I Promise

di J_Ari
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Lista capitoli:
Capitolo 1: *** 01/02 ***
Capitolo 2: *** 02/02 ***



Capitolo 1
*** 01/02 ***


Siwon alzò lo sguardo dal libro, prendendo a picchiettare nervosamente la punta della penna sulle pagine fitte di date.

Lui, professore di storia delle religioni in una delle più prestigiose università di Seoul, spesso severo ma dotato di un gran carisma, almeno a detta di chi lo conosceva, tormentato da un problema che non sapeva nemmeno se definire tale.

Abbandonò la penna tra l'incavo delle pagine, iniziando a massaggiarsi con i polpastrelli le tempie e chiedendosi allo stesso tempo perché si desse tanta pena. Era conscio che un fastidiosissimo mal di testa gli sarebbe scoppiato entro pochi minuti.

Il problema aveva un volto e un nome: Cho Kyuhyun.

Si trattava di uno studente brillante, il migliore del suo corso, e ciò sarebbe stato sufficiente a metterlo nella lista dei suoi allievi prediletti se non fosse stato per la sua arroganza oltremodo fastidiosa.

Non passava lezione che non provasse a metterlo in imbarazzo con domande impossibili. Gliele poneva con grande curiosità, fiducioso di avere una risposta esauriente che il libro non sapeva dargli, ma esse celavano qualcosa di più profondo: un continuo tentativo di mettere in difficoltà il professore. Sembrava che Cho provasse un piacere sadico nel vederlo trattenere il respiro per qualche attimo, mentre Siwon tentava di trovare una risposta degna di un ambiente universitario di quel livello.

Siwon poteva vedere gli angoli della bocca che si alzavano impercettibilmente all'insù quando lui faticava a trovare una risposta; gli occhi scuri, quasi neri, che brillavano di una luce perversa quando gli rispondeva che si sarebbe informato e che gli avrebbe dato una risposta alla lezione successiva; lo sguardo strafottente e vittorioso che passava sul suo viso prima che lui riprendesse a spiegare dal punto in cui era stato interrotto.

L'odio che provava Siwon nei suoi confronti stava aumentando sensibilmente di lezione in lezione.

Aveva perfino iniziato a sospettare che si trattasse di una qualche sorta di demone mandatogli da Dio per un qualche motivo che ancora non capiva e tanto meno comprendeva.

Il mal di testa, come previsto, scoppiò in tutta la sua forza come ormai accadeva da diverso tempo, anche se, nell'ultima settimana, era diventato un appuntamento giornaliero.

Ritornò con la mente al giorno prima, alla fine della lezione, e l'idea che Kyuhyun fosse un demone gli sembrò una spiegazione sempre più plausibile.

«Cho, vorrei parlarti due minuti se hai un attimo», disse, mentre il ragazzo gli passava a fianco uscendo dalla classe seguendo i compagni che già si stavano disperdendo per il corridoio.

«Sì, certo», rispose lui per nulla sorpreso bloccandosi accanto alla cattedra.

Siwon non lo degnò di un solo sguardo. Cancellò la lavagna, ripose appunti e libri della lezione nella borsa, mentre aspettava che tutti gli studenti finissero di uscire dall'aula. Allo stesso tempo ripassò mentalmente ogni singola parola che aveva intenzione di dirgli, assieme alle possibili risposte alle sue obbiezioni. Avrebbe chiuso il problema una volta per tutte, ne era più che convinto.

Uscito anche l'ultimo studente, si parò di fronte a Kyuhyun a braccia incrociate.

«Vorrei capire il motivo per il quale ti diverti tanto a mettermi in difficoltà di fronte alla classe. E prima che tu controbatta che ciò non è assolutamente vero e che è solo frutto della mia immaginazione, vorrei farti notare che questo tuo atteggiamento non avviene durante altri corsi, visto che ne ho parlato con altri colleghi. All'inizio pensavo fosse una cosa più che normale, anzi, ammiravo questa tua diligenza e la tua attenzione verso la materia, ma è evidente che abbiamo superato un certo limite.»

Lo aveva detto tutto d'un fiato, fermo e deciso.

Kyuhyun scrollò le spalle. «È colpa sua, professore.»

«Mia?» esclamò Siwon con un tono di voce più alto del dovuto, aspettandosi tutto fuorché un'affermazione del genere.

