Dulce est litigare cum te

di fefi97
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Lista capitoli:
Capitolo 1: *** Dulce est litigare cum te ***
Capitolo 2: *** Ti presento i miei ***



Capitolo 1
*** Dulce est litigare cum te ***


 

Dulce est litigare cum te

 


-James, no. -
-Oh, andiamo Al! -
-E' troppo arrabbiato con te e io invece sono troppo affezionato alla mia vita. No. -
-E dai Al! Te lo chiedo appunto perché é arrabbiato! Non mi parla da tre giorni. E' quasi un secolo! Mi devi aiutare! -
- Ho detto no.- Albus cercò di mettere su una faccia autoritaria e intransigente, ma dal fatto che il fratello maggiore si stesse mordendo le labbra per non ridergli in faccia, capì di aver ereditato la stessa capacità di incutere terrore del padre.
E cioè nulla, a meno che non ci fosse un potente e terribile mago oscuro da sconfiggere, ovviamente.
-Senti sono stanco del fatto che mi metti in mezzo ogni dannata volta che lo fai incazzare! Perché non coinvolgi Lily, ogni tanto? - provò comunque Al esasperato, accelerando leggermente nella vana speranza di seminare il fratello presso il lago nero.
Non sarebbe stato neanche male se la piovra se lo fosse mangiato, in realtà...
-Perché Lily non é nella sua stessa casa né divide con lui il dormitorio, tanto per cominciare. - rispose James standogli dietro senza nessuno sforzo - E poi sei il suo migliore amico! - e calcò l'espressione finale con una certa enfasi.
Albus gli scoccò un'occhiata di sufficienza.
-Esatto, sono il suo migliore amico e preferirei rimanerlo, Jamie, cosa che potrebbe essere difficile se mi affattura perché ti ho aiutato. -
-Albus! - James lo fermò per un braccio e puntò gli occhi nocciola in quelli verdi del fratello e Al sbuffò perché, sia il raro uso del suo vero nome sia il suo sguardo alla aiutami- e-basta-o-tiro-fuori-la-bacchetta, gli facevano capire che il fratello aveva vinto, ancora una volta.
-E va bene! Ma poi se finisce come l'ultima volta non aspettarti che ti dia una mano! Questa volta lascio volentieri il compito a Lily di tenerti la bacinella aspettando che smetti di vomitare lumache! - cedette, non rinunciando a guardarlo male, strappando il braccio magro dalla sua presa.
James gli rivolse un sorriso enorme, scompigliando con affetto i capelli già incasinatissimi di Al.
-Bravo piccoletto. -
Albus assottigliò gli occhi.
Quando si trattava del fratello minore, James tendeva sempre a sottovalutare il suo essere un serpeverde, un po' perché nessuno avrebbe scommesso uno zellino sul fatto che quel ragazzino magro e dall'aria dolce appartenesse a quella casa, un po' perché, dai insomma, era solo Albie, il suo fratellino studioso e imbranato.
Se ne pentiva sempre in momenti come quelli, quando Albus gli faceva fare un bel volo di tre metri  per il cortile con un perfetto incantesimo non verbale.

 


James non riusciva a concepire come si potesse sul serio passare nove mesi della propria esistenza nei sotterranei.
Insomma, faceva sempre freddo e l'ambiente era a dire poco inquietante - non che lui avesse paura, ovviamente.
Non capiva perché la casa di serpeverde dovesse avere un luogo così lugubre come sala comune. Personalmente, non avrebbe mai scambiato le soffici poltrone e il calore della torre di Grifondoro per quella mefitica luce verde neanche per tutto l'oro della Gringott.
Albus gli camminava davanti, ma a un certo punto si voltò per scoccargli un'occhiataccia e James dovette trattenere una risatina dato che lo aveva mancato di qualche centimetro.
-Almeno ci sei? Guarda che non torno indietro a recuperarti. - gli sibilò Al a denti stretti, per non farsi sentire dai compagni di casa che si stavano avviando alla loro sala comune.
In effetti poteva essere sconveniente farsi vedere mentre si parlava a un apparente nulla.
James alzò gli occhi al cielo, tirandosi meglio il mantello dell'invisibilità sopra la testa.
Ci mancava solo che seminasse il panico tra le serpi e poi lui lo avrebbe ucciso, altro che perdonarlo.
-Sono dietro di te, Al. - bisbigliò, allungando una mano per tirargli non visto un leggero pizzicotto sul fianco.
Al sobbalzò senza apparente motivo attirando alcune occhiate curiose e James si morse il labbro per non ridere.
Al rivolse un sorriso imbarazzato a un ragazzo più grande che lo guardava un po' sospettoso, poi lanciò un occhiata assassina a qualche centimetro di distanza da James.
-Questa é davvero l'ultima volta che ti do una mano Jamie. - sibilò. Inarcò le sopracciglia - Non capisco cosa ci trovi in te, sai? - lo provocò.
James perse il sorriso e digrignò i denti, ma tanto il fratello minore non poteva captare lo sguardo inceneritore che gli stava rivolgendo.
Anche se poteva benissimo immaginarlo.
Al  rivolse un sorriso soddisfatto e sornione al vuoto accanto a lui, poi gli voltò le spalle.
James guardò per un po' male la sua nuca e poi sbuffò.
Che serpe!

 

-Distillato della morte vivente. - disse Albus al muro di pietra, che immediatamente si mosse rivelando la sala comune dei serpeverde.
La faccia schifata di James sotto il mantello era comica.
-Sul serio? Avete come parola d'ordine distillato della morte vivente? Merlino, voi mi fate paura. - bisbigliò, affrettandosi a seguire Albus dentro prima che il passaggio si chiudesse. Si guardò rapidamente intorno, rimanendo incredibilmente deluso.
Di lui nessuna traccia.
-James,tu non sei qui. Piantala di parlare.- gli sibilò contro Al, al limite della sopportazione.
-Potter non stai parlando da solo, vero? -  gli giunse da un divanetto la voce ridacchiante di Irina Flint, che occupava tra le ragazze serpeverde lo stesso ruolo che un tempo era stato di Pansy Parkinson, con la sola eccezione che era più bella e meno crudele.
Albus diventò rosso come i capelli dello zio Ron e James alzò gli occhi al cielo.
-Oh...ehm... no... cioè... -
Irina  emise una risata cristallina, poi si voltò con un fruscio di capelli biondi e prese a parlare con una compagna di casa, senza più badare ad Albus.
Al rimase a fissarla imbambolato per un po', fino a quando James, spazientito, non gli diede un  lieve calcio sullo stinco.
Okay, forse non propriamente lieve.
-Ahia! - urlò Albus, facendo girare praticamente tutta la sala comune, che si chiedeva come cavolo Albus avesse potuto dire "ahia" se era immobile e nessuno era nelle sue strette vicinanze.
Irina scoppiò di nuovo a ridere e James si sentì un po' in colpa nel constatare che ormai Al aveva un preoccupante colorito prugna.
Al stiracchiò un sorriso che sembrava più una colica, poi si diresse rigidamente verso il proprio dormitorio.
James si affrettò a seguirlo.
Non appena si trovarono da soli in corridoio, Al provò a tirargli un calcio, ma dato che, beh, era invisibile, finì per mancarlo e calciare il muro, lanciando un grido di dolore.
-Albie! - esclamò sottovoce James, combattuto tra lo scoppiare a ridere e il sentirsi dispiaciuto.
-Albus, tutto apposto? - gli gridò qualcuno dalla sala comune, che probabilmente si stava chiedendo se non fosse improvvisamente impazzito.
-Si! Tutto okay! - gridò Albus, imbarazzato.
Poi lanciò un'occhiata nel punto in cui presumeva si trovasse James, rivolgendo uno sguardo davvero truce all'armatura accanto al fratello.
-Questa é l' ultima volta, Jamie! -

