Ti cercherò per sempre Bella

di Sab22
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Lista capitoli:
Capitolo 1: *** Perché mai devo aiutarti? ***
Capitolo 2: *** Decisione presa ***



Capitolo 1
*** Perché mai devo aiutarti? ***


        

Salve a tutti, ho deciso di riprendere questa mia vecchia storia di Twilight, migliorandola e arricchendola con dettagli e nuove scene, spero vi piaccia il primo capitolo e spero la seguiate e che recensite. :)

 

 

 

  CAPITOLO 1

● Perché mai devo aiutarti? 

 

Era una sera fredda d'inverno,  piovigginava sugli alberi e sui vetri delle  finestre di casa mia dove ero rimasta sola per il resto delle sei ore.  

Ho 16 anni e so badare a me stessa, mia madre era andata a fare un lavoro in città e noi abitavamo in campagna. 

Mio padre era al lavoro e non avevo sorelle.   

Ero completamente sola in casa.   

 Non è la prima e sicuramente neanche l’ultima volta che ci restavo ma in inverno era tutt'altra cosa.   

Si era fatto buio, ed ero vicino alla mia finestra a guardare il tramonto ormai quasi finito, delle gocce di pioggia cadevano nel vetro e la malinconia di restare a casa il sabato sera era alta, aveva smesso di piovere...

Mia madre doveva venire fra tre ore,  erano le 20:12 in quel momento. Quindi decisi di vedermi qualche film.   Salii in cantina sopra il soffitto e cercai nei vecchi scatoloni qualche dvd carino. 

Ma  avevo solo della roba vecchia e mal funzionante .   Non ce ne sarebbero state nuove finché non avrei risistemato tutto. I dvd erano completamente tutti visti.

 La Luna fece la sua comparsa in cielo, era evidente che si trattava di plenilunio,  dei lupi ululavano ad essa, la osservavo dalla piccola finestra.

 

La mia malinconia era passata un po’, lasciando il desiderio di andarmene fuori e volare.    

Ma ritornai nella realtà e cercai altro ma un rumore al di sotto mi fece incuriosire. 

‘’Cosa poteva essere?  Mi domandai intimorita’’ 

‘’Chi c'è?!  Dissi alzando il tono della voce per farla sentire,

ma nessuno rispose. 

Mi armai di coraggio e scesi al piano terra per vedere cosa fosse.  

 Era tutto tranquillo ma evidentemente c'era qualcosa di strano. 

Mentre camminavo lentamente e attentamente vidi un'ombra passare velocemente dal corridoio.

Fantasma?  No  almeno non credevo.  

Mi stava per venire un infarto finché il telefono di casa squillò

mi avvicinai spaventata  e alzai la cornetta.  

‘’ Pronto?’’    

Del vento si udiva ma nient’ altro.

Abbassai la cornetta e del vento freddo mi corse lungo le spalle facendomi rabbrividire.

Era del vento ghiacciato.   

Mi girai lentamente e a quel punto vidi una sagoma di una persona, di un ragazzo.  

 

Stavo per svenire ma ebbi il tempo di fissare quel ragazzo che era alto con una giacca grigia, capelli strani tutti disordinati e degli occhi dorati.

Mi mancava il respiro più che altro perché in casa mia non c'erano delle entità che si sarebbero fatte vedere ne tanto meno sentire.  Ma era veramente un fantasma?  

I miei occhi sgranati dalla paura iniziarono a bruciarmi,  il ragazzo mi fissava come se volesse ipnotizzarmi.

 

 Non riuscivo a muovere un arto, ero completamente sotto trance dalla paura. 

No che mi faceva lui paura ma il fatto che c'era qualcuno in casa di anomalo.

Non riuscivo a gridare e mi mancava l'aria, presto sarei svenuta.

Ma il tizio che mi fissava indietreggiò e sospirò.

