The scarlett flame

di Shiro Mizuki
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Lista capitoli:
Capitolo 1: *** Prologo : Solitude ***
Capitolo 2: *** Capitolo uno : The flame and the sword ***



Capitolo 1
*** Prologo : Solitude ***





Prologo : The Solitude 

Ero prigioniero in una terra desolata . Dalla grossa finestra della prigione , nel quale ero incatenato  penetravano raggi di sole, flebili e  sottili. Sentivo il mio corpo bruciare  come il sole caldo  d’ estate .  , Non sapevo dire con esattezza che giorno fosse , erano mesi che ero rinchiuso dentro quella torre . Per me quello era  un altro giorno senza significato, noioso e  destinato a concludersi come al  solito con una lenta agonia . Quasi quasi desideravo che l’ esecuzione avesse inizio subito . Ma il capo dei guerrieri Homra  non aveva ancora intenzione di uccidermi . Aspettava il giorno propizio per l’ esecuzione . Il giorno chiamato L’ inferno sulla terra . Quando il sole sarebbe stato talmente caldo che i suoi raggi avrebbero bruciato la terra . Secondo il capo degli Homra in quel terribile giorno il sole avrebbe anche assorbito i miei poteri , rendendomi un comune mortale . Dovete sapere che io in realtà sono l’ erede del potere supremo detto “Fiamma della vita” . Gli uomini di Homra ritengono che questo potere fosse pericoloso e per questo motivo mi avevano  catturato ed io non ero riuscito a fuggire   . I guerrieri di Homra si ritenevano  dei protettori della pace universale  , ma erano  i primi a fare del male alla gente . Infatti , qualche anno fa avevano dato caccia ad una ragazzina minuta dai capelli bianchi ritenendola una pericolosa strega , soltanto  perché lei tramite una strana sfera rossa  poteva prevedere  ciò che sarebbe accaduto  in futuro  . I odiavo quei guerrieri . Volevo che fossero loro a patire le pene dell’ inferno . Se il sole li bruciasse ne sarei davvero felice . Riderei di gusto . Lo sapevo , io ero una persona cattiva e in quanto tale ridevo delle disgrazie altrui e non potevo fare a meno di voler vedere la gente che non sopportavo morire . Ma , cercavo di contenermi , infondo non potevo fare nulla . Non ero abbastanza forte da mettermi contro un intero gruppo di guerrieri . In quel momento provavo la sensazione di essere un contenitore vuoto, di essere il nulla . Di essere morto . I miei poteri erano stati inibiti da un potente incantesimo . Li odiavo anche per questo motivo ! Quelli di Homra erano degli esseri spregevoli , mi avevano fatto provare un dolore indicibile colpendomi con quelle fruste . Se non avessi i miei poteri sigillati gli avrei ridotti in cenere , ma non potevo fare nulla . L’ unica cosa che mi era concessa era quella di soffrire in silenzio , da solo , odiato da tutti . Io ero sempre stato da solo ,  non ho mai conosciuto i miei genitori , loro erano morti in un incendio quando ero un neonato . Soltanto  una persona mi aveva davvero amato , ma non l’ ho più vista , mi era sfuggita . E credo proprio   che non la rivedrò mai più . Non ricordavo  nemmeno il suo nome . L’ unica cosa che possedevo , che apparteneva a lei , era un fermaglio per capelli d’ argento . Desideravo rivederla , almeno un’ ultima volta prima di morire . Mi ricordavo che quella donna , all’ epoca aveva sedici anni e i suoi capelli erano di colore biondo oro . I suoi occhi invece erano azzurri come il cielo sereno . Il suo sorriso era dolce e inconfondibile . Non lo scorderò mai . Poterò il suo ricordo con me anche dopo la morte .