 


James non era una persona sdolcinata, non lo era nessuno in famiglia.
Persino sua madre e Lily avevano tempra da vendere, anche se erano certamente più emotivamente recettive di lui e suo padre, che erano sempre lenti quando si trattava di sentimenti.
Albus per essere un serpeverde era sicuramente il più sensibile tra i maschi, ma era talmente imbranato che non faceva testo.
James non era una persona sdolcinata, ma ci arrivava pure lui a capire cosa volesse dire sorridere come un idiota e sentire una patetica sensazione di battito cardiaco accelerato non appena vedeva  Scorpius Malfoy.
E faceva di tutto per non essere così patetico, sul serio, ma non poteva farci niente.
Scorpius uguale sorriso da idiota e tachicardia: equazione semplice e infallibile.
Lui e Albus erano entrati nel dormitorio e lo avevano trovato deserto apparte Scorpius, come Al aveva previsto.
Al aveva avuto ragione: se James voleva avere delle buone probabilità di beccare Scorpius da solo e di farsi ascoltare, l'unica possibilità era fargli un'imboscata dopo cena mentre studiava nella sua stanza, dando per scontato che tutte le altre persone normali sarebbero state in sala comune a rilassarsi.
Se vuoi incastrare un Malfoy, beccalo nel suo habitat naturale, insomma.
Scorpius era seduto alla scrivania di fronte alla finestra e gli dava le spalle, ma si voltò con un vago cipiglio polemico quando sentì la porta chiudersi alle spalle di Albus - in realtà di James.
Non appena incrociò il suo sguardo, James sentì il cuore accelerare fastidiosamente, come al solito.
Deve pur esserci una soluzione per questa cosa, cazzo.
-Ehi Sy. Che fai? - esordì Albus, naturale quanto mamma quando c'era Fleur a pranzo e doveva fingere di sopportarla.
James voleva schiaffarsi una mano in faccia.
Un sopracciglio chiaro di Scorpius schizzò in alto e James si trovò a maledirlo perché, cazzo, non poteva fare quelle facce arrapanti quando lui doveva in teoria non esserci!
-Sto studiando, cosa facilmente deducibile e che avresti dovuto fare anche tu, secondo quanto mi avevi detto stamattina. - rispose Scorpius con voce un po' strascicata, ma tutto sommato amichevole.
Cioè, a James e Al suonava amichevole perché ormai erano abituati a guardare oltre la facciata algida di Scorpius, chiunque altro avrebbe detto che li odiava, profondamente.
-Oh si, giusto. - Al si morse un labbro e James lo fissò esasperato, desiderando ardentemente poter parlare.
Si poteva essere dei piccoli geni e dei completi disastri sociali allo stesso tempo?!
-In realtà... ecco devo andare! - disse velocemente Al, chiaramente nervoso.
Scorpius lo fissò, sorpreso e un po' sarcastico.
-Al sei appena entrato. Si può sapere che hai? Irina ti ha di nuovo rivolto parola? -
Al lo guardò male, mentre l'altro ridacchiava tra sé creando qualche problema a James.
Avanti stupido cuore, piantala. Sta solo ridendo, non c'è bisogno di essere così su di giri.
-No, spiritosone. E' solo che... - Al sospirò e chiuse un attimo gli occhi, come a invocare coraggio -Devo andare. E tu devi rimanere qui.-
 Scorpius lo guardò un po' perplesso poi,improvvisamente, si irrigidì. Si alzò in piedi e, con estrema inquietudine di James, guardò nell'esatto punto in cui si trovava, celato dal mantello dell'invisibilità.
James imprecò mentalmente.
Come diavolo aveva fatto a captare la sua presenza?!
Scorpius riportò gli occhi su Al, pericolosamente assottigliati.
-Al, no.-
Albus gemette, esasperato.
-Scorpius ti prego. Tra tutti e due mi state facendo uscire scemo! -
-Non mi interessa, se ne deve andare! E la prossima volta che vuole passare inosservato digli di non fare il bagno nel suo nauseabondo e inconfondibile profumo babbano! Idiota! - ribatté Scorpius, acido, lanciando occhiate di fuoco a James.
James, nonostante tutto, si ritrovò a gongolare un po'.
A Scorpius era bastato il suo profumo per riconoscerlo e lui aveva abbastanza ego per tralasciare gli insulti e crogiolarsi in quel dettaglio.
Al alzò gli occhi al cielo e sollevò le mani.
-Senti, i patti erano che dovevo solo aiutarlo a vederti da solo. L'ho fatto, quindi d'ora in poi vedetevela voi! - sbottò esasperato e prima che l'amico potesse replicare, lasciò la stanza, brontolando qualcosa come "idioti" e "ogni volta la stessa storia".
Scorpius e James rimasero soli, il primo nervoso e in tensione, il secondo immobile e silenzioso, in attesa di una mossa dell'altro.
Dopo qualche minuto in cui Scorpius aveva guardato esattamente nel punto in cui James era nascosto dal mantello ( ma come diavolo faceva?!), il ragazzo sbuffò, roteando gli occhi grigi.
-James ormai l'ho capito che sei sotto la tua stupida tovaglia magica. Vieni fuori.-  ordinò perentorio, le braccia incrociate al petto.
James dovette trattenere una risatina, chiedendosi se fosse normale trovarlo adorabile anche quando era insopportabile.
Probabilmente no, ma tanto lo sapeva che sul fronte Scorpius ormai era totalmente e irreversibilmente fregato.
Insomma, non poteva innamorarsi di una ragazza della sua età, magari della sua casa e che, sempre magari, non era figlia dell'acerrimo nemico di tutta una generazione Potter - Weasley?
No, lui doveva innamorarsi di Scorpius Malfoy, ovvio, serpeverde più piccolo di un anno e figlio di Draco Malfoy.
A volte odiava avere il DNA predisposto per cacciarsi nei casini.
In ogni caso rimase in silenzio e fermo, aspettando che fosse Scorpius ad avvicinarsi.
Il ragazzo pareva perplesso e James poteva capirlo.
Di solito non lasciava passare neanche un secondo senza riempire l'aria di parole mentre adesso se ne stava silenzioso, nonostante avesse di fatto la possibilità di parlargli dopo giorni.
-Jamie, a che gioco stai giocando? - sbottò Scorpius, tra lo spazientito e l'innervosito, facendo qualche passo nella sua direzione, una mano tesa per sfilargli via il mantello.
James aspettò con un sorriso che si avvicinasse e quando vide Scorpius a pochi centimetri da lui si spostò di poco, facendolo sbilanciare in avanti.
Prima che potesse perdere l'equilibrio, James lo afferrò al volo con una risata a dir poco irritante, stringendolo poi possessivo per la vita, mentre Scorpius gli posava le mani sulle spalle, solo per non cadere, ovviamente.
Scorpius lo guardò malissimo, prima di sfilargli il mantello dalla testa con un gesto brusco e stizzito.
Roteò gli occhi quando si trovò davanti il sorriso sfacciato e allegro di quell'idiota di Potter.
Forse era meglio se restava invisibile, almeno era meno irritante.
-Quanti anni hai, sei? - lo apostrofò tagliente, senza però cercare di divincolarsi dalla sua presa. E non c'entrava niente il fatto che stare tra le braccia forti e calde di James fosse piacevole, voleva solo conservare energie preziose, ecco.