‘’Non hai nulla da temere, posso parlarti un momento?’’  Mi chiese tranquillo  il ragazzo dagli occhi dorati, guardandomi con aria incomprensibile.

Non dissi una parola ero in preda dal panico, cosa diavolo era? Un Fantasma? Un ladro? Un assassino? O peggio era solo un illusione ed ero diventata pazza?  

Nulla di queste cose.   Solo un vampiro.   Un vampiro moderno, no come quelli che vengono di notte nel letto e ti mordono.

‘’Allora vuoi parlare o non.. Non riesci a farlo?’’ Disse spostando lo sguardo verso il pavimento’’

‘’ Ah,  beh... Chi sei?’’  Chiesi con voce tremante, ero molto agitata.

‘’ Mi presento mi chiamo Edward Cullen , so che non dovrei essere qui ma sono venuto da te perché tu puoi aiutarmi, o almeno potresti’’ Rispose serio.

‘’Ascoltami.’’ Riprese sospirando. ‘’ So che ti sembrerà strano che io sia apparso dal nulla ma per favore ascoltami.’’  Disse preoccupato.

‘’Cosa vuoi da me?’’ Chiesi perplessa.

‘’Beh.. È una lunga storia...’’ Rispose il vampiro.

‘’Chi sei? Sono disponibile a sentirla’’

‘’Non agitarti, per favore calmati.’’  Disse Edward con sarcasmo.

Avvicinandosi lentamente a me mi rispose magicamente a quello che mi ponevo senza averglielo chiesto.

‘’ Non voglio ucciderti. Posso parlarti? Seriamente posso? Mi disse sorridendo.

Mi voltai verso lui e gli risposi.

‘’ Bene, vieni’’  Dissi facendo segno di seguirmi.

 

Ci sedemmo sulle sedie del tavolo del salone che grande di legno laccato beige.  

Il salone era parecchio largo, arredato con mobili di legno marrone scuro lucido, a mia madre piaceva, a mio padre un po’ e a me non proprio.

Edward si sedette e sorrise.    

‘’Per prima cosa come ti chiami?’’ Mi domandò.

‘’Cosa ti importa? Io non so nemmeno come sei entrato dentro casa mia!’’

‘’Non voglio raccontarti tutto in fretta.. Prima presentiamoci e poi ti dirò tutto ciò che c’è da sapere’’

Ero confusa non sapevo perché ancora non avevo chiamato la polizia, feci solamente ciò che mi disse l'istinto.  

‘’Keyda..   Mi chiamo Keyda.    Dissi con tono più calmo abbassando lo sguardo.

‘’Quanti anni hai?   Mi chiese il ragazzo che era confuso mentre si toccavai capelli.

‘’E’ un interrogatorio? 

‘’No. Voglio solo accertarmi che sei la persona giusta, di cui io posso fidarmi.’’ Mi rispose sorridendomi. 

‘’Ah.. Ho 16anni quasi 17.  E tu invece?’’ Chiesi perplessa...

‘’17. In realtà no. Ma lasciamo perdere, puoi mantenere un segreto molto importante per qualcuno?’’

‘’Dipende chi è questo qualcuno.’’ 

‘’Lo faresti? Per me?’’ Mi disse quasi supplicandomi, aveva l’aria di un depresso, ma forse era solo un sogno... 

Ci furono 10 secondi di silenzio nella stanza.  

L'atmosfera era irrespirabile.  Cosa voleva veramente da me?

‘’Di di che segreto si tratta?’’ Dissi guardandolo negli occhi determinata a mantenerlo.

Edward buffò e sorrise.  ’’Ecco... Io non so come dirtelo... Ma se ti dicessi che tu non sei un'umana come la prenderesti?’’

Lo guardai strana e attentamente negli occhi, che intendeva dire con non sei umana? 

‘’ Non, non  fissarmi in quella maniera’’ Disse spaventato e si  alzò dalla sedia appoggiando le mani con il peso delle braccia sul tavolo inclinandosi le spalle.