«Se lei non fosse così interessante mi guarderei bene dall'infastidirla.»

Siwon rimase a bocca aperta, senza parole, osservando l'allievo come se fosse completamente uscito di senno.

«Mi vuoi spiegare...»

«Non ora, ho un altro corso che sta per iniziare. Non vedo l'ora sia martedì, professore.»

E calcando sull'ultima parola con un tono decisamente basso, Kyuhyun uscì dalla stanza silenziosamente senza degnarlo di un ulteriore sguardo. Siwon intravide un piccolo ghigno sulle sua labbra prima di perderlo completamente di vista.

 

Nelle ultime ore, Siwon aveva più volte pensato ai mille significati di quell'interessante, senza venirne a capo. Se non fosse stato per l'assurdità della cosa, avrebbe quasi pensato che si trattasse di un tentativo di flirt.

Scosse la testa cancellando quell'assurdo pensiero e rise di se stesso per aver avuto un'idea del genere. E la scosse ancora più forte quando la sua mente scappò ancora una volta al suo controllo, creando delle immagini a cui mai avrebbe dovuto dar forma.

Si maledisse mentalmente.

Fra tutti gli studenti che seguivano il suo corso, in un certo senso Cho era quello che più l'aveva colpito, e non solo per la sua intelligenza. Ma era un suo alunno! Era ovvio che certi pensieri non potesse nemmeno formularli!

Decise infine di ignorare l'accaduto. Aveva una montagna di compiti da correggere e doveva preparare la lezione per il giorno successivo, due motivi più che sufficienti per non perdere ulteriore tempo.

 

 

Quel giorno la lezione si stava svolgendo in modo stranamente tranquillo. Di tanto in tanto Siwon lanciava qualche occhiata fugace dove sapeva era solito sedersi Kyuhyun. Ogni volta lo trovava con lo sguardo fisso su di sé e con un sogghigno appena accennato sulle labbra, la stessa espressione che gli aveva visto qualche giorno prima in occasione del loro piccolo discorso. Ciò lo stava mettendo estremamente a disagio. E doveva per forza essere la sensazione di disagio a procuragli i brividi che avevano più volte percorso la sua schiena durante la lezione, giusto?

Si era aspettato una carrellata di domande sull'argomento che stavano affrontando ormai da due lezioni -le quattro nobili verità nel buddismo era uno dei suoi argomenti preferiti-, ma quel giorno Kyuhyun sembrava intenzionato a rimanere a fissarlo e basta, che stesse camminando per l'aula esprimendo un concetto, o intento a scrivere alla lavagna -non aveva gli occhi sulla schiena, ma il suo sesto senso non falliva mai-.

Alla fine dell'ora Siwon tirò un sospiro di sollievo. Tutto era andato liscio come non era mai accaduto nei due mesi passati dall'inizio del corso.

Mentre gli alunni stavano uscendo dalla classe e lui era intento a consultare sull'agenda l'orario della settimana che non aveva ancora del tutto memorizzato poiché le aule nelle quali doveva spostarsi erano un'infinità, una voce interruppe i suoi pensieri.

«Scusi professore, avrei delle domande se non è troppo occupato.»

Timbro di voce inequivocabile. Siwon alzò di scatto il capo spostando la sguardo dall'agenda a Kyuhyun, con un'espressione del tutto stupita.

«Sì, certo, dimmi pure», affermò nascondendo immediatamente la sorpresa ed evitando di correre con la mente a quello che era accaduto pochi giorni prima. Era pur sempre un professore e doveva mantenere il proprio ruolo.

Il ragazzo agguantò velocemente una sedia e si sedette accanto a lui, appoggiando il libro di studio sulla cattedra.

Erano vicini, troppo vicini per i gusti di Siwon.

«Ho delle perplessità sulla terza nobile verità, soprattutto sulle differenze tra la scuola Mahāyāna e quella Theravāda.»

Una domanda così semplice? Siwon fu stupito ancora una volta dal suo allievo, mai gli aveva posto delle domande così... Normali. Ma non si perse in tanti pensieri ed iniziò a spiegare, attingendo a tutte le sue grandi conoscenze in materia. Si alzò, scrisse dei nomi alla lavagna, spiegò per filo e per segno ogni minima differenza tra le due correnti di pensiero buddiste.

