Màs amor por favor!

di nopierdaslaesperanza
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Lista capitoli:
Capitolo 1: *** Los habituales enfrentamientos (I soliti scontri). ***
Capitolo 2: *** Situaciones embarazosas (Situazioni imbarazzanti). ***



Capitolo 1
*** Los habituales enfrentamientos (I soliti scontri). ***



| Mel, sicura non ci sia nessuno oggi al campetto? |.
| Da quello che so, oggi i ragazzi hanno la festa in piscina, dovremmo esserci solo noi |.

Detto ciò, mi precipitai a mettermi le cose più comode che trovai nell'armadio, ed in poco tempo percorsi la poca strada che divideva casa mia da casa della mia migliore amica, Melissa.
Oggi ci aspetta una giornata tranquilla, partitella di calcio femminile e relax al parco.
Salutai velocemente Melissa e sua madre Alessandra, e ci avviammo insieme al campetto, dove ci avrebbero aspettate Noemi, Morena e Lidia.
Mi raccontò un po' della giornata passata a casa di Manuel, quei due sono inseparabili.
Si odiano e si amano, ma non riescono a stare uno senza l'altro.
Sono ormai 6 mesi che continua questa storia, 6 mesi di litigi continui e di amore profondo.
Un tira e molla affascinante.
Conosco Melissa ormai da 11 anni, è una ragazza ottusa, tosta e permalosa, forse io sono una delle poche che la sopporta completamente.
Il fatto è che siamo troppo simili per litigare, finiamo sempre per ridere del nostro caratteraccio.
Svoltammo l'angolo, e appena sentì Noemi sclerare, capì che non eravamo sole.
| Menomale che dovevano essere in piscina | dissi con un tono minaccioso a Melissa.
| Tutta colpa di Manuel, sta fissato con la storia di Andrea |.
Andrea è il fratello del ragazzo di Melissa, Manuel.
E' il tipo più ricreduto che io abbia mai conosciuto, e ne ho conosciuti parecchi.
E' talmente ricreduto che non credo riuscirebbe ad innamorarsi di qualcuno che non sia lui.
E' da un po' di tempo che Manuel stressa me e Melissa per dare una possibilità a Andrea, ma Andrea è l'ultima delle mie opzioni.
E' vero, è un bel ragazzo e ha delle labbra perfette, però puoi essere bello quanto vuoi, ma se hai il carattere di Andrea Paggi, le uniche che ti prendono sono le ochette.
Manuel si avvicinò a noi, ci mise le braccia intorno alle spalle e ci, o meglio dire mi, trascinò sul campo.
Salutai Gabriele con un abbraccio, poi salutai Alessandro con un bacio sulla guancia, ed infine Luigi.
| Paggi | dissi solamente, degnandolo di un solo sguardo, indifferente.
Rise, come sempre.
So che gli da fastidio che sono l'unica che non gli da corda, ma adoro il fatto di essere veramente l'unica.
| Oggi giochiamo noi | dissi poi.
| Il campo è ormai occupato | rispose Andrea.
Lo minacciai con lo sguardo, ma continuò a sfoderare uno dei suoi migliori sorrisi.
Andai verso il pallone e ci misi il piede vicino, in poco tempo però, anche il piede di Andrea si posizionò davanti.
| Non se n'è parla, oggi tocca alle ragazze |.
| Vuoi troppo D'ambro'|.
| Il giusto, ora levati | tentai di levarli il pallone, ma pose resistenza, ed io non volevo perdere tempo.
| Facciamo così | disse intromettendosi Alessandro.
| Facciamo una partita, maschi contro femmine, chi vince, ha il campo libero per le prossime due ore |.
Guardai Andrea, e poi accettai.
La sfida era aperta.