Il sudore scendeva  dalla fronte e bagnava i miei capelli rossi , tutti scompigliati e sporchi di sangue . Avevo sete . Speravo che qualcuno mi portasse da mangiare e da bere . Non arrivava ancora nessuno . Un rumore assordante mi riportò alla realtà . Un uomo di media statura con in testa una cuffia di lana nera si avvicinò alla cella . Quel giovane mi guardava con disprezzo , era un membro di Homra . Quello sconosciuto teneva fra le mani il vassoio del cibo ,  con forza lo buttò a terra facendo cadere buona parte della zuppa di Miso . Gli ero grato , odiavo quella zuppa brodosa . Però rimanevano degli involtini di riso e alghe ed erano troppo pochi per soddisfare la mia fame . << Ti odio , per colpa tua la gente di Shizume City soffre ! Perché tu sei un figlio del signore della fiamma scarlatta ! >> esclamò il ragazzo . << Se pensi che io sia un mostro ti sbagli . Il vero mostro è il vostro capo , quel tipo dai capelli rossi , Ah sì come si chiama ? Si quel dannato di Mikoto Sou ! >> urlai con voce graffiante . << Come osi parlare male di Mkoto- sama ? Cane muori ! >> rispose il giovane . << Adesso non è il momento di mettersi a litigare con il detenuto ! Devi smetterla Misaki ! >> lo rimproverò in tono acido Kusanagi Izumo , l’  uomo insopportabile che fa da messaggero per conto del Clan Homra . << Chi credi di essere per farmi tacere ? >> ribatté Misaki . << Non voglio che un ragazzino si metta nei guai ! Il detenuto , non è una persona qualunque è l’ erede della fiamma scarlatta !  Lui è un demone . Devi stargli alla larga  finchè sarà in vita ! Ma domani verrà il momento di giustiziarlo! Dovresti essere felice , morirai  dinnanzi il capo Clan , il sommo Mikoto ! >> disse il biondo Kusanagi . << D’ accordo , io tolgo il disturbo . restare qui mi fa arrabbiare ! >> disse Misaki . << Anche io me ne vado ! A domani demone ! >> esclamò l’ uomo dai  capelli biondi .  I due di Homra se ne andarono . Io ero di nuovo solo . Ma preferivo la solitudine piuttosto alla loro disgustosa  compagnia . Afferrai il vassoio e mangiai tutto d’ un fiato . Quegli involtini facevano schifo , ma siccome avevo fame li avevo divorati . Sentivo il cuore in gola , non volevo morire , lo sapevo ero egoista , mi aggrappavo alla vita come un pazzo . Ma  io meritavo davvero di essere al mondo ? Forse no , perché non avevo mai concluso nulla , durante la mia vita . Mi ero sempre sentito inutile . Nessuno si ricorderà di me  ed io non rivedrò più la mia amata e non scoprirò nulla sui miei genitori . Avrò lasciato dietro di me un vuoto incolmabile 

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Capitolo 2
*** Capitolo uno : The flame and the sword ***


Capitolo uno : The flame and the sword .

 Finito di mangiare e bere piombai in un sonno profondo . Senza accorgermene mi ero addormentato sul pavimento umido in  pietra invece che sulla brandina . Ma trovavo il suolo molto più comodo di quella brandina mezza scassata . Quella notte , ammesso che fosse davvero notte dato che avevo perso la cognizione del tempo da quando ero finito lì dentro  , feci un  terribile incubo . Ero solo , tutto intorno a me era avvolto dalle fiamme , una fenice di fuoco apparve davanti ai miei occhi che brillavano di luce intensa . Il fuoco si rifletteva nei miei occhi azzurri , che improvvisamente erano diventati rossi . La enorme creatura alata fatta di fuco esclamò con voce stridula , fissandomi attentamente come se mi conoscesse da una vita : << Tu sei l’ erede del potere della fiamma della vita , detto anche fiamma scarlatta ! Finalmente ti ho trovato , sono anni che cercavo inutilmente di raggiungerti . Ma ora sono riuscita a mettermi in contatto con te tramite il mondo dei sogni . Io sono la fenice Hazumi , la guardiana della fiamma scarlatta . Tu sei l’ unica persona in grado di proteggere la sacra fiamma dagli uomini di Homra  che vogliono impossessarsene per dominare tutta Shizume City e dal loro Capo il re rosso Mikoto Sou che vuole dimostrare di essere il più potente e sconfiggere gli altri sei re . Tu devi aiutare gli altri re a fermare i piani malvagi di Mikoto – sama ! Dunque devi risvegliare i tuoi poteri prima dell’ esecuzione , e inoltre devi uccidere il capo clan . Domani quando  i raggi del sole colpiranno la Terra tu dovrai gridare il mio nome e risvegliare la fiamma scarlatta che è dentro di te ! Non esigo che tu perda tempo oppure ti rifiuti di fare come ti ho appena detto . Tu devi rimanere in vita , sei l’ ultima speranza di salvezza per tutti gli abitanti innocenti di Shizume City !  