«Non prendi appunti?» chiese ad un certo punto accorgendosi solo allora che Kyuhyun non aveva preso in mano neanche una penna ma era rimasto semplicemente a fissarlo. Concitato com'era a spiegare un argomento che amava moltissimo, non se ne era nemmeno accorto.

«Non ne ho bisogno. Ricordo ogni singola parola che ha detto.»

Siwon inclinò appena il capo rabbuiandosi. «Se questo è vero, non capisco la tua domanda dato che ho spiegato il concetto poco fa.»

«In effetti...» iniziò il ragazzo con aria di sufficienza, sfogliando qualche pagina del libro come annoiato. «La verità è che mi piace osservarla quando spiega. E volevo solo avere un po' della sua attenzione, tutto qui», concluse candidamente tornando a fissarlo dritto negli occhi.

«Credo di aver capito male», replicò Siwon sentendo l'ennesimo brivido della giornata corrergli lungo la schiena, ed ignorando ancora una volta i significati che gli stava lanciando il suo corpo.

«Ha capito benissimo, invece.»

Nell'aula calò il silenzio.

«Cosa stai cercando di fare?» chiese Siwon tentando di affermare un minimo della propria autorità. Era pur sempre un professore, diamine!

«Lei ha, ad occhio e croce tra i ventisei e i trent'anni, ventinove azzarderei. Io sono diventato maggiorenne da un pezzo, non vedo che problemi ci siano.»

Siwon era totalmente senza parole. La capacità di formulare una frase sensata sembrava momentaneamente andata in sciopero e non sembrava intenzionata a tornare tanto presto.

Kyuhyun si alzò in piedi avvicinandosi di qualche passo.

«Scommetto che non le sono indifferente. Quasi ci metterei la mano sul fuoco.»

«Okey, spero sia tutto uno scherzo» iniziò Siwon allontanandosi allo stesso tempo. «Se ciò non fosse sarò costretto ad andare dal rettore ed informarlo che...»

Kyuhyun scoppiò a ridere, una risata di scherno. «Informarlo di cosa? Delle avance di uno studente? Sarebbe sempre la mia parola contro la sua. E comunque ho in mente qualcosa che non la lascerà indifferente.»

«Ossia?» fece Siwon. «Anzi, no. Non voglio saperlo, e voglio anche che te ne vada subito da qui», continuò agitando una mano.

Provare attrazione per un ragazzo era una cosa, ma che si trattasse di un suo alunno andava contro ogni suo principio morale. Era questo il motivo principale per il quale il suo cervello si rifiutava categoricamente di permettere una qualsiasi forma di pensiero sessuale su di lui. Su un suo alunno! Si sentiva male al solo pensiero. L'età poco contava visto che avevano sì e no sei anni di differenza, ma che fosse un suo alunno era inaccettabile.

Si affrettò a sgombrare la cattedra dai libri e a rimetterli tutti nella borsa, senza più degnare Kyuhyun di un solo sguardo.

«Lascerò correre per stavolta», affermò, rivolto più a se stesso che all'alunno. «Mi auguro che una cosa del genere non accada anco...»

Siwon non riuscì a finire la frase, trovandosi le labbra del ragazzo sulle proprie.

Erano... Morbide. Terribilmente morbide. Il cuore perse un battito, mentre era evidente che Kyuhyun era intenzionato a sfruttare quell'unica possibilità al meglio.

Siwon sentì una sua mano scivolare alla base della nuca tra i suoi capelli, mentre le dita dell'altra mano gli accarezzarono il petto, scorrendo sopra le pieghe della camicia. Per mezzo secondo pensò a che razza di fegato avesse il ragazzo, per l'altro mezzo meditò sull'assurdità di quello che stava accadendo e sul perché lo stesse lasciando fare, ma poi la sua mente iniziò a ragionare sempre meno e i sensi presero il sopravvento senza lasciargli scampo.

Il corpo dell'alunno che premeva contro il suo, le sue labbra che succhiavano le proprie languidamente ma senza accennare a spingersi oltre... Per il momento. Tutto ciò fu più che sufficiente a fargli perdere tutti i suoi decantati principi morali.

Che Dio mi aiuti, pensò rispondendo al bacio.

