Sparks

di JesterZ
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Lista capitoli:
Capitolo 1: *** Glover I ***
Capitolo 2: *** Toman I // Glover II ***



Capitolo 1
*** Glover I ***


Glover

 

Il tavolino era stracolmo di tazze, Glover stava tenendo lo sguardo fisso com'era solito fare sulle gocce di latte che, dal cucchiaio appoggiato precariamente sulla tazza dalla piccola Taryn stava inzaccherando la tovaglia.

Tutto era calmo. Ma fuori dai suoi pensieri, la confusione aveva preso possesso della casa, Jeremy Martin stava cercando di convincere la più piccola della famiglia ad indossare la divisa scolastica, senza ottenere il minimo successo.
"Io quella non la metto, la settimana scorsa assieme alla mamma ho preso questa, mi sta comodissima e non ho nessuna intenzione di togliermela, capito?" Taryn Martin se ne stava lì con quel suo solito sguardo di sfida, il maglione verde sfoggiato con sfrontatezza.
La più piccola delle sue sorelle era una ragazzina minuta, il viso allungato non andava molto d'accordo con i suoi connotati ma era pur sempre in fase di crescita, i mossi capelli castani ereditati dal padre che terminavano sulle spalle erano raramente in ordine, non aveva molta cura di se stessa ma non sembrava importargliene, avrebbe avuto tempo per quelle preoccupazioni.
"Non ho tempo da perdere, vedi di sfilarti quell'affare e di indossare subito la divisa, non credo che ti convenga sfidarmi oggi, non credi?" I duri occhi di Jeremy Martin si sciolsero unendosi ad un caldo sorriso.
La ragazzina rimase a guardarlo ancora per qualche istante, valutando se fosse una minaccia oppure una battuta, dopodichè corse via infilandosi in uno dei corridoi dell'abitazione.

L'attenzione del padre si spostò dunque su Glover, che stava ancora contemplando la piccola chiazza nascente, l'uomo si grattò il mento perplesso. "Hey, sveglia ragazzo, se continui ad essere così attivo usciremo di casa senza notare la tua assenza!" scherzò, battendogli una pacca sulla spalla.
In quelle occasioni Glover si destava sempre con un'espressione imbarazzata, sembrava che suo padre trovasse molto divertente interromperlo mentre era assorto "alla sua maniera". Quando egli raccontava alla tavola, oppure in altre circostanze quel particolare momento del figlio utilizzava sempre quel termine, lo trovava esilarante. Glover sospettava che fosse il proprio sguardo, a metà fra l'imbarazzato e lo scusante a far morire dal ridere il padre.
Nonostante le sue fattezze asciutte la risata di Jeremy Martin era capace di sovrastare qualsiasi tipo di rumore all'interno della casa, se per caso si trovava seduto di fronte al televisore a godersi i programmi dei babbani, Glover poteva sentirlo da camera sua ad un piano di distanza.
Il capo famiglia aveva dimostrato di non disdegnare il mondo dei babbani, ma non era sempre stato così, per quanto suo padre affermasse il contrario.
Era stata sua madre a raccontarglielo. Al loro primo incontro Jeremy aveva dato dimostrazione di non conoscere alcunchè del mondo babbano, e di non avere particolare interesse ad approfondirlo.

Tutto era cambiato nel momento in cui il grifondoro si era accorto di Selène Parmentier, la ragazzina corvonero che gli ronzava attorno, "durante le lezioni di trasfigurazione"ci teneva sempre a precisare la donna, amava la materia.
Da allora a quanto raccontava la madre, sotto la sua influenza aveva incominciato ad esplorare il mondo babbano, sentendosi veramente rapito, ogni tanto lei se ne prendeva il merito scherzando e finivano sempre abbracciati e ridere l'una negli occhi dell'altro.
Ma adesso era lui a subire lo sguardo scarlatto della madre, non seppe ricordare come era entrata nella stanza ma si ritrovò a fuggire verso la propria camera sotto minaccia.