Dopo che avrai ucciso gli uomini del clan Homra , mettiti alla ricerca di quella ragazza , la strega dai capelli bianchi , Intesi ? >> . << Aspettate , potente fenice di fuoco Hazumi ! Non ho ben   capito che cosa fare ? Perché devo essere io ad eliminare Mikoto e i membri del Clan , e  cercare la strega ? >> esclamai a gran voce .  <<   Basta che tu faccia  come ti ho detto e alla fine capirai tutto ! >> rispose la creatura magica , poco prima di scomparire . La fenice  fece cadere a terra una spada . Io decisi di raccoglierla  . Rimasi scottato  non appena le mie mani sfiorarono l’ impugnatura della spada . Allora la feci cadere , essa emise un tonfo assordante . Poi tutto scomparve , ogni cosa divenne nera . E allora che mi risvegliai . Passai una mano sui miei capelli  rossi lunghi e  tutti spettinati . Avevo una strana sensazione , come se il sogno che avevo fatto fosse reale . Mi guardai attentamente intorno ,  in un primo momento non c’ era nulla di strano  si vedevano le solite sbarre di ferro e i muri di pietra  . Ma poi , quando il mio sguardo si posò sul pavimento notai una spada dalla impugnatura in oro . Sobbalzai dallo spavento , com’ era possibile che lì ci fosse una spada identica a quella del sogno ? Pensai . Incuriosito  la raccolsi per guardarla meglio . Era proprio uguale a quellla del sogno . La lama della spada venne avvolta dalle fiamme,  quando  mi alzai in piedi per provare a brandirla . Spaventato e confuso feci cadere la strana spada a terra . Ancora non riuscivo a capire cosa stesse accadendo ? E per quale motivo quella spada venne avvolta  dalle fiamme quando l’ avevo presa in mano ? pensai  intensamente .
Avevo molto caldo , le gocce di sudore cadevano giù dalla mia  fronte . Mi passai una mano sulla fronte e cercai di asciugare il sudore . Indossavo ancora quella camicia bianca , ormai sporca di sangue e terriccio e tutta sbrindellata  . Poco prima di essere rapito e incarcerato , io avevo ucciso con un coltello uno dei soldati di Homra , che era addetto a catturarmi . Poi però arrivarono i rinforzi e cinque uomini mi catturarono e io non potei fare nulla contro di loro , erano in troppi . Pensavo con nostalgia ai miei ricordi del passato e anche ai due signori che mi avevano allevato come se fossi stato  davvero loro figlio . La dolce e gentile signora Keiko Nagami  , che mi aveva accudito con premura come una madre  e lo scorbutico , ma protettivo signor Atsushi Asano , lui era stato un esempio da seguire  per me , mi aveva insegnato tante cose in particolare   a combattere e per questo lo ringrazio ancora .  Non lo dimenticherò mai anche se ora non c’ è più  . Mi misi a piangere , ma asciugai subito le lacrime con il palmo della mano. Non dovevo piangere , era da deboli ed egoisti piangere per persone che non avrei mai più rivisto . Dovevo accettare la morte con onore . Ma forse , se davvero il sogno era reale , avrei avuto qualche possibilità di liberarmi e rimanere in vita . Era più forte di me , non volevo accettare di morire . Raccolsi con fierezza la Katana magica e la brandii ,  puntandola verso le sbarre . La lama divenne di fuoco. Mi sentivo pervadere da un forte desiderio di vendetta  e rabbia . Mi concentrai e colpì con forza le sbarre di ferro . Come se per magia si potessero fodere al tocco della mia lama, era impossibile una cosa del genere . Invece accadde proprio ciò che avevo sperato . Le sbarre si fusero . Io ero libero . Esultai di gioia . Potevo finalmente scappare .  