 


 

Okey, la frase di chiusura del capitolo sembra detta da un prete, ma parlando di Siwon, insomma... *quello che voleva fare il missionario, senza contare i solo e i Soldati della Luce!*

Per il resto spero che la storia vi abbia incuriosito almeno un po'. Se così fosse, ci si vede prestissimo al prossimo e ultimo capitolo! Grazie per aver letto >w<

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Capitolo 2
*** 02/02 ***


«Non c'è niente da ridere», affermò Siwon risoluto e anche un po' imbarazzato. I suoi due colleghi se la stavano ridendo alla grande e, ora che avevano scoperto cosa frullava nella sua testa da giorni, non avrebbero sicuramente lasciato cadere il discorso tanto facilmente.

«Ma io non ci vedo nulla di male», esclamò ad un certo punto Eunhyuk scrollando le spalle.

«Nulla di male?! Un professore e uno studente?!»

«Come sei tragico», liquidò Eunhyuk come se fosse stata una cosa di poco conto il bacio che c'era stato tra Siwon e Kyuhyun.

«Infatti», rincarò Donghae trattenendosi dal ridere ancora.

«No, forse non ci siamo capiti. È successo in aula, e tra l'altro...» iniziò Siwon abbassando ancora di più il tono di voce, arrivando quasi a sussurrare seppur non ci fosse nessuno nella stanza e fossero ben distanti dalla porta d'entrata. Ma erano pur sempre nell'aula comune dei professori, e poteva entrare chiunque in qualsiasi momento.

«Ti piace.»

«Non...» Siwon si portò le mani alla testa, chiudendo gli occhi, come se un'improvvisa e dolorosa emicrania lo avesse colpito. «E adesso cosa faccio? Voi come fate?» chiese riaprendo gli occhi sconsolato.

«Per noi è facile», affermò Eunhyuk guardando la figura di Donghae, il quale si era appena allontanato per rispondere ad una chiamata al cellulare. «Siamo due professori, con un po' di attenzione non ci sono problemi», concluse tornando a guardare Siwon.

«Se lo sapesse il rettore...»

«Non iniziare con la solita solfa. Certo, se lo sapesse saremmo in grandissimi casini, ma cosa vuoi, il gusto del brivido...»

Siwon alzò gli occhi al cielo.

«Sto scherzando! La verità è che non potrei mai fare a meno di lui. E poi, fuori dall'università, possiamo fare quello che vogliamo, la vita è nostra.»

«Sì, hai ragione. Ma con un alunno!» esclamò Siwon tornando a concentrarsi sul proprio problema. «Poi diciamocelo chiaro, se anche potesse esserci qualcosa sarebbe solo da un punto di vista sessuale e non di certo emotivo.»

«Be', abbiamo fatto un passo in avanti. Il primo punto almeno l'hai accettato.»

Donghae tornò da loro. «Cosa ha accettato?»

«Che è attratto dal ragazzo sessualmente.»

«Grazie Eunhyuk. Sono felice di vedere quanto ti diverta sottolineare questo dettaglio», borbottò Siwon.

«Oh, suvvia, siamo tra amici!» affermò Eunhyuk appoggiando una mano sulla spalla di Donghae. «Vero?» concluse voltandosi verso quest'ultimo con un gran sorriso.

«Verissimo» rispose Donghae evitando un bacio che il compagno tentò di dargli sulla guancia. Nel farlo avanzò di un passo verso Siwon, che gli era in piedi di fronte.

«Siwon», iniziò. «Devi semplicemente fare ciò che ti senti. Giusto o meno, l'importante è che tu sia felice.»

Non erano tantissime le volte che Siwon aveva visto Donghae così serio, e ciò che gli aveva detto l'aveva colpito particolarmente. Non erano i soliti discorsi superficiali fatti tra amici, sul modello dell'ultima auto uscita, o sul culo sodo del ragazzo appena passato mentre aspettavano il treno, era un'affermazione colma di affetto; Donghae teneva realmente alla sua felicità. Questo era uno dei tanti motivi per i quali Siwon considerava sacra l'amicizia con lui ed Eunhyuk. Due amici così erano rari da trovare.

Improvvisamente sentirono bussare.

Tutti e tre si voltarono verso la porta riacquistando un minimo di contegno.

«Avanti.»

«Scusate, ma mi hanno detto che avrei trovato qui il professor Choi.»