James mise su un broncio che diceva chiaramente che non era mai maturato molto.
-Non sono io quello che ti evita da tre giorni! -
Scorpius inarcò le sopracciglia chiare.
-Non sono io quello che si é comportato da idiota.- replicò, atono.
James si incupì.
-Se lo é meritato. - decretò, deciso.
Scorpius gli gettò uno sguardo sprezzante.
-E' per questo tuo comportamento da bimbetto testardo che non ti parlo da tre giorni, per la cronaca. - lo informò, gelido.
James continuò a guardarlo negli occhi, cocciuto e irremovibile e Scorpius sospirò, affranto.
-Lo sai che odio quando ti comporti come un babbuino incivile come l'altro giorno alla partita. - disse lentamente, scandendo quasi le parole.
James gli lasciò di scatto i fianchi e indietreggiò di qualche passo, cominciando ad arrabbiarsi.
La cosa che odiava dei litigi con Scorpius, era che il signorino manteneva la sua distaccata e insopportabile compostezza purosangue anche quando si scannavano, tanto che se fosse dipeso da lui dall'esterno non si sarebbe detto che stessero discutendo, mentre James finiva per farsi sempre del gran nervoso, perché lui era una persona normale, grazie tante, e quando litigava lo faceva per bene, diventando rosso e urlando come ogni buon Potter che si rispetti.
Non come Scorpius che preferiva il sarcasmo e una strategia passiva-aggressiva a uno scontro aperto.
E poi, un'altra cosa che lo faceva andare in bestia era che secondo la sua personalissima ottica, Scorpius non aveva nessun motivo valido per condannarlo a tre giorni di astinenza, cazzo!
Davis ci aveva provato con Scorpius, Scorpius apparteneva a James, James aveva scagliato un bell'orcovolante su Davis!
Merlino, aveva solo difeso il suo territorio, non ci vedeva nulla di male né di complicato da capire!
- Quello mi ha palesemente provocato! Maledizione Malfoy, ci ha provato con te e io ho reagito,  non puoi avercela con me per questo! - si ribellò in tono convinto, certo che stesse subendo un'ingiustizia.
-James, mi ha toccato il braccio a termine della partita per complimentarsi della vittoria di serpeverde! In quale dannato universo parallelo per te questo significa provarci?! - esclamò Scorpius, esasperato.
Inaspettatamente James sorrise del suo sorriso sfacciato e allegro.
Scorpius lo guardò male, di riflesso.
-Ma anche il tuo braccio é mio no? - domandò con un mezzo sorriso malizioso, avanzando lentamente verso di lui.
Scorpius inarcò le sopracciglia.
-Veramente é mio, se non ti dispiace.- precisò piccato, ma era meno acido ora che sorvegliava guardingo i movimenti di James.
Il moro rise leggermente mentre lo attirava di nuovo contro di sé per i fianchi.
Scorpius lo incenerì con lo sguardo, ma lo lasciò fare.
-Diciamo che é nostro. - gli concesse James, baciandogli una tempia.
Scorpius sbuffò e borbottò un "sei un idiota", ma James sorrise vittorioso nel sentire la sua mano posarsi leggera sulla propria schiena.
James poi lo guardò con uno sguardo così stranamente serio, insomma James non era mai serio, da costringere Scorpius a prestargli la sua più completa attenzione.
-Però questo é solo mio, chiaro? - domandò a bassa voce, posando una mano sul petto di Scorpius, all'altezza del cuore.
E poi cerchi di auto convincerti di non essere una persona sdolcinata James Sirius Potter... Ci manca solo che ti metti a vomitare miele e poi siamo apposto...
Scorpius gli rivolse una lunga occhiata meditabonda.
Era strana la sua espressione.
Era a metà tra quella di una persona che avrebbe voluto tirargli un pugno in faccia e una che avrebbe voluto baciarlo.
James abbandonò ogni parvenza di dignità sciogliendosi in un sorriso enorme e caldo, non appena percepì la mano libera di Scorpius, fredda e decisa, sovrapporsi alla sua, stringendola forte mentre lo guardava intensamente negli occhi.
E nel linguaggio di Scorpius quello significava "si, è solo tuo".
James gli baciò di nuovo i capelli - si era il re degli sdolcinati, e allora?! - e questa volta Scorpius si appoggiò a lui, ricambiando meglio l'abbraccio.
-Mi dispiace per Davis, ammetto di aver esagerato. - borbottò James al suo orecchio, di malavoglia.
In realtà non gli dispiaceva per niente.
Scorpius poteva dire quello che gli pareva, ma anche se il toccargli il braccio poteva pure essere stato un gesto innocente, James aveva perso il conto delle volte in cui aveva sorpreso il capitano di corvonero a guardare Scorpius con un po' troppa insistenza, per i suoi gusti.
Scorpius si staccò un po' da lui, guardandolo con serietà negli occhi.
-Gli chiederai scusa? - indagò, un sopracciglio inarcato.
James gli rivolse uno sguardo ribelle.
Eh no, questo era troppo, per le mutande di Merlino!
-James -  Scorpius strinse le mani sulle sue spalle e pronunciò il suo nome in modo perentorio quanto bastava da farlo sbuffare - Tre giorni senza sesso ti sono sembrati tanti? Pensa a tre mesi. - lo minacciò, ghignando.
Cioè ghignava! Lo stronzo ghignava pure!
James lo guardò malissimo.
-Sei una serpe! Un piccolo ricattatore manipolatore spietato e... -
Le labbra di Scorpius sulle sue erano morbide proprio come James se le ricordava.
E Scorpius era ancora un esperto a farlo stare zitto come si ricordava, ovviamente.
James lo strattonò verso di sé approfondendo il bacio, impetuoso.
Merlino, tre giorni senza questo...
Scorpius gliela avrebbe pagata cara.
Quando James cominciò a spingerlo senza particolare delicatezza verso un letto a caso - ne avevano ben cinque a disposizione, c'era l' imbarazzo della scelta - Scorpius non oppose resistenza, si limitò a baciargli il collo e a rivolgergli un maledetto sorrisetto calcolatore, da sotto in su. Però i suoi occhi erano stranamente caldi e privi di sarcasmo, erano gli stessi occhi che James sapeva di avere ogni volta che posava lo sguardo su Scorpius.
Cazzo biondino, allora qui siamo in due a poter vomitare miele, mi sa...
-Devo dedurre che ho vinto io, Potter? -
James gli rivolse un sorriso allegro e malizioso, mentre lo spingeva sul letto più vicino e gli andava sopra, intrecciando le dita nei suoi capelli biondi, fini e profumati come quelli di una ragazza.
Ovviamente questo non l'avrebbe mai detto a Scorpius, pena una dolorosa castrazione.
-Hai vinto tu. - gli concesse scoccandogli un bacio sulle labbra sottili.
Poi gli rivolse un sorriso sfacciato.
-In fondo non posso biasimare troppo Davis - allo sguardo perplesso di Scorpius si chinò sul suo orecchio -Merlino piccolo... la divisa da quidditch ti fa un culo da favola.-  gli bisbigliò roco.
Scoppiò a ridere forte contro i capelli di Scorpius quando un pugno per niente scherzoso lo colpì al fianco.