"Non ci vuole tutto questo tempo per fare i bagagli" si ritrovò a pensare stizzito grattandosi i riccioluti capelli neri, adorava avere i capelli ricci, trovava rilassante affondare le dita nella chioma e rigirarle all'infinito.
"Allora? Hai finito o no di fare il baule? E non dirmi che devi ancora cominciare" al piano di sopra Alaisia accolse Glover con un tono piuttosto sconsolato, come ogni anno da copione era la prima di loro a scendere e depositare il proprio baule nell'auto della madre.
La sorella maggiore di Glover era una ragazza molto diligente e capace, anche se durante l'estate aveva tradito la sua ansia per ciò che l'attendeva quell'anno, avrebbe dovuto infatti affrontare i G.U.F.O. Dato che quello che veniva era il suo quinto anno alla scuola di Hogwarts.
Secondo Glover non aveva motivi per temerli, nell'anno precedente aveva appreso quasi con perfezione ogni incanto che gli avevano insegnato, ed anche se non amava molto le materie teoriche, cercava di mantenere un rendimento soddisfacente per quanto riguardava i professori.
Per quest'anno aveva chiesto ed ottenuto dalla loro madre una nuova divisa scolastica, finalmente non avrebbe più esibito quella scucitura che aveva rimediato durante una lezione di erbologia, lei gli aveva raccontato che era stato causato da un'errore di un altro compagno, ma lui non ne era sicuro.
Durante estate aveva dimostrato di voler cambiare la propria pettinatura, aveva dunque deciso, nonostante le proteste di Selène, di dare una decisa potata alla lunga chioma rossa che esibiva da anni, adesso li portava corti, non arrivavano nemmeno alle spalle, a Glover non piacevano per niente. -Sto andando adesso, ci metto un attimo- rispose lui infilandosi nella propria stanza chiudendosi la porta alle spalle.

La stanza era tutta disordinata, ma per fortuna il ragazzo riponeva cio che riguardava Hogwarts in un armadio a parte, altrimenti non sarebbe mai riuscito a preprare tutto in tempo.
Glover impiegò poco più di quanto aveva previsto per preparare tutto, scese le scale velocemente, venne aiutato dal padre a caricare i propri bagagli, ed in un lampo i Martin furono in viaggio alla volta di King's Cross.

Glover appoggio la fronta al finestrino scrutando il cielo azzurro macchiato da qualche nuvola qua e la, era la quarta volta che affrontava quel viaggio.

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Capitolo 2
*** Toman I // Glover II ***


Toman

Era la seconda volta che camminava su quei binari, la folla lo rendeva ansioso e lo spingeva a restare accanto alla sua famiglia che si stava dirigendo velocemente verso una delle varie carrozze del treno.
Toman Crowell era un ragazzetto piccolo e paffuto dai boccoli biondi. era il suo secondo anno da studente di Hogwarts, quello precedente non era andato molto bene, era stato ripreso diverse volte dai professori per la poca precisione negli incanti e per diverse dimenticanze su nozioni teoriche basilari.
C'era da dire che la sua insicurezza cronica, giocava un ruolo determinante in tutte queste osservazioni, ed il fatto che i genitori aspettassero da lui, gli stessi risultati di sua sorella Rebecca, non gli facilitava le cose.
I genitori aiutarono i due ragazzi a salire e caricare i bagagli, dopodichè li salutarono, incitandoli e gridando dietro al treno parole che si persero nell'aria, soffocate dai fischi e dai fumi del treno in partenza.
"Avanti vieni, dobbiamo trovare Glover e gli altri, di solito ci lasciano dei posti" disse entusiasta Rebecca trascinando il baule per il rettilineo, sbirciando attraverso i vetri per cercare gli amici.
Dopo aver percorso un paio di carrozze, finalmente Rebecca trovò lo scompartimento che i ragazzi Martin avevano scelto. Fu la piccola Taryn a fargli segno con la mano, mentre Alaisia era intenta a cercare qualcosa nel proprio baule e Glover se ne stava con la fronte appoggiata al finestrino come al solito.
"Hey ragazzi! Eccoci qui, com'è andata l'estate, su avanti voglio sapere tutto!" disse Rebecca sedendosi nel posto, che il pensieroso grifondoro aveva lasciato libero accanto a lui.
Senza aspettare che il ragazzo si destasse, gli piantò un gomito nelle costole, attirando così tutta la sua attenzione. Toman si sedette nel posto rimasto libero accanto alla piccola Taryn Martin, avevano la stessa età ma il ragazzo non amava la sua compagnia, era troppo vivace per i suoi gusti e si portava dietro troppo baccano. L'anno passato aveva capito che era meglio girarle al largo, ma adesso non poteva evitarla.
Toman ascoltò distrattamente ed in silenzio i racconti dell'estate dei Martin, quando la piccola peste castana non si accorse della sua presenza.
"Hei Tommen! Come mai tu non ci racconti niente? Hai passato un'estate così noiosa?" chiese con voce squillante piegando il collo verso sinistra, aveva uno sguardo stralunato.
Forse l'aggettivo giusto era monotona, Toman aveva passato una gran fetta delle vacanze estive coricato sui volumi scolastici, per tentare di ripassare ciò che aveva lasciato indietro l'anno prima.
Considerato che a casa non poteva migliorare la parte pratica, aveva pensato bene di provvedere a quella teorica, a volte chiedendo l'aiuto di Rebecca, anche se preferiva evitarlo.
"Mmm..Abbastanza, ho cercato di studiare un po'.. comunque il mio nome è.." ma prima di terminare, si accorse con piacere che le cioccorane di Glover avevano catturato la piena attenzione di Taryn. A lui piacevano un mondo le figurine che si trovavano all'interno, anche se era riuscito a prenderne soltanto un paio nel suo primo viaggio. "Ho trovato Grindelwald.." constatò Glover con fare sconsolato, Toman non aveva idea di chi fossero la maggior parte delle persone raffigurate sui pentagoni, ma era affascinato dalla loro estetica.
Mentre Rebecca inveiva contro l'ignoranza del ragazzo Martin, riguardo all'identità del mago appena trovato nella cioccorana, fece il suo ingresso nello scompartimento l'amica di sua sorella, Katy Crocker. Nella prima parte dell'anno precedente era stato molto a contatto con l'amica della sorella, non aveva impiegato molto tempo a capire che era insopportabile.
A prima vista gli era anche sembrata simpatica, portava una cascata di capelli biondi, sempre in ordine che le arrivava al seno. occhi azzurri ed attenti, fisico asciutto con occhiali dalla montatura probabilmente più grande del necessario.
"Giochi ancora con quelle figurine Martin? Non pensi di essere già abbastanza adulto?" disse la corvonero, c'era un motivo per cui ad alcuni non andava a genio, era altezzosa in modo spropositato, convinta di essere superiore a molti di loro, se non tutti, ma soprattutto era conosciuta per lanciarsi in osservazioni pungenti su chiunque. Beh almeno in tutto questo c'era un lato positivo, era sincera.