Ci posizionammo: io e Melissa attaccanti, Noemi e Morena difensori e Lidia in porta.
Si posizionarono anche loro: Andrea e Gabriele attaccanti, Manuel e Luigi difensori e Alessandro in porta.
Palla nostra, inizia la partita.
Passai la palla a Melissa, Melissa la passò dietro da Morena e Morena me la ripassò.
Riuscì a superare il primo ostacolo, Gabriele, e mi ritrovai a poca distanza da Andrea.
Con un gioco di piedi riuscì a passare la palla a Melissa che avanzò verso la porta, riuscendo a superare Luigi.
Mi passò la palla che purtroppo non riuscì a prendere, dato che Andrea mi si fiondò addosso.
Primo fallo, cascai a terra.
La caviglia era un po' adolorante, ma niente di grave.
Si sa, la cosa che gli riesce meglio a Andrea a calcio sono i falli, ed io sono diventata la sua vittima.
Mi tese la mano ma non la presi, mi alzai da sola e tornai al mio posto.
La partita continuò, la palla passava da una squadra all'altra.
e al 20esimo minuto, con una rovesciata improvvisata, riuscì a fare gol ad Alessandro.
Melissa venne ad abbracciarmi e diedi il cinque alle altre, mentre vidi Andrea abbastanza frustrato.
Recuperarono subito dopo, con un gol di Gabriele.
Pian piano si sentiva la tensione, la lotta per il campetto era sempre aperta, dato che era l'unico campo aperto per noi giovani.
Il tempo stava per finire, ma armammo un piano.
Dovevamo distrarre difensori e attaccanti, così da lasciar via libera a Lidia per fare un fantastico porta a porta.
Così iniziammo, Melissa andò su Manuel, io dovetti andare su Andrea, dato che ero l'unica in grado di distrarlo, e le altre sugli altri.
Così, poco dopo, vimmo la palla entrare in porta senza nessuna difficoltà, esultamo subito dopo quando sentimmo fischiare la fine, per poi prendere un po' per il culo i ragazzi irritati.
Finito il divertimento, loro se ne andarono, Melissa baciò Manuel e poi si riposizionò, e continuammo a giocare e ad allenarci per altre due orette, in tranquillità.