Siwon vede l'alta figura di Kyuhyun entrare nell'aula e lasciare la porta aperta a metà, mentre la mano era ancora posata sulla maniglia. Lo aveva subito individuato e lo stava guardando dritto negli occhi.

«Posso parlarle un attimo in privato? Se è occupato torno dopo», concluse scrutando velocemente gli altri due professori.

«No, no. Stavamo giusto uscendo. Vieni pure.»

Siwon tentò di fulminare Eunhyuk con lo sguardo, ma con scarsi risultati visto che i due amici erano già prossimi all'uscita. Così non poté fare altre che prendere un bel respiro e rivolgersi a Kyuhyun.

«Dimmi pure», affermò senza guardarlo in viso.

«Volevo scusarmi per quello che è accaduto ieri mattina.»

Siwon rimase in silenzio aspettando che l'alunno continuasse.

«Ho deciso di smettere di seguire il suo corso.»

Per Siwon fu come ricevere un pugno allo stomaco. Affermazione del tutto inaspettata, reazione altrettanto inaspettata; pensava fosse venuto a scusarsi e a dirgli quanto gli dispiaceva per quello che era accaduto, non di certo che abbandonasse il suo corso!

Deglutì a fatica, tentando di sembrare il più naturale possibile, recuperando la penna che gli era caduta di mano.

«Mancano...» iniziò tentando di trovare le parole. «Mancano solo due mesi all'esame.»

«Continuerò a studiare da solo. Non le darò più fastidio, professore.»

Fu allora che Siwon alzò lo sguardo e trovò quello di Kyuhyun fisso nel proprio.

Improvvisamente aveva la gola secca, non sapeva cosa dire. Resta? Non puoi andartene ora? Suonavano tutte come affermazioni banali, fuori luogo, e... Perché avrebbe dovuto dirle? Con quello che era successo era solo che un bene, un peso e un fastidio in meno.

Si guardarono per alcuni attimi in silenzio, secondi che a Siwon parvero lunghissimi. Tante cose da dire, tutte bloccate in gola, impossibilitate a scendere o ad uscire dalla sua bocca, finché Kyuhyun agì per lui; fece un breve inchino e se ne andò lasciandolo solo con i propri pensieri.

«Meglio così,» uscì flebilmente dalle sue labbra quando la porta si richiuse, anche se la sua mente stava pensando l'esatto opposto.

Avrebbe voluto fermarlo, dirgli che quello che era successo non era assolutamente un buon motivo per lasciare il corso, e che gli sarebbe dispiaciuto enormemente di non vederlo più.

Ma rimase impassibile, raccolse le proprie cose e se ne andò anche lui, mentre il peso sul petto andava aumentando ad ogni suo passo. Dentro di sé sentiva di aver fatto la cosa sbagliata, che l'averlo fatto andar via come se nulla fosse era la cosa più errata che avesse mai potuto fare, perché sotto sotto, anche se non voleva ammetterlo, sapeva di essere attratto da quel ragazzo dall'aria spavalda, a volte pure maligna, ma che negli ultimi giorni l'aveva fatto dormire ben poco.


 

I giorni passarono, e alle lezioni di Kyuhyun neanche l'ombra.

Siwon era sempre più irrequieto, il pensiero era sempre là, su quel maledetto ragazzo. Ad ogni lezione scrutava attentamente gli studenti, sperando sempre di scorgerlo, ma ciò non accadeva mai. E come se non bastasse, non aveva idea di che cosa fare. Aveva chiesto consiglio anche ad Eunhyuk e Donghae, e mentre il primo gli aveva detto di andare a chiedere il numero di telefono del ragazzo in segreteria e di chiamarlo subito, Donghae gli aveva consigliato di aspettare ancora qualche giorno e di vedere se era solo qualcosa di passeggero o se si era preso davvero una cotta vera e propria, e che nell'ultimo caso era fregato.

Degli aiuti grandiosi e utilissimi, aveva pensato Siwon. Sono fregato sul serio, aveva inoltre aggiunto.

Continuò per giorni a dirsi che presto tutto sarebbe tornato come prima, finché un incontro al bar dell'università non l'obbligò a cambiare idea definitivamente.


 

Quella mattina faceva più freddo del solito, e la pioggia scrosciante che non accennava a smettere, aiutava ancora meno. Tra una lezione e l'altra, Siwon era andato a prendersi un espresso al bar convinto che un po' di caffeina l'avrebbe aiutato a ritrovare la concentrazione vista l'ennesima nottata passata a rigirarsi nel letto.