‘’Scusa,, ma cosa intendi con non umana?’’. 

La mia voce era accesa ma tremolante.  Avevo paura.

Edward non tardò nel rispondermi...

 

‘’Sapevo che non avrei avuto altra scelta’’ Disse il vampiro.

‘’Adesso parla perché non sto più a sentirti.’’ Risposi con un tono aggressivo, non ne stavo capendo più nulla di quel momento, e la cosa mi irritava.

Ero molto agitata, le luci del corridoio lampeggiavano insistentemente.

Edward alzò lo sguardo verso di me. 

 

‘’Tu sei.. Sei come me.’’ Disse infine.  

‘’Come te?’’ Dissi con sguardo incomprensibile 

‘’Esatto’’ Rispose Edward sedendosi. 

‘’ E cosa sei?  Cosa siamo?’’ Domandai sarcastica, non avrei creduto a nulla, a momenti avrei chiamato la polizia...

‘’Prometti di mantenere il segreto e aiutarmi.’’ 

‘’ Sì, so mantenere i segreti, a meno che non è una cosa grave che riguarda qualcuno’’ 

Edward confuso si guardò in torno alla stanza.  

‘’C'è qualcuno oltre a te in casa?’’

A quella domanda mi intimorì ancora più, se era un assassino?...

‘’Se ci fosse stato qualcun'altro oltre a te e a me, avrei subito urlato quel nome!’’ 

‘’Ho capito.. Io sono un vampiro.’’ Affermò tranquillamente.

‘’Un vampiro? E io lo sarei anche?’’ Risposi quasi credendoci.

Mi venne una risata un po’ sarcastica  ma quando vidi Edward  serio smisi di ridere.  

‘’Oh, se non vai via io chiamo la polizia, halloween è finito da un pezzo!’’ Dissi.

‘’Ascoltami è impossibile credermi e questo lo capisco, ma devi fare uno sforzo per credermi.’’ Mi implorò lui. 

‘’No.. Io ho...’’

‘’Paura?’’  Affermò Edward fissandomi.

‘’Come l’ hai capito?’’ Chiesi stupita.   

‘’Leggo nella mente, questo ti può essere una prova?’’

‘’Ah.. Cosa sto pensando? Adesso?’’ Chiesi, mi piaceva quel gioco...

Edward chiuse gli occhi e poi dopo un’istante li riaprì.

‘’Stai pensando il numero 88.’’ Affermò fiducioso in se stesso.

‘’Ah.. Ok, ok, ma non basta!  Puoi essere frutto della mia mente, posso essere in un sogno!’’ Mi dissi a me me stessa più che a lui...

‘’No, non lo è, devi fidarti, forse sei una vampira che ha scordato le sue origini, forse non hai sete di sangue’’ Disse alzando la voce Edward.

‘’Racconta tutto, come devo aiutarti?’’ mi decisi, lo avrei aiutato...

Sospirai lentamente, cercando di alleviare la paura.  

 

‘’Nel 1918 Carlile Cullen mi trasformò in un vampiro, perché ero al punto di morte,

Ma andiamo al dunque..

Dopo anni e anni incontrai in un liceo a Forks una ragazza di nome Isabella Swan, per l’esattezza Bella, mi innamorai dopo vari giorni.  Lei è un' umana e venne a sapere del mio segreto.  

 Al suo compleanno la invitammo a casa da noi nella mia famiglia,

noi sappiamo controllare la sete di sangue ma Jasper nostro fratello, non sapeva controllarla bene allora e ad un tratto Bella si tagliò  con un regalo che aveva in mano, facendo uscire del sangue, Jasper si partì per morderla ma  io lo respinsi via creando una situazione generica.

Da li capii che eravamo un pericolo per lei. Decisi di farle vivere una vita da umana, una vita degna, una vita vera...

E partimmo via lasciandola a Forks. 

Ora vorrei che tu mi aiutassi a cercarla, lei non c'è più a Forks.  