Dopo la partita tornammo a casa, mi feci una doccia e mi fiondai sul letto.
Presi sonno e mi svegliai dopo tre ore, pronta per l'after.
Quasi ogni sera, d'estate, ci capita di fare after al parco.
Chi scappa di casa, chi i genitori lo sanno e a chi non frega niente.
E' solo un modo per passare diversamente la notte, la notte è fatta per divertirsi, non per dormire.
Oggi faceva un po' freschetto, e dato che la temperatura sarebbe scesa di mattina, decisi di mettermi i jeans, come le altre.
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Erano le 00.00 quando uscì di casa per raggiungere Melissa.
Chiamammo Noemi, Lidia e Morena e c'incontrammo dietro il bar.
Le salutammo e subito dopo iniziammo tutte a rollare.
Manuel è sempre riuscito a procurarci della buona roba a poco prezzo, e riuscivammo sempre a fumare abbastanza, quando ci andava.
Parlando di Manuel, subito dopo arrivarono anche gli altri.
Non era nostro solito incontrarci per fare after tutti insieme, dato che c'era una certa aria di sfida tra i nostri gruppi, ma ci divertivamo sempre da sfatti.
Salutai tutti, persino Andrea, e poi mi risedetti a fumare un altro po'.
La bocca secca e la sete continua.
Gli effetti stavano giungendo.
La testa iniziò a girarmi ma mi alzai lo stesso.
Stavamo praticamente tutti sfatti, completamente.
Ma era questo il bello di tutto ciò, nessuno era normale, eravamo tutti uguali.
Iniziammo a camminare, tentando di farlo normalmente, per avviarci al parco.
Occupammo le prime tre panchine, ma alla fine finivamo tutti in piedi.
Iniziai a girarmi, come se non bastasse già il giramento di coccia che avevo.
E tra un'ombra e un'altra mi ritrovai Gabriele vicino, e subito dopo a coccia in giù.
Mi aveva appena presa a mò di sacco di patate e continuava a correre.
| Mettila giù che vi fate male | tentava di pronunciare qualcosa Andrea, ma nessuno dei due lo comprendeva.
Quando l'effetto è così forte, non capisci nulla, queste sono le serate migliori.
Senza rendercene conto, iniziammo a rotolare sull'erba, dato che Gabriele aveva perso l'equilibrio ed eravamo finiti sulla discesa.
La discesa non finiva, e noi continuavamo a ridere, senza pensare che mancava poco al marciapiede.
Chiusi gli occhi per godermi del tutto il momento, e quando li riaprì, ero già sul marciapiede.
Vidi Gabriele farsi la salita di corsa, ed io mi alzai appresso a lui.
Pensai che l'unica cosa che mi ebbi procurata era qualche graffio alle gambe, ma quando poggiai il polso sulla terra, sentì un dolore atroce, capì di essemerlo slogata.
Non ci diedi molto peso dopo, continuavo a ridere.
| Che hai fatto? | disse Andrea avvicinandosi a me.
| Non è niente |.
| Fammi vedere | disse insistendo lui, prendendomi il polso, facendomi male.
| Ho detto che non è niente! | alzai la voce io, ritraendolo.
Mi prese per l'altro polso e mi trascinò, non capì dove, ma non avevo la forza per disobbedire.
Poco dopo notai la fontana, a quell'ora l'acqua era ghiacciata, e capì un po' di più.
L'effetto piano piano svaniva, mentre mi lavavo la faccia.
Quando mi alzai, quasi cosciente, vidi Andrea senza maglia.
Rimasi un po' a fissarlo, non era la prima volta che lo vedevo senza maglia, ma quella sera era più affascinante del solito.
Scossi la testa, ridendo al solo pensiero, e continuai a riprendermi.
Strappò un pezzo della maglia, e pensai fosse matto, fino a quando non lo vidi bagnare quel pezzo e posizionarmelo sul polso.
Era piegato verso la mia mano, mentre io lo guardavo incredula.
Fra tutti quelli che c'erano oggi, lui era l'ultimo che mi sarei aspettata mi aiutasse.
| Grazie | dissi ancora incredula.
Mi fece un mezzo sorriso e poi se n'è ritornò dagli altri, lasciandomi lì.
Realizzai sempre di più, e poi tornai anche io, ripresa del tutto.
La scena era questa: Melissa e Manuel che si mangiavano la faccia, Gabriele per terra, Alessandro che tentava di riprendersi del tutto, Luigi mezzo addormentato, Noemi che stressava Alessandro e Morena e Lidia che giocavano ad un gioco incomprensibile.
Decisi di far riprendere Gabriele, così mi sedetti vicino a lui.
Stava sbattendo le palpebre, tentando di far diventare più chiaro il pesaggio davanti a lui.
Gli tirai dei piccoli schiaffetti in modo scherzoso, e pian piano si riprese.
| Ti ho fatto male? | disse, indicando il polso.
| Non è colpa tua, capita |.
| Scusa Amie |.
| Non devi scusarti, sono cazzate |.
Mi diede un bacio sulla guancia e si alzò, facendo alzare anche me.
Gabriele è stato quello con cui ho legato di più.
Il suo carattere è troppo solare per non affezionarti, e quindi finì per affezionarmi a lui anche io.
Riusciva a sopportarmi, o almeno, non mi stava intorno quando ero scazzata.
La gente iniziò a riprendersi, erano solamente le 2, e la serata era ancora lunga.
Gabriele se n'è andò dalla panchina e Andrea prese il suo posto.
| Come stai? | mi chiese.
| Non pensare che dopo quello che hai fatto io cambio opinione su di te | dissi io irritata, non volevo essere grata a lui.
| Dovresti solamente ringraziarmi | continuò lui.
| Per esserti strappato la maglia? l'avrebbe fatto chiunque |.
| Per essermi trattenuto, avrei pottuto approfittarmi di te per come stavi | disse, sfoderando uno dei suoi sorrisi malinziosi.
Risi.
| Ma se stavi messo come me |.
| Io le reggo certe cose, penso si sia notato |.
Non dissi nulla, questo era vero, Andrea forse era l'unico che partiva per i primi 5 minuti e si riprendeva subito dopo.
Si avvicinò di scatto, e me lo ritrovai a poca distanza dal mio viso.
| Il primo bacio voglio che me lo dai da cosciente | sussurrò.
Rimasi un po' immobile a guardare le sue labbra, poi tornai alla realtà.
| Non succederà mai | dissi io, appoggiando la mia mano sul suo petto per spingerlo.
Rise, per poi sbuffare.
| Mi farai impazzire | mi disse.
Risi anche io, mi divertiva questa situazione.