 

 


ANGOLINO

 

Ciao!
E' la prima volta che sperimento una James x Scorpius, spero di aver fatto un lavoro decente e soprattutto di averli caratterizzati bene!
Fatemi sapere se vi é piaciuta o anche se vi ha fatto schifo ;)
Un bacione e grazie a chiunque leggerà!
Fede <3

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Capitolo 2
*** Ti presento i miei ***


 

 

 

 

Ti presento i miei

 

 

 

 

Scorpius decise che la situazione andava affrontata di petto prima che degenerasse o quello scemo di Potter si facesse venire un esaurimento nervoso.

Fu per questo motivo che il terzo giorno in cui si trovava a casa per le vacanze di Natale entrò nello studio del padre.

Era stata sua madre a suggerirgli di coglierlo di sorpresa, mentre era immerso fino al collo in qualche “noiosa scartoffia del ministero”, in modo che non potesse eluderlo come aveva fatto da quando Scorpius era tornato e aveva cercato disperatamente di parlargli.

Scorpius esitò solamente un istante prima abbassare con decisione la maniglia ed entrare nello studio del padre, ostentando una sicurezza che non sentiva davvero.

Come da copione, Draco Malfoy sollevò un sopracciglio e lo guardò con aria molto scocciata al di sopra di quelli che avevano l'aria di essere documenti parecchio ufficiali e importanti, ma comunque non lo cacciò e Scorpius la ritenne già una piccola vittoria.

-Scorpius, sto lavorando. - lo informò asciutto, appoggiandosi con la schiena allo schienale della poltrona e sfilandosi con un gesto elegante gli occhiali da lettura dal naso.

Scorpius sollevò discretamente gli occhi al cielo, chiudendo la porta e facendosi avanti per la stanza perfettamente in ordine.

-Devo parlarti di una cosa papà. Ti prometto che non ci vorrà molto.- lo rassicurò, lasciandosi cadere di peso sulla poltrona davanti alla scrivania del padre e stravaccandosi in modo decisamente poco Malfoy.

Draco sollevò le sopracciglia, ma evitò di commentare i nuovi “barbari” modi di fare che Scorpius aveva acquisito da quando frequentava i Potter.

E li frequentava in tutti i sensi, uno di loro in particolare.

-Avanti allora, ma sbrigati, sono molto occupato. - lo spronò Draco, anche se sapeva benissimo ciò che il figlio voleva chiedergli da tre lunghi giorni.

Scorpius era molto bravo a nascondere le proprie emozioni, aveva preso da lui, ma proprio perché guardare Scorpius era come guardarsi allo specchio, Draco sapeva farlo meglio di chiunque altro.

Scorpius d'un tratto sembrò acquisire un'aria estremamente seria. Si mise a sedere dritto con la solita compostezza Malfoy e Draco interiormente tirò un sospiro di sollievo.

-Si tratta di James. - esordì secco, senza nessuna emozione tangibile nella voce.

-Chissà perché la cosa non mi stupisce particolarmente. - lo canzonò Draco, intrecciando le dita sulla scrivania e lanciandogli uno sguardo ironico.

Scorpius andò avanti, cercando stoicamente di ignorare i livelli di infida bastardaggine in cui il padre poteva ricadere certe volte.

-So che non ti piace particolarmente l'idea che io stia con un ragazzo, ma... -

-Non é l'idea di te con un ragazzo che mi turba. - sbottò Draco, interrompendolo – E' l'idea di te con Potter che non riesco ad accettare. -

Scorpius si trattenne con tutte le forze dallo sbuffare.

-Papà abbiamo fatto questo discorso un'infinità di volte. So che James non è esattamente il partito ideale, ma l'amore é cieco, non intelligente, ricordi? - domandò ironicamente, parlando in tono quasi annoiato.

Draco gli lanciò un'occhiata di rimprovero.

-Non dico che sia stato facile accettare la tua omosessualità, ma in fondo sei mio figlio, ti vorrei bene anche se fossi un magonò con tre occhi - sbottò Draco in tono brusco, quel tono che usava spesso con Astoria e Scorpius e che anche se non sembrava esprimeva totale amore verso di loro – Ma che tra tutti i ragazzi che ci sono ad Hogwarts tu abbia dovuto scegliere proprio Potter... -

-Papà, non mi ci sono messo insieme per farti dispetto. - gli fece presente Scorpius, vagamente divertito.

Suo padre si esibì in una faccia scettica e Scorpius sospirò prima di continuare.

-Papà, tu sai che sono stato molte volte sia a casa di Jamie che alla Tana... -

Draco storse il naso. Si, purtroppo lo sapeva.

-... e la sua famiglia é sempre stata molto carina con me, soprattutto sua nonna. -

-Sei qui per fare un paragone tra Molly Weasley e la tua di nonna o vuoi giungere al punto, Scorpius? - sbottò Draco, cominciando a spazientirsi.

Scorpius lo guardò male, assottigliando gli occhi grigi.

-Tu lo sai benissimo qual é il punto. Ti diverti solo a mettermi in difficoltà.-

Draco sorrise con un angolo della bocca.

-Solo un poco. Allora, questo punto? -

Scorpius lo guardò seriamente per lunghi istanti, tanto che Draco perse il sorriso, cominciando a preoccuparsi.

-Ho invitato James domani sera a cena e sei pregato di essere per lo meno accettabile con lui perché é già abbastanza agitato e nervoso per conto suo. -

Draco aprì leggermente la bocca, fissandolo.

Okay, questa non se l'aspettava.

Si era aspettato che Scorpius gli chiedesse, lo scongiurasse, di invitare quel pezzente del proprio ragazzo alla tenuta, permesso che alla fine gli avrebbe accordato, dopo averlo fatto un po' soffrire.

Decisamente non pensava che Scorpius lo avrebbe informato a cose fatte.

E soprattutto non pensava che avrebbe dovuto sopportare Potter così presto.

-E tua madre... - tentò di temporeggiare, ma Scorpius lo interruppe con un sorriso diabolico, cominciando ad alzarsi dalla poltrona.