Era al bancone, con la tazzina in mano, quando una voce familiare lo salutò.

«Buongiorno professore.»

Voce inconfondibile.

«Buongiorno a te. Spuntino di metà mattinata?» chiese a Kyuhyun che gli si era seduto accanto senza neanche chiedere il permesso. Siwon esultò dentro di sé per la calma che aveva mantenuto. E comunque non c'era tanto da stupirsi, non era mica un adolescente alla prima cotta!

«Ha indovinato.»

«Dammi del tu.»

Kyuhyun rimase per un attimo in silenzio.

«Hai indovinato», disse infine con lo stesso tono. Siwon poté scorgere con la coda dell'occhio un piccolo sorriso sulle sue labbra.

«Allora Cho, hai deciso di riprendere il mio corso?» chiese Siwon voltandosi col busto verso di lui.

«No.»

«Dovresti.»

«In cambio di cosa?»

Siwon non poté fare a meno di scoppiare a ridere.

«Sono serio.»

«Oh, lo vedo», replicò Siwon sorridendo ancora, mentre si accorse che il numero di persone nel bar stava aumentando, e ciò gli piaceva gran poco. «Penserò alla tua domanda. Tu cosa vorresti?»

Ecco, l'aveva detto. Aveva appena oltrepassato con un gran balzo il punto di non ritorno. Si vide alle olimpiadi a vincere la medaglia d'oro per il salto più lungo della storia.

Kyuhyun alzò lo sguardo su di lui, uno sguardo che fece venire a Siwon un groppo allo stomaco, e nel farlo si sporse leggermente in avanti. «Secondo te, cosa voglio?» sussurrò.

«Credo di saperlo, ma preferirei me lo dicessi tu», replicò Siwon stando al suo gioco.

«Ora ho lezione», fece Kyuhyun alzandosi senza nemmeno aver ordinato qualcosa. «La vengo a trovare nel suo ufficio più tardi.»

Siwon lo vide andar via veloce così come era arrivato.

Il punto di non ritorno era scomparso del tutto alle sue spalle, e lui si accorse di non esserne spaventato neanche un po'.


 

«Sarò franco. Tu sei uno studente, e io un'insegnante. Sappiamo bene entrambi che un qualsiasi tipo di relazione è assolutamente vietata. Tu saresti sbattuto fuori dall'università, e io verrei licenziato in tronco. Capisci le mie perplessità? Come faccio a sapere che quel bacio non è stata una scommessa con i tuoi amici o un colpo di testa?»

«Questo mi ferisce», affermò Kyuhyun senza mezzi termini storcendo le labbra.

«Non ci conosciamo neanche!»

«Il suo nome è Choi Siwon, alto un metro e ottantatré, nato nell'aprile dell'ottantasei. Sì, nel frattempo ho raccolto qualche piccola informazione», disse vedendo il volto perplesso del professore. «Ama alla follia storia delle religioni, sennò non spiegherebbe con tanta energia e passione gli argomenti alle lezioni. È un buon inizio mi pare, no?»

Siwon sospirò, appoggiando i gomiti sulla scrivania e prendendosi la testa tra le mani.

«E posso anche dimostrarle che non la sto prendendo in giro.»

«Come? E ti ho già detto di darmi del tu.»

Se solo Kyuhyun avesse saputo quanto Siwon si stesse trattenendo dal saltargli addosso... No, non era semplice attrazione. Ormai sapeva quando si trattava di quello o di qualcosa di più. Aveva ventinove anni, quasi trenta, e le sue esperienze -ben più di una- le aveva fatte. Sapeva esattamente di che cosa si trattava.

«Tornerò al suo corso e continuerò a seguirlo fino alla fine», iniziò Kyuhyun ignorando la sua affermazione. «Mi manca solo il suo e un altro esame prima della tesi. Quando mi sarò laureato tornerò qui, in questa stanza, e allora le proverò che non stavo scherzando.»

«Non si può dire che non ti manchi il carattere.»

«Lo dicono in molti.»

Siwon accennò un sorriso.

«Allora facciamo come dici te», concluse alzandosi in piedi dalla propria poltrona girevole. Lo stesso fece Kyuhyun muovendosi automaticamente verso la porta.