Erano le 6, il tempo passava troppo in fretta e tra mezz'ora si sarebbero svegliati i miei, ciò significa che si ritorna a casa.
Presimo gli zainetti, ci nascondemmo la roba rimasta e ci avviammo tutti.
E' stata una nottata tranquilla, apparte il mio polso e i graffi di Gabriele.
Abbiamo parlato tutti senza litigare, anche se un po' di nervoso nell'aria ci stava, ma non ci andava di rovinare la calma che si era creata.
Salutai tutti, e mi precipitai sull'albero.
Salì sul primo ramo, secondo e poi raggiunsi l'ultimo che era poggiato sul balcone.
Il mio palazzo era quello più difficile se intendi scappare, ma mi ero organizzata e avevo trovato la soluzione.
Raggiunsi il balcone e aprì la porta, lanciai lo zaino e mi misi a letto, senza cambiarmi.
Dormì solo 2 ore, alle 9 avevamo l'happy hour e non mi andava di perderlo di nuovo.
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Misi il casco, accesi la vespa e mi avviai.
Non andai a prendere Melissa dato che andava con Manuel, così ci andai da sola.
Per fortuna i 15 minuti passarono subito, e giunsi a destinazione.
Vidi subito parcheggiate le moto di Andrea, Manuel, Luigi, Gabriele, Noemi e Lidia, così capì che erano arrivati tutti.
Mi feci timbrare il braccio e entrai, iniziando a cercarli.
Subito dopo mi sentì prendere per i fianchi e spingere in avanti.
Quando mi girai vidi Andrea tutto sorridente che mi portava dagli altri.
Li salutai tutti e mi sedetti vicino a Noemi.
La gente stava ancora tutta seduta, e noi non ci eravamo ancora svestiti.
Così, appena alcuni iniziarono ad entrare in piscina, ci alzammo tutti per rimanere in costume.
Non mi sono mai sentita in imbarazzo davanti a loro, ma lo sguardo di Andrea mi metteva parecchia ansia.
Decisi di non dargli molto peso e continuai a levarmi la maglietta, lanciai la roba sul lettino e mi avviai con le altre in piscina.
Giunsi a bordo piscina quando Paggi mi venne e mi prese in braccio, per poi tuffarsi insieme a me.
| La smetti di starmi addosso? | dissi allontanandomi, mi raggiunse nuotando.
| Sei troppo bella quando t'incazzi |.
| Devi vedermi davvero incazzata e poi ne riparliamo |.
| Quando vuoi | sbuffai, ma non la smise di seguirmi.
Finì con le spalle al muro del bordo piscina e Andrea davanti a me.
Il mio respiro si fece irregolare, e quando lo notai mi vergognai e provai a tornare in me.
Non mi aveva mai fatto quest'effetto, eppure spesso provava a baciarmi.
| Che c'è? ti metto in soggezzione? | rise.
| Direi, non mi lasci nemmeno respirare |.
| Sono capace di farti mancare il respiro per qualche minuto, vuoi provare? | capì le sue intenzioni e quindi scossi la testa, mentre lui continuava a sorridermi.
Cercai di spingerlo ma si oppose, ringraziai però il cielo quando Gabriele gli si gettò addosso.
| La smetti di darle fastidio? | disse ridendo.
| Lo sai che ti odio? | rispose Andrea, ne approffittai e sparì.
Raggiunsi Melissa che aspettava Manuel.
| Che faccia | disse lei ridendo.
| Non iniziare, quel ragazzo mi sta stressando |.
| Però ti piace | risi istericamente.
| Tu sei pazza |.
| Allora ti piacerà, so come sono fatti i fratelli Paggi, uno ha conquistato anche me |.
| Andrea non mi conquisterà mai |.
| E' la stessa cosa che ho detto io di Manuel |.
| Non è la stessa situazione però |.
| Sì che lo è, sei solo troppo orgogliosa per ammettere che stai provando qualcosa per Andrea |.
Non risposi, me ne andai solamente.
Uscì dalla piscina e mi andai a sedere sul lettino, il solo pensiero che Melissa pensa che a me piaccia Andrea mi irrita.
Solo perchè lui continua a stressarmi non significa che io glielo lascia fare, è solo che dopo un po' divento indifferente.
Parlando di Andrea, si sedette affianco a me.
Sbuffai, ma feci finta che non ci fosse.
Fece una finta tosse, ma non mi girai.
| Che hai? | mi chiese, come se non l'avesse capito.
| Lo sai che non mi piacerai mai, perchè insisti? | risposi, continuando a guardare altrove.
| Perchè m'interessi | risi.
| T'interessano tutte |.
| Tu di più |.
| Ma fammi il piacere, non stressarmi più |.
| Questo non posso promettertelo | mi baciò la guancia prima di sparire.
Ma la cosa che mi da più fastidio in assoluto, è il fatto che lui crede sul serio che io gli darò retta prima o poi.