-Mamma é più che d'accordo e si unisce a me nel chiederti di essere parzialmente gentile con James, e con parzialmente gentile intendiamo che rimanga ancora il mio ragazzo a fine serata.-

 

 

 

 

James spalancò le braccia, guardando speranzoso i due fratelli minori.

-Allora? Come sto? - li incalzò spazientito, visto che gli altri due si limitavano a fissarlo scioccati senza rispondere.

-James, lo sai che sei quasi decente quando non ti vesti come un mendicante? - ironizzò Al con un vago sorriso, mentre Lily rideva forte, rotolandosi sul letto di James su cui lei ed Al erano seduti.

James fece una smorfia, poi si voltò verso lo specchio, aggiustandosi con dita nervose la tristissima cravatta nera che si era dovuto far imprestare da zio Percy, l'unico che in famiglia non vivesse con la filosofia che i maglioni di Molly andassero bene ad ogni occasione.

-Sembro un damerino. - biascicò disgustato, guardando male il se stesso dello specchio.

-Sei carino invece. - decise di essere solidale Lily, arricciando il naso e smettendo per amore di James di ridere.

-Apparte i capelli... - mormorò Albus, lanciando un'occhiata sconsolata al casino che James aveva in testa. In fondo non poteva nemmeno dirgli niente, purtroppo i geni di Harry Potter avevano colpito anche lui. Lily, con i suoi fluenti e ordinati capelli rossi, si era miracolosamente salvata.

James guardò disperato Al dallo specchio, cercando freneticamente di appiattire i capelli castani con le mani.

-Giuro che ho provato a renderli decenti come mi ha detto Scorpius, ma nemmeno il gil che mi ha imprestato Hugo funziona! -

Albus roteò gli occhi.

-Vuoi dire gel. -

James sbuffò.

-Non metterti a fare il saputello Al, non é il momento.-

Lily piegò il capo, perplessa.

-Non capisco perché tu sia così nervoso. E' solo una cena! Hai cenato mille volte con Scorpius! -

-Si, ma questa non é una cena tra me e Scorpius. E' una cena con me, Scorpius e i coniugi Malfoy, non so se mi spiego!-

Albus assottigliò gli occhi, guardando il fratello maggiore con sospetto.

-Ehi,non ti stai tirando indietro vero? Scorpius ci tiene a questa sera, le sue lettere ormai non parlano d'altro. -

James non rispose, continuando a fissarsi nervoso allo specchio.

-James – insistette Al stringendo i pugni -Glielo hai promesso. Lui ci tiene. -

-Lo so, okay? - sbottò James lanciando un'occhiata irrequieta e irritata a Al attraverso lo specchio – Lo so che ci tiene, cazzo. Secondo te perché mi sono strizzato in questo abito assurdo e ho al collo una specie di guinzaglio?! Non me ne fotte un cazzo di quello stronzo di suo padre, lo sto facendo per lui, perché so che ci tiene che io sia accettato nella sua famiglia come lui lo é stato nella nostra, solo che evidentemente gli é sfuggito che noi siamo i Potter, Grifondoro e con la propensione ad accogliere chiunque, mentre loro i Malfoy, Serpeverde e molto... molto purosangue, non so se mi spiego! -

-E te ne accorgi ora? - sbottò irritato Al, alzandosi in piedi – Cazzo James, se non volevi questa cavolo di cena avresti dovuto dirglielo subito a Scorpius, prima che ci mettesse sopra il cuore! -

-Oh certo! - reagì James girandosi di scatto vero il fratello – Come se davvero fosse facile negare qualcosa a Scorpius! Come se io potessi davvero negargli qualcosa! -

I due fratelli rimasero a fissarsi con sfida finché Lily, rimasta fino a quel momento seduta e in silenzio, non si schiarì la gola.

-Va bene, comincia ad esserci troppo testosterone nella stanza per i miei gusti, credo che andrò a vedere se mamma ha bisogno d'aiuto con il pranzo. - annunciò in tono soave e un po' ironico, alzandosi con grazia e uscendo dalla stanza.

James ed Albus rimasero zitti finché la porta non si richiuse dietro di lei.

-Lui non é come tutte le civette che ti sei portato a letto prima di lui – esordì Al a bassa voce, gli occhi verdi fissi in quelli nocciola di Jamie -E' il mio migliore amico Jamie e quando vi siete messi insieme te l'ho detto fin dall'inizio che ti conveniva non fare stronzate con lui. -

-Al andiamo. E' con me che stai parlando. - fece James, cominciando ad innervosirsi -Sai che non farei mai del male a Scorpius. Sai quel che provo per lui. -

Al lo fissò con serietà, mentre si avviava lentamente alla porta.

-Lo spero – disse con voce incolore, una mano già sulla maniglia – Lo spero per te, perché sono un serpeverde anche io e se ferirai Scorpius me la pagherai, anche se sei mio fratello. -

Poi uscì dalla stanza, prima che James potesse dire qualunque cosa.

 

 

 

 

James si materializzò alle sette in punto fuori dai cancelli di villa Malfoy, come Scorpius gli aveva detto.

E, esattamente come gli aveva detto, il suo ragazzo era lì ad aspettarlo, con un allarmante, comune, banalissimo maglione alla babbana, grigio chiaro.

Scorpius inarcò le sopracciglia chiare mentre apriva il cancello e squadrava James da capo a piedi.

-Ho paura a chiederti come mai ti sei vestito come tuo zio Percy.-

James si limitò a sbuffare, mentre si protendeva a lasciargli un tiepido bacio sulla guancia. Scorpius inarcò ancora di più le sopracciglia; James non lo baciava mai sulla guancia, James considerava un vero bacio solo quelli che contemplavano tanta lingua e Scorpius avvinghiato a lui.

-Lascia perdere, é meglio. - borbottò James scontroso, allargandosi con due dita il nodo della cravatta che il padre gli aveva sistemato poco prima.

Era un po' irritato con Scorpius, a dire il vero.

Prima gli scassava i boccini dicendogli di essere presentabile, poi si faceva trovare con un semplicissimo maglione e guardava lui, lui che si era vestito così solo per fare una buona impressione su suo padre, come se fosse stato un vermicolo.

Scorpius spalancò gli occhi e in quel preciso momento James si rese conto di essere stato brusco.

Maledizione, che cavolo gli prendeva? Non era James quello brusco nella loro relazione, lui era quello scemo e sdolcinato, Scorpius quello brusco e e sarcastico.

James sospirò mentre attirava il suo ragazzo in un soffocante abbraccio da orso.

-Scusa piccolo, sono solo un po' nervoso.-

-Mh. - Scorpius gli allacciò le braccia al collo, guardandolo intensamente – Tutto bene, James? -

James scoppiò in un gran sorriso, ma Scorpius non sembrava molto rassicurato.

-Certo che va tutto bene! Perché me lo chiedi? -

-Forse perché sei molto strano? Più del solito? - domandò Scorpius sarcasticamente.

James ridacchiò leggermente, ma Scorpius si era notevolmente incupito.