Ma la mia euforia venne subito smorzata da un urlo : << Dove credi di andare demone! >> . Mi voltai e lo vidi . Provai puro odio . Quel giovane uomo dai capelli biondi era a pochi centimetri di distanza da me e aveva una smorfia dipinta sul suo  volto dai lineamenti delicati . << Cosa te ne importa ? >> risposi . << Rozzo demone . Se pensi di riuscire a scappare ti sbagli . Perché da qui non c’ è via di fuga ! Ora la pagherai cara ! >> esclamò Izumo Kusanagi spostando la sua frangetta dietro l’ orecchio . << Cretino , pensi davvero di potermi fermare ! Io sono un  demonio e dunque posso bruciarti anche solo sfiorandoti   ! >> urlai . Il  mio grido era roco e sembrava più che altro un ruggito animalesco . << Bruciarmi ? Non farmi ridere , io sono un membro di Homra , anche io controllo il fuoco ! Sei messo male se pensi di combattere contro di me  usando il fuoco . Ti consiglierei di usare l’ acqua , peccato che tu non  sia in grado di controllarla ! >> disse in tono divertito il  ragazzo biondo . Aveva ragione , come potevo sperare di batterlo . Lui era un guerriero del Clan rosso , il devastante Clan Homra . Io invece ero solo un povero pazzo che si aggrappava alla vana speranza di liberarsi e fuggire lontano verso la salvezza . << Guardie prendetelo. Uno così stupido non merita di vivere ! >> ordinò Kusanagi . Due uomini si avvicinarono ed io li colpii violentemente . I loro corpi presero a bruciare . Uno prima di morire urlò : << Salvatemi Kusanagi – sama ! >> . <> . I miei occhi erano diventati rossi e ardevano come il fuoco della mia  spada  . Il ragazzo dai capelli biondi si concentrò e venne avvolto da una sorta di aura rossa . << Addio ! Grazie al potere della mia Aura rossa  ti ucciderò ! >> disse Kusanagi  . Nella mano destra del giovane apparve una sfera di fuoco . Egli la lanciò verso di me e io la assorbii utilizzando la spada . << Dove hai preso quella Katana demone ? Quell’ arma  appartiene a me  ! Ridammela ! >> esclamò il nemico . << Non sapevo che fosse tua Kusanagi  . Io l’ ho trovata dentro la cella e l’ ho semplicemente presa in prestito  . Se è tua non dovresti lasciarla in giro ! >> lo provocai in tono divertito . Lui non stette al mio gioco . << Me la riprenderò questo è poco ma sicuro ! >> disse lanciando un’ altra sfera di fuoco con la mano destra .  Ma io la schivai appena in tempo  . << Perché questa katana  è così importante per te Izumo ? >> chiesi . << Non sono affari che ti riguardano ! >> rispose in tono infastidito l’ avversario . Cercai di fuggire . Ero inseguito da Kusanagi . Per fortuna riuscivo a deviare e parare tutti i suoi colpi a raffica . Il ragazzo aveva un’ ottima mira e precisione nel lanciare  in una miriade di  sfere di fuoco con le mani . Rimaneva freddo e impassibile , il suo sguardo era cupo e distaccato , anche lui come me  provava odio allo stato puro . Ma a differenza di me , Kusanagi non si faceva mai prendere troppo dalle emozioni . Finalmente ero arrivato nel giardino , soltanto un muretto mi separava dalla libertà . Dovevo scavalcarlo . Ma Kusanagi era alle calcagna . << Dannato , mi hai fatto correre come un matto ! Adesso è ora di finirla . Ti rispedirò in cella ! >> . Partii all’ attacco e sfiorai il suo volto con la spada  . Alcune gocce di sangue caddero sul prato . Lui si passò una mano sulla ferita superficiale e senza dire nulla creò una sfera di fuoco enorme . Quella cosa stava per travolgermi quando io la feci dissolvere  rilasciando un vortice di fuoco . Il mio petto bruciava e uno strano simbolo apparve sul mio petto , somigliava a una piuma rossa di una fenice avvolta dalle fiamme  . Kusanagi  venne travolto dal mio colpo ,incontrollato e svenne . Io stavo per bruciare ogni cosa , quando udii una voce femminile  nella mia mente che mi ammonii dicendo : << Non farlo ! Fermati non distruggere tutto ! >> . Io mi bloccai e il fuoco scomparve . Quella voce sembrava famigliare . Con destrezza scavalcai il muretto e scappai.  