| Che hai fatto? | mi chiese Gabriele mentre si venne a sedere vicino a me.
| Niente |.
| Colpa di Andrea? |.
| Perchè mi parlate tutti di Andrea? ecco cosa c'è, state fissati! |.
| Forse quella fissata sei tu | disse spintonandomi.
Cercai di rimanere incazzata, ma con lui è impossibile.
| Ti odio |.
| Lo farei anche io |.
Subito dopo mi prese fra le braccia e riuscì a calmarmi finalmente.
| Mettetevi insieme e fate contenti tutti |.
Mi staccai dall'abbraccio e lo guardai malissimo.
| Scherzo, vieni qua | disse riprendendomi.
Mi calmai completamente, Gabriele mi fa sempre uno strano effetto, un misto di affetto amichevole ma anche qualcos'altro, non saprei definirlo, ma è una cosa che mi piace.
Smisi di pensarci quando notai da lontano Andrea che ci guardava storto.
Storto per dire, aveva lo sguardo più bello che io abbia mai visto.
Un misto di rabbia e sensualità.
Scossi la testa e mi levai subito quel pensiero, non potevo vedere Andrea in quel modo.
| Che hai fatto? | disse Gabriele guardandomi in faccia.
Sciolsi l'abbraccio e gli diedi la schiena.
| Niente |.
Si guardò intorno per capirmi meglio, e appena puntò lo sguardo da quella parte, capì.
| Un Andrea geloso, devi esserne fiera |.
| E perchè dovrei? |.
| Non è più stato geloso da chissà quanti anni, anzi, non gli è più interessata nessuna |.
Feci spallucce, non sapevo che dire.
La cosa mi piaceva, cioè essere l'unica che piace a Andrea è una bella cosa, ma essere stressata da lui no, perchè a me non piace.

Finalmente misero della musica decente, appena inziai a sentire le prime note della canzone 'el perdon', mi alzai in piedi, e le altre appresso a me.
I ragazzi rimasero come dei mongoli seduti, apparte Gabriele, mentre noi andammo a scatenarci un po'.
Ci intrufolammo nella folla e iniziammo a muoverci.
Il mio forte è il ballo, dicono che so muovere bene il bacino e il culo, ecco perchè amo ballare latino americano.
Così, al ritornello, iniziai a muovermi meglio, ma non ci feci caso a Gabriele che si mise dietro di me.
Continuai a ballare fino alla fine della canzone, e appena finì, mi sentì il respiro di Gabriele sul collo.
Un brivido percorse tutta la mia schiena, provocandomi la pelle d'oca.
| Smettila di muoverti in questo modo, mi è difficile controllarmi |.
Le sue parole mi mobilizzarono ancora di più, e non mi resi nemmeno conto che la canzone seguente era già partita.
Finito l'happy hour, tornammo tutti a casa.
Avevo la testa vuota, l'unico pensiero che avevo, era la cosa che mi aveva detto Gabriele. 
Ero talmente tra le nuvole, che non vidi bene nemmeno la strada.
Davanti a me c'era Andrea, e dopo tutti gli altri.
Quando tentai di riprendermi, era troppo tardi, ero già cascata.
Per fortuna io non mi ero fatta molto male, apparte il gran graffio sulla coscia.
La cosa distrutta però, era la ruota della moto, si era letteralmente sgonfiata, e quindi ero rimasta lì, senza passaggio.
Cercai il telefono nella tasca, ma non c'era.
L'unico modo per chiamare qualcuno, non c'era più.
Mi alzai dall'erba, intenta a fare un autostop per chiedere un telefono, ma quando arrivai sulla strada, notai Andrea che stava tornando indietro.
Non sapevo se essere felice o no, ma appena scese dalla moto lo ringraziai.
| Ti sei fatta male? | disse osservando preoccupato la coscia.
| Non molto, ma la moto è a pezzi | non volle spostare lo sguardo da me alla moto, così cambiai discorso.
| Mi riporti a casa? |.
| Le chiavi ce le hai ancora? |.
| Cazzo | dissi agitandomi, anche le chiavi erano sparite, come il telefono.
| Ti porto da me |.
| Non ce n'è bisogno |.
| Non puoi obbiettare, quindi sali |.
| E la moto? |.
| La veniamo a prendere domani mattina, dopo che ci svegliamo |.
La frase mi fece uno strano effetto, ciò significava che avrei dormito da lui, e conoscendo la casa di Paggi, o avrei dormito per terra, o nel suo letto.
Non dissi nulla, già sapevo che sarei finita per terra, ma era sicuramente meglio che dormire insieme a lui.
Salì sulla moto, ed io dopo di lui, mi strinsi bene e partì.
Non parlammo durante il viaggio, non c'è mai stato così tanto imbarazzo, forse perchè il pensiero di passare un giorno nella stessa casa agitava entrambi.