-James, se c'è qualcosa che non... -

James lo interruppe con un tempestivo e prepotente bacio. Scorpius rimase immobile per un istante poi, suo malgrado, ricambiò il bacio, intrecciando le dita nei capelli della nuca di James mentre l'altro gli stringeva la vita con le braccia.

Al termine del bacio James sorrideva luminoso, Scorpius era sempre più rigido.

-Va tutto bene. - ripeté cercando di suonare convincente, cosa che non gli riuscì molto bene a giudicare dall'espressione di Scorpius.

-James... -

-Ehi, mi sto gelando qua fuori e tu sei pure senza cappotto... che dici se andiamo dentro? -

Scorpius strinse le labbra in una linea sottile, poi sospirò arrendendosi.

-Avanti, vieni. -mormorò afferrando una mano fredda di James e cominciando a tirarlo verso l'ingresso della villa.

James sciolse la presa dalla sua mano per passagli il braccio intorno alle spalle, stringendoselo contro e baciandogli una tempia.

E anche se all'apparenza sembrava il solito Jamie sbruffone e teneramente prepotente, Scorpius non si sentiva del tutto rassicurato.

 

 

 

 

James continuava a battere molesto il piede sotto il tavolo, mentre con una mano giocava nervosamente con la sfilza di posate accanto al suo piatto, gli occhi persi sulla tovaglia ricamata.

Scorpius, seduto accanto a lui, lo fissava con la coda dell'occhio, irritato, mentre Draco guardava a sopracciglia inarcate la moglie, che sorrideva forzata e rivolgeva eloquenti occhiate di ammonimento al marito.

-Allora James – esordì Astoria con un sorriso dopo dieci minuti di quel siparietto. James alzò di scatto la testa dal piatto mandando a schiantare la forchetta con cui stava giocando sul tavolo, producendo un rumore fastidioso. - Scorpius dice che dopo Hogwarts ti piacerebbe diventare un giocatore di quidditch professionista. -

-Ahm si, qualcosa del genere si. - rispose James, dimenandosi sulla sedia e cercando disperatamente di allargare la cravatta.

Maledizione, sia Scorpius che i genitori erano vestiti in modo parzialmente informale, sicuramente imbeccati da Scorpius per non farlo sentire a disagio, mentre lui sembrava un dannato damerino.

-Un progetto un po' pretenzioso. - intervenne Draco in tono neutro, tagliando con eleganza la carne.

Gli occhi di James scattarono immediatamente su di lui.

-Troppo pretenzioso dice? No perché io non sono una persona arrogante, niente affatto, anzi volo basso, molto basso, bassissimo. - si agitò James, guardando Draco in ansia.

L'uomo inarcò le sopracciglia.

-Un uomo privo di qualsiasi ambizione non sarà mai destinato a fare carriera, James.-

-Io... - cercò di recuperare James, ma Scorpius lo prevenne.

-James é bravissimo papà e sono sicuro che farà molta carriera nel quidditch. - disse in tono freddo, guardando male il genitore insieme alla madre.

Draco sorrise stringendosi elegantemente nelle spalle, continuando a mangiare con tranquillità.

Scorpius gettò un'occhiata preoccupata a James, che era di un allarmante color prugna.

-Ehi, tutto bene? - sussurrò per non farsi sentire dai genitori.

James si limitò a un sorriso falso, prima di svuotare in un sol sorso il suo bicchiere di vino.

-Non me ne intendo molto di quidditch, ma credo che tu sia molto fortunato ad essere così bravo in qualcosa. - cercò di metterlo a suo agio Astoria, sorridendo gentile e parlando allegra.

Sul serio, James voleva baciarla.

-Beh si, me la cavo. -sorrise James, cominciando a sciogliersi. Scorpius, accanto a lui, si rilassò un poco. Voleva bene a suo padre, ma avere sua madre dalla sua parte era un vero sollievo.

-E sei un cercatore come Scorpius? - domandò la donna.

-No, sono un cacciatore. - rivolse un sorriso storto a Scorpius – Altrimenti Serpeverde non sarebbe la squadra che riesce sempre a prendere il boccino. -

Scorpius gli rivolse un sorriso sarcastico.

-Ti batterei anche in quel caso. -

-I nostri geni dicono il contrario. - scherzò James in tono leggero, prima di rendersi conto dell'enorme cazzata appena pronunciata.

Osservò con errore gli occhi di Scorpius allargarsi e Astoria trattenere bruscamente il respiro, mentre la sala da pranzo sprofondava nel silenzio più assoluto. Sinceramente, non aveva il coraggio di guardare verso Draco Malfoy.

Merlino, come diavolo gli era venuto in mente di alludere alle perenni sconfitte che suo padre, Harry Potter, aveva sempre inflitto a Draco Malfoy durante la loro esperienza scolastica?

Sicuramente Scorpius era molto più talentuoso come cercatore del padre alla sua età, ma forse non era stata proprio una genialata dirlo, ecco.

-Spiritoso e inopportuno – disse infine Draco, in tono pesantemente sarcastico – Proprio come tuo padre. No, direi che i geni non mentono. -

James si voltò a guardarlo, irritato, ma le unghie di Scorpius che sprofondavano nella sua coscia lo indussero a rimanere zitto.

Draco lo fissò come a valutarlo e James non lo sopportava.

Sapeva bene cosa pensasse Draco Malfoy di lui, quanto lo ritenesse inappropriato per il suo piccolo, prezioso, amato Scorpius.

-E tuo padre non vorrebbe che tu diventassi un auror come lui? Saresti un altro eroe ad aggiungere alla collezione. - continuò Draco, atono.

-Papà! -sibilò Scorpius, mentre Astoria si prendeva la fronte con una mano, cominciando a sentirsi provata per quella sorta di duello.

James assottigliò gli occhi e,ovviamente, rispose alla provocazione.

-Mio padre ha passato tutta la vita a combattere sacrificando sempre tutto ciò che amava. Quindi no, direi che vedere i suoi figli diventare auror sia l'ultimo dei suoi desideri. -

-Giusto, dimenticavo l'ottusa bontà che caratterizza tuo padre. Mancanza di ambizione e cieco spirito Grifondoro. Dubito che tu possa davvero reggere il confronto con Scorpius.- commentò Draco con noncuranza, prendendo un sorso di vino.

James scattò in piedi, furente, e Scorpius si affrettò ad alzarsi e a trattenerlo per un braccio, allarmato.

Astoria era tesa e rigida, mentre Draco pareva tranquillo e imperturbabile, un sorriso stronzo sulle labbra.

-James, calmati per favore. - sussurrò Scorpius, ma James se lo scrollò brusco di dosso, facendolo barcollare leggermente all'indietro. Draco smise di sorridere.

-Dovrei andare in bagno. - disse gelido James, guardando solo Astoria, che si affrettò ad annuire.

-Certo, é al piano di sopra, terza porta a destra. -

James annuì rigido, poi voltò le spalle al tavolo e si diresse a passo sostenuto verso le scale, senza degnare Scorpius di un solo sguardo.

