Gli Occhi Del Peccato

di SmacyLand
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Lista capitoli:
Capitolo 1: *** Prologo ***
Capitolo 2: *** Capitolo 1 ***



Capitolo 1
*** Prologo ***


 

 

 

Giocavo con la terra, sporca e fredda terra che sembrava fosse l' unica amica di divertimento che avessi. Nessuno osava avvicinarsi e chiedermi di giocare, nessuno voleva la mia compagnia.
Il cielo sopra di me cominciava a mostrare nuvoloni grigi e spenti, non volevo tornare casa, non volevo tornare alla mia patetica e monotona vita, stavo bene da sola col mio sporco terriccio.
Una goccia d'acqua mi bagnò il naso, poggiai le dita sopra in modo da asciugarmi. Delle bambine della mia età si alzarono da quella panchina su cui avevano costruito bracciali tutto il tempo, le guardai, avevano dei vestitini rosa graziosi e i capelli legati in una treccia, erano perfette. Erano a qualche metro da me mentre passavano e mi riservavano un' occhiata piena di superiorità.
La pioggia cominciò a infittirsi e così mi alzai da terra, non c'era più nessuno se non un bambino con lo sguardo rivolto verso il nulla. Lo guardai, aveva dei grandi occhi verdi, in quell' istante catturò la sua attenzione su di me, per lungo tempo restammo in piedi a guardarci, occhi contro occhi, aveva un non so che di strano. Un sorriso comparve sul volto rotondo di quel bimbo, continuai a guardarlo senza muovere ciglio fino a quando una voce ben conosciuta giunse ai miei timpani.
-MariaVirginia cosa ci fai ancora qui?- alzai lo sguardo verso mia zia, lei mi osservava con sguardo arrabbiato e scocciato.
-Non ti voglio più vedere in giro a quest'ora- mi prese per mano cominciando a camminare, guardai di nuovo verso quel bambino dagli occhi luminosi, ma lui non c'era più. Quella fu l' ultima volta che lo vidi.
 

 

QUI SONO NUOVA E DEVO DIRE CHE NON È NIENTE MALE HAHA COMUNQUE QUESTA STORIA LA STO ANCHE POSTANDO SU UN ALTRO SITO QUINDI NON SCANDALIZZATEVI SE LA TROVATE DA UN'ALTRA PARTE :D SPERO VI ABBIA ALMENO UN PÒ INTRIGATO LA PARTE INIZIALE

ASPETTO QUALCHE VOSTRA RECENSIONE :)

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Capitolo 2
*** Capitolo 1 ***


 

 

 

Correvo e correvo senza fermarmi, nessuna destinazione solo non avere più contatto con ciò che mi ostinava da anni, suicidarsi piuttosto pur di non entrare in quel turbine di brutte sensazioni che mi accompagnavano per metà della mia fallita esistenza. Si fallita perchè l' oro mi avanzava ma non mi aiutava.
Le mie gambe stavano cedendo e il mio fiato cominciava a diminuire, mi buttai a terra dopo un lasso di tempo indefinito e cominciai a strisciare, la terra sporcava la mia vestaglia da notte ma poco mi importava volevo solo tenermi al riparo da quelle forze oscure.
-Ti prego lasciami in pace- gridai con gli occhi in lacrime, sentii il mio piede essere afferrato con forza, mi girai e li vidi, vidi quei due pozzi di tristezza, malinconia e rabbia che si celavano dietro quei occhi da anni.
Fui catturata in quell' ombra oscura ma prima ancora che mi divorasse, il richiamo del mio nome ripetuto più volte giunse alle mie orecchie, avevo un male atroce alla testa. Gridai con tutta la forza in corpo.

 
-Virginia Virginia Virginia- la voce cantilenante del mio fratellino provocò un tonfo assurdo per terra, un gran scivolone di primo mattino.
-George ti prego sta zitto- tappai la bocca a mio fratello e mi rialzai riabbassando la veste che si era leggermente alzata.
-Chi doveva lasciarti in pace?- pensai a qualche scusa da potere inventare ma fortunatamente Sarah mi salvò.
-Buongiorno signorina Virginia dormito bene?- avrei tanto voluto urlare un no secco, dire al mondo ciò che provavo ogni notte, le notti insonne passate per colpa di qualcosa di indefinibile.
-Si Sarah- emulai un finto sorriso, ricambiò con un sorriso radioso.
-La signora Harren le vuole parlare, si trova giù a fare colazione ora- non era la prima volta che mia zia mi riceveva di primo mattino, forse voleva avvisarmi delle sue cavalcate fuori dal paese per tutto il giorno come era solita fare.
Scesi da basso recuperando le ciabatte, mi imbattei nella servitù che come ogni mattino mi salutava calorosemente, possibile che delle ragazze normali come loro fossero più felici di me?
Arrivai al piano terra e entrai nella sala da pranzo dove una donna dai capelli biondi raccolti in uno chignon impeccabile e un vestito da fare invidia perfino alla regina, si presentò ai miei occhi.
-Eccoti finalmente. Virginia ti presento la contessa Goyle- mi avvicinai notando che io al suo confronto potevo essere benissimo scambiata per una della servitù.
-Piacere- sorrise lei strigendomi calorosamente la mano, era anche una donna cordiale, perfetto.
-Sei davvero cresciuta e diventata bellissima devo dire- possibile che io non ricordassi di questa donna dalle impeccabili maniere?
-Probabilmente non ti ricorderai di me, io sono la madre di Alexander- quel nome riscosse un turbine di emozioni che non ricordavo di avere da secoli ormai, lui è stata la mia cotta per tutta l' infanzia, è stata la persona in cui confidato per forse troppo tempo, poi si era trasferito in Germania e non lo avevo più rivisto. Invece ora avevo qui sua mamma, la sua splendida e bellissima mamma in carne ed ossa.
-Alexander? Come sta?- chiesi con una certa enfasi, lei sorrise mentre mia zia mi rivolgeva un' occhiataccia, le buone maniere sempre al primo posto secondo lei.
-Sta bene cara- le sorrisi contenta di sapere che forse avrei potuto rivederlo.
-Infatti, MariaVirginia, è proprio di lui che voleva parlarti, ora ascoltala e non osare  interromperla- odiavo quando mi chiamava col mio nome per intero, possibile che avessi una zia così precisa.
-Seguimi fuori cara te ne parlerò personalmente- mia zia che non avrebbe mai pensato di non fare parte di qualche discorso o decisione che comprendeva la propria nipote, rivolse un rapido saluto alla contessa e si allontanò, era la prima volta che si affrettava a fare qualcosa. L' aveva ferita nell' orgoglio per la prima volta.
-Siediti vicino a me Virginia- andai a sedermi accanto a lei sul divano in tessuto importato dai paesi arabi e mi concentrai su ciò che mi avrebbe detto da lì a poco.
-Sarò chiara e pulita senza girarci attorno. Io e tua zia abbiamo deciso di fare sposare mio figlio- che grande scelta, dovevo dire che mi turbava un pò infondo era stato il mio amore segreto per anni ma ormai ne avevo perso le traccie quindi non ne risentii più di molto. Non riuscii a concepire il fatto, però, che me lo fosse venuta a dire a me e poi cosa centrava mia zia in tutto ciò?
-Bhe è fantastico signora Goyle ma io cosa centro?- lei sorrise prendendo la mia mano tra le sue.
-Sarai tu sua moglie cara-

 

 

 


 

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