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Capitolo 2
*** Situaciones embarazosas (Situazioni imbarazzanti). ***



Prese le chiavi dalla tasca e con un movimento rapido aprì la porta.
Ero già stata a casa di Andrea, per Melissa, ma ora la cosa è più strana del solito.
Percoremmo silenziosamente la cucina e salimmo sopra.
Aprì la porta della sua camera ed entrammo.
Non sapevo che fare, se sedermi o restare in piedi, se parlare o rimanere zitta.
La situazione era parecchio irritante.
| Dovresti farti una doccia | disse solamente.
Accosentì e lui uscì dalla stanza, chiusi la porta a chiave e mi svestì, poggiando i vestiti sul letto.
Girai la chiave senza aprire la porta, per poter fare entrare Andrea, e poi mi chiusi in bagno.
Non c'impiegai molto tempo nella doccia, non ero del tutto a mio agio essere completamente nuda nel bagno di qualcun altro.
Mi avvolsi nell'asciugamano gigante e uscì dal bagno, mi ero completamente dimenticata di portare i vestiti con me.
Quando rientrai in stanza Andrea si girò di colpo e rimase immobile, mentre io ero in imbarazzo.
Cercai con lo sguardo i vestiti e non li trovai.
| Dove sta la mia roba? | chiesi.
| Sei bellissima | rispose lui, arrossì, ma diventai subito dopo seria.
| Allora? | si riprese anche lui.
| A lavare, non potevi rimetterti quella roba, tieni queste cose | disse avvicinandosi al suo armadio e buttandomi dei pantaloncini da calcio e una maglietta.
Non obbiettai, anche se m'irritava il fatto di non avermi chiesto prima il permesso.
Così tornai in bagno e mi misi i vestiti, poi mi legai i capelli in un tuppo.
Non ero in bellissime condizioni, ma a quanto pare ad Andrea interesso anche così.