 

 

 

 

-Draco, non ho parole. -

Draco sbuffò, continuando con noncuranza a mangiare nonostante lo sguardo di disapprovazione della moglie e quello decisamente accusatorio di Scorpius. Ad essere sincero, tra i due era quello del figlio che gli risultava più difficile da sostenere.

-Ti avevo chiesto di essere gentile, ti avevo pregato di... -

-Non sono stato io il primo a rendere l'aria pesante. - la interruppe Draco, altero.

-James ha fatto solo una battuta. - intervenne Scorpius, in tono esasperato – Era stupida e fuori luogo, va bene, ma é James, James é fatto così, é stupido e fuori luogo. -

-Sembra proprio l'uomo ideale. - ironizzò Draco, guardando il viso del figlio, così simile al suo.

Scorpius sospirò, evitando di replicare.

-Vado da lui, sperando che non sia scappato dalla finestra. -

Detto questo si precipitò sulle scale, sotto lo sguardo pensieroso del padre.

-Sarai soddisfatto. - sibilò Astoria.

Draco non le rispose, in mente la faccia stupita e ferita di Scorpius quando James lo aveva spinto via.

Sospirò.

No, non era soddisfatto.

 

 

 

 

Okay, l'ultima cosa che Scorpius si sarebbe aspettato era vedere il suo ragazzo tentare davvero la fuga dalla finestra.

Quando dopo aver bussato per cinque minuti buoni aveva aperto la porta del bagno trovandolo deserto, aveva cominciato a cercare James nelle altre stanze, un vago senso di inquietudine ad animarlo.

Alla fine lo aveva trovato nella stanza degli ospiti, a cavalcioni della finestra spalancata, una quasi comica espressione colpevole sul volto.

Scorpius rimase per un lungo istante immobile sulla soglia, una mano sulla maniglia e un'espressione pietrificata sul volto.

James lo guardò, colpevole e dispiaciuto.

-Scorpius, posso... -

-Non ci posso credere. - sussurrò Scorpius, riprendendosi e chiudendo lentamente la porta dietro di sé, la rabbia che lentamente sostituiva la sorpresa.

-Avevi davvero intenzione di svignartela mollandomi qui da solo senza dirmi niente? Cosa cavolo avrei dovuto dire ai miei quando mi avrebbero chiesto dove fossi finito? Ti rendi conto della posizione in cui mi avresti messo? James mio Dio, come puoi essere tanto stupido! -

-Beh, credimi, tuo padre avrebbe stappato una bottiglia, non preoccuparti! - rimbeccò James, irritato.

Scorpius si portò le mani tra i capelli, ridacchiando incredulo.

-Dio, non ci credo...-

-Cosa ti aspettavi, eh?- sbottò James, sentendo tutta la tensione accumulata verso Draco Malfoy esplodere. Solo che stava esplodendo verso il Malfoy sbagliato – Che me ne restassi lì a farmi prendere per il culo da paparino per tutta la sera? -

-Mi aspettavo che avremmo affrontato la cosa insieme. - ribatté Scorpius, le labbra strette in una linea sottile.

-Certo, proprio come l'abbiamo anche decisa insieme eh? -ironizzò James, un attimo prima di realizzare di essere un vero stronzo.

Scorpius sbarrò gli occhi e James si odiò nel vedere la sua sicurezza Malfoy infrangersi davanti ai suoi occhi.

-Eri d'accordo. - mormorò poi Scorpius con voce fredda – Se non volevi venire qui, bastava dirlo James. Sei un Grifondoro, il coraggio non dovrebbe mancarti in teoria.-

-Io non volevo venire qui, ma tu mi avresti ucciso se ti avessi detto di no! Cazzo odio tuo padre, okay? E' un odioso bastardo e mi ha sminuito per tutta la sera! Andiamo, é chiaro che pensa che io non sia alla tua altezza! - si sfogò James, senza nemmeno pensare a quello che stava dicendo.

Scorpius abbassò un istante il viso e quando lo rialzò aveva il sorriso più triste del mondo.

Davvero, James si sentiva un'autentica merda.

-Sai James, forse il problema non é mio padre ma te e quello che pensi della nostra relazione. -

-Andiamo Scorpius – fece James, nervoso – Lo sai che ci tengo a te. -

-Si, lo vedo. - replicò Scorpius, guardando con occhi ironici James ancora a cavalcioni della finestra. Sospirò, scuotendo la testa. Quando lo guardò, James quasi rabbrividì nel vedere la stessa identica espressione di disprezzo di Draco Malfoy sul viso del suo Scorpius.

-Sai che ti dico? Vattene se vuoi, ma usa la porta. Non ho né tempo né voglia di raccattare le tue ossa dal giardino. - disse freddamente, poi uscì dalla stanza, sbattendo forte la porta.

 

 

 

 

 

James non si era mai sentito tanto depresso prima d'ora.

Draco Malfoy in fondo aveva ragione a non volerlo come ragazzo di Scorpius. Era una nullità, un codardo che tagliava la corda dalla finestra come neanche l'ultimo dei Tassorosso avrebbe fatto.

Era ancora dove Scorpius lo aveva lasciato, seduto sul davanzale della finestra, a fumarsi una sigaretta con la stessa aria melanconica di un barbone.

Solitamente non avrebbe fumato nella villa lussuosa dei Malfoy, ma dato che i genitori di Scorpius già lo odiavano tanto valeva ottenere il quadro completo.

Aveva preso il vizio del fumo da suo cugino Freddie, che amava le mode babbane.

Si era portato dietro un pacchetto per premiarsi con una sigaretta alla fine della cena, anche se sapeva che Scorpius disapprovava il fatto che fumasse.

Aveva pensato che una volta terminata la cena con successo avrebbe potuto concedersela una sigaretta in giardino, possibilmente con Scorpius da strapazzare un po' sulle gambe.

Quanto si era sbagliato, cazzo.

Sapeva che avrebbe dovuto cercare Scorpius e chiedergli scusa oppure tornare di sotto, dato che era sparito da almeno mezz'ora.

Chissà, pensò con un sorriso amaro, forse Draco Malfoy avrebbe pensato che fosse incontinente.

Un altro suo difetto da comunicare con gioia a Scorpius, probabilmente.

Trasalì, quando sentì bussare alla porta.

Preso dal panico spense la sigaretta sul bordo della finestra per poi lasciarla cadere in giardino.

Cazzo, sperava non si sentisse troppo la puzza di fumo.

Prima che potesse scendere dalla finestra, la porta si spalancò e James voltò la testa, sperando che fosse Scorpius armato di inaspettato spirito di perdono.

Si incupì.

Non era Scorpius.

-Scorpius non mi aveva detto che fumassi. - commentò Draco Malfoy con le sopracciglia inarcate, avanzando lentamente verso di lui e guardandosi in giro come se si aspettasse di trovare nascosta nel suo bagno una scorta d'erba.

-Solo ogni tanto, per rilassarmi. - si difese James, guardingo.

Draco annuì, puntando gli occhi verso di lui.

James deglutì, estremamente a disagio.

Non era affatto una buona cosa che Scorpius avesse gli stessi occhi di Draco Malfoy, proprio per niente.

Non era mai lucido con gli occhi di Scorpius puntati nei suoi.