Alice mi ha detto come andava a finire, perché vede il futuro, ma è cambiato tutto il destino che aveva previsto, adesso voglio soltanto cercarla, perché non posso più vivere senza di lei...’’

Raccontò tutto Edward.

‘’E cosa dovrei fare?’’ Chiesi pronta ad aiutarlo.

 

‘’ Dovresti venire con me a cercarla in tutti i posti possibili, Alice mi  ha detto che tu puoi sentire l'aura delle persone, perciò potresti aiutarmi’’ Disse Edward preoccupato.

‘’Cosa?’’ Chiesi spiegazioni, ma le volevo davvero e subito...

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Capitolo 2
*** Decisione presa ***


CAPITOLO 2 :  Decisione presa.

 

‘’Se non mi aiuti non vuoi aiutare un tuo simile, a te la scelta.’’ Disse Edward.

‘’Io non è che non voglio.. Ma non posso credere a questa storia, e poi questo Forks dov'è?’’ Dissi alzandomi dalla sedia.

‘’ Allora ho sbagliato, mi arrangerò da solo.’’ Disse Edward alzandosi anch’esso deciso, facendo tre passi verso il corridoio.

‘’ Va bene! Ti aiuterò.’’ Dissi squillante.    

Edward si girò verso di me con un sorriso.  

‘’Grazie.’’  Puoi assentarti di casa per un po’?’’ Mi chiese.

‘’Sì, però ho intenzione di ritornarci.’’ Dissi sorridendo.

 Edward indicò a est. 

‘’E’ di lì che dovremmo partire, per salire il continente, tu riesci a sentirla?’’ Mi domandò seriamente.

‘’Scusami, se non lo mai conosciuta, come faccio a sapere chi è? Non socome percepirla, non so come usare questo potere che hai detto che possiedo’’ Mi giustificai.

‘’Hai ragione scusa, a casa mia avrò qualche foto, da lì puoi esercitarti, Alice mi ha detto che da una foto l'aura si vede e si percepisce.’’Disse Edward andando verso il corridoio.

‘’Io non ho mai provato da una foto, e nemmeno da una persona. Quando c'era qualcuno vicino a me io sentivo la sua presenza, le sento le presenze sento quella di mia madre che è parecchio lontana, ma non sapevo che ho questa capacità.’’ Dissi alzandomi.

‘’Puoi provarci almeno.’’ Mi incoraggiò il vampiro.

‘’Sì, certo. Aspetta un'attimo, devo lasciare un'avviso ai miei.’’ Dissi frettolosa.

‘’Ti aspetto fuori.’’

 

Edward uscì di casa mentre io cercai nelle vetrine dei mobili un pezzo di carta e una penna.

 Aprì velocemente due, tre, vetrine ma nulla.

Finalmente trovai in cucina quello che mi serviva.

Gli scrissi che dovevo andare via per un po’ di tempo da una mia amica lontana, e che sarei tornata dopo un po’.  E ovviamente di non preoccuparsi.

Chiudendo la porta della cucina, me ne uscii fuori, lasciando  il foglio appeso al frigorifero.

   Uscita fuori di casa  cercai con lo sguardo dove fosse Edward.

Se ne stava  difronte a me vicino ad un auto scura, stava sotto la pioggia, che ormai non era più pioggerella.

‘’Ti vedo coperta pesante.’’ Disse Edward aprendomi lo sportello della sua macchina.

‘’Il freddo lo sento’’ Dissi sorridendo mentre entravo velocemente nell’ auto.

Edward si mise al volante e partimmo verso casa sua.

 Eravamo a Manhattan in una zona piuttosto fredda.

‘’Il freddo lo senti?’’ Mi chiese ad un tratto. 

‘’Oh si, perché tu no?’’ Dissi curiosa. 

‘’No, noi vampiri il freddo non lo sentiamo, ti sarai abituata agli umani e per questo che lo senti.’’  Disse Edward mentre guidava velocemente.