Erano 10 minuti che stavo su quel divano, c'era ancora un gran imbarazzo, o almeno per me.
Andrea si era steso sul letto di camera sua per vedere un film, e naturalmente mi aveva invitata.
Io rifiutai con una scusa banalissima, gli dissi che stava per iniziare il mio programma preferito e che l'avrei visto di sotto.
Stavo cambiando canale da troppo tempo, e il suono della tv stava iniziando a darmi alla testa.
| Amie, i ragazzi stanno tutti alla festa di Arianna, tu vuoi andarci? |.
| Non credo mi abbia invitata, non abbiamo un rapporto specifico |.
Lui annui e si fermò per le scale a guardarmi.
| Che c'è? | chiesi io.
| Ho un idea |.
Lo guardai confusa, per poi vederlo scomparire di sopra, decisi di spegnere la tv e di vedere la sua genialità.
Poco dopo riscese le scale, e continuai a non capirlo quando lo vidi scendere con una busta in mano.
Mi avvicinai al bancone anche io, e notai che dentro la busta c'erano parecchie bottiglie d'alcool.
| Tu sei pazzo |.
| E mo lo sai | rispose lui ridendo.
| Che intenzioni hai? |.
| Facciamo un after alternativo, invece di fumare oggi beviamo |.
L'idea non mi dispiaceva affatto, però decisi di non esagerare, non si sa mai cosa posso dire o fare da ubriaca, mi conosco abbastanza.
| Andiamo al parco? |.
| No, rimaniamo qua, il fumo lo reggo ma l'alcool no, non potrò salvarti la vita questa volta |.
Feci una smorfia ma decisi di non rispondere, ormai non ne vale più la pena.
Prese i bicchierini e ci versammo dentro la vodka alla pesca.
Bevetti tutto a fondino, poi un altro, e un altro ancora.
L'effetto non lo sentivo ancora e quindi continuai.
Ad Andrea girava già un po' la testa, ma continuò anche lui.
Quando la vista iniziò ad annebbiarsi, capì che ero partita anche io.
Adoro sentirmi leggera dopo aver bevuto tanto, adoro persino quando la testa inizia a girarmi troppo, è come volare senza pensieri.
Quando ero piccola ero contro l'alcool, non mi andava giù il fatto di non avere il controllo del mio corpo, ma col tempo, conoscendo 'brutta gente' come li chiamavano alcuni, cambiai del tutto idea.
Stavamo ancora in cucina e decisi di provare a raggiungere il salotto, dato che la cucina da ubriachi è parecchio pericolosa.
Così Andrea si appese al mio braccio e dovetti trascinarlo, anche se non stavo meglio di lui.
Giungemmo in salotto, e quando stavo per buttarmi sul divano, Andrea mi cascò addosso.
Ero allungata sul divano con tutto il corpo di Andrea addosso, e lui mi stava a pochi centimetri dal viso.
Sentivo il suo respiro e l'esagerato odore dell'alcool, ma in quel momento non mi dava fastidio nemmeno averlo addosso.
| Non provare a baciarmi | le parole mi uscirono da sole.
| Lo sai che non lo farò | cercò di pronunciare lui.
| Sei ubriaco, potresti fare di tutto |.
| Te l'ho detto, voglio baciarti quando capirai tutto |.
| Non baciarmi nemmeno allora |.
| Lo farò |.
Si alzò di scatto tentando di non cadere, lasciandomi lì, come sempre.
Ogni volta che cacciavamo questo discorso, era sua abitudine andarsene.
Non che la cosa mi desse fastidio, anzi, ma preferisco chiudere il discorso.

Lasciammo le bottiglie di vodka e birra in salotto, e tentammo di salire di sopra.
Erano le 3 e mezza ed eravamo completamente distrutti.
Aprì la porta della sua camera e lo vidi buttarsi sul letto, in quel momento mi fermai e cercai con lo sguardo un posto dove dormire.
Presi cuscino e coperta dall'armadio aperto, e li buttai a terra.
| Che stai facendo? |.
| Dormo |.
| Per terra? |.
| Dove dovrei dormire scusa? |.
| Con me |.
| Buonanotte |.
| Non ti lascerò dormire per terra, non ti tocco nemmeno con un dito, ma vieni qua |.
Sbuffai, non mi andava il fatto di dormire con lui, ma nemmeno di spaccarmi la schiena sul pavimento.
Così, presi tutto e mi posizionai vicino al muro.
Tentai di farmi più piccola possibile, non volevo toccare nessuna parte del suo corpo, e quando pensai di esserci riuscita mi sentì abbracciare da dietro.
Rimasi immobile, non ebbi il coraggio nemmeno di scansare la sua presa.
| Buonanotte | disse lui.
| Notte |.


SPAZIO AUTRICE :
Mi scuso per il piccolo contenuto, ma ho fatto troppe cose in questi giorni e volevo finire questo capitolo, dato che ho altre idee per l'altro.
Spero vi piaccia ugualmente e mi scuso anche per gli errori grammaticali.
Volevo chiedervi un favore, mi piacerebbe ricevere qualche recensione per capire se la storia vi piace oppure no, è la prima storia che scrivo e so che non è un gran che, ma m'impegnerò molto, un bacio, Vic.

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