Non era mai lucido quando c'era Scorpius nei paraggi, in generale.

-Ti ho spaventato così tanto che pensavi di tentare la fuga dalla finestra? - domandò ironicamente Draco, appoggiandosi con eleganza alla parete alla destra di James.

Il ragazzo abbassò gli occhi, ripensando alla discussione avuta poco prima con Scorpius.

-Sono un codardo. Scorpius mi odierà a morte. -

-Purtroppo, credo di dover contraddirti.-

James alzò di scatto il volto, incontrando il sorriso un po' tirato di Draco.

-Ha detto a me e a sua madre che avevi ricevuto un gufo da casa e che ti eri dovuto smaterializzare per un problema familiare. Suppongo sia stato da parte sua un modo un po' goffo per proteggerti dal nostro giudizio.-

James boccheggiò, incredulo. Al momento era diviso tra l'amore totalizzante che provava per Scorpius e la vergogna e il disgusto che provava verso se stesso.

Draco lo guardò beffardo per un istante, poi sospirò.

-Conosco mio figlio abbastanza bene da capire quando mente. E conosco abbastanza bene il carattere di voi Potter per capire dove fossi tu. Sapevo che, nonostante tutto, non potevi essertene ancora andato. Non avresti lasciato Scorpius così. -

James lo fissò intensamente, cercando di capire dove volesse arrivare Draco Malfoy e se stesse tramando qualcosa di subdolo nei suoi confronti.

-Lei pensa che io non sia abbastanza per Scorpius. - affermò, in tono duro.

Draco ricambiò lo sguardo, con estrema tranquillità.

-Si, lo penso.-

-Beh allora mi dispiace molto per lei. - sbottò James infiammato, mettendosi in piedi e voltandosi del tutto verso di lui – Mi dispiace perché io non mi toglierò di torno finché non sarà suo figlio a chiedermelo e fino a quel momento gli starò appiccicato perché lo amo e, mi creda, non l'ho mai detto a nessuno prima d'ora, nemmeno a lui.-

Draco continuava a fissarlo, calmo e imperturbabile. Odiosamente calmo e imperturbabile.

-Va bene. -

James lo fissò a bocca aperta.

-Come? -

Draco gli rivolse un'occhiata spazientita.

-Sei sordo per caso? Ho detto che va bene. Certo, se davvero la tua permanenza nella nostra vita dipende da Scorpius temo che non ci libereremo di te tanto facilmente, ma va bene. -

-Ma... - James era sconvolto – Ma lei mi odia!-

Draco inarcò le sopracciglia.

-Vero. Ma non odio mio figlio e di certo non voglio che lui odi me e, credimi, il suo sguardo su di me quando hai lasciato la sala da pranzo era odio puro. -

James rimase a lungo in silenzio, meditando sulle parole di Draco.

-Sono stato un cretino. Con lui, intendo. -

Draco roteò gli occhi e James sorrise con un angolo della bocca, perché anche Scorpius faceva così quando litigavano.

-La cosa non mi stupisce particolarmente. - sospirò – L' ho visto uscire in giardino e ti conviene farci pace e riportarlo in casa in fretta Potter, é senza cappotto e se si ammala saprò chi uccidere. -

James sorrise, non particolarmente turbato dalla minaccia di morte.

-Anche ad Hogwarts esce sempre senza mantello. Gli metto sempre il mio sulle spalle, anche se si lamenta un po' prima. -

L'espressione disgustata di Draco era quasi comica.

-Non credo di voler sapere i dettagli della vita amorosa di mio figlio – lo fissò intensamente – Mi basta sapere che é felice. -

-Lo sarà. - giurò James, disgustosamente e melensamente sincero.

Draco roteò nuovamente gli occhi.

-Muoviti Potter. Probabilmente starà pensando che sei andato a suicidarti da qualche parte. -

James annuì, avviandosi velocemente verso la porta.

All'ultimo, si voltò verso Draco con la testa.

-Signor Malfoy... grazie.-

Draco non rispose, ma James avrebbe potuto giurare che, un minuto prima di uscire dalla stanza,lo avesse visto sorridere con un angolo della bocca.

Poteva anche essere semplicemente una smorfia, cosa molto più probabile, ma nessuno gli tolse mai dalla testa che, quella sera, Draco Malfoy gli aveva sorriso.

 

 

 

 

 

Era seduto sull'erba.

Si teneva le gambe abbracciate e aveva il mento posato sulle ginoccia e a James in quel momento sembrava così piccolo e ossuto che aveva solo voglia di stringerlo e scompigliarlo di baci.

Si avvicinò lentamente a lui e si inginocchiò alle sue spalle.

Scorpius sobbalzò appena quando James gli sistemò il cappotto sulle spalle, ma comunque si riprese abbastanza in fretta da gettargli subito dopo un'occhiata omicida.

-Che ci fai ancora qui? -borbottò acido, cercando di alzarsi.

James scattò immediatamente, bloccandolo per un polso e costringendolo a rimanere seduto davanti a lui, mentre gli circondava il busto con le braccia e i fianchi con le gambe.

-Se ti dico che mi dispiace e sono un idiota? - sussurrò baciandogli delicato il collo.

Scorpius rabbrividì, smettendo miracolosamente di dimenarsi.

-Potrebbe bastare se... -

-Se? - lo incalzò James, ansioso di farsi perdonare.

Scorpius sospirò, girando appena la testa per poterlo guardare negli occhi.

-Se ti dico che dispiace anche a me. -

James sorrise, appoggiando la fronte a quella del più piccolo.

-E se ti dico che ti amo? -

Sentì Scorpius irrigidirsi contro il suo corpo e sperò davvero che fosse solo un'atipica reazione nello stile Malfoy e non un doloroso rifiuto.

-E' davvero questo il modo in cui hai pensato di dichiararti per la prima volta? - sussurrò poi Scorpius.

James sorrise, completamente rimbecillito.

Gli occhi di Scorpius illuminati dalla luna erano ancora più micidiali del solito.

-Tanto credevo che uno intelligente come te l'avesse già capito. -

Scorpius inarcò le sopracciglia.

-Che sei idiota? -

James rise, di quella risata simile a un latrato che Scorpius amava.

-Anche. Ma intendevo che ti amo. -

Scorpius lo fissò un istante,incredulo, poi sorrise, in quel modo dolce con cui raramente sorrideva.

-E se ti amassi anche io? Che succede? -

James fece finta di pensarci.

-Beh, secondo tuo padre rimmarrei tra i piedi per un bel po' di tempo. -

Scorpius sorrise, lo sguardo che gli era sceso sulla sue labbra.

-Quanto tempo? -

-Per sempre. - sussurrò James, prima di baciarlo.

 

 

 

 

Angolino

 

Ehm.. salve ^^

Ho deciso di aggiungere un capitolino alla mia vecchia shot, perché l'ispirazione su sti due non mi abbandona mai del tutto! Sono troppo carini insieme e mi piacerebbe che ci fossero più storie su di loro! Quindi chissà, magari aggiungerò qualche altra storia in futuro!

Intanto buona lettura e un bacione!

Fede :*

 

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