 

Glover

 

Katy Crocker era molto conosciuta tra i ragazzi di Hogwarts, non era capitato raramente che Glover avesse sentito qualcuno che faceva apprezzamenti o avrebbe voluto uscire con lei.
Lui non ci aveva mai pensato davvero, riconoceva che Katy fosse una gran bella ragazza, aveva già tutte le forme piene, era sempre tutta in tiro ed era molto intelligente, ma non essendo mai entrato particolarmente in contatto con lei, era impossibile per lui vederla come qualcosa di più di una semplice conoscente.
Rivedendo Katy Crocker, e ripensando a tutti i discorsi su di lei lo fece ripiombare in quell'universo, stava tornando ad Hogwarts.
Era entusiasta di rivedere la sua amica Rebecca, gli era mancata molto, anche se si era reso conto di non averglielo dimostrato, non era molto bravo con le manifestazioni d'affetto. Si sentiva in imbarazzo e si bloccava quando sentiva di dover dimostrare qualcosa, ma Rebecca sapeva che per lui era importante, e questo bastava. "..miseria troll" Rebecca aveva appena finito la sua predica, chissà come avrebbe reagito, se avesse saputo che stava pensando qualcosa di carino che la riguardava.
La ragazza era abituata ormai a non ricevere risposte dal ragazzo dopo le sue prediche, ma questa volta Glover voleva rimediare un minimo.
"Hai ragione..mi..mi documenterò su questo Grindelwell, te lo prometto." le annunciò con un sorriso, ed era convinto di questo, l'avrebbe sorpresa non poco.
"E' Grindelwald! Gellert Grindelwald..miseria troll.." sospirò rumorosamente la sua amica, lasciandosi sprofondare nel proprio sedile.
Katy Crocker lo stava fulminando con lo sguardo, Glover le rimandò uno sguardo che voleva dire e tu che diavolo vuoi? ma non trasparì nulla del genere.
Poco dopo la biondina cominciò a chiaccherare animatamente con Rebecca di ragazzi, anzi a dire il vero era lei che raccontava i suoi amori estivi, mentre la paziente ragazza Crowell la stava ad ascoltare.
Il loro rapporto era particolare, Glover era convinto che Rebecca fosse l'unica persona che Katy non trattasse come una pezzente.
Dall'altro lato dello scompartimento sua sorella Taryn stava tormentando il piccolo Toman, Glover aveva conosciuto il piccolo ragazzetto l'anno prima, ricordava ancora quando alla cena di smistamento aveva zampettato tutto agitato verso il cappello parlante, sperando di essere simistato nella casa giusta, la "casa giusta" chissà cosa intendeva, non l'aveva detto prima che il cappello parlasse.
Glover non aveva sperato di essere assegnato ad una casa particolare quattro anni prima, quello che gli avevano detto i suoi genitori sul famigerato cappello parlante, gli era bastato, avrebbe preso lui la decisione migliore basandosi sulle sue qualità.
Alla fine nella casata di Corvonero si trovava alla grande, le persone erano tranquille ed era piuttosto interessante parlare nella sala comune con i compagni o anche solo ascoltare discorsi.
Il cappello parlante aveva scelto il meglio per lui, i suoi avevano avuto ragione.

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