«Se non c'è altro» iniziò voltandosi un'ultima volta verso il professore prima di andarsene, ma ciò che accadde lo lasciò senza parole.

Siwon, che aveva sì i suoi soliti principi morali, ma che all'affermazione di Kyuhyun si era finalmente rasserenato, gli aveva passato un braccio in vita attirandolo a sé e l'aveva baciato.

Fu un bacio diverso dal precedente. Non c'era sorpresa, né agitazione, solo loro, in quella stanza, a prendersi tutto il tempo che volevano senza dover rendere conto a niente e nessuno. Ed era bello, perché quel ragazzo a Siwon piaceva veramente, e ogni minuto in più che passava con lui si rendeva conto che sarebbe stato sempre più difficile staccarsene.

Fu Siwon a condurre il bacio, ad infilare la lingua nella sua bocca, a prenderlo per le spalle e spingerlo contro la porta senza dargli alcuna possibilità di scappare (non che Kyuhyun sembrasse averne qualche intenzione). Ma fu il più piccolo a stringersi maggiormente a lui, a premere il bacino contro il suo, ad infilare una mano sotto la sua camicia e a tastare con le dita quel petto muscoloso nascosto sempre da abiti di ottima fattura. L'altra mano, invece, era scesa fino al suo fondoschiena, e subito seguì anche l'altra che contribuì a rubare a Siwon un ansimo che lui soffocò senza staccarsi dalla sua bocca.

Seguirono altri baci; nessuno dei due sembrava esserne mai sazio, nessuno dei due riusciva a staccarsi dalle labbra dell'altro, i loro respiri fusi assieme, la pelle sempre più bollente sotto le loro dita. Siwon spostò la bocca sul collo di Kyuhyun ed iniziò a martoriare quella candida pelle riempiendola di ulteriori umidi baci fatti di labbra, denti e lingua. I piccoli gemiti di piacere che stavano uscendo dalla bocca del più piccolo erano più che sufficienti a far desiderare a Siwon che il tempo si fermasse lì, in quel preciso momento, e che i segni che sarebbero presto comparsi sul suo collo non sparissero mai, invitando chiunque a stare alla larga da lui fino a quando non avrebbero potuto stare assieme una volta per tutte.

Le emozioni erano così forti e l'eccitazione così grande, che Siwon si rese conto che era inutile nascondere il fatto che lo voleva da morire, che lo avrebbe preso lì, contro la porta, sul pavimento, sulla scrivania, o in qualsiasi altro posto senza pensarci due volte.

Nella sua testa c'era solo Kyuhyun: Kyuhyun e il suo sapore, Kyuhyun e il profumo della sua pelle, Kyuhyun e il suo solido corpo che premeva contro il proprio, Kyuhyun e i suoi gemiti, Kyuhyun e i suoi occhi neri nei quali Siwon si sarebbe volentieri perso per sempre... Ma prima che il cervello smarrisse del tutto la capacità di ragionare, dovevano fermarsi.

Siwon si aggrappò ad un ultimo barlume di ragione e si staccò da lui.

Lo guardò in viso, tristemente, riprendendo fiato a fatica. Kyuhyun aveva le pupille dilatate, e gli occhi sembravano ancora più neri del solito. Non sembrava più lo sguardo malvagio che aveva intravisto a lezione, Siwon si chiese come avesse solo potuto pensare a lui come un demonio; c'era solo lussuria nei suoi occhi, e una nota di divertimento che doveva essere data dal fatto che Siwon aveva perso totalmente il controllo in quei cinque minuti.

«Professore, non deve essere triste. Quattro mesi e mi avrà tutto per sé.»

E fu così che Siwon rise, di cuore, perché quattro mesi sarebbero stati lunghissimi ma altrettanto veloci. E se lui avesse mantenuto la promessa che gli aveva fatto, se i sentimenti che stavano prendendo forma come un dipinto dentro di loro sarebbero rimasti immutati, allora sarebbe stata la migliore attesa della sua vita.


 

 

EPILOGO

«E così avete deciso di vivere assieme.»

«Eh, già», replicò Siwon con un'espressione tra il sognante e l'imbambolato, rimanendo in silenzio per qualche secondo, fissando un punto indefinito davanti a sé. «Avventato?» chiese tornando alla realtà.

