troppe, le risposte nulle. Mi misi seduta accesi la luce e pensai. Qualcosa dovevo fare, dovevo fargliela pagare o al massimo scappare da qui, andarmene per sempre.
E lo avrei fatto. Dovevo solo progettare il piano e poi non avrei più dovuto subire.

 

Quel giorno, mi svegliai più stanca che mai.
Le gambe cedevano sotto il mio peso, e la ragazza che trovai riflessa nello specchio era un mostro: occhiaie, occhi rossi, viso spento, capelli in disordine. Mi lavai per bene il viso, cercai di coprire le occhiaie e mi pettinai. Indossai un paio di pantaloni neri e una felpa viola.
Non mi truccai, non lo facevo mai. Ero una ragazza molto semplice.
Afferrai lo zaino e sentii una voce provenire dal corridoio.

-Piccola..sei sveglia?- domandò con aria maliziosa. Vidi la sua ombra proiettata sul muro e la paura tornò nel mio cuore. Mi affrettai ad uscire, prima che mi rendesse anche quella mattinata, più orrenda di quanto non lo fosse già. Come d'abitudine, passai a prendere Sammy, che appena mi vide, capì che qualcosa non andava.

-Hey Bella è....è tutto okay?- domandò infatti.

Cosa dovevo dirle? No, il mio patrigno mi violenta da quando mia madre è morta! Oppure, continuare a fingere, come avevo sempre fatto.

-Si certo, sono solo un po' stanca.- mentii. Avevo un enorme peso sul cuore, volevo davvero qualcuno a cui raccontare tutto, con cui sfogarmi, magari anche da cui ricevere consigli. Ma io sapevo che cosa dovevo fare: chiedere aiuto. Ma non potevo, mi minacciava, mi diceva che se avessi aperto bocca sarei morta.
Non volevo morire. Avevo solo 15 anni. Mi ero persa di nuovo nei miei pensieri, ottimo.
La scuola mi accolse chiassosa e distordinata come sempre, ma almeno qui non c'era nessuno che mi voleva violentare o che mi minacciava di uccidermi.

Io e la mia amica raggiungemmo Winnie che stava parlando con un gruppo di ragazzi: due ragazze e due ragazzi.
Li osservai: le ragazze non avevano nulla di così strano, erano piuttosto carine, tutte e due con i capelli biondi, chi più scuri, chi più chiari, una con gli occhi verdi, una con gli occhi azzurri.
Ma i ragazzi, attirarono maggiormente la mia attenzione: tanto per cominciare erano bellissimi. Uno aveva i capelli castani e gli occhi azzurri, sorrideva mostrando una fila di denti bianchi e perfetti e cercava di fare il simaticone.
L'altro, aveva i capelli neri raccolti in una cresta, gli occhi color miele, e la pelle ambrata. Non sorrideva tanto, era serio e aveva una sigaretta tra le labbra.
Era meraviglioso. Ma, come al solito non ebbi il coraggio di fare o dire qualcosa.
Il mio rapporto con i maschi era pari allo O%. Avevo paura che uno di loro potesse farmi ciò che mi stava facendo Mark, so che è stupido, ma era più forte di me.

-Bella?- mi richiamò Winnie. Mi scossi leggermente e le sorrisi.

-Scusami ero sovrappensiero.- cercai di mettermi in salvo con questa frase.

-Lo vedo...ad ogni modo, queste sono Alyssa e Paige, mentre loro sono Louis e Zayn.-  Mi sorrisero tutti e quattro, ricambiai anche se un po' in imbarazzo. Poi si incamminarono all'interno dell'edificio, io ero più indietro, non volevo fare conversazione.
Però il ragazzo dalla pelle ambrata, si fermò, si girò e mi fissò. Aveva degli occhi bellissimi. Mi sorrise. Gli sorrisi, arrossendo. Mi venne incontro. La paura tornò ad impossessarsi di me, mentre lo vedevo muovere alcuni passi verso di me. Che cosa dovevo fare?


To be continued....

Ciao a tutte....dunque...non so come chiedervi scusa...è da un sacco di tempo che non aggiorno, perdonatemi davvero. Il fatto è che ho avuto un periodo schifoso, mi sono ripresa un pò, è tutto più o meno okk. Spero che il chappy vi piaccia, recensite se volete, accetto anche le critiche ovviamente. Tanti baci,
xxxxx


Vi metto la foto di Bella:

                                                           

Bene evaporo (lol) ciaoo :***

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