Finalmente ero salvo . No , perché davanti al cancello laterale  c’ era quel ragazzo con la cuffia in testa armato di una mazza di ferro . << Sarai anche riuscito a fermare quel buono a nulla di Kusanagi , ma non succederà la stessa cosa anche con me ! >> disse Misaki maneggiando la mazza con gusto . << Stai attento  ti prego  ! >> disse un’ altra voce maschile . Un ragazzo alto , dai capelli castani e dagli occhi color dell’ ambra , era dietro Misaki . <<  Cosa  ci fai tu qui Chitose ?  Non dovresti occuparti di preparare l’ esecuzione insieme a Shohei ? Vattene non ho bisogno del tuo aiuto ! >> lo rimproverò il basso Misaki . << Sei sempre il solito testardo . E io che mi preoccupo per te ! >> ribatté in tono offeso Chitose . << Ci rincontriamo di nuovo demone della fiamma scarlatta ! Dimmi un po’ come va la vita ? >> esclamò i tono divertito Misaki continuando a maneggiare la mazza . Mi faceva venire una rabbia inconsulta il suo essere così dannatamente meschino . Quel Misaki aveva voglia di scherzare con me come uno sbruffone . Io li volevo fare passare la voglia di scherzare , tagliandoli quella lingua con la Katana ,ma mi trattenni e non setti al suo gioco . Il suo scopo era quello di provocarmi e farmi arrabbiare . Non dovevo farmi prendere dalla furia . << Allora perché non rispondi ? Hai perso la lingua per caso ? >> disse il ragazzo con la mazza . << Smettila non dovresti provocarlo in quel modo . Lui è un demone è pericoloso , potrebbe bruciarti  con le sue fiamme !>> lo rimproverò Chitose guardandolo dritto negli occhi . << So quello che faccio , non sono più un ragazzino e se lo ammazzo diventerò ancora più forte ! Almeno questo è ciò che mi ha detto il capo ! >> . Misaki mi disgustava , non aveva un minimo di sensibilità era così rude e violento . L’ unico che si salvava tra i due era Chitose , perché era prudente e magnanimo . Mi domandavo come mai uno come Chitose facesse parte del Clan Homra . Ma non indagai in questa faccenda , infondo non mi interessava più di tanto . L’ unica cosa che mi importava   era fuggire ed essere libero . << Abbiamo perso anche fin troppo tempo ! E giunta l’ ora di divertirsi , ti riempirò di botte e ti spedirò nella cella speciale fatta di fulmini ! >> esclamò  Misaki . Il suo compagno se ne andò via . Evidentemente non voleva assistere alla sfida fra me e Misaki . E faceva bene , non c’ era niente di bello da vedere  ne niente di positivo da imparare da due persone come me e  quel ragazzo  . Io ero un folle , egoista e lui era un pazzo , violento . Io combattevo per la libertà e ciò era profondamente egoistico ,  e lui  combatteva per il gusto di uccidere . La sfida si protrasse a lungo . Purtroppo io persi . La potenza  del mio avversario mi aveva sopraffatto . Ed io non ero riuscito , come prima ad utilizzare quel colpo micidiale . Era stata la paura a farmi sconfiggere . Persi i sensi e caddi a terra . Quando mi ripresi , mi ritrovai in una cella strana e diversa dalla precedente . Le sbarre erano fatte da fulmini . Non ero da solo , c’ era un’ altra persona . Era sdraiata sul pavimento umido e sembrava morta . Mi avvicinai incuriosito . Sentii una mano fredda che afferrò il mio braccio e lo strinse . Era la mano di quel carcerato . << Allora sei vivo ? Stai bene ? >> chiesi . Inizialmente non ottenni nessuna risposta , poi lo sconosciuto rispose , con voce ridotta ad un sussurro . << Sai c’ è un modo per scappare da qui , ma è molto pericoloso , nemmeno io ci sono mai riuscito ! >> . Il detenuto si voltò verso di me . aveva i capelli sulla faccia . E portava un collare argentato  al collo . << Chi sei e perché vuoi aiutarmi ? >> domandai . Lui spostò la frangia dietro l’ orecchio e rispose : << Perché io sono come te contro il Clan Homra ! Non approvo le loro decisioni e non accetto nemmeno che il loro re sia Mikoto Sou ! >> . Non avevo idea di chi fosse , ne per quale motivo era finito in prigione . Ma ero d’ accordo con lui , il Clan Homra doveva essere fermato e subito ! 

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