«Affatto. Sono felice di vederti così.»

«Così come?» chiese Siwon voltandosi verso Eunhyuk che gli era accanto. Erano seduti su una panchina in una parco cittadino, immersi nel verde all'ombra di un grande acero, mentre Bugsy, il cane di Siwon, scorrazzava di qua e di là felice come non mai.

«Ah, amico mio, se solo ti fossi visto cinque mesi fa, avevi una faccia! Per non parlare delle occhiaie! Mostruose.»

«Esagerato!» esclamò Siwon dandogli una spinta sulla spalla; per poco Eunhyuk non si ritrovò scaraventato in un cespuglio oltre la panchina.

«Devi smetterla di fare palestra! Vuoi uccidermi!?»

Siwon alzò un sopracciglio. «Ho usato un decimo della mia forza.»

«Ecco, appunto! Povero Kyuhyun! Non oso immaginare i lividi che gli lasci ogni volta che lo fate.»

E fu così che Eunhyuk, senza praticamente accorgersene, si ritrovò a cadere dritto disteso nel cespuglio.

«Cosa ci fa lì Eunhyuk? Ha perso qualcosa?» chiese improvvisamente Donghae spuntando alle spalle di Siwon. Aveva in mano delle bibite, ed era subito seguito da Kyuhyun che aveva invece in mano un sacchetto contenente il loro pranzo. Erano appena andati a prendere il tutto in un chioschetto lì vicino.

«Siwon ti ammazzo! Tu assieme al tuo bruttissimo cane!» gridò in quello Eunhyuk che aveva ancora qualche difficoltà a rialzarsi, impigliato tra alcuni rami. «Qualcuno mi aiuti!»

E mentre Donghae correva in soccorso del suo amato, Siwon colse l'occasione per rubare il sacchetto di mano a Kyuhyun solo col pretesto di farlo avvicinare un po'. Lo agguantò per la maglia e lo attirò a sé. Lui si sedette sulle sue ginocchia, viso contro viso, in una posizione forse un po' troppo intima visto il luogo in cui si trovavano.

Non poteva desiderare nulla di più Siwon: le labbra del proprio ragazzo sulle proprie, il tiepido sole autunnale a scaldarli, e pure le grida di Eunhyuk contribuivano a metterlo di buon umore.

«Che cosa ti ha detto per farlo finire lì?»

«Che ti lascio i lividi quando lo facciamo.»

«Immagino non sospetti sia il contrario.»

Entrambi sorrisero, mentre Siwon gli spostò dolcemente un ciuffo di capelli dalla fronte.

Kyuhyun si sporse leggermente in avanti, appoggiando le mani sulle sue spalle ed avvicinando le labbra contro il suo orecchio. «Non mi dispiacerebbe anche il contrario», sussurrò.

«Sicuro?» replicò Siwon complice.

«Sicurissimo.»

E il discorso si chiuse lì, mentre il calore delle labbra di Kyuhyun lo avvolsero ancora una volta e lui ricambiò al bacio passandogli le braccia attorno alla vita e stringendolo a sé, Donghae rideva ed Eunhyuk imprecava, e Bugsy abbaiava a qualcuno o qualcosa.

Per la prima volta Siwon pensò che la sua vita era semplicemente perfetta, con Kyuhyun che amava ogni giorno di più e col quale avrebbe presto convissuto, con i suoi due migliori amici altrettanto importanti, con un lavoro che nonostante qualche incazzatura occasionale gli dava grandi soddisfazioni. Non l'avrebbe cambiata con niente e nessuno la sua vita, neanche per tutti gli won del mondo.

 


 

Ed eccoci arrivati alla fine! Spero che la storia vi sia piaciuta almeno un po' !^^

Non è una mia otp, quindi potrei aver cannato qualcosa qua e là (tipo dettagli di vario genere. Sì, sono veramente TANTO pignola quando si tratta della caratterizzazione dei personaggi).

La dedica va alla mia cara Sistah, che poverina ha aspettato fin troppo per vedere questa storia finita (Sistah, tutto okey? Ti garba? Pensavo non l'avrei mai finita! Ma mi son pure divertita, specialmente con Eunhyuk xD).

Grazie a tutti, a chi ha recensito, a chi ha messo la storia tra i preferiti o seguiti, o semplicemente sia giunto fino a qui <3

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