‘’Si.. Può darsi.  Ma dove abiti?’’ Chiesi guardando il finestrino.

‘’Non lontano da qui, ci arriveremmo prima se andassi più veloce.’’ 

‘’Iil limite della strada è 60. È una zona...’’

‘’Abitata?’’  Rispose Edward non lasciandomi finire la frase.

‘’Sì’’ 

‘’Io non vedo nulla, solo una strada interna e degli alberi, a parte delle case là in fondo.’’

‘’Si.. Ma pensa se un'animale ti taglia la strada.

‘’Non succederà.  Ma se vuoi che rallenti...’’

‘’No, a me non fa nulla.  Risposi guardando alla mia destra. 

Mentre qualcosa mi saltò all’occhio...

 

Un lupo alto quasi un metro che correva  affianco alla nostra auto, sparì poco dopo nel buio.

‘’Che cosa hai visto?’’ Mi chiese Edward nel vedermi spaventata.

‘’Ho allucinazioni,ho visto un lupo...’’ Risposi.

‘’Un lupo? Non è possibile che siano ancora qui.’’

 Disse Edward fissando la strada. 

‘’Chi? Conosci quel lupo?’’ Chiesi fissandolo.

Edward prese nella direzione  ovest della strada per evitare qualcosa.

‘’E’ una lunga storia, ma non importante per ora, ti spiegherò più tardi.’’ 

 

La strada era coperta di terreno tipo sabbia che si era formato in fango, e ciò ci rallentò.

Alcune nuvole ricoprirono la Luna creandovi un'alone arancione attorno.   

Stava finendo di piovere, ma la temperatura non cambiò. 

‘’Non so se questa zona è abitata da loro, ma stiamo arrivando.’’ 

‘’Da loro chi? Perché non vuoi dirmelo? Dissi con un po’ di arroganza.’’ La curiosità a volte era un mio difetto... 

‘’I lupi, sono nostri nemici.’’  

Non capivo bene cosa stesse dicendo, mi domandai fra me e me se non fosse stato un sogno, sarei stata una pazza a seguirlo.

Arrivammo in una casa su una collina ed Edward mi fece entrare per farmi vedere la foto della sua amata Bella.

Salimmo sulle scale di legno ed Edward andò a prendere la fotografia.

‘’Non c'è nessuno qui?’’ Chiesi intimorita.

‘’No, tutti sono andati a cacciare, torneranno fra un paio di ore.

 ‘’Questa è la foto, per favore concentrati bene.’’ Disse Edward consegnandomi  la foto.  

Fissai la foto attentamente e il volto mi venne familiare.  

‘’C'è qualcosa che non mi torna, credo di averla già vista.’’

‘’Davvero? Forse eravate a scuola insieme?’’ 

‘’Non ricordo, comunque riesco a percepire l'aura molto chiara, ma non la sento nei dintorni.’’

‘’Dovremmo spostarci? ’’

‘’Forse, forse dovremmo andare a Forks o come hai detto prima, e cercare la casa in cui abitava. Hai pensato di chiedere dove se ne fosse andata quando traslocò?’’  Dissi entusiasta.  ’’ Abbiamo già chiesto, ma nessuno lo sa, e se poi chiediamo troppo la polizia crederebbe che c'è qualcosa che non va, poi il padre di Bella è un poliziotto.’’ 

Edward sospirò a lungo, e si affacciò alla finestra.

‘’Spero che stia bene’’ Disse il ragazzo pensando i vecchi tempi.

‘’Non pensare il peggio, la troveremo fidati. Io farò del mio meglio.’’  

‘’Ti ringrazio, ma credi sia la cosa più giusta? Dico di andarla a cercare, se lei ormai è felice?’’ Mi domandò girandosi verso me.

‘’Non lo so, fai ciò che ti dice il tuo cuore.’’

Il vampiro sorrise e decise definitivamente che fare.

‘’Bene...  Andremo a Forks!’’

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